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Autore Topic: La Passione  (Letto 8771 volte)

paolo besser

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La Passione
« il: Ottobre 29, 2007, 18:46:25 »

Ecco, probabilmente cercano un videogioco inteso come forma di intrattenimento interattiva, che non abbia la passività pratica di un libro o di un film. Ho specificato passività "pratica" perché i film e i libri mantengono comunque un'attività mentale, mentre il videogioco spinge il giocatore a mantenersi attivo sia mentalmente che praticamente.

Mah. E' molto difficile comprendere cosa voglia esattamente un giocatore, quando lo privi della difficoltà. Dal mio punto di vista le aspettative sono variegate più o meno come il pubblico che le attende. C'è il lavoratore stanco che non chiede altro che qualche nemico idiota su cui sfogare la propria aggressività. C'è il frustrato dalla vita che vuole sentirsi più fico di Rambo. C'è il parvenu fighetto che ha iniziato a giocare l'altroieri, ma non vuole sentirsi una merda nei confronti di quelli che scorazzano allegramente per le mappe di Counterstrike segando tutti.

Non amo molto i giochi che si adattano alle mie ridotte capacità mentali, tanto per citare una vecchia battuta sui telegiornali. Se comincio a vedere in giro troppi medikit e troppi nemici che fanno di tutto per farsi segare, mi faccio cogliere dallo sconforto: possibile che oltre ai capelli abbia perso progressivamente anche i riflessi, l'agilità mentale, e soprattutto la capacità di appassionarmi ai giochi al punto da sfidarne l'essenza?

Ecco il punto, la passione.

Quando eravamo dei ragazzini giocare era proprio una gran figata, ammettiamolo, ma col passare del tempo e l'aggiungersi degli impegni, siamo veramente gli stessi di un tempo? Avrò speso qualche stipendio nel coin op di Bubble Bobble e non sono mai riuscito a finirlo completamente. Ma ero arrivato comunque a un punto che, quando giocavo, dietro di me si formava il capannello di persone a guardare. Arrivavo mediamente all'85mo livello, ogni tanto andavo oltre, una volta - giocando in due - siamo arrivati alla fine ma, com'è noto, per finire veramente quel gioco era necessario ripetere la performance una seconda volta, e proprio non ce la siamo sentita.

Ora vedo gente passare notti intere di fronte a un mmorpg. Bello eh per carità. Avevo un paio di amici che si erano perduti con DAOC e si erano ritrovati con WOW. Parlavano per ore intere di xpare, di quest, dei loro avatar & so on. C'era sincera passione nelle loro parole. Onestamente non mi sono mai voluto avvicinare a un mmorpg per la paura di esserne assorbito completamente. Ma posso dire di aver giocato a Black & White più o meno con lo stesso spirito. C'era passione in quella nottata furiosa di fronte al PC e alle divinità mie avversarie: l'alba è arrivata e io non me ne sono neppure accorto. Nemmeno ai tempi del 64 mi sarebbe successo.

Io a volte temo che l'industria si sia arresa al fatto che non è più in grado di produrre giochi appassionanti. Spettacolari sì, tecnicamente meravigliosi anche, ricercati nel game design pure, a volte con personaggi profondi come quelli di un film di Werner Herzog. Ma non appassionanti. Una cosa del tipo: già che sei lì, giocami. Guarda quanto sono bello ma, per carità, una volta che mi hai finito lasciami pure perdere e compra piuttosto il nuovo modello.

Poi ognuno magari s'appassiona a quello che vuole, ma secondo me molte aziende potrebbero benissimo regalarti il gioco e farti pagare i mod, forse farebbero prima...
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p.bes

Emack

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« Risposta #1 il: Ottobre 29, 2007, 22:48:00 »

Sicuro che non esistano più giochi appassionanti?
Dopotutto Black&White è di Peter Molyneux, e io stesso ho ritrovato nuova voglia di videogiocare proprio con Fable, quindi le abilità di quel designer forse incidono anche in questo senso...
Perché non parlare poi del livello di sfida di Trauma Center (sicuramente non tarato per i meno smaliziati)?
« Ultima modifica: Ottobre 29, 2007, 22:49:36 da Emack »
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Emanuele Colucci.

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« Risposta #2 il: Ottobre 29, 2007, 23:00:50 »

Sicuro che non esistano più giochi appassionanti?
Dopotutto Black&White è di Peter Molyneux, e io stesso ho ritrovato nuova voglia di videogiocare proprio con Fable, quindi le abilità di quel designer forse incidono anche in questo senso...

Sono giochi che mi hanno illuso entrambi... all'inizio mi hanno attratto con la promessa di un gameplay mai visto (soprattutto B&W), poi però mi hanno frustrato costringendomi ad attività a cui sinceramente non ero per nulla interessato (la cosmesi e cura della creatura o dell'avatar).
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Emack

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« Risposta #3 il: Ottobre 29, 2007, 23:02:31 »

Ci credi se ti dico che in Fable ho praticamente ignorato la cosmesi dell'avatar? Andavo in giro come uno straccione :asd:
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Emanuele Colucci.

