Tornando a bomba sul topic principale del thread, mi pare chiaro che, tranne l'eccessiva risonanza mediatica, non è che ci voleva il caso gamespot a far fare 2+2 ai sani di mente...
Quando vedi un sito tappezzato per giorni di pubblicità e poi esce una recensione strapositiva, il dubbio nasce ed è lecito. Io personalmente negli anni di situazioni anomale ne citai parecchie e non solo nei siti di gaming, basta vedere anche come i web-comics che parlano di gaming si polarizzano per una o due settimane su certi temi, spesso anche con soggetti piuttosto simili, quasi fossero suggeriti (guardate PennyArcade e CTRL+ALT+DEL al lancio di Nights of The Dead per 360, tanto per fare un esempio).
Quelli di PA da quando lavorano al loro gioco hanno sbandierato ai quattro venti i pregi di Steam per mesi, e guarda caso poi c'è stato l'annuncio che sarebbe stata la loro piattaforma di distribuzione digitale (strano che non hanno mai fatto critiche su giochi che si assestano sui 65$ all'uscita quando nuovi boxati li paghi intorno ai 40-45$ o alle doppie royalties che gonfiano i prezzi, di solito polemizzano per molto meno, come le software house che mandano un DS insieme alle copie da review).
Possiamo anche aggiungerci il contemporaneo battibecco EA contro Fox: la campagna sul sesso alieno per nascondere le limitatezze di X360 Mass Effect (l'alternativa era provare a sdoganare i dialoghi a scelta multipla che la Bioware usa da sempre come tecnologia innovativa e ci sono quasi riusciti!) ha dato i suoi frutti, GTA docet.
Insomma ormai tutto vende più per esposizione mediatica che per pregi effettivi, quindi perché sprecarsi troppo oltre il limite della decenza? La spintarella al sito di gaming con una campagna pubblicitaria che tiene sul verde i conti o i regali e le strappone ai press event certo non fanno diventare un cesso un capolavoro ma almeno fanno abusare più volentieri del termine!