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Autore Topic: Alan Wake  (Letto 8778 volte)

Mr Rud

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Re: Alan Wake
« Risposta #120 il: Novembre 22, 2010, 18:18:38 »

Ho messo l'ultimo chiodo sulla bara di Alan Wake.

Ma quanto mi fanno incazzare i giochi che non hanno un finale?

Specie se poi fanno dei DLC che iniziando ti fanno credere che chiariranno il finale e invece no?

Sinceramente dire che Alan Wake non ha un finale è come dire che la prima stagione di [inserisci una serie televisiva che conclude un ciclo narrativo in una stagione] non ha un finale xD. Personalmente non ho trovato QUEL problema, poi non so, ad ognuno il suo ...
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Ziggybee

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Re: Alan Wake
« Risposta #121 il: Novembre 22, 2010, 19:29:53 »

Alane Wake ha un finale eccome, altro che mezzo. Lascia spazio a tutta la caterva di dlc (episodi) e probabilmente se funziona sarà uno dei primi titoli ad episodi AAA con una certa dignità.

LOL, Cherno, sembri il direttore marketing di Remedy che tenta di pararsi il culo :D

Nel frattempo a Topolinia:

Citazione
On September 20, 2010, Remedy confirmed that The Writer will be the last downloadable content for Alan Wake as Matias Myllyrinne, CEO of Remedy said that the next DLC will “conclude things and have some intense action."

Un finale "tutto è possibile" è un finale grandioso? Se sei un bambino di 8 anni che prova a scrivere una storia del mistero credo proprio di si, perché la tecnica del dire si e no a tutto è tipica di chi non sa scrivere le storie del mistero. Non è un grande insulto: ci saranno meno di una dozzina di autori che sono riusciti a scriverne un paio decenti, il difficile è tutto lì.
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Matteo Anelli

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Cherno

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Re: Alan Wake
« Risposta #122 il: Novembre 23, 2010, 09:23:30 »

Alane Wake ha un finale eccome, altro che mezzo. Lascia spazio a tutta la caterva di dlc (episodi) e probabilmente se funziona sarà uno dei primi titoli ad episodi AAA con una certa dignità.

LOL, Cherno, sembri il direttore marketing di Remedy che tenta di pararsi il culo :D

Nel frattempo a Topolinia:

Citazione
On September 20, 2010, Remedy confirmed that The Writer will be the last downloadable content for Alan Wake as Matias Myllyrinne, CEO of Remedy said that the next DLC will “conclude things and have some intense action."

Un finale "tutto è possibile" è un finale grandioso? Se sei un bambino di 8 anni che prova a scrivere una storia del mistero credo proprio di si, perché la tecnica del dire si e no a tutto è tipica di chi non sa scrivere le storie del mistero. Non è un grande insulto: ci saranno meno di una dozzina di autori che sono riusciti a scriverne un paio decenti, il difficile è tutto lì.

Dai Matteo, queste sono stronzate: fosse il primo gioco che lascia il finale con la porta aperta per dei seguiti. Abbiamo giocato lo stesso gioco? No perchè il finale di Alan Wake c'è, non è chiaro e lascia un pò nel limbo, ma del resto anche Alan rimane lì, nel limbo. Questo per il gioco lisciio eh...ho giocato solo il primo dlc, the writer non l'ho ancora tirato giù.

Comunque adesso se mi vieni a dire che Sam Lake non sa scrivere, davvero, non so più con che serietà prendere le tue affermazioni :D

« Ultima modifica: Novembre 23, 2010, 11:54:44 da Joe »
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Ziggybee

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Re: Alan Wake
« Risposta #123 il: Novembre 23, 2010, 11:14:23 »

Ma il finale ribadisce la situazione all'inizio del gioco! Non c'è niente da scoprire, niente rivelazioni, nulla di nulla. Tutto è chiaro da quando la vecchia vestita di nero dà ad Alan Wake le chiavi di casa. L'unica differenza è che alla fine sappiamo che cosa succede alla moglie, visto che tutto quello che c'è in mezzo è un pretesto per far durare il gioco più di un corto in computer grafica.
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Matteo Anelli

Vazkor: "Altro che Apple TV"

Cherno

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Re: Alan Wake
« Risposta #124 il: Novembre 23, 2010, 12:49:27 »

Scusa ma sminuire così la sceneggiatura di alan wake mi sembra un tantino azzardato...allora andrebbe aperto un topic a parte.. insomma cosa ci dice alan wake durante il gioco su come una storia horror andrebbe scritta? Come procede il gioco? Sto parlando di come è scritto e diretto, non di com'è il gioco.

