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Autore Topic: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)  (Letto 47855 volte)

Robot Elettronici

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #120 il: Ottobre 07, 2009, 12:30:11 »

Personalmente mi sono indignato più per la gente che si fa schiavizzare, che per lo schiavizzatore.
Anch'io.

Logica aberrante che non mi trova assolutamente d'accordo.
In base a questo ragionamento si legittima una società da far west in cui vige la legge del più forte. In base a questo ragionamento , la donna che viene stuprata "se lo è voluto lei perchè porta la minigomma". In base a questo ragionamento il pensionato che viene circuito all'interno della propria abitazione da un finto operaio del gas è un povero idiota che se l'è cercata.
Ma non dovrebbe essere compito della società proteggere le fasce deboli? Perchè ognuno deve essere abbandonato a sè stesso e irriso quando viene turlupinato?
Anche l'appassionato di videogiochi che scrive aggratise ha un punto debole, la sua passione appunto. E se posto di fronte ad un personaggio del settore quale questo MetalMark che godeva di un certa fama e credito è anche possibile che sia portato tendenzialmente a dargli fiducia. Eppure c'è sempre qualcuno pronto a gridargli "povero coglione".
Certo, lo sarebbe se dopo esservi caduto una volta perseverasse nel lavorare a gratis. Ma questo è lo scotto che bisogna pagare all'esperienza.

I miei due cent in un discorso che è pura aria fritta e che non c'entra con lo "scandalo" in atto.
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Roberto | Ready64

Zave

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #121 il: Ottobre 07, 2009, 13:17:00 »

Chiudo facendo presente una cosa: non so quanto fosse chiaro dal primo post di Zave sull'argomento, ma uno degli obiettivi principali (Zave, eventualmente correggimi)
Nulla da correggere.
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Ziggybee

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #122 il: Ottobre 07, 2009, 15:21:34 »

Personalmente mi sono indignato più per la gente che si fa schiavizzare, che per lo schiavizzatore.
Anch'io.

Logica aberrante che non mi trova assolutamente d'accordo.
Ma non dovrebbe essere compito della società proteggere le fasce deboli? Perchè ognuno deve essere abbandonato a sè stesso e irriso quando viene turlupinato?
Anche l'appassionato di videogiochi che scrive aggratise ha un punto debole, la sua passione appunto. E se posto di fronte ad un personaggio del settore quale questo MetalMark che godeva di un certa fama e credito è anche possibile che sia portato tendenzialmente a dargli fiducia. Eppure c'è sempre qualcuno pronto a gridargli "povero coglione".
Certo, lo sarebbe se dopo esservi caduto una volta perseverasse nel lavorare a gratis. Ma questo è lo scotto che bisogna pagare all'esperienza.

I miei due cent in un discorso che è pura aria fritta e che non c'entra con lo "scandalo" in atto.

No aspetta, nessuno dice che sia giusto sfruttare gli altri. Resta il fatto che le chiacchere stanno a zero, se ti devi mantenere devi guadagnare, non giocare a fare il giornalista o qualsiasi altra professione appassionante sogni di fare.

Illusioni a parte, prova ad indovinare quanto conta per un datore di lavoro una persona il cui lavoro continuativo altrove non ha valore economico? Non vuol dire che non ci sono i geni incompresi, però va anche detto che dei limiti queste persone li evidenziano. Meglio fare finta di avere una start-up, guarda. O rassegnarsi all'idea di fare le cose per passione e basta, come facciamo noi. i sacrifici si fanno, ma non per anni. Qualche mese, forse, altrimenti bisogna lavorare su sé stessi (autocritica, obiettività) e sulla ricerca di un'altra occupazione. Se non altro quando si trova quella che si sogna ed il datore ci reputa adatti avremo uno stipendio con cui negoziare il prossimo contratto.

Inoltre ricorda che la società siamo noi, mica è un ente astratto. Il problema degli under 35 è che a farsi spesare i lussi e la bella vita da mamma e papà (che non necessariamente vuol dire vivere o meno coi genitori, ho già fatto questo distinguo) se so' rincoglioniti e vengono sfruttati in massa mentre, anestetizzati dalle loro illusioni di gloria a costo zero, magari con un futuro da manager ben vestito, aspettano che la "società" li salvi. Mandando a puttare il mercato del lavoro, il loro futuro e quello dei loro figli. La ragione è che se arrivi a 30 anni senza aver mai lavorato seriamente (intendo retribuito il giusto per il ruolo che ricopri), sei quasi pronto per il precariato a vita. E non ci sono cazzi, te lo sei cercato tu quel futuro, non la società.

