Secondo me si confonde monotonia con durata. Vi racconto come funziono io coi vari FPS (prendiamo COD).
Inizio a giocarli, primo livello (e già questo mi schifa, siamo nel 2010 e abbiamo ancora i livelli, vabbé), non ho idea di quello che succede perché adesso di solito va di moda non spiegarlo, sparo a quello che si muove e arrivo alla fine.
Intermezzo semi-inutile, capisco qualcosina ma mica tanto.
Inizo il secondo livello, continuo a sparare, magari con qualche arma nuova. Metto il gioco da parte e lo riprendo dopo 4-5 mesi.
Perché mi succede questo? Non perché il gioco è lungo ma perché è monotono e, sostanzialmente, non mi dà obiettivi seri tranne arrivare alla fine del livello. Andava bene negli anni 90, ora sono passati un po' di annetti.
Lo stesso problema lo inzio ad avere con gli RTS: troppo schematici, troppo uguali, troppo monotoni, anche quelli belli.
Quando trovo un gioco con un ritmo decente (prendi un Darksiders piuttosto che un Castlevania, per non parlare di un RPG bello), vado avanti. Perché lo faccio?
Perché ogni mezz'ora ho un obiettivo da raggiungere, un obiettivo reale: prendere quel power-up, vedere che succede a quell'NPC che mi ha chiesto un favore, esplorare una nuova area, un'avanzamento di trama) Ho una motivazione, anche se prettamente ludica (come in Metroid, dove in realtà vai avanti non tanto per la storia ma per vedere quello che c'è dopo ludicamente parlando).
Anche per quello mi piacciono gli RPG, difficilmente giocare per mezz'ora non ha alcun tipo di ripercussione sulla tua esperienza di gioco.
Il gioco dura tantissimo? A me che frega?
L'importante è che non mi annoio in quell'ora o due che mi concedo la sera (e nemmeno tutte, purtroppo).