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Un videogiocatore arcor non acquisterebbe mai un titolo appartenente a una serie che da diversi anni si ripropone sempre uguale a se stessa. Infatti, Call of Duty: Black Ops ha venduto pochissimo al lancio e si appresta a diventare un fallimento commerciale.
Il videogiocatore arcor è uno che ama diversi generi: gli sparatutto in prima persona, i tuttospara in prima persona, gli spara spara in prima persona, gli ammazza ammazza in prima persona e i giochi di ruolo in cui si spara e basta (vedi Mass Effect 2). A volte impazzisce, e accetta di giocare in terza persona. Ma solo quando un gioco è veramente arcor.
Ma quanto sono arcor le fiere di settore in cui vengono presentati mille sparatutto in prima persona?
Il videogiocatore arcor segue le nicchie ed è attento all’originalità: infatti, premia con l’acquisto titoli come The Ball o Amnesia: The Dark Descent e non robaccia come Medal of Honor.
Il videogiocatore arcor acquista solo giochi originali, perché sa bene che se vuole altri giochi arcor deve fare in modo che chi li produce sopravviva sul mercato.
Il videogiocatore arcor approfondisce sempre i videogiochi che compra, non si esalta mai per titoli superficiali o per quelli troppo facili, che non offrono alcuna sfida e si finiscono da soli, come Enslaved o Fable III.
Il videogiocatore arcor guarda alla sostanza, piuttosto che alla superficie delle cose. Non accetta le competizioni sul futile. Mai perderebbe tempo a disquisire di schede grafiche nei forum cercando di dimostrare come giocare a 500 FPS sia molto diverso dal giocare a 499 FPS.
Il videogiocatore arcor ha una vasta conoscenza del mondo videoludico.
Il videogiocatore arcor non giocherebbe mai e poi mai ai giochini di Facebook, perché difficilmente ne trova qualcuno in prima persona in cui si spara.
Per il videogiocatore arcor la parolaccia è segno inconfutabile di prodotto maturo.
Il videogiocatore arcor crede fermamente che la guerra virtuale sia molto simile a quella reale.
Il videogiocatore arcor ha una concezione berlusconiana delle donne, anche se non lo ammetterebbe mai.
Il videogiocatore arcor passa le giornate sui forum a criticare o a difendere videogiochi che usciranno tra un anno o due.
Un videogiocatore arcor commenta la notizia del semi-fallimento commerciale di Metroid: Other M: “Hanno cambiato troppo il brand, troppe modifiche , dovevano farlo uguale ma con delle piccole modifiche e una trama degna del nome che porta!”
E voi, sapete altro sulle abitudini della massa dei videogiocatori arcor?
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Spero che i giornalisti che hanno parlato in modo esaltato della conferenza Sony abbiano avuto almeno la decenza di farsi corrompere a dovere. Non sopporterei se tanta piaggeria fosse del tutto spontanea (si scherza è… figurarsi, come si fa a non esaltarsi per giochi annunciati mesi fa?). Cominciamo dalla più grossa novità in casa Sony, la PSP GO!, ovvero una nuova versione della PSP senza gli UMD e con l’ergonomia studiata da un elfo sardo colto da itterizia cronica. La Sony ha sbandierato con grande soddisfazione i dati di vendita delle altre versioni della PSP che, pensate un po’, hanno superato i cinquanta milioni di pezzi venduti. Meno soddisfatti i publisher che non riescono a vendere i giochi PSP nemmeno allegandoli alle mutande usate di Scarlett Johansson o cercando di farli passare come degli ottimi schiaccia brufoli. Senza stare troppo a pensare a come funzionerà l’acquisto di giochi sulla nuova PSP (c’è chi dice che verranno regalati pagando prestazioni sessuali nei club privè… ma sono soltanto voci) e ai 16 GB di memoria interna della console, cerchiamo di definire il cervello di quello che ha deciso