non è legittimato a fare ciò che vuole nè parla necessariamente a nome di tutta la categoria (anche se, di sicuro, parla paludato dell'autorevolezza del marchio confindustria).
questo non esclude che
a) altri entrino in confindustria (immagino esistano dei parametri per associarsi, visto che una delle accuse è che sono entrate realtà che non li rispettano!) e diventino abbastanza "pesanti" da sostituirsi all'attuale "dirigenza" (voglio dire, confindustria è sempre più o meno stata un affare degli agnelli dove, per dire il nome di uno vagamente potente, il berlusca non è stato mai filato molto - non per niente ha una sua base di "supporters" nei settori che sentono meno la rappresentatività dell'associazione, vedi i piccoli imprenditori o addirittura fuori dall'associazione: confartigianato e confcommerci - ciò non esclude che vi siano state e vi siano, in confindustria, delle "correnti");
b) che altri pensino a creare una rappresentanza esterna a quella che già esiste. poi a seconda della serietà o meno della cosa arriveranno alla rappresentatività più ampia possibile e si sostituiranno come "voce istituzionale".
E' già un mezzo miracolo (italiano) che sia nato il gruppo di filiera... la possibilità "b" è talmente remota che ora come ora secondo me non si può farci affidamento. Tra l'altro chi vi entrerebbe più a far parte (a parte forse Idoru che mi pare stia ancora rifiutando gli inviti a partecipare alla filiera)? Le realtà legate davvero allo sviluppo di videogiochi si contano sulle dita di una mano nel nostro territorio... difatti gli stessi criteri di associazione sono decaduti nel momento stesso in cui sono stati creati.
Pure la possibilità "a" è remota per quanto sopra (chi sarebbe più "potente")?
Magari una "c" potrebbe essere che qualcuno che lì dentro conta inizi ad accorgersi che la filiera non sta facendo nemmeno i suoi interessi (i veri nomi al momento stanno ai margini, pur facendone parte... vedere Artematica e Milestone che non hanno ruoli attivi a differenza di persone come Carbone, Accordi e Caturano che in realtà nel mercato videoludico rivestono un ruolo minore rispetto a un Cangini o a un Farina).
La vedo comunque dura. I legami che si sono instaurati non sono banali (e se ci si fa caso tutti ben consolidati dai giri Carbone/Accordi composti da rivista + editoria + associazioni culturali + iniziative + società private + istituzioni di formazione... ora verrà a mancare la rivista, ma il resto tiene il suo posto).
Come ho detto anche ad Accordi... troppo, nelle mani di pochi, i quali a loro volta si passano staff, sedi legali e chissà cos'altro (non voglio essere forzatamente maligno, ma si capirà che stando così le cose i dubbi possono venire). Se non ci sono gli estremi per parlare di conflitto d'interessi, secondo me poco ci manca.