Due cose secondo me sono riuscite in modo fantastico: la resa spaziale di Bright Falls (si vede che alla base c'è un'anima free roaming) la quale rendeva in modo concreto lo spazio di gioco e la graduale scoperta di dettagli sulla figura di Alan, quali lo rendono un personaggio più complesso di quanto pensassi all'inizio.
Su questo sono d'accordo, il problema è che il resto sono stereotipi da film di serie B (inizio didascalico incluso in cui si svela la soluzione finale dell'"enigma"), con personaggi caratterizzati molto male che non si evolvono affatto. Le varie scopiazzature più o meno riuscite dei classici sono abbastanza limitate: c'è la parte più superficiale della regia di Twin Peaks, quella evidente e grafica. Di King, tranne il suo nome nei dialoghi non c'è proprio un cazzo, lui vive di personaggi solidi e verosimili e qui non ce ne sono. C'è una citazione di American Gods, visto che le poche scene buone (quelle di vita di provincia) sono prese di peso da Gaiman e Odin e Tor sembrano molto più di una citazione esplicita.
Il problema qui, secondo me è culturale. Remedy non è uno studio statunitense ed è palese che quel poco (molto poco) che ha capito della vita americana lo ha assorbito da qualche pellicola e riportato troppo pedestremente per essere considerato "ambientazione". Non mi stupisce che sia scivolato addosso al pubblico di casa. L'unica cosa che si salva sono gli scenari ed alcune locazioni da cartolina. Peccato che poi il gioco non li usi. Se fossi stato in loro avrei spostato tutto in Finlandia so Svezia, la sceneggiatura non avrebbe perso una virgola, avrebbe cavalcato l'onda del cinema horror nordico iniziata con Lasciami Entrare e sarebbe stata sicuramente rifinita in maniera più verosimile.
Il problema dei giochi del genere è che devi rispettare il giocatore/spettatore, affermare e negare delle cose in continuazione non è un buon modo per garantirti la fiducia di chi ti guarda (in fondo ad Alan Wake è successo quello che in un arco di tempo molto più lungo è successo a Lost: molta, tanta gente, l'ha mandato a quel paese perché era troppo incoerente ed arbitrario). Lo puoi fare una volta, se ne abusi shiftando in continuazione tra le solite situazioni alla fine niente ha più credito e lo spiegone accontenta solo lo spettatore più passivo. In particolare con The Signal si sono giocati la credibilità in uno sviluppo coerente ed appagante della storia.
Se fosse stato un film sarebbe stato un buon B movie, di quelli dove all'inzio (guarda caso) hai già la chiave che risolverà il mistero e la noti subito. Ma cazzo, dai vabbé la tipa vestita di nero che ghigna uscendo dall'ombra e la tipa vestita di chiaro che si preoccupa delle luci ma pure la cassa dei libri si doveva sottolineare in maniera così plateale? C'era bisogno di dargli così risalto, citare l'autore in maniera così esplicita e rimarcarne la sua presenza nella scena? Porco cazzo è come se Bruce Willis ne il sesto senso si fosse accorto di avere delle macchie di sangue sulla camica dopo i titoli d'apertura!. Sembra come quando nei B movie lo scienziato esperto di laser ha il colpo di genio contro il mostro finale: usiamo il laser! Le stesse pagine collezionabili oltre a spoilerare con testi mediocri e troppo sintetici hanno un grosso limite: ti fanno capire tutto molto prima che lo capiscano i personaggi e questo è frustrante.
Poi la cameriera fallita, l'agente dell'FBI ubriacone e maleducato, la sceriffa donna, l'agente egoista e fracassone, la moglie bona e artista, il protagonista che, come se non bastasse Uncharted, è di nuovo Nathan Fillion (solo che qui hanno utilizzato un'attore finnico... che recita come Fillion in Castle o Firefly)... Essì ottima scrittura. Ispirata. Fortuna che non c'è il negro rapper.
Magari se lo tenevano buono per l'ennesimo colpo di scena: la presenza oscura è nell'intestino tenue di un negro rapper che è ricoverato nella clinica e pensa di essere alan wake mentre tutto è sognato dalla moglie che gli mette le corna con Barry. Ma anche no: Alan si sveglia tutto sudato, fa lo spiegone in terza persona e poi scrive "Yo" "." Fade to black con un bel pezzo di musica contemporanea.
Magari se questa gigantesca introduzione avrebbe avuto un seguito sarebbe anche migliorata ma è chiaro che Remedy un piano a lungo termine nemmeno ce l'aveva, altrimenti avrebbero dato un vero finale aperto al gioco, e avrebbe lasciato indizi soliti, invece di fare la solita altalena e tornare sempre dal via, per permettere agli sceneggiatori di sviluppare la trama come sarebbe convenuto dai dati di vendita, tanto la storia è paranormale, che ce frega di dare un filo logico?