di mettere lo stick analogico in quella posizione. Le mie mani grosse e tozze già tremano nel doverla tenere in mano, visto che hanno deciso di piazzare tutto nella parte bassa. Solo guardandola in foto mi sono venuti i crampi preventivi. I giochi di lancio sono tutti dei nuovi IP… scherzavo. In effetti da questo punto di vista non ci si può lamentare, visto che hanno scelto di riesumare Gran Turismo Mobile, sparito nelle nebbie londinesi da tempo immemore. Sarà bello? Sicuramente sarà Gran Turismo, con tutti i suoi pro e i suoi contro. Altro titolo di sicuro richiamo è… un altro Metal Gear Solid? Ma quanti ne devono uscire? E basta su… ormai è peggio di Barbie. Il protagonista sarà Big Boss che andrà aiutato a cucinare dei piatti vietnamiti e a curare il suo pony, con filmati d’intermezzo di mezz’ora l’uno in cui illustrerà la sua filosofia della caponata…
Anche la Sony ha un nuovo controller…
…ma è talmente difficile da spiegare che non vale neanche la pena farlo. Vabbé, ci provo: afferrate il bastone della scopa, allungate le braccia in avanti e provate a farvelo passare dietro la schiena, mentre con la lingua leccate un criceto morto e con il sedere provate a regolare una bilancia di precisione. Resa l’idea? In realtà è più semplice di così e sfrutterà un controller e PlayStation Eye per codificare i movimenti del giocatore e permettergli di usare diversi attrezzi di plastica venduti in comode confezioni regalo. Resa l’idea? No? Durante la conferenza è stata mostrata qualche applicazione di questa roba che dovrebbe uscire durante la primavera del 2010. Niente di definitivo, comunque, visto che non è stato mostrato un singolo videogioco associato alla nuova periferica. Se ne riparlerà sicuramente più avanti, sperando che abbia maggiore successo di PlayStation Eye e che venga sfruttata di più…
Il clou
Il clou della conferenza Sony sono stati i videogiochi. Sì, incredibilmente non quella vaccata di Home, che tanto ci ha tenuti con il fiato sospeso negli scorsi anni. In realtà si è parlato anche del Second Life noiosissimo (Second Life è semplicemente noioso), ma per dire che ha avuto un certo successo e che l’85% degli utenti che lo ha provato ci è tornato almeno una volta… la prima per capire che non c’era un cavolo da fare, la seconda per tentare di capire se quella roba senza senso avesse appunto un senso oltre ad essere senza senso.
Ma parliamo di videogiochi che è meglio. Il grosso problema non è la qualità complessiva dei titoli presentati, Uncharted 2, Heavy Rain e Final Fantasy XIV sembrano molto belli e Last Guardian da solo vale l’acido buttato sul cranio di Joe per fargli perdere tutti i capelli. God of War 3 pare la solita sublime tamarrata, mentre finalmente si è riaffacciato sulle scene Gran Turismo 5, nel quale pare siano stati finalmente implementati i danni. Il problema è che mancava Killzone 2. Mi spiego: nelle scorse fiere c’erano Killzone 2 e Metal Gear Solid 4 e… bastavano. Qui a parte Last Guardian, che comunque rimane un titolo di minor richiamo per la massa, c’era poco a far affluire liquidi nelle mutande. Altolà: non sto dicendo che si tratta di brutti giochi, tutt’altro (forse i titoli presentati da Sony sono anche migliori di quelli Microsoft), sto solo dicendo che in generale è mancato quel sense of wonder che ha accompagnato le prime apparizioni dei succitati assenti. Oppure è la birra che mi fa straparlare.

E finalmente l’annuncio shock
Sul Nintendo DSi arriva… Facebook e la possibilità di uppare direttamente le foto scattate con DSi. Vista la qualità media delle fotocamere dell’ultima versione della console Nintendo sarà uno spasso vedere migliaia di schermate pixellose e quasi nere messe online da minchie umane di tutto il mondo. Ma vaffanculo.
