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Autore Topic: Manifesto traduttivo amatoriale  (Letto 5428 volte)

Cherno

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Re: Manifesto traduttivo amatoriale
« Risposta #45 il: Novembre 26, 2008, 11:25:26 »

Io non ho capito la filosofia che sta dietro a questo manifesto, purtroppo non l'ho capita neanche
leggendo il post iniziale. Insomma leggo e mi chiedo..quindi?

Praticamente il manifesto promuove un certo tipo di atteggiamento verso la "traduzione amatoriale". Ma a parte l'esercizio mentale, che va bè ci potrebbe anche stare, vorrei capire perchè cerchi/ate adesioni.

Oltre a questo leggendo tutto ciò che hai scritto, mi pare di leggervi una rassegnazione incredibile, del tipo "non farò mai questo lavoro a livello professionale per svariate ragioni, pertanto lo farò a livello amatoriale" e quindi il manifesto sembra quasi una giustificazione, oppure, darsi un tono d'importanza, nonostante poi quello che fate non ha assolutamente riscontro con la realtà, come dice monopoli. Per esempio il principio di inappropriabilità come lo difendete?

Insomma quel che dico, non è forse meglio che ad una persona alla quale piace fare questo tipo di lavoro, cerchi di entrare in quel mercato del lavoro, con tutte le buone intenzioni e spinto da una passione sincera e per di più retribuita? Ne guadagnerebbero le traduzioni in generale.

Marco/Cav

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Re: Manifesto traduttivo amatoriale
« Risposta #46 il: Novembre 26, 2008, 11:44:56 »

Rispondo a punti, che vien più comodo.

Io non ho capito la filosofia che sta dietro a questo manifesto, purtroppo non l'ho capita neanche
leggendo il post iniziale. Insomma leggo e mi chiedo..quindi?

Praticamente il manifesto promuove un certo tipo di atteggiamento verso la "traduzione amatoriale". Ma a parte l'esercizio mentale, che va bè ci potrebbe anche stare, vorrei capire perchè cerchi/ate adesioni.

L'aver inserito le adesioni è solo stato un modo per vedere se il manifesto può o meno raggiungere il suo scopo. Spesso, e anche in questa discussione è capitato, si confondono tra loro "open-translation" (qualcuno lo conosce il caso Facebook? beh, il sito è stato tradotto da utenti che gratuitamente, e in modo sparsi, hanno offerto il loro tempo per tradurre il sito nelle diverse lingue... il loro operato non è stato né organizzato, né privo di fini di lucro, anche se questo era presente per Facebook il quale ha appunto "sfruttato" la gente che si è proposta per tal lavoro), "free-translation" e "traduzione amatoriale" (così come negli anni è stata chiamata). Non c'è nessuna vera pretesa, tranne quella di spiegare ciò che facciamo.

Certo, non è detto che interessi... anche questo è un punto che volevo comprendere, e forse postando qui ho fatto un errore nel senso che per un utente tradizionale in effetti tutto ciò non ha importanza (non è una critica, sia chiaro... non ci si può interessare a tutto).

Oltre a questo leggendo tutto ciò che hai scritto, mi pare di leggervi una rassegnazione incredibile, del tipo "non farò mai questo lavoro a livello professionale per svariate ragioni, pertanto lo farò a livello amatoriale" e quindi il manifesto sembra quasi una giustificazione, oppure, darsi un tono d'importanza, nonostante poi quello che fate non ha assolutamente riscontro con la realtà, come dice monopoli.

Rassegnazione? Perché? Il Game Italian Translation è diventato nell'arco degli anni anche un gruppo ufficiale: ad oggi contiamo 3 giochi che sono usciti col nostro logo sulla scatola e altri che riportano il nome del nostro gruppo tra i riconoscimenti, lavori che abbiamo condotto (e altri in corso) con traduttori d'esperienza selezionati e capaci. Il GIT è proprio la dimostrazione che non ci si rassegna mai e anzi si è anche ambiziosi.

Tale ambizione però va divisa, perché se ufficiale e amatoriale iniziano a fondersi allora ha ragione Monopoli dicendo che si finisce in quei mix dove non si capisce chi lavora per passione e chi no. Difatti il GIT è come se fosse diviso in due: traduttori amatoriali da una parte (il cui spirito si dovrebbe rispecchiare almeno in parte nel manifesto) e traduttori ufficiali dall'altra (retribuiti, naturalmente).

