Quindi per voi il problema - in Italia - semplicemente è la mancanza di massa critica atta a giustificare altri modelli editoriali?
No: è la mancanza di contenuti di qualità. Se quello che mi offre a pagamento un editore è allo stesso livello di chi scrive per hobby a tempo perso mi rifiuto di pagare. La merda pretendo sia gratis se non c'è valore aggiunto.
E se questo vale per me che ho passato un decennio a sfogliare Zzap!, C+VG e Mega\Super Console cosa può pensare chi, più giovane, comincia abituandosi alla "merdaggratis" su internet?
Se poi comincio a sospettare che il sito o rivista X consideri i soldi degli inserzionisti migliori dei soldi clienti me ne allontano. E lì deve essere il sito rivista a convincermi con la qualità a tornare indietro, che dei loro piagnistei se smettono di sottopagare giovani ingenui me la rido.
Poi l'attuale impostazione è un po' capziosa dalle fondamenta.
Mi spiego: sono finiti gli anni '80 dove uno sconosciuto ragazzino di talento manda un demo a una rivista e lì tutti a incensarlo. Ci sono NDA a oltranza e un marketing che costa più dello sviluppo del gioco: tolti rarissimi casi, tutto quello che si viene a sapere è solo ed esclusivamente quello che vuole il producer nel modo che vuole. Punto. Pagare per leggere pubblicità infiocchettata per sembrare un articolo? No.
Passando alle recensioni se sono tutte uniformi, prive di approfondimento dove serve, personalità e di spunti perché dovrei pagare?
Di sicuro non considero un'alternativa credibile la furbizia di Edge che stronca il titolo famoso, magari con motivazioni ridicole solo per il clamore che ne seguirà.