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Post - Jeemee

Pagine: [1] 2 3 ... 19
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Ludi / Re:L'assenza
« il: Dicembre 23, 2013, 22:20:20 »
Però avete risposto come se la mia proposta di togliere il "guadagno" intendesse far lavorare gratis la gente.
Vi siete persi totalmente la seconda parte del mio post in cui chiamavo come esempio l'ex Unione Sovietica: non è che non pagassero le persone per lavorare e fare ricerca, semplicemente era statalizzato.
Quindi per me "eliminare il guadagno" significa togliere dalle mani del privato, che è tale perché deve lucrare (senza accezioni negative), e cominciare a far produrre intrattenimento senza la spada di Damocle degli investitori privati che scalpitano e delle quotazioni in borsa.
Ripeto, sono nel provocatorio e nella soluzione "estrema".

Ok ma come si potrebbe fare?

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Ludi / Re:L'assenza
« il: Dicembre 17, 2013, 17:33:23 »
Però avete risposto come se la mia proposta di togliere il "guadagno" intendesse far lavorare gratis la gente.
Vi siete persi totalmente la seconda parte del mio post in cui chiamavo come esempio l'ex Unione Sovietica: non è che non pagassero le persone per lavorare e fare ricerca, semplicemente era statalizzato.
Quindi per me "eliminare il guadagno" significa togliere dalle mani del privato, che è tale perché deve lucrare (senza accezioni negative), e cominciare a far produrre intrattenimento senza la spada di Damocle degli investitori privati che scalpitano e delle quotazioni in borsa.
Ripeto, sono nel provocatorio e nella soluzione "estrema".

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Ludi / Re:L'assenza
« il: Dicembre 16, 2013, 17:57:49 »
E' una discussione interessante, e condivido l'identificazione delle cause fatta nell'analisi di Cherno.
Ora però vorrei sapere quale soluzione si può immaginare.
La mia è una proposta ovviamente provocatoria, ma se si eliminasse dall'equazione dell'intrattenimento il "guadagno"?
In fin dei conti durante il regime dell'Unione Sovietica la produzione artistica, dal cinema alla musica, così come la ricerca tecnologica, ha dato alla luce alcuni dei risultati migliori.
Poi il fatto che la "guerra" l'abbiano vinta gli Stati Uniti ha fatto in modo che la storia la scrivessero loro, facendo passare i Russi come una massa di pezzenti con cappotti lisi in fila per un tozzo di pane, ma fortunatamente possono parlare anche le opere.

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Ludi / Re:(PC) Chiedo consigli: "Il tuo primo picchiaduro"
« il: Agosto 26, 2013, 21:35:44 »
Risposta perfetta, da giocatore amatoriale non ho mai imparato a fare combo infinite per aria (e neanche i miei avversari in carne ed ossa), quindi mi è sempre sembrato un buon gioco per via del fatto che ad ogni arto corrisponde un tasto e quindi i concatenamenti sono infinitamente più intuitivi di qualsiasi altro picchiaduro io abbia provato.
Sul damage scaling non sono troppo d'accordo, se per strada ti menano il primo pugno ti stordisce, ma tutti quelli che seguono ti colpiscono completamente fuori guardia quindi ha un suo senso che facciano malissimo. Secondo te perché non correggono, o disincentivano, questa roba del "juggle"?

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Ludi / Re:(PC) Chiedo consigli: "Il tuo primo picchiaduro"
« il: Agosto 26, 2013, 19:03:17 »
Faccio una domanda un po' off-topic, ma comunque related:

Mi sapete dire perché la serie Tekken è così mal vista dagli appassionati di picchiaduro? A volte ho l'impressione che sia addirittura percepito come peggiore di Dead or Alive. Io l'ho sempre trovata una serie onesta, con una buona differenziazione dei personaggi e un approccio quasi "realistico" (molto quasi) al combattimento, ritmi più lenti e quasi nessun attacco "ranged" tipo bolle o cose del genere.

Son curioso di sentire un parere tecnico da appassionato e non un semplice "fa turbo schifo ebbasta". :D

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Dire che Internet è democrazia è una scemenza: è una piazza, con le stesse persone che tovi nella piazza del tuo paesello. Tamarri analfabeti, vecchi rincoglioniti, casalinghe che si guardano la d'Urso e Vespa ripetendo a papagallo le loro pantomime per ottenere rispetto. E se passa uno con la maglia dei Marduk o due uomini si tengono per mano, tutti scandalizzati col dito puntato, pieni di odio per il diverso e contemporaneamente invidia per chi ha il coraggio di esternare la propria differenza.
Ma perché? dove sta scritto che la democrazia deve essere espressione di eccellenza? se tutti possono parlare è ovvio che parleranno anche gli imbecilli, e se ci troviamo in un mondo a maggioranza di imbecilli ... il risultato è matematico.
Se volete istituire un sistema di rigorosa selezione per qualsiasi attività umana, compresa la possibilità di esprimere un'opinione, o il modo in cui esprimerla, tranquilli che io sono con voi dal primo momento, ma questo si chiama "totalitarismo". Basta esserne consapevoli e accettarne la coerenza ideologica.