E non finisce qui… purtroppo
E poi arriva Iwata urlando giochi per tutti, giochi per tutti, giochi per tutti e presentando una nuova periferica, di cui ancora non è stato mostrato nulla: il Wii Vitality Sensor. Cosa farà questo simpatico aggeggino? Beh, pare che si collegherà al corpo leggendone i segni vitali come il battito cardiaco…
Gli scenari futuri di questa splendida periferica già mi appassionano: basta con le erezioni fotografate e inviate sulle fotocommunity! Ora sarà possibile inviarle sotto forma di numeri e grafici tramite il Wii! E all’urlo di “Mamma mamma mamma, il nonno mi ha appena inviato un infarto sulla bacheca del Wii”, saremo tutti più felici, sempre che il nonno sia morto veramente e non abbia fatto il cheater. E poi immaginate che bello sdraiarsi sul divano, attaccarsi al Wii Vitality Sensor, mettersi a dormire e lasciare il cuore a giocare… Finalmente potranno essere realizzati giochi così facili (e per tutti, per tutti, per tutti!) che si finiscono nel sonno! Il sogno di ogni game designer… ovviamente andrà evitata la peperonata prima delle sessioni di gioco più lunghe.
I giochi
New Super Mario Bros, Wii (un Mario bidimensionale multigiocatore che sembra divertente come una notte d’amore con Renato Balestra)
Wii Fit Plus, Wii (ma ancora non siete dimagriti? E sbrigatevi su…)
Wii Sports Resort, Wii (il seguito di Wii Sports)
Final Fantasy Crystal Bearers, Wii
Kingdom Hearts 358/2 Days, Wii (è?)
Golden Sun, DS (idee, idee, idee)
Mario vs Dk, DSi (non fatemi domande)
Mario Galaxy 2, Wii (questo sembra veramente bello… in fondo gli basterà essere come il suo predecessore per convincere tutti)
Metroid other M, Wii (anche questo sembra bellino e poi son tornati alla terza persona)
The Legend of Zelda: Spirit Tracks, DS (gioco presentato quasi con vergogna, qualcuno ha proposto di inserire una sezione in cui si possono cambiare i vestitini a Link per cercare di renderlo per tutti, per tutti, per tutti)

Dove sono i regali?
Fortunatamente è stata annunciata Natal, un joypad a forma di renna… no, un webcam eccezionale in grado di leggere i movimenti in profondità del giocatore. I vari Eyetoy usciti fino a oggi, infatti, sono in grado soltanto di leggere i movimenti sugli assi verticale e orizzontale. Wow, e cosa ci si farà con un aggeggino simile? Si giocherà ai telequiz, ovvio. Basta con il sarcasmo, suvvia. Un aggeggino del genere è probabilmente la risposta più esplicità che il Wii abbia ricevuto fino a questo momento (a parte il Sixaxis… periferica dal successo immenso). Microsoft è stata chiara: vuole diventare la regina dei salotti americani e non ci sono vibratori che tengano. Per convincere tutti, ma proprio tutti, è stato fatto vedere un Breakout 3D in cui bisognava fingere di prendere a calci e a pugni la palla. Immaginiamo gli scenari possibili: carezza veramente il tuo pony, trascina veramente il tuo cane a pisciare, cucina veramente qualche piatto esotico e cambia veramente il tuo bambino… praticamente una simulazione della vita di Joe una volta che si sarà sposato. Ovviamente prevedo il fiorire di giochi dedicati al fitness (e non sono una fattucchiera)…
Chiedo l’aiuto da casa
Natal sarà anche in grado di rilevare la voce e la corporatura di una persona, riconscendole durante le sessioni di gioco… devo sbrigarmi a dimagrire se non voglio occupare tutto il televisore. Immaginate gli scenari: famiglie intorno alla TV che urlano le risposte al Gerry Scotti di turno, bambini obesi che finalmente potranno sentirsi come i protagonisti della Febbre del Sabato Sera, casalinghe annoiate che potranno immortalarsi mentre baciano il loro attore preferito e madri che lasceranno l’Xbox 360 accesa per farsi avvertire se il figlio si masturba in salotto. Non ci sarà veramente più limite alle perversioni possibili. Infatti c’era anche Spielberg. Visti i suoi ultimi film, il geniaccio non poteva mancare alla presentazione di un aggeggio simile. L’urlo collettivo è stato “joypad al rogo!” e con esso tutti i videogiocatori che si oppongono al progresso (pare che qualcuno sia stato bruciato veramente in un rito propiziatorio atto a convincere la stampa specializzata a parlare in modo esaltato di tante cazzate). In fondo non c’è da avere paura dell’entrata nel mercato di un pubblico più vasto possibile e dai gusti omogenei (il Wii lo ha dimostrato).