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« Risposta #4 il: Ottobre 29, 2007, 23:08:32 »

Ci credi se ti dico che in Fable ho praticamente ignorato la cosmesi dell'avatar? Andavo in giro come uno straccione :asd:
Agh, sono una vittima del giudizio della gente :asd:
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Mando

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« Risposta #5 il: Ottobre 30, 2007, 08:45:15 »


Ci credi se ti dico che in Fable ho praticamente ignorato la cosmesi dell'avatar? Andavo in giro come uno straccione :asd:

Pure io, ma alla fine ci ho giocato molto poco
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Joe

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« Risposta #6 il: Ottobre 30, 2007, 09:19:58 »

Io a volte temo che l'industria si sia arresa al fatto che non è più in grado di produrre giochi appassionanti. Spettacolari sì, tecnicamente meravigliosi anche, ricercati nel game design pure, a volte con personaggi profondi come quelli di un film di Werner Herzog. Ma non appassionanti. Una cosa del tipo: già che sei lì, giocami. Guarda quanto sono bello ma, per carità, una volta che mi hai finito lasciami pure perdere e compra piuttosto il nuovo modello.

Di giochi fatti con passione ce ne stanno ancora, è vero sono gocce in un oceano, ma esistono ancora e io li apprezzo così come stimo tantissimo chi li realizza.
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paolo besser

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« Risposta #7 il: Ottobre 30, 2007, 09:28:47 »

Sicuro che non esistano più giochi appassionanti?
Dopotutto Black&White è di Peter Molyneux, e io stesso ho ritrovato nuova voglia di videogiocare proprio con Fable, quindi le abilità di quel designer forse incidono anche in questo senso...
Perché non parlare poi del livello di sfida di Trauma Center (sicuramente non tarato per i meno smaliziati)?

Oh bella. Pensandoci mi è venuta in mente un'altra considerazione: come mai io mi appassiono tanto a giochi che normalmente la gente ritiene noiosi? Voglio dire, se parli in giro di Black & White tutti ti dicono che era dispersivo e poco avvincente. A me è bastato sentire le frasi pronunciate durante l'intro ("quel dio, sei tu!") per innamorarmene. E' vero, mentre cercavo di mettere in atto una strategia contro le divinità nemiche ero costantemente "distratto" dalle esigenze del popolo. Ma il punto è che quelle distrazioni ERANO il gioco. Come dio buono ho conquistato tutti i popoli con la forza della convinzione, una scelta molto più difficile della semplice paura e devastazione. E B&W mi ha dato un sacco di soddisfazioni. Il secondo episodio, nel tentativo di andare incontro ai giocatori di Command & Conquer, è stato del tutto snaturato del fascino dell'originale. Peccato.

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Shaka

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La Passione
« Risposta #8 il: Ottobre 30, 2007, 09:43:17 »

Questa board ultimamente ha una tendenza all'ot non indifferente

Un topic su Black & White (:love) o sui giochi creati con passione nell'ultimo decennio non sarebbe male, io non apro niente visto che quando si parla di molyneaux sono abbastanza costantemente di parte.   :D
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Joe

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Re: La Passione
« Risposta #9 il: Ottobre 30, 2007, 10:42:17 »

Splittato, se trovate un titolo più adeguato ditemelo.  :-*
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Turrican3

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Re: La Passione
« Risposta #10 il: Ottobre 30, 2007, 12:01:09 »

Purtroppo oggi come oggi trovare un gioco "stimolante" non è facile.

A volte rimetto su i vecchi classici e mi rendo conto di quanto fossero impegnativi.

Ocio, non parlo necessariamente di roba anteguerra, ma banalmente che so, di un Ridge Racer dove nel '95 facevo tempi mostruosi (time trial, macchina nera, sfruttando l'overboost e un paio di punti "strategici") mentre oggi se lo riprendo è già tanto se riesco a non sbattere sul bordopista una decina di volte. :look:

Mi sto impippendo...? probabile. ;D

Il guaio è che la scorsa generazione ha visto piazzare qualcosa come 120 milioni di PS2 e una 20ina ciascuno di GC e Xbox.

Ok, non si parla di 160 milioni di acquirenti distinti (mettiamoci il multiplatform e gli inevitabili guasti) ma siamo comunque di fronte a cifre da capogiro, che inevitabilmente IMHO hanno portato le software house a ritoccare sempre più verso il basso il livello di sfida dei giochi, in modo da poter rendere appetibili gli stessi per un numero quanto più ampio possibile di utilizzatori.

