I dati citati nel link nella pagina dell'articolo sulle percentuali di pirateria lasciano il tempo che trovano come al solito come ogni statistica che si rispetti.
ovviamente. esiste una software house che abbia chiuso non dando la colpa alla pirateria?
(e non ai giochi mediocri, come è titan quest, alla fine, che faceva)
ma il predicatore karat il mame e le vecchie console con i giochi li ha TUTTI originali? 
ma il moralizzatore de noantri karat rispetta alla lettera ogni legge mai emanata? 
no perchè se si tacciano gli altri di "considerazioni parafilosofiche" anche quando utilizzano del semplice e sano BUON SENSO, e si pretende il rispetto formale alla lettera di ogni legge mai emanata (legge che comunque non dice che giocare un gioco non originale equivale a rubare, come vanno dicendo quelli come lui: zero in diritto), io ci vedo anche un tantinello (ma anche di più) di incoerenza e IPOCRISIA.....
non infiliamoci nel diritto, valà che è meglio.
ah, un minimo di comprensione del testo avrebbe potuto farti sospettare che le parole non fossero del karattolo, ma del fitch, come leggere l'articolo linkato avrebbe evidenziato.
abbassa la cresta, intanto
la mia cresta sta benissimo così. (anche perchè il discorso c'entra poco con il diritto)
l'ipocrisia sta in chi paragona soggetti che non comprano mai un gioco a chi non ha tutte le rom del mame originali, ma quando può le compra.
e adesso passiamo alle considerazioni fresche di giornata...
1) Piratare è sì reato ma non si può paragonare al furto nel mondo reale per una serie di ragioni di fondo.
fin qui siamo nell'ovvio. ci sono un sacco di reati che non possono essere paragonati al furto, ma non per questo il disvalore è minore.
invece tu sembri sottolineare come non pagare per fruire di un bene sia meno grave (o addirittura non grave) del rubare qualcosa del valore di 50 €. sarebbe sempre gradita la motivazione di affermazioni del genere.
Il nostro sistema legale si basa sul fatto che la proprietà non è replicabile, dunque il furto è un reato di una certa gravità poichè privi qualcuno di qualcosa. Se rubo un auto, non solo ho un bene per il quale non ho pagato, ma soprattutto l’ho sottratto a qualcuno che l’ha pagato.
manca la parte di Gesù che moltiplica i pani e i pesci...
http://albertobaldan.blogspot.com/2007/07/la-copia-illegale-di-software-non-furto.htmlquindi se rubi l'auto dalla fabbrica e non da chi l'ha comprata non c'è furto?
Ma nel mondo digitale i bene sono replicabili, se scarico un file lo copio e non lo sposto, dunque non lo levo a nessuno. Non sto rubando, sto infrangendo il diritto d’autore, cioè sto usufruendo di un’opera di ingegno senza dare la giusta retribuzione a chi l’ha partorita.
l'elemento che impedisce di identificare un furto nella copia (che tra l'altro è diversa dal download) di software è il fatto che la copia non comporta la perdita di possesso della
res da parte del legittimo detentore. che la cosa sia duplicabile o meno. infatti sottrarre tutte le copie del software all'autore è furto.
tra l'altro la copia e il download per uso personale non sono reato tout-court (secondo l'attuale legge) pertanto il discorso del penale cade del tutto. (diverso è il caso di chi le copie le vende)
rimane la violazione del diritto d'autore e del contratto con la software house. e rimane il fatto che la cosa arreca un danno. di solito il furto è semplicemente un'analogia, utilizzata per dare forza a un concetto che altrimenti non è percepito come sbagliato. perchè chi scarica i giochi lo fa perchè è gratis (come giustamento dice karat), non certo per concezioni "para filosofiche". è questa la realtà dei fatti.