Infine il manifesto non vuole nemmeno darsi importanza, ma dare evidenza a ciò che i traduttori amatoriali fanno (non solo il GIT, sia chiaro) e del cui materiale tantissimi utenti hanno fatto uso nell'arco di oltre 10 anni di attività. Se c'è arroganza nel voler spiegare chi si è, allora il manifesto pecca di tale difetto.

Per esempio il principio di inappropriabilità come lo difendete?

Quel principio sta a indicare che non si vuole che qualcuno tragga guadagno sfruttando il lavoro amatoriale (e dunque gratuito).

Insomma quel che dico, non è forse meglio che ad una persona alla quale piace fare questo tipo di lavoro, cerchi di entrare in quel mercato del lavoro, con tutte le buone intenzioni e spinto da una passione sincera e per di più retribuita? Ne guadagnerebbero le traduzioni in generale.

C'è chi lo fa, ma spesso deve raffontarsi con molti problemi, gli stessi che nascono quando si confonde il mondo del lavoro con la passione semplice e spontanea. Ti racconto un'esperienza personale: quando il GIT si è avvicinato alle traduzioni ufficiali a tradurre eravamo noi, gli stessi di quelle amatoriali. Dopo svariate traduzioni (non tutte rese pubbliche sul nostro sito) ci siamo trovati davanti a un muro: eravamo pagati pochissimo, dovevamo rispettare tempi e organizzioni che non eravamo abituati a sopportare e molto altro. Eravamo sfruttati, in poche parole, e difficilmente avremmo potuto chiedere condizioni migliori, sia perché il mondo del lavoro pretende esperienza e titoli di laurea, sia perché nella vita di tutti i giorni facevamo altro. E, ti dirò, a queste condizioni secondo me non facevamo nemmeno traduzioni di gran qualità.

Certo, tra di noi c'è chi poi si è dedicato interamente a questo mercato: parlo di una persona che era già laureata in lingue e già lavorava in questo campo e che ha lasciato il suo precedente lavoro per darsi alla traduzione di videogiochi, un mestiere che ha scoperto proprio con noi. Ed è questa persona che ora organizza il lavoro del team ufficiale del GIT.

C'è dunque chi può farlo, ma è chi decide di sua spontanea volontà di farne un mestiere, perché il mondo del lavoro è una cosa, la passione è un'altra. Ad esempio, tu giochi ai videogiochi? Se sì, lo fai perché ti piace? Ne faresti un mestiere? Forse sì, forse no. Se la risposta è no, continueresti comunque a videogiocare? Forse sì, forse no. Se la risposta è sì... beh, hai la stessa risposta che ha portato svariate persone a dedicarsi alle traduzioni amatoriali senza voler diventare altro, ma non perché non si può (si può e c'è appunto chi l'ha dimostrato), ma perché non si vuole.

Io sono un analista programmatore con la passione della traduzione. Non cambierei mai il mio mestiere, ciò nonostante voglio coltivare le mie passioni pur se queste restano tali.

E' così strano?
« Ultima modifica: Novembre 26, 2008, 11:52:07 da Marco/Cav »
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Re: Manifesto traduttivo amatoriale
« Risposta #47 il: Novembre 26, 2008, 11:54:43 »

Non ho capito il nesso, videogiocando io non produco parti di un videogioco.
Secondo me quello per il quale bisognerebbe muoversi e battersi è nobilitare il proprio lavoro o passione o competenza, chiamala come vuoi, agli occhi e tasche di chi ne usufruisce. (Parlo dei publishers)

Spero di aver capito male il meccanismo che ha portato il logo del GIT su un gioco scatolato, tipo che è finito su una riedizione di un videogame piuttosto che budget e lo spero vivamente. Mi spiego: voi non potete fare traduzione amatoriale, quindi non pagata perchè è questo quello che dici, e poi far sbattere il vostro logo sulla scatola di un gioco, così facendo date un grosso calcio nel culo a chi con le traduzioni ci campa, abbassando il valore di mercato di quella competenza. A livello imprenditoriale perchè dovrei pagare un traduttore X euro se esistono realtà come la vostra?

Ho capito male, dimmi che è così.