E quindi arrivò Milo
Non bastasse Natal a far apparire come apocalittica la conferenza Microsoft, ecco che ti arriva Peter Molyneux, anche detto Mr. Lionhead, che Natal se lo sogna la notte da sempre. Insieme a lui è arrivato Milo, un ‘vero’ bambino virtuale con cui interagire tramite stimoli (e io che scherzavo sulla futura vita matrimoniale di Joe). Pare Peter abbia avuto qualche problema a portare Milo allo show perché non la smetteva di bestemmiare e grattarsi il pacco. Avete mai sognato altro? Un simulatore di adolescente brufoloso… non vedo l’ora di farlo drogare e stare a guardare mentre la sua non-vita finisce in mezzo alla piscia sotto qualche scantinato umido (ognuno ha i suoi sogni… non mi guardate così).
Tra le altre novità, a cui non voglio dedicare paragrafi per stizza, c’è l’integrazione di Xbox Live! con i più famosi social network (Twitter, Facebook, Last.FM). Finalmente sarà possibile mandare screenshot delle proprie performance direttamente su Facebook e ruttare in-game in tempo reale in tutto il mondo. Creatività senza limiti! Possibilità mai viste! Forme innovative di gameplay! (le ultime tre frasi del paragrafo sono sponsorizzate dalla Microsoft)
2-3-4-5-XIII
Tra i giochi presentati:
Halo 3 ODST (in cui verranno raccontati i problemi alla prostata di Master Chief emersi pochi giorni prima dei fatti narrati in Halo 3)
Left 4 Dead 2 (un gioco dedicato alla tabellina del due)
Crackdown 2
Forza Motorsport 3
Modern Warfare 2
Splinter Cell Convinction (mettere un bel 5 da qualche parte pareva brutto)
Tony Hawk Ride (qui volevano metterci un numero di serie… ma non sono riusciti a creare una formula matematica in grado di calcolarlo)
Shadow Complex (un gioco senza un numero di serie accanto… miracolo!)
Alan Wake (allora esiste!)
Final Fantasy XIII (qui si esagera…)
Metal Gear Solid Rising (il protagonista è Riden… servono altre battute?)
Ho conosciuto genti di ogni angolo dell’universo (e devo dire che somigliano molto a quelle viste al cinema).
Io ne ho viste cose, ma anche no.
Ho esplorato pianeti, parlato con uomini potenti come dei e con donne piene di tentacoli.
Ho visto architetture futuribili… tutte uguali.
Ho combattuto mille battaglie con armi sempre più potenti, utilissime contro avversari sempre più potenti.
Solo una cosa non sono riuscito a fare…
Quindi mi è sorta spontanea una domanda:
chi cazzo ha rubato tutti i cessi dell’universo?
Ne avessi trovato uno!
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Capita che i deuteragonisti di molti videogiochi, per far vedere che sono potenti e incattiviti, creino una palla di energia nella mano destra, la portino all’altezza della faccia e pronuncino qualche parola campale, tanto per far scorrere un po’ di adrenalina nella schiena di chi li guarda.
Lara Croft, dovrendo affrontare l’underworld, ha optato per indossare mezza muta (almeno una semistagna completa gliela potevano comprare… pulciari). Probabilmente sarà chiamata a nuotare in acque caldissime oppure pensa di sconfiggere gli avversari mostrandogli le natiche. Anche la comodità di correre sugli spuntoni di roccia a piedi nudi è alquanto dubbia, ma cosa non si farebbe per mostrare un paio di gambe sullo schermo?