Oltre a questo poi ci metterei anche l'annosa vicenda dei "vecchietti" videoludici come noi: semplicemente, ne abbiamo viste così tante in decenni (!!) passati su joystick e tastiere, e stupirci davanti a un viggì diventa sempre più difficile.

Temo (?!) non sia un caso che le piattaforme che più mi interessano al momento siano DS e Wii, che perlomeno sul fronte dei controlli (dico "perlomeno", ma non lo definirei affatto un aspetto trascurabile) stanno proponendo qualcosa di diverso dai soliti concept riciclati in alta definizione che costituiscono, ahimè, buona parte dell'attuale produzione.
« Ultima modifica: Ottobre 30, 2007, 12:06:21 da turrican3 »
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Simone 'Karat45' Tagliaferri

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Re: La Passione
« Risposta #11 il: Ottobre 30, 2007, 12:44:31 »

Esistono dati sul rapporto facilità di un gioco / copie vendute?

Sarebbe interessante perché molti prodotti per bambini, ovvero la maggior parte dei giochi tratti da film e cartoni animati, facili non sono... eppure vendono uno sfacelo. Spesso sono giochi confezionati in fretta e furia in cui non si bada troppo al gameplay... il loro motto è: basta che parta e poi chissene. Ricordo il gioco degli Incredibili, difficile fuori misura o anche quello di Shrek 2, che facilissimo non era. Ma gli esempi potrebbero continuare.

Joe

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Re: La Passione
« Risposta #12 il: Ottobre 30, 2007, 12:48:50 »

Comunque tornando all'esempio di gioco appassionante per Paolo, sono molti i giochi di Bullfrog che mi hanno tenuto incollato al monitor/TV. Se penso a Syndicate, Theme Park, Magic Carpet, Dungeon Keeper, Theme Hospital..

Ehh.. che tempi.
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lamb-O

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Re: La Passione
« Risposta #13 il: Ottobre 30, 2007, 13:02:03 »

Esistono dati sul rapporto facilità di un gioco / copie vendute?

Sarebbe interessante perché molti prodotti per bambini, ovvero la maggior parte dei giochi tratti da film e cartoni animati, facili non sono... eppure vendono uno sfacelo. Spesso sono giochi confezionati in fretta e furia in cui non si bada troppo al gameplay... il loro motto è: basta che parta e poi chissene. Ricordo il gioco degli Incredibili, difficile fuori misura o anche quello di Shrek 2, che facilissimo non era. Ma gli esempi potrebbero continuare.
Io ho un ricordo traumatico del platform di Hercules. Non so perché, ho finito pacchi di platform della Disney (di cui, forse colpevolmente, vado matto - quelli 2D, si intende) ma quello proprio mi massacra :boh:
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Mario Morandi

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Re: La Passione
« Risposta #14 il: Ottobre 30, 2007, 13:05:00 »

Citazione
Io a volte temo che l'industria si sia arresa al fatto che non è più in grado di produrre giochi appassionanti. Spettacolari sì, tecnicamente meravigliosi anche, ricercati nel game design pure, a volte con personaggi profondi come quelli di un film di Werner Herzog. Ma non appassionanti. Una cosa del tipo: già che sei lì, giocami. Guarda quanto sono bello ma, per carità, una volta che mi hai finito lasciami pure perdere e compra piuttosto il nuovo modello.
Ci sono ancora, ma sono sempre meno.
Penso che gran parte della motivazione per un team di programmatori stia nel fatto di stupire il giocatore.
E oggi è sempre più difficile, per forza di cose. Io stesso ricerco esclusivamente dei videogame che mi offrano qualcosa di nuovo, che mi spiazzino, e per farlo spesso recupero i grandi titoli del passato.
Il grosso problema è che l'utente medio, (a cui l'informazione di settore è obbligata a rivolgersi), quello che il mercato tende a soddisfare, pensa ancora che il massimo videoludico corrisponda al massimo della tecnologia.
E il circolo vizioso sta nel fatto che l'industria non vuole rischiare di innovare con produzioni a basso costo, perché essendo "meno tecnologiche" vengono filate pochissimo. Un esempio al volo? Breakdown per XBOX.

Purtroppo le softhouse puntano ancora al titolo blockbuster, che conquisti l'intero pubblico dei videogiocatori.
Ma i videogiochi non sono film, richiedono molta più dedizione. Richiedono appunto passione, altrimenti dieci ore o più non puoi buttarle al vento.
Sarebbe molto saggio diversificare al massimo l'offerta, creando dei videogames che non scendano a compromessi di difficoltà e che non tentino di accontentare per forza un'ampia fetta di utenza.

Sembra che Nintedo con Wii si sia mossa in una direzione migliore, ma a quanto visto finora sembrerebbe un falso allarme...
« Ultima modifica: Ottobre 30, 2007, 13:09:15 da AIO »
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