Ma immagino che la critica di Fleym sia appunto di non ragionare per fazioni e di avere ben chiara una visione d'insieme
Infatti non dico che tutto il cinema\letteratura NON mainstream sia una Korazzata Kotiomkin, ci sono anche dei prodotti realmente ragionati, che richiedono una preparazione come presupposto per essere apprezati. Che poi manchi è un altro discorso.
Però ci sono anche autori che riescono a fare un prodotto con più livelli di lettura, accessibile, senza scadere nella pedanteria pedagogica o nel solipsimo da intelletuale.
Dune è una rilettura fantascientifica del Principe di Macchivelli accessibile a tutti.
2001 Odissea nello spazio è un film di enorme successo commerciale che comunica la necessità dell'Uomo di evolversi continuamente, non solo di evolvere i propri strumenti
The last of us, da quanto ho capito da Wiskast, è un raro esempio di prodotto mainstream con più livelli di lettura sviscerabili dal comportamento dei personaggi, con un finale ragionato, non il classico happy end appicicato perché la massa lo vuole.
Sono rari, ma sono quei prodotti ponte tra un Michael Bay e un Wim Wenders che aiutano il pubblico a cercare qualcosa in più dell'appagamento immediato; da lì c'è chi vuole ancora più spessore e chi invece si accontenta.
Io partirei da questi per una visione d'insieme che col tempo può portare una critica ragionata non autoreferenziale. Visione d'insieme più che mai fondamentale in un medium che più degli altri vive sia subendo che sfruttando limitazioni tecniche, la necessità immediata di monetizzare e di costruire hype.