Ma torniamo alle palle luminose dei deuteragonisti, che in quanto tali non brillano per intelligenza altrimenti, con i mezzi di cui solitamente dispongono, riuscirebbero a conquistare il mondo in pochi istanti.
Ho visto molti video dell’E3. Ovvero, ho visto molti video dell’E3. Ovvero, ho visto trailer cinematografici dei giochi. Però ho visto anche dei giochi.
Qualcuno mi spiega perché i cattivi si portano sempre delle palle brillanti davanti alla faccia? Perché poi le lanciano?
Qualche concept interessante si è visto, ad esempio I’m Alive o de Blob (che però non sono delle novità assolute), e si è visto anche qualche gioco stiloso, ad esempio il nuovo Prince of Persia o Afro Samurai… però moriranno asfissiati dalla cacca degli animali che girano sul Nintendo DS e sul Wii, me lo sento.
50 strumenti, ma vi rendete conto? 50 strumenti. Hai capito? Chissà se ci sono anche il berimbau e lo shofar. Sarebbe da veri razzisti non metterli, altro che i negroni da uccidere in Resident Evil 5. Bossi ne ha già ordinate 20 copie per farci giocare i leghisti e una decina di microfoni del Wii da usare nei comizi.
Ho dei nomi da proporre per il microfono del Wii. Che ne dite di Wiicrofono? E di “cantaesuonaconilwiiaccudendounacaimanorealesudsdandoglidamangiareuncatz”?
La cacca dei fottuti cagnacci che girano sul DS sta emanando una puzza impressionante, finirò per abbandonare la console sull’autostrada. Però uscirà anche il gioco dell’allegro meccanico. Mi sento offeso. Voglio anche quello del traduttore ciccione.
Eppure il gioco spaziale uguale a quello fantasy ma con gli alieni al posto degli orchi c’è… aspetta, come si chiama… Space Sicché?
Stavo intavolando un discorso sulle palle di energia… ma ho perso il filo.
]]>Io sono il famoso videogiocatore della TV che ha finito WoW in 15 minuti. Ma come, mi direte voi che righellate di meno, WoW non si può finire. Io ci ho giocato 15 minuti e ho stabilito che mi faceva cagare, quindi l’ho finito. E basta. Io parlo e voi zitti. Mutatevi.
Io sono davvero bravo con le avventure grafiche come Sam & Max, perché non muoio mai. Comincio la partita e clicco clicco clicco clicco clicco, clicco ovunque e senza sosta, devono morire quei maledetti, morire! E’ vero che finora non ho mai ucciso nessuno, ma non sono nemmeno mai morto, il che credo sia importante, e vuol dire che sono bravo. Devo solo fare un appunto ai Raccontastorie, che insomma, la trama manca un pochino di profondità, mi sembra. Però cliccare è divertente, mi pare un design innovativo.
La Pispi oggi ho capito che serve a giocare, e così ci ho subito aperto un topic nel forum per segnalare la cosa, che mi sembra importante, e magari nessuno se n’era mai accorto. Solo che ora non mi ricordo dove ho aperto il topic, ma secondo me me l’hanno cancellato e ora internet è piena di persone che mi hanno copiato l’idea, e dicono che con la Pispi ci si gioca. Ma a me non mi importa di averci i meriti, anche se finora ho voluto tenermi per me questo trucco: se inserite un certo disco nella Pispi, sbloccate un contenuto nascosto, il gioco Patapon! Io sono veramente troppo bravo anche a Patapon, vi insegno un trucco: continuate a schiacciare il tasto del pallino come forsennati, vincete di sicuro. Però è un gioco che non ha una vera fine, quindi quando volete smettere dovete spegnere la Pispi.
Comunque quelli tra voi che non sono arcor gemer dritti come me, io li voglio riassicurare, che ci ho anche io le mie difficoltà. A Gran Turismo 4, che è un gioco in cui si può andare al mare o in montagna con tutta la famiglia (di qui il 4), ancora non ho capito quando è che si caricano i bagagli, e poi mi sembra anche che non trovo mai la strada e mi ritrovo continuamente sotto casa. Ecco, se qualcuno ci avesse proposte su ciò, io le benverrei volentieri.
