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Autore Topic: Non è più possibile fare giochi che piacciano  (Letto 2288 volte)

StM

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Re: Non è più possibile fare giochi che piacciano
« Risposta #15 il: Ottobre 02, 2007, 13:01:04 »

Per quanto il fattore longevità non sia da porre nella valutazione in modo assoluto, io ci vedo una stretta correlazione con il prezzo, e anche un intenditore (anzi, soprattutto, visto che magari è uno dei pochi che non pirata) non può far finta che il prezzo non vada considerato...

Magari non sarete d'accordo, o mi direte: eh ma poi esce come budget. Ok, a quel punto verrà meno un punto a sfavore, o meglio cadrà un ostacolo :boh2:

Magari non siete nemmeno d'accordo sulla correlazione longevità-prezzo? ;D
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Doom

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Re: Non è più possibile fare giochi che piacciano
« Risposta #16 il: Ottobre 02, 2007, 13:57:39 »

Il problema nasce dal fatto che il prezzo tende ad essere standardizzato dall'industria, quindi un FPS che offre 30 ambienti di gioco lo si paga tanto quanto quello che ne offre 50 (da vedere poi se l'esperienza del primo supera quella del secondo). Tralasciando il genere, ognuno valuterà se è il caso di spendere sessanta euri per sei ore pregne di avvenimenti ed emozioni (Heavenly Sword piuttosto che Metal Gear Solid o.. vabbè avete capito) oppure per ottanta ore, 3/4 delle quali passate a farmare (dice benissimo ABS nell'intervento precedente). Sono due diversi approcci al gioco che richiedono però il medesimo esborso in termini economici. In ogni caso, questo suggerisce in che misura potrebbe essere compromesso il giudizio in sede di valutazione del gioco (esempio recente è quel simulatore bellico precisissimo e ultra-realistico venduto a cifre da due zeri ma dichiaratamente rivolto ad una esigua utenza di appassionati).
« Ultima modifica: Ottobre 02, 2007, 14:12:56 da Doom »
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Coolcat

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Re: Non è più possibile fare giochi che piacciano
« Risposta #17 il: Ottobre 02, 2007, 14:11:56 »

Mah, anche il discorso del denaro lo capisco poco. Sarà pure soggettivo il valutare 10 ore intensissime e perfette ben meritevoli di quei 50 euro piuttosto che la marronaia di FFXII? (soggettivo vuole dire che qualcuno può ribaltare questa mia osservazione per i due titoli).

Quando coomprate un libro mica lo misurate in pagine, eppure ci sono libri che si leggono in un pomeriggio e che nuovi costano 25 euro.

Se uno per otto ore si emoziona e magari in quel videogico ha trovato un arricchimento per se stesso pagherà volentieri la cifra richiesta. Non sono mica il pane, un bene che deve per forza piovere in abbondanza nelle case degli italiani, è ora che ogni consumatore si assuma la responsabilità di distinguere a cosa vuole giocare.

La stampa beh, quella è un'altra storia, ma a maggiore ragione una più ampia consapevolezza degli utenti permette di non passare il tempo a prendersela con i redattori, come se facessero il lavaggio dle cervello.
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lamb-O

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Re: Non è più possibile fare giochi che piacciano
« Risposta #18 il: Ottobre 02, 2007, 14:19:40 »

Magari non siete nemmeno d'accordo sulla correlazione longevità-prezzo? ;D
Personalmente no; specialmente se vogliamo pensare che il videogioco possa essere una forma d'arte. Un posto in sala per la commedia di 90 minuti non costa meno di uno per l'ultimo gigante di Terrence Malick, e giustamente.
Le recensioni ci sono, no? Beh, se la recensione mi dice "ti dura tre giorni, ma saranno tre grandi giorni" sta a me ponderare. TGM valuta anche il qualità/prezzo, vuol dire che se un gioco esce budget gli danno dieci punti in più?

Questo senza considerare la buona vecchia tesi per cui il voto/punteggio non significhi praticamente niente...
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StM

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Re: Non è più possibile fare giochi che piacciano
« Risposta #19 il: Ottobre 02, 2007, 14:27:10 »

Il problema nasce dal fatto che il prezzo tende ad essere standardizzato dall'industria, quindi un FPS che offre 30 ambienti di gioco lo si paga tanto quanto quello che ne offre 50 (da vedere poi se l'esperienza del primo supera quella del secondo). Tralasciando il genere, ognuno valuterà se è il caso di spendere sessanta euri per sei ore pregne di avvenimenti ed emozioni (Heavenly Sword piuttosto che Metal Gear Solid o.. vabbè avete capito) oppure per ottanta ore, 3/4 delle quali passate a farmare (dice benissimo ABS nell'intervento precedente). Sono due diversi approcci al gioco che richiedono però il medesimo esborso in termini economici. In ogni caso, questo suggerisce in che misura potrebbe essere compromesso il giudizio in sede di valutazione del gioco (esempio recente è quel simulatore bellico precisissimo e ultra-realistico venduto a cifre da due zeri ma dichiratamente rivolto ad una esigua utenza di appassionati).
Diciamo che un gioco troppo corto mi può lasciare insoddisfatto. O meglio: se un gioco è straordinariamente divertente, ma dura poco (diciamo, meno di 20 ore), mi lascia l'amaro in bocca, anche perché io non sono tipo da rigiocarselo da capo perché magari s'è sbloccata la belinata, e per quanto potesse essere divertente la prima volta, la seconda il deja-vu mi rovinerà l'esperienza (vabbe', lo ammetto, alla decima volta che ricominciavo Zelda: Ocarina of Time il Grande Albero Deku mi ha un po' scassato :asd:). Ovviamente non sto considerando il caso del videogame episodico, anche se generalmente mi secca dover aspettare del tempo per vedere come va a finire una storia (sì, dai, sono capriccioso, l'avete capito :asd:).

