River Raid per l'Atari 2600 ha un posto speciale nel mio cuore, ventidue anni fa', e' stato il mio primo videogame. E fu' un colpo di fulmine a prima vista: Il programmatore Carol Shaw ha distillato in una cartuccia di plastica nera con una ROM di 4kb (un videogioco in soli 4kb ... i file vuoti di Word ne occupano 12) un piccolo capolavoro.
Il videogame in questione e' uno sparatutto a scorrimento verticale, per la precisione, River Raid fu' il primo videogioco a introdurre il concetto di "scorrimento", prima i videogiochi era confinati in una o piu' schermate fisse che si alternavano in sequenza.
Controlliamo un'areoplanino giallo itterico in volo sopra di un fiume (che nella mia fantasia fanciullescha era l'Arno), e dobbiamo avanzare di livello in livello, distruggendo elicotteri, navi, jet (piccoli infami bastardi che spuntano dai lati dello schermo a velocita' supersoniche), e ponti, evitando nel frattempo di schiantarsi contro argini e isole ( il pilota evidentemente vola a mezzo centrimetro di quota).
Come se non bastasse dobbiamo preoccuparci anche del livello del nostro carburante, quando l'indicatore, situtato in fondo allo schermo, segnala che siamo completamente secco, il nostro areoplanino precipita e perdiamo una preziosa vita.
Fortunatamente, lungo il fiume sono presenti delle chiatte bianco-rosse ( ma solo oggi ho scoperto che si trattava di chiatte, per me, erano e rimangono, dei semplici barili dai colori sgargianti), volando sopra di esse e' possibile riempiere al volo i nostri serbatoi. E' anche possibile distruggere le chiatte, ponendoci di fronte un dilemma morale: punti immediati o benzina ?
Il nostro stile di volo influisce sui consumi, aumentado la velocita' la nostra autonomia di volo diminuisce, tuttavia una rapida accelerazione puo' salvarci la vita da un'ostacolo, mentre rallentando e' possibile manovrare con piu' facilita', risparmiando il prezioso carburante.
I livelli sono generati in maniera pseudo-casuale, garantendo cosi' una sfida sempre nuova ad ogni partita, la grafica e' minimalista (stiamo parlando di un gioco che ha piu' di un quarto di secolo d'eta, dopo tutto), nonostante cio' River Raid e' invecchiato molto bene, e ancora oggi risulta gradevole agli occhi, con le sue casine fatte di Lego e le esplosioni di pixels psichedelici. Il sonoro, tenendo conto delle limitazioni hardware dell'epoca, svolge alla perfezione il suo lavoro.
River Raid, e' uno di quei giochini semplici e immediati, che provocano dipendenza , come Tetris o Space Invaders, che ognuno di noi deve provare almeno una volta nella vita. Non vi tormentera' con storie (in)degne di Sentieri, si limitera' a farvi divertire.
Ed e' per questo che esistono i videogiochi.
Piccolo extra:
River Raid come molti altri titoli dell'epoca mancava di un finale vero e proprio, tuttavia accumulando un milione di punti era possibile mandare in tilt il videogame ... quando si dice essere nerd fino al midollo.