E ora che vi ho illuminato con il mio estremo righellare, di cui non dovete ringraziarmi perché è stato un piacere, vado a preparare il materiale per il prossimo articolo, che il fornetto non me la conta mica giusta. Volete vedere che è come la Pispi?
]]>Il vostro nuovo oggetto del desiderio vi è gentilmente offerto da Simone “Karat45” Tagliaferri (idea), Carlo Piscicelli (grafica e programmazione flash), Alessandro Monopoli (che pare si sia messo un naso da pagliaccio per produrre le musiche). Si chiama Porcondicio ed è lì per divertire, per parlare di politica, e per mostrare uno dei modi in cui i videogiochi possono parlare di politica.
Cliccate sull’immaginettina piccina per andare alla pagina del gioco!
Dicono del gioco:
Sandro Bondi: “Ho provato a lanciare una palla contro Silvio ma il dito mi si è immeditamente incancrenito”
Romano Prodi: “Uguale ai sogni con Veltroni protagonista che solitamente faccio svegliandomi tutto sudato ed eccitato!”
Carlo Marx: “Erano anni che volevo far sapere a Bertinotti quello che penso di lui”
Barbara Palombelli: “Avete dimenticato mio marito!”
Giuliano Ferrara: “Quelle palle sembrano feti, fate schifo!
Silvio Berlusconi: “Avete senso dell’umorismo, vi candido!”
Ars Ludica è fiera che i videogiochi abbiano imboccato questa strada.
Ma perché limitarsi soltanto a questo? Qualche utente potrebbe comunque trovare troppo frustrante l’esperienza di gioco e, quindi, allontanarsi dal medium videoludico impaurito dalla terribile sfida posta dalla necessità di capire quando la sfida è troppo difficile per lui. Come fare per impedire che abbia luogo un tragedia simile? Come evitare che il giocatore medio venga scioccato a tal punto dagli sviluppatori malvagi e dalla loro obsoleta concezione dei videogiochi?

Ecco le mie proposte:
1. Rendere più amichevoli i nemici, ma non nel senso di renderli eliminabili più facilmente o limitare la loro IA. L’idea è quella di fargli apparire dei fumetti in testa con cui suggerire al giocatore sprovveduto cosa fare per avanzare. Immaginate di stare combattendo con un boss gigantesco che, in onore della sua mole, potrebbe eliminarvi con un solo colpo. Bene, renderlo più amichevole significa non solo farlo fermare per non infierire su di voi che, in fondo, avete acquistato il gioco, ma anche fargli capire che il signore e padrone della sua esistenza virtuale si trova dall’altra parte dello schermo. Quindi, dopo qualche tentativo di eliminazione andato a vuoto, il boss, o anche un nemico normale, dovrebbe poter suggerire al giocatore la modalità migliore per la sua stessa eliminazione. Frasi come: “non spararmi sulle gambe, colpisci la testa” o “vedi quell’occhio rosso brillante? Colpiscilo! È il mio punto debole” dovrebbero essere la norma. Volendo esagerare, si potrebbero inserire fumetti con cui suggerire al giocatore cosa fare dopo avere eliminato il boss o un nemico posto prima di un’enigma: “Quando mi avrai eliminato dal mio cadavere cadrà una chiave grigia. Aprici la porta chiusa che si trova dietro la colonna sopra la balaustra. Se non la trovi segui la grande freccia rossa che indica la strada che devi seguire.”
2. Giochi monotasto. Perché non creare dei giochi che per essere finiti richiedano soltanto la pressione continua di un tasto? Qualcuno ha detto Heavenly Sword? No! Bisogna andare ancora oltre e creare titoli che non abbiano bisogno dei movimenti! L’idea è che il personaggio dovrebbe camminare da solo e, nel caso incontrasse dei nemici, il giocatore dovrebbe poter premere soltanto un tasto per farglieli eliminare. Basterà aggiungere effetti speciali a manetta per ottenere l’approvazione di una larga fetta di utenza, ansiosa di sentirsi potente senza doversi impegnare troppo.
