Si. Ma non solo, credo.
Pensavo alla possibilita' che l'autore abbia voluto suggerire esplicitamente l'idea che il gioco vada in qualche modo scoperto, instillando subdolamente il dubbio che esso possa produrre una molteplicita' di interpretazioni, dal momento che leggendo soltanto le prime righe dello 'statement' non si puo dedurre granche'. Decide per un secco rimando al gioco, In questo modo decide anche di non assumersi la responsabilita' di un possibile coinvolgimento da parte del fruitore rispetto ai contenuti veicolati. Quindi nega possibilmente l'autorialita' dell'opera, che sarebbe in grado di autosostenere il peso del messaggio che porta in se'. Pero' non e` cosi, IMHO. Il gioco ha bisogno dello statement per poter essere risolto contestualmente e confrontato con la propria esperienza (vedi per es. la faccenda della sposa mancata o il fatto che dura soltanto 5 minuti ma non c'e` un conteggio esplicito del tempo che passa) e conseguentemente del suo autore, che ha espresso attraverso lo statement la centralita' della sua visione e fatto luce su alcuni dettagli apparentemente marginali.
Poi non so bene se biasimare o meno un esperienza di gioco viziata dall'aspettativa, benche' i temi fossero di per se forti - la caducita, i compromessi nella vita - idee peraltro in qualche modo contrapposte alla prassi della ripetizione indefinita dell'esperienza "vita" nei videogiochi, eppure e` proprio questo che mi affascina moltissimo.
Saluti!