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Autore Topic: [Ciclo Game Studies]  (Letto 12772 volte)

Galdr

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Re: I videogiochi DEVONO divertire?
« Risposta #60 il: Marzo 31, 2008, 13:55:31 »

Spero di trovare presto il tempo di intervenire coprendo ogni punto.
Nel frattempo: trovo scorretto l'uso del termine "videogioco", invitando ad usare solo "gioco". Il formato è ininfluente, inoltre parte dell'azione si svolge fuori dallo schermo (mani su mouse/tastiera, ecc).
Ancora latita un mio più corposo intervento, accontentatevi di 'sto pizzino...

Screen interactive medium ??? Col dovuto rispetto, ma questa è 'na porcheria!
La critica e in genere gli sviluppatori amano indulgere sulla definizione di interactive entertainment, cui personalmente preferisco quella di interactive experience, ma sono tutte scuse!

Pensiamo di elevare il peso culturale del medium cambiandolo semplicemente di nome? Benchè oggi sia fuorviante (ma non impreciso!), il termine gioco andrebbe più che bene (giammai videogioco), se non fosse per tutte le associazioni che si trascina dietro, certamente controproducenti nell'ottica di affermazione come forma d'arte. Non è impossibile, ma prevedo/auspico un (lento) processo di liberazione dai vari preconcetti che incrostano il suddetto termine. Come parziale dimostrazione, vorrei rifletteste sulla vostra o generale considerazione del gioco degli scacchi.


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Galdr

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Re: [Ciclo Game Studies] (ex: I videogiochi DEVONO divertire?)
« Risposta #61 il: Marzo 31, 2008, 14:08:54 »

Però il punto rimane: secondo me è difficile inseire The Graveyard nella categoria dell'intrattenimento interattivo, proprio perchè la sua parte interattiva è posticcia, è utilizzata solo per provocare un parallello, per far pensare e discutere.
A voi, vediamo dove stanno le falle nel mio ragionamento...  :)
Non trovo corretto giudicare per sottrazione, tantomeno dover coniare nuovi termini per catalogare le varie opere ibride.

Ritengo The Graveyard un esperimento poco riuscito, non per quello che doveva fare, ma quello che è.

Per il resto, diciamo che mi trovi d'accordo.
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Mario Morandi

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Re: [Ciclo Game Studies] (ex: I videogiochi DEVONO divertire?)
« Risposta #62 il: Marzo 31, 2008, 15:24:24 »

Gnawd; non posso aspettarmi che tu ti sia letto i 90 e passa commenti all'articolo su The Graveyard di Karat, ma ti link il mio, praticamente dico le stesse cose: http://arsludica.org/2008/03/23/the-graveyard/#comment-7841 (putenza di Wordpress).
Anche se condivido l'obiezione mossa da Galdr.

Citazione
il termine gioco andrebbe più che bene
Guarda Galdr, prelevo pari pari dal mio articolo:
Citazione
Ora, la maggiorparte dei videogiochi possiede delle meccaniche che possono essere definite “ludiche”.
Essendo il gioco per forza di cose interattivo, usiamo il termine video-game per ogni tipo di interactive entertainment.

Sembra proprio che qualunque videogioco richieda all’utente delle condizioni da soddisfare per poter proseguire.
Fino a che punto però la meccanica interattiva si può definire “ludica”?

E riformulo la domanda: interazione = gioco?
Io dico che l'interazione può essere ludica, ma non in senso assoluto.

Citazione
Come parziale dimostrazione, vorrei rifletteste sulla vostra o generale considerazione del gioco degli scacchi.
E io vorrei che riflettessi su questa frase: "to play the guitar".
L'avevo già scritto in questo topic, ma voglio ripeterlo: to play in inglese è "giocare", ma anche "riprodurre", "suonare" "recitare"...
To play va bene, giocare mica tanto. Ritengo questo fatto linguistico piuttosto rilevante (ecco, tutta colpa della laurea  ;D).
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Il Pupazzo Gnawd

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Re: [Ciclo Game Studies] (ex: I videogiochi DEVONO divertire?)
« Risposta #63 il: Marzo 31, 2008, 15:37:30 »

Gnawd; non posso aspettarmi che tu ti sia letto i 90 e passa commenti all'articolo su The Graveyard di Karat, ma ti link il mio, praticamente dico le stesse cose: http://arsludica.org/2008/03/23/the-graveyard/#comment-7841 (putenza di Wordpress).

'acc, ho visto solo il thread sul forum e non ho letto le risposte all'articolo di Karat45.
Piccolo OT, non trovate che questa doppi avita di Ars Ludica tenda a spezzettare troppo le discussioni? Non c'è la possibilità di integerare meglio blog e forum?