Coolcat

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Re: Manifesto traduttivo amatoriale
« Risposta #48 il: Novembre 26, 2008, 12:00:45 »

sarà una mia ingenuità sulla questione, ma a me il manifesto è parso un esempio di buona volontà di persone che vogliono fare al meglio qualcosa che hanno a cuore, senza guadagnarci assolutamente nulla.

l'ho sottoscritto anche se raramente ho tradotto solo per passione, ma solo per passione scrivo su AL per esempio, dove tutto è maatoriale (nel senso di generato da una spontanea professionalità senza fini di lucro).

per esempio quando gaurdo le puntate dei serial tv americani con un mio amico che vuole i sottotitoli, rispetto molto l'impegno del gruppo di traduttori che seguo: senza di loro il mio amico non potrebbe guardarsele (e come lui tanti altri).

Monopli, ne parli come se fosse Scientology  ;)

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Marco/Cav

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Re: Manifesto traduttivo amatoriale
« Risposta #49 il: Novembre 26, 2008, 12:12:16 »

Non ho capito il nesso, videogiocando io non produco parti di un videogioco.

Il nesso è che esistono passioni che non si desidera (ma non per limitazioni imposte, non sempre almeno) trasformare in lavoro. Io, ad esempio non desidero fare delle traduzioni un mestiere vero e proprio. Altri l'hanno desiderato e ce l'hanno fatta (previe referenze che il mondo del lavoro ovviamente richiede).

Secondo me quello per il quale bisognerebbe muoversi e battersi è nobilitare il proprio lavoro o passione o competenza, chiamala come vuoi, agli occhi e tasche di chi ne usufruisce. (Parlo dei publishers)

Ma il punto è che alla traduzione amatoriale, in quanto tale, non importa "vendersi". Ci sono eccezioni, ma poche e solitamente ben distinte come nel caso del GIT.
Perché parti dal presupposto che si voglia farne un mestiere?

Il manifesto peraltro nasce proprio per battersi al fine di conoscere questa passione, sebbene non a fine di lucro quando ideologico.

Spero di aver capito male il meccanismo che ha portato il logo del GIT su un gioco scatolato, tipo che è finito su una riedizione di un videogame piuttosto che budget e lo spero vivamente. Mi spiego: voi non potete fare traduzione amatoriale, quindi non pagata perchè è questo quello che dici, e poi far sbattere il vostro logo sulla scatola di un gioco, così facendo date un grosso calcio nel culo a chi con le traduzioni ci campa, abbassando il valore di mercato di quella competenza. A livello imprenditoriale perchè dovrei pagare un traduttore X euro se esistono realtà come la vostra?

Quando il logo è finito sulla scatola è perché ci ha lavorato il team ufficiale, per il quale lavoro è stato regolarmente retribuito. Non si è trattato infine di riedizioni budget.
Una ufficializzazione di una traduzione amatoriale? No, andrebbe contro i nostri principi perché appunto diverrebbe ufficiale e dunque andrebbe retribuita. Come detto, non ci svendiamo e teniamo ben distinti amatorialità da ufficialità, e come detto ad Alessandro, chi opera nella prima non dovrà mai avere a che fare con scadenze o altro del genere.

Personalmente poi non so di nessun gruppo che ha "donato" il suo operato amatoriale in quel modo.

P.S. In passato, quando eravamo inesperti, siamo stati sfruttati... ma quello è ben prima della questione del logo e comunque risale a svariati anni fa.

Ho capito male, dimmi che è così.

Non so però se ho risposto alla tua domanda in maniera chiara.


A monte di tutto, e comunque la si pensi, vorrei che su un punto non ci fossero equivoci: il manifesto non è il manifesto del GIT, ma si riferisce alla traduzione amatoriale.
Nei miei esempi parlo del GIT solo perché ovviamente è l'esperienza che conosco meglio...
« Ultima modifica: Novembre 26, 2008, 12:20:30 da Marco/Cav »
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Re: Manifesto traduttivo amatoriale
« Risposta #50 il: Novembre 26, 2008, 13:11:43 »

Allora ho inteso male la natura del git.

Facciamo un passo indietro, a parte il mero esercizio mentale, perchè dare una definizione di traduzione amatoriale? Ho visto che hai citato altri generi di traduzione, però nel mio cervellino le associo comunque a traduzioni amatoriali ovvero fatte per passione senza scopo di lucro da chi la traduzione la fa(e quindi non da chi ne beneficia, tornando all'esempio che hai fatto di facebook), quindi perchè la traduzione amatoriale intesa dal tuo manifesto dovrebbe essere diversa dalla traduzione amatoriale fatta su facebook?

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Re: Manifesto traduttivo amatoriale
« Risposta #51 il: Novembre 26, 2008, 14:24:19 »

Facciamo un passo indietro, a parte il mero esercizio mentale, perchè dare una definizione di traduzione amatoriale?

