Non mi è chiarissimo dove voglia andare a parare l'intervento di Roberto Recchioni.
Un livello di difficoltà supplementare a quelli canonici (indirizzati agli appassionati e a chi ha più tempo da dedicare al gioco) calibrato su "assistito" o su "facilissimo" sarebbe la chiave di svolta per la piena diffusione e lo sdoganamento del videogioco tra le masse come mezzo di intrattenimento?
A parte che credevo che il videogioco si fosse già sdoganato tra le masse da tempo, siamo sicuri che aggiungere un livello di difficoltà del tipo "God-Mode" renda appagante l'esperienza per il giocatore casual che ha poco tempo da dedicare al gioco?
È appagante giocare sapendo in anticipo che se si è in difficoltà è il gioco stesso a venirci incontro facendo apparire dei medikit o abbassando l'I.A. dei nemici se stiamo per morire?
Giocarsi, per esempio, cinque FPS in questa maniera non rende le varie esperienze più piatte e simili tra loro? (più di quanto già non lo siano in modalità normale?

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