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« il: Marzo 02, 2007, 15:59:14 »
TGM si può considerare il filo conduttore che dagli 8 bit ci ha portato alla next-gen (per quanto ancora fatichi a capire che diamine voglia significare), riviste che correvano al suo fianco sono, per i motivi più disparati, scomparse strada facendo. Sicuramente l'evoluzione di TGM è stata per molti una involuzione, ed io mi schiero con questi: l'atmosfera scanzonata ma al tempo stesso pregna di sana passione è stata sacrificata in nome della professionalità e del rigore. Ha ragione chi dice che lo stile goliardico, genuino fino ad un certo punto, è poi divenuto pura caricatura di se stesso; è anche vero che chi fa questi commenti, io per primo, è cresciuto ed ha mutato il proprio metro di misura, ha acuito il senso critico e la percezione delle cose. E' come rigiocare il classico arcade che ci faceva impazzire anni fa: ad oggi non ha piu' in se la magia di un tempo, solo che il gioco è immutato, siamo mutati noi che lo rigiochiamo e lo ricommentiamo. Condivido il pensiero di chi compra TGM per routine o perchè il giornalaio ormai glielo tiene da parte, anche io lo prendo oramai solo per collezione, per routine, per abitudine, perchè in fondo l'odore della sua carta, scadente o di qualità a seconda dell'editore di turno, mi riporta all'adolescenza, ai pomeriggi che non finivano mai passati a sfogliare TGM mentre si attendeva che il data base di Player Manager (Anco) finisse le sue elucubrazioni per crearti il giocatore.