Per distinguerla dalle altre attività di traduzione, dato che ha radici ben diverse.

Ho visto che hai citato altri generi di traduzione, però nel mio cervellino le associo comunque a traduzioni amatoriali ovvero fatte per passione senza scopo di lucro da chi la traduzione la fa(e quindi non da chi ne beneficia, tornando all'esempio che hai fatto di facebook), quindi perchè la traduzione amatoriale intesa dal tuo manifesto dovrebbe essere diversa dalla traduzione amatoriale fatta su facebook?

La open-translation con cui Facebook ha ottenuto localizzazioni per i diversi paesi nasce da uno spirito molto differente, pur essendo amatoriale lo sforzo che l'ha fatta nascere (in tal senso amatoriale non è forse il termine giusto per identificare la sfera di cui si occupa il manifesto, ma quel termine ormai esiste da anni). Innanzitutto dietro vi è un interesse ben preciso da parte di una società (Facebook) di ottenere un prodotto commerciale (perché alla fin fine è di questo che si parla) a costo zero: invece insomma di pagare dei traduttori, hanno fatto sì che la gente traducesse direttamente per portare loro un beneficio anche in termini di soldi. In altre parole è sfruttamento, e difatti questo è ciò che (credo al pari di Monopoli) non appoggio nemmeno io.

In una open-translation poi chiunque può partecipare, in maniera simile all'open-source. Ecco, qui si rende necessaria una distinzione "informatica": open-source è qualcosa a cui chiunque (almeno in teoria) può partecipare, free-software (freeware) è invece qualcosa che può anche esser stato scritto da pochi (senza pubblicare il codice), ma che alla fine viene rilasciato gratuitamente. La traduzione amatoriale è decisamente più vicina al concetto di freeware che di open-source, ed è anche per questo che si differenzia dal caso di Facebook.

Cambia poi notevolmente lo spirito, oltre che le fasi tecniche (revisione, distribuzione, ecc...).

Anche il paragone con freeware comunque non regge del tutto, ed ecco perché la traduzione amatoriale non è nemmeno free-translation: una traduzione "libera" può comunque essere infatti sviluppata in ambito lavorativo e non amatoriale, e poi rilasciata liberamente per i più svariati scopi.
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Re: Manifesto traduttivo amatoriale
« Risposta #52 il: Novembre 26, 2008, 14:39:35 »

Non capisco la differenza, si tratta sempre di attività svolte in totale libertà ed autonomia. Sfruttamento è quando io imprenditore chiedo che tu mi traduca X righe di testo per una paga misera.

Comunque ho capito che vuoi differenziare il modo che tu intendi con il resto, ma non ho capito perchè: è chiaro che se tu, tu inteso come voi che avete steso il manifesto, identifichi delle modalità di traduzione, allora il tuo modo di fare è diverso dagli altri, ma perchè ci tieni/tenete tanto?

Mi vengono in mente un pò le distinzioni di genere che ci sono all'interno di alcuni generi musicali, tipo così:
http://www.youtube.com/watch?v=sG2wuMfeYsw

:D

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Re: Manifesto traduttivo amatoriale
« Risposta #53 il: Novembre 26, 2008, 14:46:24 »

Non capisco la differenza, si tratta sempre di attività svolte in totale libertà ed autonomia. Sfruttamento è quando io imprenditore chiedo che tu mi traduca X righe di testo per una paga misera.

Immagina che le software house dicano: noi vi rilasciamo i testi, traducete voi i giochi e poi noi vendiamo i giochi con la vostra traduzione. Ecco, questa non è una traduzione amatoriale così come la si intende in questo particolare frangente (come detto il termine "amatoriale" purtroppo non trasmette chiaramente cosa vi si cela dietro).

Poi chiaramente a livello tecnico/organizzativo c'è un abisso tra il caso Facebook e una traduzione amatoriale dove un gruppo (o anche un singolo individuo) gestisce da sé un progetto e successivamente lo rilascia come meglio desidera... il tutto davvero gratuitamente.

Tra l'altro l'impegno (sempre volontario, per carità) che ci vuole per portare avanti una traduzione amatoriale sino in fondo è di molto maggiore...

Comunque ho capito che vuoi differenziare il modo che tu intendi con il resto, ma non ho capito perchè: è chiaro che se tu, tu inteso come voi che avete steso il manifesto, identifichi delle modalità di traduzione, allora il tuo modo di fare è diverso dagli altri, ma perchè ci tieni/tenete tanto?

