Il miglior Elder Scrolls. Fantastico tutto il lavoro di semplificazione, finalmente hanno levato quelle cazzo di stats. Peccato per l'interfaccia ALLUCINANTE e per le spells, quattro in croce veramente.
Sto cercando di portarlo avanti prima di emettere un giudizio definitivo.
Comunque alcune semplificazioni funzionano, altre meno. Il gioco è molto più "user friendly", ci sono meno skills, non ci sono più gli attributi, i segni zodiacali, le classi e tendenzialmente tutte le dinamiche sono più semplici da comprendere.
Per il momento ho apprezzato gli incantesimi "ad erogazione" e non più con lo "scatto alla risposta" (

), la gestione del diario delle quest e il fatto che hanno tolto di mezzo la riparazione delle armi che in Oblivion aveva occupato la metà del mio tempo di gioco (stima assolutamente realistica).
Dall'altra parte c'è da dire che la semplificazione+raggruppamento delle skills relative alle armi, adesso divise in one-hand e two-hand, ammazza totalmente il discorso sulla scelta dell'arma: prima tra una mazza chiodata *11 e una spada *14 dovevo mettere in rapporto le relative skills blunt e blades e fare una scelta, ora scelgo sicuro la spada perchè tanto, essendo entrambe ad una mano, sono dominate dalla stessa skill.
Per non parlare del fatto che la skill "speech", durante la mia esperienza di gioco fino a questo momento, è stata chiamata in causa solo durante la compravendita di oggetti (perchè è stata unita a *mercanteggiare*), visto che non esistono più le opzioni di dialogo per imbonirsi i PNG. Solo durante un'incontro casuale con un brigante che mi minacciava ho trovato tra le opzioni di dialogo cose legate allo "speech", ma esclusivamente per evitare il combattimento mentendo, dissuadendo o intimorendo. Un po pochino per un RPG.
Anzi a pensarci bene i dialoghi sono solo continue domande per "saperne di più" su tale argomento, ma non implicano in nessun modo meccaniche di interpretazione ... insomma la serie sta perdendo gradualmente i connotati di un gioco di ruolo, e questo è indiscutibilmente il male.
Poi la trama, fino a questo momento, è talmente scontata che spero in un twistone inaspettato solo per non deprimermi.
Tutta la parte action invece è fatta abbastanza bene, e l'ambientazione devo ammettere che funziona, è più maturo e (questo può anche essere un lato negativo) si distacca in maniera definitiva dal bizzarro e unico sincretismo di ambientazioni e sapori che c'era in Morrowind. Quello di Skyrim è un fantasy molto più convenzionale, e si rifà tanto ai lavori di illustratori come Franzetta e Vallejo, o a film come il Conan di Swartzecoso.
Almeno non è il fantasy imbecille dei folletti e degli elfi saggi e fluorescenti.