Detta breve, se la sceneggiatura ,il soggetto e la scrittura di A.W. non sono buoni, nessun gioco oggi ha una buona sceneggiatura. Non che sia richiesta eh, alla fine un gioco è un gioco: però se si valuta una cosa, va valutata con la giusta misura. Sappiamo tutti che le storie horror scritte in un certo stile terminano quasi come finiscono, se non per il dettaglio macabro: Poe e Lovecraft dopo di lui, ce lo insegnano. Persino Lynch sfrutta la struttura ciclica nella sua trilogia del sogno (Lost Highways,  Mulholland Drive  ed Inland Empire), allora anche Lynch non sa scrivere soggetti e sceneggiature e quindi un regista scarso? Guarda caso proprio a questo regista si rifà la sceneggiatura di Alan Wake e nel suo piccolo Sam Lake è riuscito a scrivere qualcosa che da solo ti spinge a giocare, nonostante le falle del titolo. Quindi che Alan Wake sia scritto male è una cosa che non si può argomentare con "Ma il finale ribadisce la situazione all'inizio del gioco".

La tua premessa è sbagliata in questo caso, che poi il gioco in sè non ti sia piaciuto è tutto un altro discorso.

Ziggybee

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Re: Alan Wake
« Risposta #125 il: Novembre 23, 2010, 13:03:41 »

Cherno: Alan Wake è quello che in in inglese si definirebbe una Mystery Novel.
Se pensi che sia un horror capisco la tua valutazione critica.
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Matteo Anelli

Vazkor: "Altro che Apple TV"

Cherno

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Re: Alan Wake
« Risposta #126 il: Novembre 23, 2010, 18:01:04 »

va bene. Inutile scrivere oltre, a quanto pare hai giocato il titolo con audio e testi disattivati, non vedo altra spiegazione :boh2:

Ziggybee

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Re: Alan Wake
« Risposta #127 il: Novembre 23, 2010, 20:20:30 »

Cherno, dai. Sembra che in vita tua abbia letto solo Topolino.

Non dico che il gioco sia brutto: è solo una summa dei peggiori luoghi comuni della TV e per di più un genio ha pensato bene di inserire dei bignami (che sembrano Stephen King che riassume sé stesso) in cui il gioco si autospoilera l'evento successivo. Ma si può essere più imbecilli? Poi che scrittura eccelsa: c'è la paginetta sulla cameriera svampita che mi dice che la cameriera è svampita, quello sull'agente dell'FBI  (introdotto sempre da un "ehi, abbiamo esagerato con l'acohol, agente?", della sceriffa) che ci dice che è stronzo e alcolizzato. Sai è un videogioco, non un telefilm e nemmeno un libro: è inutile perdere tempo a riassumere malamente l'ovvio.

Fosse stato un serial avrebbe avuto il suo perché gli spiegoni continui per quei dieci minuti di storia in 50 minuti di girato ci stanno perché uno mentre guarda la TV stira, cucina, fa altro. In un videogioco sei obbligato a stare incollato alla TV e una scrittura amatoriale e i plot device dell'affermazione/negazione reiterati per decine di volte e concentrati in poche ore di gioco sono una tortura.

Poi, oh, dipende dai gusti e dalle esperienze individuali. Se ti è piaciuto giocare un prequel di niente, contento tu. A me rode le palle averlo pagato 12 euro, figurati se lo prendevo day one!

Magari l'atmosfera che in alcune sezioni fa molto American Gods si. Ma forse sono strano io: me lo sarei giocato più volentieri se fosse stata una semplice storia drammatica senza fasi ludiche raccontata come i capitolo 4 e 5.
« Ultima modifica: Novembre 23, 2010, 20:24:45 da Ziggybee »
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Cherno

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Re: Alan Wake
« Risposta #128 il: Novembre 23, 2010, 20:55:21 »

No. Non ho letto solo topolino, ho letto alcuni libri e visto alcuni film. Abbastanza per farmi cogliere le citazioni ed il modo di costruire la trama che gira intorno ad Alan Wake da permettermi di non snobbarla con un "si risolve com'è iniziata" visto che i suoi ispiratori sono osannati come classici. Perciò senza fare quelli che "sembra che hai letto solo topolino" "no ho letto tutta la letteratura della storia dell'umanità" ripeto: la maggior parte dei racconti stile Poe o Lovecraft iniziano con "la statua di cera nel museo" e finiscono con "la statua di cera nel museo, con in mano la testa del custode", per dire. E quindi? Quello che sta in mezzo è una merda?