Le robe a metà strada però no, grazie, perché sono sempre frutto di decisioni arbitrali dettate più dalla legge del "vivi e lascia vivere" che da una vera consapevolezza sociale e un pensiero coerente.

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Lambo intendiamoci, io generalmente rispetto molto la tua opinione proprio perché hai la tendenza ad essere coerente, hai sempre dichiarato che ti fa schifo la gente, che vuoi rimanere nel tuo cantuccio con pochissime persone altamente selezionate e non vuoi rotture di palle.
Se dichiari di volere l'opzione di poter togliere metaforicamente il sonoro alla tua finestra sull'umanità è perfettamente in linea con il tuo pensiero. Mi sembri abbastanza ben disposto a prendertene le conseguenze e bon.
E' il tuo pensiero coerente ed è inattaccabile (e potrei anche essere disposto a condividerlo).

La visione che ho cercato di esporre mira a rivelare l'incongruenza di chi, a differenza tua, pretende la libertà di parola, di espressione e la democrazia ad ogni piè sospinto per poi frignare quando questa viene applicata da altri con modalità e contenuti che non gradiscono.

Io son quello che vorrebbe introdurre l'esame di abilitazione per ogni professione "artistica", vedi te chi è quello più nazista tra noi due :D

edit:
Oltre all'esame di abilitazione, vorrei introdurre anche l'iscrizione all'albo e la responsabilità civile per l'eventuale produzione di contenuti culturali nocivi per la società. Retroattiva, che ho una lista di nomi di gente che ha fatto danni irreparabili e deve essere purificata al lanciafiamme.

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A mio avviso è pericoloso dare la possibilità agli utenti di cancellare in autonomia i commenti che non gradiscono dalle loro pagine e ora vi dico il perché:

Quello che sta "rivoluzionando" (parola grossa e abusatissima, ma al momento non me ne viene una migliore) il mondo della politica è proprio il fatto che 0.6 secondi dopo che qualche deputato ha fatto una dichiarazione ci sono 120.000 perditempo dell'internet che ne sottolineano incongruenze, menzogne e faziosità del quotidiano che ha riportato la notizia.
Certo, direte voi, per 120.000 (inutili e dannosi) indignati per le dichiarazioni di Calderoli, ce ne saranno altrettanti che sottolineeranno il fatto che, in fin dei conti, la Kyenge assomiglia più ad una scimmia che a Kate Beckinsale, ma almeno sapremo che nel contempo Calderoli dice cazzate e avremo la conferma che c'è un cospicuo numero di persone che non trovano le sue affermazioni così infondate, o hanno un senso dell'umorismo molto cinico.

Io per esempio credo di aver detto una cosa abbastanza rilevante in merito alla vicenda:

"Siamo indebitati fino al collo, le politiche economiche europee ci affossano, in Grecia il potere finanziario sta lentamente eliminando il cuscinetto dello "stato" per poter introdurre la privatizzazione massiva, non lavora un cazzo di nessuno ... però i parlamentari si mobilitano e fanno dichiarazioni al vetriolo solo quando Calderoli, sostanzialmente lo scemo del villaggio, si lascia scappare una battuta razzista.
Bravi neh, voi tutti che avete gli status indignati, le robe del 90% di DNA comune con i pioppi e le banane la tirate fuori solo quando dovete argomentare qualche teoria imbecille per discreditare la razza umana.
(...) Però vedi mi gira il culo che si faccia ministro la Kyenge, quando di poliziotti e insegnanti di chiare origini extracomunitarie non ce ne sono poi molti.
Ministro di cosa poi? delle politiche di integrazione, questa cosa è razzista come fare ministro delle sigarette di contrabbando un napoletano (pro-tip: sono per metà napoletano quindi legittimato a fare battute).
Che poi è un ministero delle MERENDINE perché è senza portafoglio, avrebbero avuto molto più coraggio a darle il ministero della difesa, e poi obbligarla a comprare gli F-35, così finalmente saremmo usciti da questa nozione retrograda del "buon selvaggio" e avremmo aperto un dibattito serio su: "anche i negri di sinistra sono schiavi del sistema".
Il vero razzismo non è quello di un coglione che fa una battuta infelice, ma quello di un paese che non si accorge di avere un ministro Congolese giusto per fare la pubblicità progresso."


