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« il: Dicembre 18, 2013, 17:00:07 »
Secondo me è più un problema di percezione che altro.
La questione è che si continuiamo a parlare dei big budget, trippppple A, mainstream CoD cazzi come punti di riferimento del medium, ci stiamo implicitamente limitando a quella prospettiva da prodotto che vediamo nei vari IGN e roba varia, quella prospettiva per cui un gioco è una checkbox di caratteristiche da ascrivere nei vari grafica-sonoro-giocabilità-longevità-presentazione e chi ne ha più ne metta. Questa prospettiva non si deve ignorare a priori (per carità) ma non possiamo basare i nostri discorsi solo su questo.
Voglio dire da una parte c'è il mondo triple A che sta letteralmente implodendo: previsioni esagerate, bad practises come il "time to market" che sta letteralmente sfornando aplha come prodotti finiti, budget sempre più difficili da gestire e una miopia tecnica che, aiutata dall'ignoranza dell'aquirente medio, abbassa ogni anno l'asticella dello standard minimo consentito.
Eppure questo è l'anno in cui Starbreeze abbandona lo sviluppo AAA per sfornare Brothers, questo è l'anno in cui, finalmente, si ha un gioco sugli zombie decente (State of Decay), questo è stato anche l'anno dei permadeath e lo sdoganamento dell'idea del "gioco facile altrimenti non c'è lo compra nessuno", questo è l'anno in cui esce una rilettura (non una versione HD eh, una rilettura) di uno sparatutto (Shadow Warrior) a prezzo budget e SENZA MULTIPLAYER PERCHE' ALTRIMENTI NON VENDE; se pensate che gli sparatutto siano pessimi perché la vostra idea di fps contemporaneo è CoD, in un anno in cui sono usciti Blood Dragon, CoJ the Gunslinger e SW, allora fate parte del problema.
voglio dire il trailer più emozionante dei VGX è stato No Man's Sky, un procedurale diamine, mentre dall'altra parte crescono studi medi come Klei Entertainment che offrono prodotti indie di pregevole fattura, senza lo stress e il crunch continuo dei grandi studios.
E capisco perché si parla sempre di AAA come punta del genere: non abbiamo quegli Oscar, quei festival di Cannes che servono a validare artisticamente (anche con un pò di puzza da intellettualoide, perché ci vuole) e a portare avanti una critica strutturata del medium. Così si arriva alla situazione odierna in cui i corrispettivi dei Pacific Rim Hollywoodiani vengono considerati i Citizen Kane dei videogiochi. Gli indie ? Confinati nella loro categoria, nel loro loculo, come i lebbrosi.
Finché daremo troppa importanza alle production value, non usciremo mai da questa situazione.
Tra parentesi, il 90% di ogni cosa è merda, anche i vg, anche gli indie