Un bisogno credo naturale di spiegare anche agli altri che cosa facciamo, dato che alcuni (è successo anche in questo thread, peraltro) credono che siamo paragonabili all'open-source. Ma non è così.

C'è qualcosa di male nel cercare di spiegare chi è e cosa si fa? Non capisco perché tutto ciò sembri così strano, sinceramente... :D

Mi vengono in mente un pò le distinzioni di genere che ci sono all'interno di alcuni generi musicali, tipo così:
http://www.youtube.com/watch?v=sG2wuMfeYsw

:D

E' un buon paragone, e difatti credo che ogni cantante o gruppo ci tenga a dire che genere musicale produce (pensa addirittura che nel metal si sono fatte tante di quelle distinzioni che ormai ne ho perso il conto...).
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« Risposta #54 il: Novembre 26, 2008, 14:52:24 »

Si, ma allo stesso tempo non servono a niente, se non per suonare nei locali.
Per esempio io devo dire che faccio rock elettronico, quando vorrei dire semplicemente che faccio musica :D

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Re: Manifesto traduttivo amatoriale
« Risposta #55 il: Novembre 26, 2008, 14:57:21 »

Si, ma allo stesso tempo non servono a niente, se non per suonare nei locali.
Per esempio io devo dire che faccio rock elettronico, quando vorrei dire semplicemente che faccio musica :D

Beh, ma così è anche troppo generico. Musica cosa? Classica? Dance?
Peraltro vuoi forse dirmi che non ci sono differenze tra i Dream Theater, Stratovarius e Metallica (giusto per citare i primi che mi vengono in mente)? ;D
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Re: Manifesto traduttivo amatoriale
« Risposta #56 il: Novembre 26, 2008, 15:01:16 »

Certo che ci sono, ma parlo sempre di musica no? E' ovvio che devo dire che genere faccio per orientare i miei (potenziali anche) ascoltatori. Però è anche vero che faccio della musica mia che è frutto delle mie esperienze, cioè se decido di infilare una parte jazzy in un mio pezzo che faccio? dico che faccio rock elettronico alternative a volte jazzy?

Il genere serve come riferimento per gli altri ma è un'arma a doppio taglio, identificarsi troppo significa anche non potersi più togliere di dosso una certa identità. Cosa succederebbe se un giorno maturassi e vorrei cambiare modo di intendere le mie composizioni? Comunque mi sa che siamo ot. Forse.

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Re: Manifesto traduttivo amatoriale
« Risposta #57 il: Novembre 26, 2008, 15:03:45 »

più che altro mi sembra che il paragone non c'entri niente...

non è che cambia lo stile di traduzione a seconda dell'amatorialità o meno del progetto...
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...And there’s no use in tryin’/T’ deal with the dyin’/Though I cannot explain that in lines...

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Re: Manifesto traduttivo amatoriale
« Risposta #58 il: Novembre 26, 2008, 15:05:16 »

Certo che ci sono, ma parlo sempre di musica no? E' ovvio che devo dire che genere faccio per orientare i miei (potenziali anche) ascoltatori. Però è anche vero che faccio della musica mia che è frutto delle mie esperienze, cioè se decido di infilare una parte jazzy in un mio pezzo che faccio? dico che faccio rock elettronico alternative a volte jazzy?

Il genere serve come riferimento per gli altri ma è un'arma a doppio taglio, identificarsi troppo significa anche non potersi più togliere di dosso una certa identità. Cosa succederebbe se un giorno maturassi e vorrei cambiare modo di intendere le mie composizioni? Comunque mi sa che siamo ot. Forse.

Beh, varieresti tu, non la definizione di Power Metal. E non penso ci sarebbero problemi. Ciò nonostante la definizione di Power Metal serve a far capire al volo che la musica prodotta dagli Stratovarius, pur essendo metal, è molto differente da quella dei Metallica.

E' proprio questo il punto. :D
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« Risposta #59 il: Novembre 26, 2008, 20:31:41 »

Boh.

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Scandinavian Nu Metal
Vegetarian Progressive Grindcore
Black Metal
Super Black Metal
..and Lounge

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Traduzione amatoriale
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Trova le differenze.

Leggendo il manifesto mi viene in mente quella scenetta. E' più forte di me il manifesto mi dà l'idea di tentare di distinguere/mettere differenze fra pratiche comuni, ovvero la traduzione fatta di propria spontanea volontà.
« Ultima modifica: Novembre 26, 2008, 20:43:12 da Cherno »
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