Quindi una bella causa per lavoro nero e sfruttamento a quei signori la dovrebbe fare la "società" o i diretti interessati che sin'ora non hanno fatto nulla? Perché questi problemi emergono solo oggi quando decine di persone, evidentemente vittime della società per anni, non hanno saputo trovare la forza di mettersi d'accordo e farsi valere tutte insieme prima che tutto andasse a puttane?
« Ultima modifica: Ottobre 07, 2009, 15:40:02 da z.e.r.o »
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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #123 il: Ottobre 07, 2009, 15:38:50 »

Robot Elettronici mi autoquoto per esprimere il mio punto di vista:
Non capisco: ma davvero lavorare nel magico mondo dei videogiochi è così bello da accettare lo sfruttamento?
Non ditemi che è per necessità: con quelle cifre una famiglia non ci vive; al massimo uno studente arrotonda. Accettare lavori full-time per un tozzo di pane non implica solo che tu accetti di essere sfruttato. ma anche che abbassi il minimo contrattuale. Se un domani dovessi cercare un lavoro, so già che non potrei mai scrivere per una rivista, non tanto per capacità, ma perché avete accettato quelle condizioni e ormai lo fai a quelle condizioni o cerchi altro. E io cercherei altro. Quando questa cricca di sfruttatori non troverà più nessun adolescente che muore dalla voglia di vedere la sua firma su GP cominceranno ad offrire paghe con cui si possa vivere.

Io lavoro per vivere. Se volevo vivere per lavorare, come fosse un ideale o una missione, partivo con MSF o Emergency, non Irda.
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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #124 il: Ottobre 07, 2009, 15:51:09 »

La ragione è che se arrivi a 30 anni senza aver mai lavorato seriamente (intendo retribuito il giusto per il ruolo che ricopri), sei quasi pronto per il precariato a vita. E non ci sono cazzi, te lo sei cercato tu quel futuro, non la società.
Estrapolo questo periodo perché pare ritagliato su misura per un'altra situazione. Nella mia provincia, non so altrove (in effetti sembra di no), se vuoi fare l'avvocato è matematico che tu venga mantenuto o comunque aiutato dai genitori (o dal coniuge, o da un reddito già alto in partenza) anche molto oltre i 30 anni.
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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #125 il: Ottobre 07, 2009, 15:55:51 »

No aspetta, nessuno dice che sia giusto sfruttare gli altri. Resta il fatto che le chiacchere stanno a zero, se ti devi mantenere devi guadagnare, non giocare a fare il giornalista o qualsiasi altra professione appassionante sogni di fare.

Illusioni a parte, prova ad indovinare quanto conta per un datore di lavoro una persona il cui lavoro continuativo altrove non ha valore economico? Non vuol dire che non ci sono i geni incompresi, però va anche detto che dei limiti queste persone li evidenziano. Meglio fare finta di avere una start-up, guarda. O rassegnarsi all'idea di fare le cose per passione e basta, come facciamo noi. i sacrifici si fanno, ma non per anni. Qualche mese, forse, altrimenti bisogna lavorare su sé stessi (autocritica, obiettività) e sulla ricerca di un'altra occupazione. Se non altro quando si trova quella che si sogna ed il datore ci reputa adatti avremo uno stipendio con cui negoziare il prossimo contratto.

Inoltre ricorda che la società siamo noi, mica è un ente astratto. Il problema degli under 35 è che a farsi spesare i lussi e la bella vita da mamma e papà (che non necessariamente vuol dire vivere o meno coi genitori, ho già fatto questo distinguo) se so' rincoglioniti e vengono sfruttati in massa mentre, anestetizzati dalle loro illusioni di gloria a costo zero, magari con un futuro da manager ben vestito, aspettano che la "società" li salvi. Mandando a puttare il mercato del lavoro, il loro futuro e quello dei loro figli. La ragione è che se arrivi a 30 anni senza aver mai lavorato seriamente (intendo retribuito il giusto per il ruolo che ricopri), sei quasi pronto per il precariato a vita. E non ci sono cazzi, te lo sei cercato tu quel futuro, non la società.

