Ecco, probabilmente cercano un videogioco inteso come forma di intrattenimento interattiva, che non abbia la passività pratica di un libro o di un film. Ho specificato passività "pratica" perché i film e i libri mantengono comunque un'attività mentale, mentre il videogioco spinge il giocatore a mantenersi attivo sia mentalmente che praticamente.
Mah. E' molto difficile comprendere cosa voglia esattamente un giocatore, quando lo privi della difficoltà. Dal mio punto di vista le aspettative sono variegate più o meno come il pubblico che le attende. C'è il lavoratore stanco che non chiede altro che qualche nemico idiota su cui sfogare la propria aggressività. C'è il frustrato dalla vita che vuole sentirsi più fico di Rambo. C'è il parvenu fighetto che ha iniziato a giocare l'altroieri, ma non vuole sentirsi una merda nei confronti di quelli che scorazzano allegramente per le mappe di Counterstrike segando tutti.
Non amo molto i giochi che si adattano alle mie ridotte capacità mentali, tanto per citare una vecchia battuta sui telegiornali. Se comincio a vedere in giro troppi medikit e troppi nemici che fanno di tutto per farsi segare, mi faccio cogliere dallo sconforto: possibile che oltre ai capelli abbia perso progressivamente anche i riflessi, l'agilità mentale, e soprattutto la capacità di appassionarmi ai giochi al punto da sfidarne l'essenza?
Ecco il punto, la passione.
Quando eravamo dei ragazzini giocare era proprio una gran figata, ammettiamolo, ma col passare del tempo e l'aggiungersi degli impegni, siamo veramente gli stessi di un tempo? Avrò speso qualche stipendio nel coin op di Bubble Bobble e non sono mai riuscito a finirlo completamente. Ma ero arrivato comunque a un punto che, quando giocavo, dietro di me si formava il capannello di persone a guardare. Arrivavo mediamente all'85mo livello, ogni tanto andavo oltre, una volta - giocando in due - siamo arrivati alla fine ma, com'è noto, per finire veramente quel gioco era necessario ripetere la performance una seconda volta, e proprio non ce la siamo sentita.
Ora vedo gente passare notti intere di fronte a un mmorpg. Bello eh per carità. Avevo un paio di amici che si erano perduti con DAOC e si erano ritrovati con WOW. Parlavano per ore intere di xpare, di quest, dei loro avatar & so on. C'era sincera passione nelle loro parole. Onestamente non mi sono mai voluto avvicinare a un mmorpg per la paura di esserne assorbito completamente. Ma posso dire di aver giocato a Black & White più o meno con lo stesso spirito. C'era passione in quella nottata furiosa di fronte al PC e alle divinità mie avversarie: l'alba è arrivata e io non me ne sono neppure accorto. Nemmeno ai tempi del 64 mi sarebbe successo.
Io a volte temo che l'industria si sia arresa al fatto che non è più in grado di produrre giochi
appassionanti. Spettacolari sì, tecnicamente meravigliosi anche, ricercati nel game design pure, a volte con personaggi profondi come quelli di un film di Werner Herzog. Ma non appassionanti. Una cosa del tipo: già che sei lì, giocami. Guarda quanto sono bello ma, per carità, una volta che mi hai finito lasciami pure perdere e compra piuttosto il nuovo modello.
Poi ognuno magari s'appassiona a quello che vuole, ma secondo me molte aziende potrebbero benissimo regalarti il gioco e farti pagare i mod, forse farebbero prima...