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Autore Topic: Umani sofferenti trasformati in mostri  (Letto 4418 volte)

RAID-3

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Umani sofferenti trasformati in mostri
« il: Luglio 15, 2007, 21:02:56 »

Volevo segnalarvi questo topic imho interessante

http://forumtgmonline.futuregamer.it/vb/showthread.php?p=3524704

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Phantom

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Re: Umani sofferenti trasformati in mostri
« Risposta #1 il: Luglio 15, 2007, 21:59:07 »

Ma anche tutta l'iconografia post-nucleare prende spunto da fatti reali.
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Emack

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Re: Umani sofferenti trasformati in mostri
« Risposta #2 il: Luglio 15, 2007, 22:05:00 »

Penso alle varie simulazioni di conflitti ancora in corso...
Che problema c'è? :mah:

Ho visto le sovrapposizioni. Per quanto sconcertante, fa parte dello studio di modelli. "Mancanza di sensibilità"? Ma per cosa?

Non si tirerà fuori la storia dell'interattività per affermare che nei videogames non è possibile neanche ricreare ferite e deturpazioni, spero.
« Ultima modifica: Luglio 15, 2007, 23:19:33 da Emack »
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Emanuele Colucci.

Emack

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Re: Umani sofferenti trasformati in mostri
« Risposta #3 il: Luglio 15, 2007, 22:38:49 »

Il fatto che non si riesca ad aspettare nemmeno che un conflitto finisca, prima di mettere il relativo videogioco sul mercato, quasi come se si trattasse di un gioco su licenza basato su un film o un qualche altro spettacolo di fantasia, in effetti lo trovo epidermicamente disgustoso, quindi non necessiterebbe di spiegazioni.
OT - Ma non troppo: su GR di questo mese si parla di come Iraq e Afghanistan siano "evitati" oggigiorno nella rappresentazione dei conflitti. Tu affermi l'esatto contrario. Chi ha ragione? Chi torto?

In effetti non me ne fotte niente di cosa venga rappresentato. Per me l'importante è il come. Può anche trattarsi di una simulazione di pissing in face (sono sicuro che in Giappone qualcuno l'ha fatto :asd:).

Citazione
Cercando in qualche modo di razionalizzare, comunque, è evidente che si "speculi" sulle disgrazie di qualcuno che viene bombardato/menomato/privato della libertà o che combatte/soffre in quel momento, contando sul fatto che ciò possa costituire fattore trainante per le vendite, in quanto il guerrafondaio medio, con un cannone al posto del cervello/pisello, sbavando, lo inserirà nel cestello degli acquisti.
Capisco. Quindi niente rappresentazioni di ferite.
ABS, ma che t'è successo? Avanti di questo passo negherai persino Doom :asd:

Vorrei ricordare che stiamo parlando di BioShock, non di un Soldier Of Fortune o di Hostel - The Game.

Citazione
Inoltre, ritengo inopportuno legare strettamente la violenza alle guerre in corso in quanto la bidimensionalità del videogioco permette solo una lettura degli eventi da parte del produttore/vincitore.
Ma questo è un problema intrinseco di tutto l'impianto culturare occidentale. E' davvero difficile uscire fuori da questa bidimensionalità, oggigiorno. E i videogiochi ne soffrono ancor di più, perché praticamente pilotati da un'unica mentalità mainstream.
« Ultima modifica: Luglio 15, 2007, 22:43:43 da Emack »
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Emanuele Colucci.

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Re: Umani sofferenti trasformati in mostri
« Risposta #4 il: Luglio 15, 2007, 22:52:18 »

ABS, aggiusta i quote.
Se mettessero un tuo caro amico o un tuo parente sofferente che ha lottato per reinserirsi nella società, è stato emarginato per la sua "mostruosità", ecc. riprodotto UGUALE, con la stessa SINGOLARE malformazione o deformazione, copiato al millimetro in un prodotto di intrattenimento nel quale lui è il mostro e (panzane a parte) ti devi divertire a sparargli, la cosa non ti lascerebbe qualche perplessità? :mah:

Quelle sono ferite che ho visto anche in altri casi, così come le tecniche chirurgiche. Non penso che gli sviluppatori volessero fare il tiro al bersaglio di un particolare povero cristo; Arseface non è la riproduzione di John Holmes, sparatosi in volto, bensì è la rappresentazione di un tizio qualunque che ha deciso di puntarsi il fucile alla testa.