Il fatto che in inghilterra una roba tipo a.w. viene definito mysterie movie(uoooh) non cambia di una virgola il genere a cui tende la narrativa di a.w. stesso.

Guarda che non sto parlando di innovazione, Sam Lake non si è inventate niente, però scrive bene e nelle produzioni odierne degli ultimi due anni non c'è niente che sia scritto così bene.

Gli stacchi sono una citazione continua a Twin Peaks, il fatto che le cose ti vengano raccontate dal manoscritto che trovi in giro fa parte del canovaccio narrativo: è quello l'inghippo è quella la trama. La trama di uno stronzo che trova delle pagine scritte da lui stesse in cui gli viene scritto cosa avverrà. E' quello che ti dovrebbe far andare avanti, visto che solo alla fine sai perchè e cosa è successo: cosa c'entra l'imbecillità? Ma perchè Max Payne non era un riciclato di tutti i clichè di film hard boiled, sono l'agente maledetto cazzoinculo? Mica la narrativa è più brutta per questo. Anzi.

E' come dire che Death Note è un anime di merda perchè sai già chi morirà giacchè il protagonista ne scrive il nome sul quaderno.

Ma ti sembra?

Mr Rud

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Re: Alan Wake
« Risposta #129 il: Novembre 23, 2010, 21:00:17 »

Personalmente l'ho amato nonostante avesse tutti i difetti del mondo.

Sulla scrittura non mi azzarderei a definirla pessima: semplicistica magari si, visto che non riesce a mascherare i strumenti narrativi del genere (cosa che riesce molto bene a King), ma se lo si vede come genuina rielaborazione, devo dire che il risultato finale non è male.

Due cose secondo me sono riuscite in modo fantastico: la resa spaziale di Bright Falls (si vede che alla base c'è un'anima free roaming) la quale rendeva in modo concreto lo spazio di gioco e la graduale scoperta di dettagli sulla figura di Alan,  quali lo rendono un personaggio più complesso di quanto pensassi all'inizio.

Poi non so, ognuno la pensa come vuole (anche confrontandosi con le sue aspettative); in questo senso, parlare di horror mi sembra fuori luogo (anche perchè personalmente non credo che sia corretto accostare l'horror videoludico a quello cinematografico/letterario) 
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Cherno

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Re: Alan Wake
« Risposta #130 il: Novembre 23, 2010, 21:14:29 »

chiamalo thriller dai, magari horror è esagerato.

Ziggybee

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Re: Alan Wake
« Risposta #131 il: Novembre 24, 2010, 11:48:23 »

Due cose secondo me sono riuscite in modo fantastico: la resa spaziale di Bright Falls (si vede che alla base c'è un'anima free roaming) la quale rendeva in modo concreto lo spazio di gioco e la graduale scoperta di dettagli sulla figura di Alan,  quali lo rendono un personaggio più complesso di quanto pensassi all'inizio.
Su questo sono d'accordo, il problema è che il resto sono stereotipi da film di serie B (inizio didascalico incluso in cui si svela la soluzione finale dell'"enigma"), con personaggi caratterizzati molto male che non si evolvono affatto. Le varie scopiazzature più o meno riuscite dei classici  sono abbastanza limitate: c'è la parte più superficiale della regia di Twin Peaks, quella evidente e grafica. Di King, tranne il suo nome nei dialoghi non c'è proprio un cazzo, lui vive di personaggi solidi e verosimili e qui non ce ne sono. C'è una citazione di American Gods, visto che le poche scene buone (quelle di vita di provincia) sono prese di peso da Gaiman e Odin e Tor sembrano molto più di una citazione esplicita.

