Dai su, la concessione il licenza in un contratto di servizio.
Gli MMOG ad esempio ce l'hanno, anche se con una SLA che è dannatamente penalizzante per gli utenti. Tipo: se andiamo offline torniamo su quando cazzo ci pare!
Appunto, quindi trasformano servizi... in servizi. È una critica che non ha senso, non acquisti un bene, nel senso nel quale viene inteso in questi casi, neanche quando acquisti un libro, figurati coi software...
Poi boh, è un discorso vecchio come il cucco...
No, no aspetta. Una concessione in licenza è una cosa. Un servizio è un'altra.
Un servizio a pagamento ha delle condizioni di fornitura e continuità che devi rispettare e NON possono essere lasche come quelle di una concessione in licenza, revocabile at will. Non a caso l'antitrust già indaga sul comportamento scorretto di Sony nei paesi che ci tengono al libero mercato e al rispetto delle regole del commercio.
Anche il nostro hosting ha delle condizioni piuttosto stringenti (tipo un uptime di almeno il 98%) e non costa nemmeno lontanamente come un abbonamento ad un servizio online. Perché i giochi online dovrebbero essere diversi? Sin'ora se la sono cavata con la storia della concessione in licenza, con il gioco del compri ma non compri ma non potrà durare per sempre e, nell'interesse del mercato dei servizi online, non potranno diventare servizi senza garanzie. Se ti vendono qualcosa che non funziona senza servizio, il servizio deve avere almeno dei tempi minimi di esercizio e delle garanzie. Un hoster, tranne causa di forza maggiore, non può chiudere baracca dall'oggi al domani perché non gli conviene, ad esempio.
Capisco che per chi non vive l'informatica sembra assurdo ma se qualcuno può prendersi la briga di violare delle regole scritte e sancite dal WTO solo perché si parla di giochi (anche se poi alla fine è sempre eCommerce ed eBusiness) si rischia di far andare in pezzi un intero sistema economico basato su regole precise. La concessione in licenza può andar bene per i giochi vecchio stile, che non erano troppo dissimili dalla musica o dai video, però ormai non è più così ed infatti, a meno di fallimenti catastrofici ed irreversibili, ogni disservizio sui giochi in abbonamento è sempre stato rimborsato largamente, anche perché è previsto dai termini di abbonamento.
Merdosità dei giochi a parte, anche Sony coi suoi 4 titoli in omaggio e l'accesso ai servizi a pagamento per un periodo limitato ha più che largamente risarcito i suoi utenti e secondo me non è un caso che lo faccia.
Considera che sui free 2 play ad esempio ci sono stati dei precedenti legali interessanti: se l'esercente del servizio ti fa pagare solo per avere accesso a parte dei contenuti ha il diritto di variarli dopo l'acquisto? Di limitarne l'efficacia? Di interrompere il servizio? Sin'ora pare di no. E meno male direi!
Sui giochi "normali" sono d'accordo con te.