Un commento che ha porta nel dibattito un argomento di cui in pochi hanno parlato (personalmente non ho sentito nessuno parlarne, ma non voglio attribuirmi l'esclusiva di tale pensiero).
Non mi sembra di essere stato eccessivamente offensivo nell'esposizione, eppure una ragazza alla quale avevo linkato questo commento lo ha tolto dalla sua pagina. Certo si tratta di una con cui ho spesso da ridire, ma è un chiaro esempio di come il dibattito sia stato soppresso alla nascita, la dove lei ha continuato a scambiarsi "high-five" di complicità con gli altri amichetti suoi che postavano messaggi sui toni del "che schifo, al rogo, il razzismo è brutto, più mini-pony per tutti".
Voi direte: beh uno fa ben quel che gli pare sulla propria pagina di facebook.
Si, non fosse che questo è solo una manifestazione di un atteggiamento che viene quotidianamente adottato ovunque l'utente sia in grado di auto-moderare il suo spazio, e non necessariamente riguardo gli insulti ma semplice eliminando ogni commento non gradito.

La questione diventa ovviamente "o tutto, o niente", la dove le vie di mezzo producono solo l'illusione di trovarsi in uno spazio di dibattito quando invece l'unica certezza è che il tuo messaggio può essere eliminato in maniera assolutamente arbitrale.
Se in un qualche modo crediamo ancora, e si può dibatterne, che lo strumento internet sia una delle poche applicazioni di vera democrazia rimaste, allora dobbiamo difenderne la totalità, lasciando la sua massa prendere tutte le direzioni che vuole.
Io il commento "frocio" non lo cancellerò, nonostante non sia una critica musicale pertinente, mi ha indotto a prendere in considerazione una valutazione estetica di quello che ho fatto, mio malgrado, che forse è in parte fondata (non nel senso che in fondo sono un po' frocio :D ).
Se me lo dicessero in 500 sarebbero solo conferme.

D'altra parte la cosa straordinaria è che, ogni tanto, alcune manifestazioni di eccellenza su internet riescono a guadagnare un consenso quasi unanime, penso (scusate se i miei riferimenti sono spesso musicali) ad Andy McKee che ha trovato un giusto riconoscimento per il suo impegno e talento, e non credo abbia subito vessazioni da qualche gruppo di haters.
D'altra parte Fish e Blow hanno ricevuto feedback positivissimi dalla comunità dei videogiocatori, almeno tanti quanto quelli negativi, al loro posto sarei seduto in poltrona a gongolare piuttosto che a farmi rodere il culo.
E' importante mantenere inalterata la natura di internet, perché è di questo che abbiamo bisogno e non di un'altra vetrina/medium unidirezionale sulla falsa riga dei vecchi media del '900, è il dibattito e la partecipazione globale ad essere l'elemento di "novità" e abbiamo visto che in realtà in alcuni luoghi della rete, l'utenza è in grado di auto regolarsi.
Dipende da quello che fai, ma sopratutto da DOVE lo fai; siamo liberi di non alimentare o tenere in considerazione i feedback che non ci piacciono, siamo liberi di criticare i modi con cui gli altri si esprimono, ma non dobbiamo censurare nessuno.
E qui si potrebbe citare la famosa frase attribuita a Voltaire, ma poi sembrerebbe che sono frocio francesino :D

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Scusate, dagli ultimi vostri interventi però mi è sorto un dubbio: di cosa stiamo parlando esattamente?
Perché magari voi vi riferite alla gente folle che, a fronte del tuo essere personaggio "pubblico", viene espressamente a cercare la tua pagina privata di Facebook e ti manda messaggi minatori, un atteggiamento del genere non è legittimo ne difendibile in nessun caso.
I miei pensieri vanno applicati alla situazione in cui ho volontariamente deciso di pubblicizzarmi/espormi su una piattaforma pubblica condivisa (youtube, blog, pagine social "pubbliche" ecc ecc), e degli utenti di quelle piattaforme manifestano il proprio dissenso, disgusto, nell'ambito delle dinamiche predefinite dalla piattaforma che, a rigor di logica, abbiamo accettato nel momento stesso in cui ci siamo iscritti (quindi di che ci stiamo lamentando? del fatto che non tutti ci apprezzano come vorremmo?).