Vado a leggere e poi torno, nel caso, sull'argomento
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Mario Morandi

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Re: [Ciclo Game Studies] (ex: I videogiochi DEVONO divertire?)
« Risposta #64 il: Marzo 31, 2008, 17:41:38 »

Citazione
Piccolo OT, non trovate che questa doppi avita di Ars Ludica tenda a spezzettare troppo le discussioni? Non c'è la possibilità di integerare meglio blog e forum?
La questione salta fuori spesso nel forum dello staff; si pensava addirittura di non permettere i commenti e reindirizzare al forum.
Io sono dell'idea che l'importante è segnalare sempre nell'articolo il link alla sezione del forum in cui si discute dello stesso argomento.
Non a caso ho pensato di creare un topic di rifermento sui cosidetti "game studies" (stiamo mettendo in discussione il termine gioco in senso assoluto ma almeno al momento si devono usare definizioni accettate comunemente). Ho ripreso l'ottima idea di Luigi "ABS" Ruffolo sul "ciclo VG e arte": inutile aprire periodicamente nuovi post che parlano di argomenti ricorrenti.

Certo, quando la discussione si sposta sul forum, cerchiamo di continuarla qui e non via commenti.
Ricordiamoci che comunque ci si può iscrivere ai commenti di un post via mail (putenza di wordpress; spuntare l'opzione "Notificami i prossimi commenti via e-mail" sotto il pulsante Submit).
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Galdr

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Re: [Ciclo Game Studies]
« Risposta #65 il: Aprile 04, 2008, 14:24:30 »

Citazione
il termine gioco andrebbe più che bene
Attenzione, ho detto "andrebbe"! Non traspariva evidentemente la rassegnazione verso termini nebulosi quanto radicati nel linguaggio comune. Adesso lo sai. ;)

Citazione
E riformulo la domanda: interazione = gioco?

Perchè mai? Mi aspettavo che la replica fosse 'se l'attività interattiva sia sempre gioco', al che rispondo sì per tutti gli altri e no per me.
E' interessante domandarsi quale sia il proposito che ci spinge a passare del tempo con giochi/libri/films.

Citazione
Io dico che l'interazione può essere ludica, ma non in senso assoluto.
Ci mancherebbe, ma certo!

Citazione
Come parziale dimostrazione, vorrei rifletteste sulla vostra o generale considerazione del gioco degli scacchi.
Il punto è l'atteggiamento/considerazione generale verso questo gioco, non il nome.
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Galdr

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Re: [Ciclo Game Studies]
« Risposta #66 il: Aprile 04, 2008, 14:39:56 »

Citazione
Sì, io sono sempre stato convinto che l'interazione su schermo dovesse apparire come elemento identificante anche nel nome.
Questa definizione calza, almeno in questo momento storico.
Come avevo risposto prima a 'videogame', rifaccio il discorso anche per screen interactive medium.

Trovo non solo ininfluente ma anche fuoriviante fare riferimento al formato e in genere agli strumenti della mediazione.

Per prima cosa, oltre allo schermo, dobbiamo considerare tutte le altre estensioni della realtà, come il mouse, la tastiera, le casse, le finestre, i menù, le icone, ecc. solo apparentemente meno importanti. Aggiungiamo strumenti non prevalenti/non trazionali ma in proliferazione, come tracciatori, puntatori 3d e gli altri sistemi permettoni input gestuali. Come dimenticare inoltre quelle tecnologie in grado di registrare output multidimensionali? Pannelli a proiezione stereoscopica, HMDs, sistemi audio spaziali e tattili.

Queste estensioni della realtà costituiscono l'interfaccia dell'utente, cioè gli strumenti della mediazione, cui accennavo prima.

L'interfaccia permette all'utente di relazionarsi all'ambiente virtuale (VE), comunica le nuove regole della realtà presentata e permette la gestione dell'aspettativa di interazione ambientale.

Sostanzialmente è come indossare un paio di occhiali da sole: la realtà viene filtrata.
In tal senso, mi piace ricordare un vecchio esperimento che prevedeva di indossare una tuta speciale, dotata di pesi disposti su tutto  il corpo e lenti che appannavano la vista, al fine di mettere un giovane nei panni di un anziano (in quel caso, per capire come meglio disporre i prodotti al supermercato).

In passato è stato ben argomentato che la presenza ha come premessa l'illusione percettiva della non-mediazione, cioè appare quando svanisce la coscienza della mediazione o fallisce la sua percezione.

Non dovrebbe importare il tipo di interfaccia, tanto più che lo schermo è quella che offre maggiore consistenza, mantenendo il contratto giocatore/gioco. Si pensi al cinema, dove il pubblico è bene a conoscenza dell'irrealtà degli stimoli.

Vorrei favorire definizioni più precise che esclusive, al che, un gioco come Sonic Invaders, come potrei chiamarlo "videogame"?

