Non è proprio 1:1 un gioco che costa $53.99 diventa €49.99 che comunque è un valore molto superiore al tasso di cambio attuale.
Steam ha due problemi sui costi: nonostante si atteggi tanto a piattaforma indipendente, steam è un publisher, che pubblica giochi mainstream di un altro publisher. Quindi alle politiche di prezzo della copia digitale dettati dai publisher originali del gioco (tutt'altro che economica, specie se cì'è Ubi o EA di mezzo), vanno aggiunti i balzelli di distribuzione di Valve. I costi che imputa Steam, inoltre, sono tutt'altro che bassi, anche considerando che i download sono costi a consumo e che hanno un costo molto basso se puoi fare economia di scala (pochi centesimi a GB). Lo storage sono anni che per i servizi Web non è più considerato un fattore di costo. Non a caso Impulse sta avendo un successo maggiore tra gli indie per il fatto che non chiede soldi per l'integrazione ed il publishing tramite la propria piattaforma (i costi di gestione sono così bassi che coni ricavi dei loro giochi si possono permettere di offrire il servizio gratuitamente a terzi, per aumentare il bacino d'utenza).
In pratica, si potrebbe pagare molto meno ma un po' per la miopia dei publisher che preferiscono non svalutare l'enorme contributo che GameSpot dà all'industria videoludica e continuare le politiche dei dual pricing assurdi, un po' per le pratiche commerciali di Steam, alla fine gli europei devono pagare lo scotto per tutti come al solito.
Poi dice che uno fa male a comperare i giochi per PC all'estero dove il costo si abbassa di un terzo rispetto a play.com.