In altre parole, quelli lì hanno fatto da modello. E no, non mi verrebbero perplessità nel vedere la rappresentazione di uno sfigurato, perché quello sfigurato non è "sfigurato amico di emack", ma "sfigurato qualsiasi".

ABS, non so dove tu voglia andare a parare. Per il momento mi sembra tu stia percorrendo lo stesso sentiero di quel tizio che si indignò per l'uscita di STALKER.

Citazione
Tra l'altro ribadisco che invece di concentrare gli sforzi sulla riproduzione sempre più realistica delle sofferenze umane, i programmatori potrebbero anche dedicarsi a qualcos'altro, chessò?, un gioco originale, non obbligatoriamente di guerra (magari senza copiarlo da qualche sconosciuto sviluppatore indipendente).

Bioshock non è un gioco di guerra, e come setting è abbastanza fuori dal comune, secondo me.
« Ultima modifica: Luglio 15, 2007, 22:55:37 da Emack »
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Re: Umani sofferenti trasformati in mostri
« Risposta #5 il: Luglio 15, 2007, 23:01:24 »

Intanto smetti di leggere quella cagata :asd:
Trovami tu un giornale che possa leggere al cesso, allora. :asd: Non posso perder tempo con articoli troppo lunghi. :nono:

Citazione
Oggigiorno saranno pure evitati, "ieri e l'altroieri" di sicuro no.
Se avessi voglia/tempo ti cercherei un po' di simpatiche pubblicità :sisi: .

Quantifica "ieri e l'altroieri". :sisi:

Citazione
Quindi non c'entra una fava con quello che ho scritto io?
Tu te la stai prendendo con degli sviluppatori che hanno usato dei modelli per riprodurre delle sfigurazioni. Ora, dato che Rockstar non è coinvolta, Running With Scissors neppure (a proposito, quelli mi sembrano mentecatti davvero, secondo me non lo fanno apposta), ma invece è coinvolto chi ha nel suo portfolio un titolo come System Shock 2, ne deduco che sei contrario a qualsiasi rappresentazione di tal sorta.
Citazione
No, semplicemente i talebani del videogioco non mi piacciono... quando "fanno comunella", poi, sono un amooore :asd:  .
Chi sono i talebani del videogioco?
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Emanuele Colucci.

StM

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Re: Umani sofferenti trasformati in mostri
« Risposta #6 il: Luglio 16, 2007, 00:05:18 »

Il fatto che non si riesca ad aspettare nemmeno che un conflitto finisca, prima di mettere il relativo videogioco sul mercato, quasi come se si trattasse di un gioco su licenza basato su un film o un qualche altro spettacolo di fantasia, in effetti lo trovo epidermicamente disgustoso, quindi non necessiterebbe di spiegazioni.

Cercando in qualche modo di razionalizzare, comunque, è evidente che si "speculi" sulle disgrazie di qualcuno che viene bombardato/menomato/privato della libertà o che combatte/soffre in quel momento, contando sul fatto che ciò possa costituire fattore trainante per le vendite, in quanto il guerrafondaio medio, con un cannone al posto del cervello/pisello, sbavando, lo inserirà nel cestello degli acquisti.

Inoltre, ritengo inopportuno legare strettamente la violenza alle guerre in corso in quanto la bidimensionalità del videogioco permette solo una lettura degli eventi da parte del produttore/vincitore.