Il punto è la modalità di fruizione, restiamo sull'interactive-qualcosa.


P.S. questo thread comincia ad andare un po' stretto, no?
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Mario Morandi

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Re: [Ciclo Game Studies]
« Risposta #67 il: Aprile 04, 2008, 14:59:08 »

Sono completamente d'accordo (a proposito, il topic ha cambiato titolo ed è diventato più "generico"), quindi sono molto interessato a un tuo parere sulla definizione "container":

Produzioni multimediali interattive.

Dici che ci siamo?

Citazione
Il punto è la modalità di fruizione, restiamo sull'interactive-qualcosa.

Ecco, e all'interno di questo grande insieme possono convivere tutti i vari tipi di interactive multimedia.
E' sempre multimedia, perché anche nell'interactive fiction devo avere un dispositivo di input oltre che al testo.
Idem Sonic Invaders.

Ma è anche vero che dovremmo tener conto di come sono fatte la maggior parte delle PMI (o IMP).

Sottolineo modalità di fruizione perché dovremmo riflettere su questo punto, giustissimo. Anche Coolcat ne parlava (forse nel forum interno).

Citazione
Mi aspettavo che la replica fosse 'se l'attività interattiva sia sempre gioco', al che rispondo sì per tutti gli altri e no per me.
E' interessante domandarsi quale sia il proposito che ci spinge a passare del tempo con giochi/libri/films.

Allora, la domanda riformulata così è molto più corretta, solo che la risposta... quindi ne fai una questione puramente soggettiva?
Uhm.
Non saprei. A intuito non sarei di questa idea.
ES: io entro in Second Life. Do un appuntamento a una ragazza, interagisco con lei. Ma le do un appuntamento nella vita reale; sto usando SL come un messenger qualunque. Non sto "giocando", presumo, se non in senso molto lato (almeno non va detto alla ragazza altrimenti ti senti dire "non si gioca con i sentimenti... :D). Mi sembra un dato oggettivo.

Dobbiamo tornarci sopra, sicuramente.
Grazie per l'attenzione e per i preziosi contributi.

EDIT:
Ah, ah, mi è venuta in mente una cosa.
Credevo che con "produzioni multimediali interattive" di essere arrivato da qualche parte perché avevo aggirato il discorso chat et similia con la parola "produzione".
E invece mi è venuto in mente un esempio: il digitale terrestre. La famosa "tv interattiva" (es. quiz milionario) rientra in questa categoria... produzioni multimediali interattive.
Guarda caso esiste "il videogioco" di Chi vuol essere Milionario, oltre a Buzz e simili.
Ma partecipare in tv è una cosa diversa, come l'esempio che ho fatto di Second Life.
Forse dovremmo prendere più in considerazione i concetti di "simulazione", di "virtuale" e di "fittizio".
Guarda caso Callois dice che l'attività ludica esula sempre da un contesto reale, quindi se ascoltiamo lui torniamo alla parola "videogioco"...
E anche se ci tornassimo poco importa, perché abbiamo tirato fuori molti discorsi validi e interessanti.

Ci sono molti altri concetti da approfondire, ad es. quelli tirati in ballo da Galdr, quelli saltati fuori in chat e il discorso della multimedialità/simultaneità.
« Ultima modifica: Aprile 04, 2008, 19:35:26 da Mario Morandi »
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Galdr

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Re: [Ciclo Game Studies]
« Risposta #68 il: Aprile 04, 2008, 20:39:13 »

Sono completamente d'accordo
E' un peccato, perchè se non posso dare contro perdo interesse e non ha senso che mi chiami Galdr. ::)

Citazione
Allora, la domanda riformulata così è molto più corretta, solo che la risposta... quindi ne fai una questione puramente soggettiva?
Ho scritto in fretta, si coglie il senso ma non la spiegazione.
Ad esempio, un designer non gioca ma studia il gioco, il suo proposito è l'analisi. Catch 22 permettendo  ;)
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Walker

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Re: [Ciclo Game Studies]
« Risposta #69 il: Aprile 07, 2008, 02:06:34 »

Questo intanto può essere utile per quanto riguarda la terminologia da usare, molte delle questioni che abbiamo sollevato qui sono in realtà molto complesse e questo glossario non ci aiuta tanto ma è pur sempre un inizio:

http://mbf.blogs.com/schermiinterattivi/glossario.html

Mario Morandi

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Re: [Ciclo Game Studies]
« Risposta #70 il: Aprile 07, 2008, 14:55:25 »

Io e Walker ci siamo registrati su Typepad per commentare il blog Schermi Interattivi e tentare di offrire nuovi spunti al Bitta nazionale, che ultimamente sembra rinvigorito.
Speriamo di non rompergli troppo i maroni...  ;D
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