Doom era un videogioco della lunghezza giusta, e le migliaia di mappe fan-made (e poi Doom 2) soddisfacevano chi non ne aveva avuto abbastanza.

Anche i riempitivi ovviamente non mi esaltano. In FF12 per arrivare alla tomba di Nonsochì ti devi attraversare un deserto pieno di 2 tipi di nemici (con altri 3-4 più rari): ma pieno proprio, e lungo, e noioso. Datemi metà dei personaggi, metà dei nemici, metà dei punti esperienza richiesti, no? Giocherò 40 ore invece di 80, la storia non subirà modifiche, avrò semplicemente perso meno tempo :boh2:.

Il gioco più soddisfacente da questo punto di vista che io abbia giocato finora è Zelda: The Minish Cap. Non mi sono annoiato MAI, è durato il giusto, alla fine sono stato soddisfatto, mi hanno divertito molto anche le side quest e non mi sono tolto la pelle per terminarle al 100%.
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StM

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Re: Non è più possibile fare giochi che piacciano
« Risposta #20 il: Ottobre 02, 2007, 14:34:10 »

Magari non siete nemmeno d'accordo sulla correlazione longevità-prezzo? ;D
Personalmente no; specialmente se vogliamo pensare che il videogioco possa essere una forma d'arte. Un posto in sala per la commedia di 90 minuti non costa meno di uno per l'ultimo gigante di Terrence Malick, e giustamente.
Le recensioni ci sono, no? Beh, se la recensione mi dice "ti dura tre giorni, ma saranno tre grandi giorni" sta a me ponderare. TGM valuta anche il qualità/prezzo, vuol dire che se un gioco esce budget gli danno dieci punti in più?

Questo senza considerare la buona vecchia tesi per cui il voto/punteggio non significhi praticamente niente...
Trovo che sia stupido buttare il prezzo all'interno del giudizio di una recensione. Cioè, una recensione deve esprimere un giusto parere sulle scelte di distribuzione, ma il giudizio sul gioco in sé dev'essere distinto. Come acquirente, però, io al prezzo bado. Ai videogiochi, come ai libri, come ai film. E più volte ho sbagliato a pagare certe cose più del loro valore :boh2:
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Coolcat

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Re: Non è più possibile fare giochi che piacciano
« Risposta #21 il: Ottobre 02, 2007, 14:47:54 »

Magari non siete nemmeno d'accordo sulla correlazione longevità-prezzo? ;D
Personalmente no; specialmente se vogliamo pensare che il videogioco possa essere una forma d'arte. Un posto in sala per la commedia di 90 minuti non costa meno di uno per l'ultimo gigante di Terrence Malick, e giustamente.
Le recensioni ci sono, no? Beh, se la recensione mi dice "ti dura tre giorni, ma saranno tre grandi giorni" sta a me ponderare. TGM valuta anche il qualità/prezzo, vuol dire che se un gioco esce budget gli danno dieci punti in più?

Questo senza considerare la buona vecchia tesi per cui il voto/punteggio non significhi praticamente niente...
Trovo che sia stupido buttare il prezzo all'interno del giudizio di una recensione. Cioè, una recensione deve esprimere un giusto parere sulle scelte di distribuzione, ma il giudizio sul gioco in sé dev'essere distinto. Come acquirente, però, io al prezzo bado. Ai videogiochi, come ai libri, come ai film. E più volte ho sbagliato a pagare certe cose più del loro valore :boh2:

Appunto, infatti spetta solo al consumatore valutare cosa reputa giusto aspettarsi da quei 50 euro spesi. Ma mettere il prezzo in correlazione con la longevità come parametro critico per la valutazione di un gioco mi pare se non altro anacronicstico.
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Turrican3

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Re: Non è più possibile fare giochi che piacciano
« Risposta #22 il: Ottobre 02, 2007, 15:09:08 »

Troppi parametri in gioco IMHO, molti dei quali non valutabili in senso assoluto ma "solo" relativo.

Due giochi di pari prezzo, genere e intensità ludica, in cui il primo dura la metà del secondo a mio avviso non possono essere valutati allo stesso modo.

La longevità tra l'altro è a sua volta un parametro estremamente dipendente dal genere: un God of War da 80 ore (ma anche fossero 40 cambierebbe ben poco) non so come potrebbe essere accolto dal pubblico e dalla critica. Troppo lungo e quindi noioso oppure intensissimo e da elogi a manetta?

Viceversa un Final Fantasy da 10 ore verrebbe sicuramente stroncato per longevità inesistente.

Epperò, se lo commercializzassero a 15-20€... ;)
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