Se lo sarà, sarà decisamente più per forza che per amore.
Boh... personalmente l'unico "amore" nel quale ritengo che ancor oggi Nintendo sia insuperata (e insuperabile) è quello della cura realizzativa profusa nei propri prodotti.
Dal punto di vista puramente commerciale mi sembra che ognuno stia cercando di tirare l'acqua al proprio mulino. Nintendo ha conquistato la leadership grazie all'apporto del nuovo pubblico casual, ma ha mantenuto la sua forte base di fan "storici": trascurarli del tutto sarebbe folle, e Iwata e soci non mi sembrano affatto dei manager incapaci, o peggio stupidi.
Sul versante opposto abbiamo due macchine che per un motivo o per l'altro sono state sostenute inizialmente da acquirenti mediamente di gran lunga più "hardcore" rispetto al Wii, ma adesso i prezzi sono sempre più accessibili (ergo invitanti anche per chi "hardcore" al 100% non è, e tralascio volutamente il discorso della definizione del suddetto termine perchè altrimenti non se ne esce) e giocoforza il grande successo della strategia di Nintendo incentrata sul motion sensing porterà sul mercato nel giro di pochi mesi le soluzioni Microsoft e Sony, una -tutto sommato- scontata imitazione più o meno tecnologicamente migliorata/avanzata.
Insomma, c'è chi ha in mano i casual e cerca di risultare più attraente per gli hardcore e c'è chi fa l'esatto opposto: in entrambi i casi è il mercato che detta legge.
purtroppo per l'appassionato il Wii si sta rivelando un altro GameCube: potenzialità sulla carta enormi (mimare una light saber in Guerre Stellari
) e un parco titoli di valore assoluto ma che si conterà sulle dita di una mano alla fine del ciclo vitale.
Cionondimeno se dovessi giudicare dal campione rappresentato dall'utenza dei forum, direi che la situazione per qualcuno è di gran lunga peggiore rispetto al GC.
Io la vedo in maniera diametralmente opposta, se è vero com'è vero che credo fosse dai tempi di PSX che non compravo così tanti giochi per una console casalinga, ma posso capire benissimo che le esigenze di ciascuno di noi possano essere (anche profondamente) differenti. Insomma de gustibus, e ci mancherebbe che non fosse così.