Quindi una bella causa per lavoro nero e sfruttamento a quei signori la dovrebbe fare la "società" o i diretti interessati che sin'ora non hanno fatto nulla? Perché questi problemi emergono solo oggi quando decine di persone, evidentemente vittime della società per anni, non hanno saputo trovare la forza di mettersi d'accordo e farsi valere tutte insieme prima che tutto andasse a puttane?

Ho letto con molto interesse il tuo post, e devo dire che mi ritrovo in quanto dici. Solo un punto evidenzierei, ovvero il fatto che il mettersi d'accordo e trovare la forza di farsi valere ha un nome, e nella democrazia questo dovrebbe coincidere con lo stato, le istituzioni. Pertanto quella collettività che dovrebbe farsi valere si dovrebbe manifestare attraverso le leggi, le quali dovrebbero a loro volta probire certe realtà (notare il largo uso di condizionali...).
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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #126 il: Ottobre 07, 2009, 16:00:40 »

Matteo, Fleym: da un certo punto di vista quel che dite sono cazzate:  se uno per ingenuità mista passione viene tirato in mezzo a certe situazioni che colpa deve avere? Di non essere sveglio? Ok, ma li non ci può rimanere perchè non dovrebbe essere concesso in prima istanza a chi il lavoro lo da, di creare certe situazioni.

Si finisce in mezzo ad avvoltoi e menefreghisti, sia fra chi da il lavoro, sia fra chi più espero e navigato, come lavoratore, dice "cazzi loro, si sveglino". Intanto quelli di mezzo rimangono in un limbo di merda che invece lo Stato, e quindi le persone, dovrebbero fare in modo che non accada.

Son tutti buoni a dire quello che dite una volta che si è arrivati ad una certa consapevolezza, ma uno non può essere lasciato in pasto a certi personaggi solo perchè meno acuto. Parliamo invece del perchè non viene insegnata con un certo peso nelle scuole educazione civica e tutti quelle belle cose su diritti, doveri e dignità di un lavoratore giacchè, ripeto, siamo tutti bravi a parlare di professionalità da preservare ad ogni costo una volta che la si è raggiunta.

Ripeto da una parte sono d'accordo con voi, ma dall'altra mi metto nei panni di chi nella merda ci finisce senza neanche sapere perchè.
« Ultima modifica: Ottobre 07, 2009, 16:02:18 da Cherno »
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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #127 il: Ottobre 07, 2009, 16:04:24 »

Vero, però tutto questo si realizza dal basso, se le istituzioni funzionano male è perché a tutti i livelli c'è gente che pratica il vivi lascia vivere o la mediocrità (i nostri padri, che agognavano il posto fisso a problemi ed impegno zero sono i primi artefici di questa lenta discesa verso la decadenza).

Alla fine tutto questo si ritorce anche su chi ha bisogno di aiuto e sulla incapacità delle istituzioni di essere efficienti e tutelare i "cittadini".
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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #128 il: Ottobre 07, 2009, 16:10:14 »

Alla fine è un po' un circolo vizioso: se le istituzioni facessero il loro dovere (es. controllare che certe realtà equiparabili allo sfruttamento non si verifichino o far sì che gli studenti escano dalla scuola consapevoli di cosa sia il mondo del lavoro di modo da evitare fregature) le persone sarebbero più pronte a evitare fregature aiutando dunque le istituzioni a svolgere meglio il loro compito.

Se è così (e non ho iniziato a delilare, cosa probabile), da dove si inizia a migliorare le cose?
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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #129 il: Ottobre 07, 2009, 16:17:20 »

Ripeto da una parte sono d'accordo con voi, ma dall'altra mi metto nei panni di chi nella merda ci finisce senza neanche sapere perchè.

In parte hai ragione, in parte parliamo di persone molto adulte, però incapaci di decidere in autonomia. Io questa cosa la noto spesso. Quest'anno mi è successo due volte con sviluppatori che volevano crescere professionalmente, perché laureati perché blah blah blah.

Uno mi ha fatto problemi persino per dei corsi, ci voleva troppo impegno e lui ha finito di studiare dopo la laurea. L'altra dopo un mesetto è tornata dicendo: "Guarda, io mica voglio essere pagata per pensare, ho già troppe cose per la testa, tipo scegliere il vestito per il matrimonio. Facciamo così: tu mi dici cosa fare, ed io lo faccio".  