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Ribadisco che ignorare gli insulti è nel diritto di chiunque, anzi a mio avviso è la procedura migliore, ma sottrarsi significa agire in modo tale da non avere più quel genere di commenti in prossimità del mio lavoro, e questo non lo considero onesto.
Ogni canale di comunicazione ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi, siamo abituati storicamente ad avere dei media unidirezionali in cui l'autore espone la propria idea/arte e l'interazione finisce li se non si desidera proseguire.
Questo atteggiamento è non solo antiquato, ma insopportabile, ed è quello che ha permesso a molti sedicenti "artisti" di cagare sulla pista ciclabile e attendere che il mondo/la critica fermentasse l'idea che si trattasse di arte, senza dover dare spiegazioni o ragioni di questo atto.
Ora che i numeri di materiale "creativo" immesso nel nostro spazio vitale quotidiano sono aumentati esponenzialmente grazie ad internet trovo sia assolutamente democratico e paritario che ci sia una forza uguale e contraria di "critici della domenica" che interviene su esso.
E' la natura stessa del medium, grazie al cielo, ne costituisce il cuore della sua rivoluzione, se deve essere consapevoli quando lo si sfrutta, altrimenti la tua canzone la facevi passare per radio, il tuo videogioco lo promuovevi sulla stampa specializzata e la tua analisi politica la scrivevi in un libro.
Trovo che in fin dei conti la massa informe di imbecilli di internet sia in realtà una grande livella sociale e artistica, rappresenta il sistema attraverso il quale si uniforma verso il basso la velocità di crociera della società ... si può essere contrari, si può voler cambiare questa dinamica (e io potrei essere tra quelli), ma per farlo bisogna abbracciare un ideologia anti-democratica ed essere coerenti con essa.
Se il dibattito può avvenire solo tra persone di una elite culturale, morale o sociale, questo implica un sistema di esclusione molto poco democratico.
(bella discussione comunque :D )

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Non so Lambo, invadere l'etere altrui e pretendere anche di sottrarsi al processo di critica mi sembra francamente una pretesa inaccettabile.
Concordo sulla libertà di scegliere quale genere di critica tenere in considerazione, ci mancherebbe altro, ma non accetto che gli individui che si espongono al pubblico si lamentino delle reazioni che non gradiscono, o addirittura si atteggino a vittime della situazione.
Se 500 persone mi dicessero "sto video che hai fatto è proprio da froci" mi indurrebbe a riflettere meglio sulla natura di quello che ho fatto, anche se come critica musicale non porta nessuna argomentazione tecnica che mi interessi effettivamente analizzare.
Ora se i prossimi commenti al mio video saranno di quella natura so che la provenienza sarà questo forum :asd:

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Ma una critica è una cosa, tempestare di insulti un'altra.
Pure la fase del corteggiamento diventa poi molestia quando non è più gradita o diventa ossessiva.
La differenza tra "critica" e "insulti" la si potrebbe fare se alla base ci fosse un qualche sistema di selezione che legittimi chi è in grado di accedere alla vetrina per meriti o competenze da chi è solo una biondina con le tette a punta, un'opinione uniformata alla massa e una chitarra acustica scordata.
Siccome la qualità della proposta è spesso infima, trovo corretto che lo sia anche la qualità della critica, in fondo se sei li semplicemente perché hai un hobby e una connessione ad internet non vedo perché rifiutare il dibattito con i tuoi simili.
Se sei davvero superiore, e non intendo moralmente, a chi ti critica, dovresti essere in grado di prenderli con ironia o ignorarli.

Che poi parliamoci chiaro, la fortuna della Sarkeesian è proprio che i suoi critici sono nel 90% dei casi dei buzzurri con il testosterone nel cervello e incapaci di infilare un ragionamento sensato, al punto da farla sembrare intelligente, perché nel momento in cui qualcuno le ha portato delle argomentazioni serie e ben ponderate è crollato il suo castello di credibilità, senza neanche troppi sforzi a dire il vero.

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Bisogna tenere presente che si tratta tutti di persone che vogliono vendere il loro prodotto, quindi lo mettono in rete (perché oggi è il mezzo di divulgazione a costo più basso e resa più alta) e te lo sottopongono.
Dal mio punto di vista nessuno, che sia interessato a venderti un prodotto, un concetto o un'ideologia, è legittimato a sottrarsi o lamentarsi dell'opinione e del giudizio (valutativo) altrui.
Se volevi fare l'artista puro te ne stavi per fatti tuoi, ma, siccome ci hai voluto vendere la tua idea, adesso ti becchi anche le critiche.

