Penso proprio di no. Non in senso assoluto, almeno.
Quello che mi fa rabbia è il potenziale inespresso.
Sì, questo lo capisco. Infatti io non voglio emigrare anche perché non ho opportunità da cogliere (non so fare un casso ^^').
Sai fare la lana

Son tutti buoni a farsi strada altrove.
Più difficile invece farsi un'esame di coscienza e tentare di cambiare le cose nel proprio comune,
nella propria regione, nel proprio paese.
E' una mentalità che detesto.
La vita è una e non dura in eterno. Se la tua prospettiva in Italia è un contratto senior a 1200 euro al mese, e all'estero uno junior da 2000... cosa fai, resti in Italia e aspetti che nel giro di 2-3 legislature i contratti vengano ridefiniti al rialzo o mentre aspetti ti stabilisci all'estero? Se politicamente abbiamo un bipolarismo inventato in cui a dir tanto solo un 20% di Italiani è davvero rappresentato (e quindi, non credo di sbagliare di molto, l'80% delle persone vota a cazzo, anche se magari non lo sa), cosa fai, butti tutte le tue aspirazioni nella pattumiera e diventi un eroico volontario della politica, o cerchi un paese nel mondo in cui chi è di destra fa cose di destra, chi è di sinistra fa cose di sinistra, e chi dice frottole se ne torna immediatamente a casa con le pive nel sacco? Se la qualità della vita in Italia vuol dire che per andare da casa mia a Bologna, in macchina ci metto 3 ore e mezza di viaggio più 1 ora di coda sia a Genova che a Bologna, mentre con i mezzi pubblici devo fare 4 cambi e probabilmente ne perdo un paio, portando il tempo totale di viaggio a 7-8 ore... mentre in Olanda i treni partono e arrivano all'ora esatta *al secondo*... un pendolare che non voglia uccidere prima o poi qualcuno che fa? Si fa tutti i giorni 1 ora e mezza di coda in tangenziale o pensa a cambiar vita?
Poi quanto al "son tutti buoni a farsi strada altrove" ci sarebbe da appuntare. Non è che sia così facile "farsi strada"; se per un lavoro modesto ma onesto qui prendo 800 euro e in Germania il doppio, non è "farsi strada", è semplicemente legge del mercato applicata alle esigenze minime di sopravvivenza: "tu mi permetti di SOPRAVVIVERE, io lavoro per te e non per l'imprenditore italiano affamatore, corruttore, e datore di lavoro in nero".
Comunque, a meno di cambi d'idea forse più a livello personale, finché ci saranno realtà dinamiche e *umane* in Italia, nel mio settore, resterò nel mio paese.