Il problema qui, secondo me è culturale. Remedy non è uno studio statunitense ed è palese che quel poco (molto poco) che ha capito della vita americana lo ha assorbito da qualche pellicola e riportato troppo pedestremente per essere considerato "ambientazione". Non mi stupisce che sia scivolato addosso al pubblico di casa. L'unica cosa che si salva sono gli scenari ed alcune locazioni da cartolina. Peccato che poi il gioco non li usi. Se fossi stato in loro avrei spostato tutto in Finlandia so Svezia, la sceneggiatura non avrebbe perso una virgola, avrebbe cavalcato l'onda del cinema horror nordico iniziata con Lasciami Entrare e sarebbe stata sicuramente rifinita in maniera più verosimile.

Il problema dei giochi del genere è che devi rispettare il giocatore/spettatore, affermare e negare delle cose in continuazione non è un buon modo per garantirti la fiducia di chi ti guarda (in fondo ad Alan Wake è successo quello che in un arco di tempo molto più lungo è successo a Lost: molta, tanta gente, l'ha mandato a quel paese perché era troppo incoerente ed arbitrario). Lo puoi fare una volta, se ne abusi shiftando in continuazione tra le solite situazioni alla fine niente ha più credito e lo spiegone accontenta solo lo spettatore più passivo. In particolare con The Signal si sono giocati la credibilità in uno sviluppo coerente ed appagante della storia.

Se fosse stato un film sarebbe stato un buon B movie, di quelli dove all'inzio (guarda caso) hai già la chiave che risolverà il mistero e la noti subito. Ma cazzo, dai vabbé la tipa vestita di nero che ghigna uscendo dall'ombra e la tipa vestita di chiaro che si preoccupa delle luci ma pure la cassa dei libri si doveva sottolineare in maniera così plateale? C'era bisogno di dargli così risalto, citare l'autore in maniera così esplicita e rimarcarne la sua presenza nella scena? Porco cazzo è come se Bruce Willis ne il sesto senso si fosse accorto di avere delle macchie di sangue sulla camica dopo i titoli d'apertura!. Sembra come quando nei B movie lo scienziato esperto di laser ha il colpo di genio contro il mostro finale: usiamo il laser! Le stesse pagine collezionabili oltre a spoilerare con testi mediocri e troppo sintetici hanno un grosso limite: ti fanno capire tutto molto prima che lo capiscano i personaggi e questo è frustrante.

Poi la cameriera fallita, l'agente dell'FBI ubriacone e maleducato, la sceriffa donna, l'agente egoista e fracassone, la moglie bona e artista, il protagonista che, come se non bastasse Uncharted, è di nuovo Nathan Fillion (solo che qui hanno utilizzato un'attore finnico... che recita come Fillion in Castle o Firefly)... Essì ottima scrittura. Ispirata. Fortuna che non c'è il negro rapper.

Magari se lo tenevano buono per l'ennesimo colpo di scena: la presenza oscura è nell'intestino tenue di un negro rapper che è ricoverato nella clinica e pensa di essere alan wake mentre tutto è sognato dalla moglie che gli mette le corna con Barry. Ma anche no: Alan si sveglia tutto sudato, fa lo spiegone in terza persona e poi scrive "Yo" "." Fade to black con un bel pezzo di musica contemporanea.

Magari se questa gigantesca introduzione avrebbe avuto un seguito sarebbe anche migliorata ma è chiaro che Remedy un piano a lungo termine nemmeno ce l'aveva, altrimenti avrebbero dato un vero finale aperto al gioco, e avrebbe lasciato indizi soliti, invece di fare la solita altalena e tornare sempre dal via, per permettere agli sceneggiatori di sviluppare la trama come sarebbe convenuto dai dati di vendita, tanto la storia è paranormale, che ce frega di dare un filo logico?
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Matteo Anelli

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Mr Rud

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Re: Alan Wake
« Risposta #132 il: Novembre 24, 2010, 12:30:03 »

Capisco quello che stai dicendo: ho ritrovato la stessa penuria in Farenheit (non so se in Heavy Rain siano migliorate le cose).

Personalmente sono riuscito ad accettare senza troppi problemi il finale per due motivi: da una parte vedendolo come contrappasso, dall'altra considerando anche le affinità con la carriera di Sam Lake, in quale si è deciso ad uccidere Max Payne dopo un non esaltante secondo episodio.