La parte peggiore della Sarkeesian infatti non è tanto il contenuto dei suoi video, ma il fatto che ha tolto la possibilità di commentarli, eliminando di fatto quello che rende unica la rete: il dibattito.
D'altra parte, visto l'argomento trattato, avresti dovuto mettere in conto di beccarti della "zoccola rompiballe repressa" un commento si e l'altro pure, per equilibrare il cospicuo numero di donazioni che ha ricevuto in prima istanza. Se non si vuole avere gente contro non si affrontano argomenti che "dividono".

Io stesso ho recentemente messo un youtube un video dove suono una cover e mi sono beccato codesto commento:

"Wow that was by far the gayest thing, I have ever seen, in my whole entire life."

merito dell'interpretazione del cantante, o forse della mia camicia, ma non posso certo lamentarmene dato che ho scelto io di espormi.
Il vero problema è che la critica negativa, costruttiva o meno, sta lentamente uscendo dallo spettro delle cose lecite da poter fare in una discussione, adesso tutto diventa un'offesa o un'accusa personale, tutti possono dichiararsi in una qualche minoranza etnica/sociale e diventare intoccabili, se critichi la politica d'Israele sei antisemita, se critichi il cattivo gusto del gay pride sei omofobo, se critichi le politiche di immigrazione sei razzista ecc ecc
E' anche questa un'eredità della cultura americana, quella dove ci sono centomila istanze per mobbing e stalking, per quelle cose che mio nonno chiamava "corteggiare".
Distorsione della percezione.

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Ludi / Re:GTA V - 17 Settembre 2013
« il: Maggio 10, 2013, 21:17:12 »
Dipende da quanto è facile, accessibile e divertente effettuare quelle attività

Il problema dei free roaming è che non possono basarsi sul level design: la libertà di gioco e la presenza di una mappa globale non permettono loro di costruire situazioni elaborate o livelli unici come si possono creare nei giochi lineari (almeno non con la stessa facilità), per ovviare a questa mancanza i free roaming (soprattutto quelli moderni) hanno incominciato a concentrarsi sul core gameplay, ovvero sulla collezione di attività e azioni basilari che può effettuare il giocatore: tanto più ricco è questo set di azioni, tanto più vario sarà il semplice "cazzeggio", poichè il giocatore tenterà sempre di scoprire nuovi effetti, nuovi stili e nuovi modi con cui approcciare le situazioni.

ciò lo si può fare in vari modi: puoi introdurre delle meccaniche versatili (come rampino e paracadute in Just Cause 2), oppure offrire vari metodi di approccio (come fa Far Cry 3, nel quale l'assalto ad un avamposto può essere condotto in svariati modi diversi) ... un altro esempio sarebbe anche the Saboteur, che univa gli free roaming urbani con delle meccaniche alla Assassin's Creed

Tutto questo per dire che se giocassi GTA missione dopo missione mi sparerei nelle palle: avrei un set di livelli poco corposi intervallati da un modello di guida e di gunplay legnoso e noioso fino alla morte, secondo me ... se ho a disposizione un'intera città, voglio poterla utilizzare.

Sinceramente dopo aver giocato Max Payne, che mi pare si basi sulla stessa tecnologia, penso che passerò questo capitolo 5: a meno che non utilizzino la legnosità e la fisica del mondo in maniera intelligente, non trovo divertente andare a zonzo per una città con un personaggio che sembra pesante come un carro armato
Per quanto riguarda il design della città/livello Batman: Arkham City ha dimostrato di poter fare un lavoro OTTIMO che anzi dia maggior senso al gameplay (cosa che per esempio The Amazing Spider-Man non fa). Arkham City è senza ombra di dubbio la miglior mappa mai creata per un free-roaming, e anche i collezionabili hanno maggior senso e sono implementati meglio nel gameplay e nella mappa.
Aimé GTA con la sua pretesa di realismo non ha molto margine per espandere il gameplay (non come Saints Row che per il prossimo capitolo ha aggiunto i super-poteri, gli alieni e delle armi deliranti).
Per questo spero che decidano di sviluppare meglio il lato "imprenditoriale-manageriale" in modo da dare un senso logico alle nostre scorribande, non come nei giochi Bethesda in cui sei un postino anche dopo che hai salvato il mondo, e fornire una variante vera allo spara&guida su cui si fonda la serie.

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Ludi / Re:Saints Row IV
« il: Maggio 10, 2013, 01:07:36 »
spaccano, e spero che giri sul mio PC

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