Discorso che va limitato, direi, ai videogiochi che effettivamente hanno visione di parte o eccessivamente semplificata. Ok, non ne esistono altri, ma lasciami dire un "per ora" :chebotta:

Un bel videogioco in cui si impersona un reporter in una zona di guerra, ve lo immaginate? Con la scelta se essere "embedded" o indipendente (quindi quasi certamente morto prima della fine del conflitto). Sarebbe interessante. Non potrebbero pubblicarlo mai, comunque.
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Mando

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Re: Umani sofferenti trasformati in mostri
« Risposta #7 il: Luglio 16, 2007, 12:27:54 »

Quoto chi propende per la mancanza di fantasia. Ormai per trovare fonti e informazioni siamo diventati reali succubi della google way of thinking, ovvero: prendo la prima cosa che trovo e la incollo senza pensarci troppo. È un approccio superficiale che rischia di farci fare(come gamers e tifosi del "VG come medium riconosciuto") l'ennesima figura barbina dinnanzi a un mondo che qualche volta appare anche troppo smaliziato. Penso all'esilarante caso Resistance VS Chiesa Anglicana. Bisogna rendersi conto che certe grane è tendenzialmente meglio provare ad evitarsele sin dal principio o sbaglio?

Oppure ci leggeremo allegramente su qualche tabloid e/o magazine poco serio: "Figli di un veterano del Primo Conflitto intentano causa milionaria a software house per irrispettoso e illecito utilizzo dellle sembianze del parente ormai defunto. Che bestie insensibili! Che animali!". Io direi di cominciare a svezzare un po' la mente e iniziare a lavorare con certi crismi piuttosto che con altri. Un po' ne va del nostro self respect.

Poi si potrebbe discutere di come mai i recenti zombies di RE siano evidentemente sempre più razzisti, dai contadini spagnoli di RE:4 ai disperati di colore delle guerre tribali di RE:5. Eh, considerando che prima erano irriconoscibili figuri di una qualche provincia americana, un po' ci penserei su :asd:
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StM

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Re: Umani sofferenti trasformati in mostri
« Risposta #8 il: Luglio 16, 2007, 14:29:36 »

Crossposto, visto che in Babele c'è da anni la Triade dei celoduristi :asd:



Vorrei sottolineare che nessuno ha ancora fatto un esempio di precedente completamente analogo a quello in esame. Non tirate fuori tutti quanti i nemici di tutti quanti i giochi di tutta quanta la storia videoludica; attenetevi al caso: uomini sfigurati usati come modello per un videogioco. Non uomini qualunque: uomini sfigurati.

Leonardo dissezionava, o assisteva alla dissezione di cadaveri per i suoi studi anatomici (scusate se non so di preciso)? E' effettivamente scarsità di pudore, ma costoro non erano "niente più" che morti - nel corso dei secoli la cura dei morti è passata attraverso ogni genere di attività (imbalsamatura, cremazione, tumulazione in terra, nella pietra, esposizione all'aria aperta, ...), il rispetto del morto è alla base della civiltà ma non vi è particolare pudore dedicato alla morte. Se sei morto, bon, pace all'anima tua, per gli altri la vita va avanti.

In questione qui è invece il pudore per la malattia e per il dolore. Tutti dobbiamo morire, ma non a tutti capita di rimanere, in vita, sfigurati, paralizzati, malati cronici. Per coloro a cui capita, perlomeno nella nostra cultura, si riserva sempre un pudore speciale, ipocrita quanto vogliamo, ma comunemente ritenuto doveroso. Puoi scherzare col tuo amico paralizzato dalla testa in giù o con l'aids se lui la prende particolarmente bene, e se puoi tante congratulazioni; ma in genere non è così, queste cose non si fanno, sono generalmente sgradevoli, antisociali. Se una persona è sfigurata, il comune senso del pudore perlomeno eviterebbe la sua ostentazione, lo sfruttamento del suo dolore (a meno che non siate in un circo).

