Segnalo, sul numero ora in edicola, un dossier che fa un po' il punto sulla situazione attuale dello sviluppo videoludico, e sugli svantaggi che hanno portato massificazione e multipiattaforma, almeno per i giocatori di vecchia data; niente di particolarmente nuovo, ma varie considerazioni integrate tutte insieme. Per la maggior parte condivisibile, scivola nel passaggio sulla presunta "pigrizia innata" di chi gioca su console - e chi gioca sia su quelle che su PC? Ha una personalità dissociata? Sembra il contentino per gli "hardcore", che in questo caso significa fanboy del PC (e guarda caso un paio sono subito corsi a gongolarci sopra sul forum), e danneggia quello che poteva essere un ottimo articolo imparziale, perché dalla situazione descritta ha da perderci anche la qualità dei giochi su console. Poi, sbaglio o su PC è sempre più in crescita il mercato di giochi casual di PopCap e soci? Per la sua versatilità, il computer è forse la piattaforma ideale per loro.
Non viene poi presa in nessuna considerazione la pirateria che, sopravvalutata o meno, fa comunque la sua parte nel far considerare il PC come anello debole - e ha portato anche al ricorso a pessimi DRM, peggiorando ulteriormente la situazione. L'unico possibile accenno è in un box dove si parla di "dirimpettai [consolari] meglio disposti a spendere per giocare", che non sarebbe lusinghiero nei confronti dei PCisti se il senso fosse quello.
P.S.: noto ora che l'autore del dossier è l'Elvin, che se ricordo bene non è nuovo a uscite parziali. Non è quello il modo di mostrarsi "hardcore"...