Sul confronto con Lost sono daccordo ma fino ad un certo punto: Lost cercava di estendere in direzioni inverosimili uno sviluppo fondamentalmente troppo castrato dall'ambientazione iniziale, mentre Bright Falls non è stata usata al massimo del suo potenziale. Nel primo caso le coordinate spazio/temporali venivano ingigantite artificiosamente, nel secondo caso si è utilizzato forse 1/3 delle possibilità. Non so se mi sono spiegato.

I manoscritti invece sono stati una meccanica per certi versi fallita: a parte il fatto che erano left-overs dalla fase free roaming, vengono usati per anticipare l'EVENTO, quando in realtà sarebbero stati fantastici se avessero anticipato il CONTESTO in cui si sarebbero svolti i fatti, costituendosi come vera alternativa letteraria alla narrazione principale.

Personalmente sono uno dei più acerrimi critici di Alan Wake ma non posso non considerare il fatto che sia riuscito a farmi immergere completamente nell'atmosfera "malata" di Bright Falls.
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Re: Alan Wake
« Risposta #133 il: Novembre 24, 2010, 13:36:42 »

Magari se questa gigantesca introduzione avrebbe avuto un seguito sarebbe anche migliorata
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHH!!!
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!


Comunque Lost è andato a culo perché la sceneggiatura veniva cambiata in corso d'opera in base ai riscontri del pubblico sull'interuebszxs.
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Re: Alan Wake
« Risposta #134 il: Novembre 24, 2010, 14:40:38 »

I manoscritti invece sono stati una meccanica per certi versi fallita: a parte il fatto che erano left-overs dalla fase free roaming, vengono usati per anticipare l'EVENTO, quando in realtà sarebbero stati fantastici se avessero anticipato il CONTESTO in cui si sarebbero svolti i fatti, costituendosi come vera alternativa letteraria alla narrazione principale.
Infatti, solo che per anticipare il contesto invece di tre frasi scritte da un King-Wannabe sarebbero serviti degli intermezzi testuali veramente lunghi, tipo i racconti brevi di Lost Odyssey. Solo che poi il gioco andava fuori target (c'è finito lo stesso perché le sezioni action fanno pena, ma vabbé).

Personalmente sono uno dei più acerrimi critici di Alan Wake ma non posso non considerare il fatto che sia riuscito a farmi immergere completamente nell'atmosfera "malata" di Bright Falls.
Massì anche io alla fine ci ho giocato, solo che mi manda in bestia tutto questo sopravvalutare qualcosa che copia benino ma non è che sia così innovativo o ben eseguito. Su una cosa sono stati molto bravi: a minimizzare l'impatto devastante dei modelli e delle animazioni datati, ne risente molto solo il finale. La scena del lago è atroce. Fa molto 2003.

Su Indigo Prophecy sono concorde, anche lì un sacco di stereotipi e situazioni estrapolate da qualcos'altro, poi montate tutte insieme alla meno peggio. Il problema di questi giochi è che non sono una serie, la tua attenzione è tutta focalizzata lì e quindi non ti sfuggono i dettagli come accade quando guardi la TV perché sei inevitabilmente distratto dall'ambiente casalingo.

Inoltre il fatto che sei "dentro" il gioco, almeno per me, rende la didascalia della narrazione all'americana (fai capire cosa stai per dire, dillo e ribadiscilo prima della pubblicità) non solo brutta ma anche penalizzante per il mezzo videoludico.

Ad esempio invece di far dire a Wake: "Ehi ci sono dei libri di un certo Thomas Zane, uno scrittore del mistero che nessuno ha mai sentito. Chissà chi sarà mai questa celebrità locale che è caduta nell'oblio?" bastava farli scoprire al giocatore lasciandogli più "spazio" per gironzolare per la casa liberamente, tanto le texture dei frontespizi e delle copertine erano più che leggibili.

Ah, così per sfizio ho provato la localizzazione ITA.
Cosa vi siete persi! :D E dite pure che la scrittura è buona? (gli attori non sono male)
Tra le altre cose i manoscritti in Inglese sembrano davvero un frasario di repertorio preso da SK (sto leggendo la torre nera in originale ultimamente), in italiano sono molto più anonimi e generici ma molto discontinui nello stile, quindi fanno meno "autore".
« Ultima modifica: Novembre 24, 2010, 14:47:18 da Ziggybee »
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Matteo Anelli

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