"Sì, vabbe', ma questi sono morti". Loro sì, ma la condizione di sofferenza è sicuramente stata ereditata da qualcun altro nel mondo.
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Re: Umani sofferenti trasformati in mostri
« Risposta #9 il: Luglio 16, 2007, 15:05:48 »

Crossposto, visto che in Babele c'è da anni la Triade dei celoduristi :asd:
"Triade"? Da intendersi come, in centinaia? Migliaia?
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StM

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Re: Umani sofferenti trasformati in mostri
« Risposta #10 il: Luglio 16, 2007, 15:55:51 »

Crossposto, visto che in Babele c'è da anni la Triade dei celoduristi :asd:
"Triade"? Da intendersi come, in centinaia? Migliaia?
Triade maiuscolo, come la mafia cinese :asd:
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Re: Umani sofferenti trasformati in mostri
« Risposta #11 il: Luglio 16, 2007, 16:18:53 »

Concordo con Stm e tutti quanti vedano in questo episodio un gesto non proprio elegantissimo.
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Emack

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Re: Umani sofferenti trasformati in mostri
« Risposta #12 il: Luglio 16, 2007, 22:54:43 »

Leonardo dissezionava, o assisteva alla dissezione di cadaveri per i suoi studi anatomici (scusate se non so di preciso)?
Dissezionava.

Citazione
"Sì, vabbe', ma questi sono morti". Loro sì, ma la condizione di sofferenza è sicuramente stata ereditata da qualcun altro nel mondo.

Continuo a non capire. Si vuole innalzare un veto sulla rappresentazione di ferite e di sofferenza nei videogiochi? :mah:

E se domani decidessi di creare in videogioco in cui c'è la Camorra, dovrei sentirmi un fetente perché ciò mi renderebbe irrispettoso nei confronti delle sue tante vittime? Bah.

Faccio parte anche io dei talebani celoduristi fintocinici del cazzo?
« Ultima modifica: Luglio 16, 2007, 23:47:12 da Emack »
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Re: Umani sofferenti trasformati in mostri
« Risposta #13 il: Luglio 16, 2007, 23:21:41 »

Riprendendo lo spunto di kaos, è un problema di forma o di sostanza?
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Re: Umani sofferenti trasformati in mostri
« Risposta #14 il: Luglio 16, 2007, 23:48:58 »

"Sì, vabbe', ma questi sono morti". Loro sì, ma la condizione di sofferenza è sicuramente stata ereditata da qualcun altro nel mondo.

Continuo a non capire. Si vuole innalzare un veto sulla rappresentazione di ferite e di sofferenza nei videogiochi? :mah:

E se domani decidessi di creare in videogioco in cui c'è la Camorra, dovrei sentirmi un fetente perché irrispettoso nei confronti delle sue tante vittime? Bah.

Io non capisco queste obiezioni. Cosa c'entrano? Come fate (perché non sei solo tu) a non vedere una netta distinzione tra i due casi? Qui è in discussione il rispetto e la sacralità del corpo umano, e dico "sacralità" nell'accezione a-religiosa, anzi decisamente atea, ove il corpo ha supremazia sulla, o meglio trascura in toto l'esistenza dell'anima (perché per un ateo, credo, nulla vi è che sia più sacro del corpo). Siamo molto più nel campo delle questioni dell'identità, della privacy, del diritto di mantenere la propria dignità, che non in quello delle questioni sociologiche.

Sono convintissimo che anche a questo troverete obiezioni, ma finora TUTTI hanno mancato clamorosamente il punto (e forse chi c'è andato più vicino è stato Karat45 con Leonardo :look:).

L'utilizzo di un corpo altrui, aldilà della volontà del proprietario, ancorché morto e impossibilitato a esprimere la propria preferenza e ancorché in modo virtuale, un utilizzo che va oltre il semplice sfruttamento fisico (studi anatomici, espianti di organi, quelchevivieneinmente) e diventa sfruttamento delle istanze esteriori ma anche identificative dell'ex-individuo (aspetto fisico, voce, dati audiometrici), con l'aggravante dell'ignoranza del dolore (anzi della trasformazione del dolore in qualcosa di *altro*, in particolare di uno stratagemma per suscitare terrore e orrore di qualcosa che ha un contesto *diverso* dal dolore originario), sinceramente m'inquieta per gli scenari di scardinamento dell'identità individuale che prospetta.

Poi non è che io sia eccessivamente shockato dal caso specifico di Bioshock. Ma è una buona occasione per discutere.
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