Un'altro caso strano è stato di uno che mi è venuto a chiedere a che ora poteva andare via la sera ed arrivare la mattina, io gli avevo già spiegato diverse volte che il nostro gruppo non rispetta orari rigidissimi (io spesso tiro tardi perché molte cose preferisco farle nel mio ufficio piuttosto che a casa in mezzo al casino e le distrazioni) e che, se i risultati ed il buon senso non lo rendevano necessario, era libero di fare come voleva, nei limiti della decenza. Aveva il terrore di arrivare dopo di me o di andare via prima. Se n'è persino lamentato col mio capo!

Non sto scherzando.
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« Risposta #130 il: Ottobre 07, 2009, 16:18:18 »

Vero, però tutto questo si realizza dal basso, se le istituzioni funzionano male è perché a tutti i livelli c'è gente che pratica il vivi lascia vivere o la mediocrità (i nostri padri, che agognavano il posto fisso a problemi ed impegno zero sono i primi artefici di questa lenta discesa verso la decadenza).

Alla fine tutto questo si ritorce anche su chi ha bisogno di aiuto e sulla incapacità delle istituzioni di essere efficienti e tutelare i "cittadini".

Infatti secondo me chi è più scavato dovrebbe prodigarsi verso i giovani inesperti. Però alla fine "a me chi lo fa fare" vince e quindi parte il circolo vizioso.

Comunque sono davvero convinto che se nelle scuole insegnassero oltre che "matematica/storia/geografia/specializzazione", anche come si vive e come ci si comporta in una società, tante cose andrebbero meglio. Quello sarebbe il vero movimento dal basso.

Cherno

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #131 il: Ottobre 07, 2009, 16:19:57 »

Ripeto da una parte sono d'accordo con voi, ma dall'altra mi metto nei panni di chi nella merda ci finisce senza neanche sapere perchè.

In parte hai ragione, in parte parliamo di persone molto adulte, però incapaci di decidere in autonomia. Io questa cosa la noto spesso. Quest'anno mi è successo due volte con sviluppatori che volevano crescere professionalmente, perché laureati perché blah blah blah.

Uno mi ha fatto problemi persino per dei corsi, ci voleva troppo impegno e lui ha finito di studiare dopo la laurea. L'altra dopo un mesetto è tornata dicendo: "Guarda, io mica voglio essere pagata per pensare, ho già troppe cose per la testa, tipo scegliere il vestito per il matrimonio. Facciamo così: tu mi dici cosa fare, ed io lo faccio".  

Un'altro caso strano è stato di uno che mi è venuto a chiedere a che ora poteva andare via la sera ed arrivare la mattina, io gli avevo già spiegato diverse volte che il nostro gruppo non rispetta orari rigidissimi (io spesso tiro tardi perché molte cose preferisco farle nel mio ufficio piuttosto che a casa in mezzo al casino e le distrazioni) e che, se i risultati ed il buon senso non lo rendevano necessario, era libero di fare come voleva, nei limiti della decenza. Aveva il terrore di arrivare dopo di me o di andare via prima. Se n'è persino lamentato col mio capo!

Non sto scherzando.

Ti credo, ho avuto anch'io a che fare con persone del genere e non ti nascondo che mi girano le palle a trottola parecchio :D

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #132 il: Ottobre 07, 2009, 16:21:27 »

i nostri padri, che agognavano il posto fisso a problemi ed impegno zero sono i primi artefici di questa lenta discesa verso la decadenza.

Ti quoto e aggiungo: sono i risultati dei mitici movimenti sessantottini.

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #133 il: Ottobre 07, 2009, 17:31:26 »

La ragione è che se arrivi a 30 anni senza aver mai lavorato seriamente (intendo retribuito il giusto per il ruolo che ricopri), sei quasi pronto per il precariato a vita. E non ci sono cazzi, te lo sei cercato tu quel futuro, non la società.
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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #134 il: Ottobre 07, 2009, 18:45:24 »

Sulle premesse mi pare che siamo tutti d'accordo:

Non si lavora gratis.

E' un insulto verso sè stessi, un insulto a chi legge la rivista (e coi suoi soldi paga non il collaboratore ma il direttore del service) e anche per i colleghi che vedono svalutata la propria professione.

Quello su cui non sono d'accordo, e mi sembrava giusto farlo notare, è l'atto di spostare l'indignazione dallo sfruttatore allo sfruttato.
« Ultima modifica: Ottobre 07, 2009, 18:52:50 da Robot Elettronici »
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Roberto | Ready64
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