3. Fine del gioco dinamica. Perché non creare dei giochi dinamici che durano giusto il tempo che avete voi? Avete mezz’ora? Un’ora? Tre ore? Non cambia niente! In qualsiasi momento dovrà essere possibile premere un tasto e far apparire il boss finale che, seguendo le regole indicate nel punto 1 si dimostrerà amichevole e si farà eliminare permettendovi di vedere la sequenza finale!
4. Opzione film. Siete completamente incapaci? Nessun problema! Perché privarvi del piacere di infilare un disco dentro una console? Infilatelo, selezionate l’opzione film e guardatelo mentre si finisce da solo. Non avete abbastanza tempo? Usate l’opzione 3 e fatelo finire quando volete!
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Nel libro di Ezechiele, il lupo cattivo, si profetizza un futuro oscuro e tenebroso in cui la conoscenza sarà nelle mani di pochi eletti, mentre la maggior parte delle persone dovranno accontentarsi delle briciole e pagare salatissime parcelle ai cosiddetti specialisti.
Secondo l’esegesi di Filo Sganga, esimio studioso dell’Accademia dei Georgofili, siamo nel bel mezzo di questa profezia. A favore della propria pretestuosa interpretazione, Sganga cita tutta una serie di avvenimenti personali dal significato storico-statistico praticamente nullo.
Egli afferma che, per aggiustare tutta una serie di elettrodomestici, ha dovuto far ricorso alla sapienza di esperti del settore, ognuno dei quali sottospecializzato in una particolare tipologia di apparecchio. Secondo Sganga, esisterebbero quindi dei tecnici in grado di riparare lavatrici, lavastoviglie, televisori, videoregistratori, fotocamere e lettori MP3, come se non fosse di pubblico dominio che quando uno di questi oggetti si guasta la cosa più semplice da fare è acquistarne un altro.
Ma la cosa più assurda è che l’arteriosclerotico vecchiardo vorrebbe far passare l’idea che la tecnocrazia dilagante avrebbe trovato la propria consacrazione nella diffusione del Personal Computer, le cui iniziali sarebbero un segnale divinatorio da interpretare come una delle tante metamorfosi del luciferino comunismo (PC= Partito Comunista).
Filo Sganga prosegue nei suoi vaneggiamenti cercando di dimostrare che ormai si usano i computer senza apprenderne il funzionamento. Ed il web, con i propri protocolli e le applicazioni sempre più tentacolari, non sarebbe altro che un immenso culto esoterico di cui non si conoscono i reali scopi e gli obiettivi.
“Io stesso ho un blog su sui scrivo quasi giornalmente. Ma se lei mi chiedesse come funziona il programma che mi permette di scrivere io non glielo saprei dire. So che pigiando alcuni tasti ottengo un certo risultato, so che clickando su pubblica post milioni di potenziali lettori saranno raggiunti dalle mie parole scritte, ma il tutto è avvolto dal mistero. Non so nulla sul funzionamento dei nodi, né su quello delle indicizzazioni dei motori di ricerca. Così, di tutta la tecnologia di cui dispongo, conosco solo la superficie, mentre ne ignoro totalmente la natura più profonda. Ed anche per disinceppare la stampante, devo chiamare un tecnico e dipendere dalla sua conoscenza. Ecco perché la profezia di Blog e Magog si è già avverata.”
Che altro aggiungere? È evidente che si tratta di un pazzo visionario. Perché lo sanno tutti che per togliere i fogli incastrati nella stampante, basta picchiare con una grossa mazza sul coperchio della stessa.
]]>– Computer super pompato con due schede grafiche da 500 euro messe in SLI: 100/100 (sì, anche noi diamo i perfect score! e che solo gli altri… mica siamo gente seria, in fondo) – Continuate a masturbarvi come avete fatto per tutti questi mesi sui filmati. Ora, finalmente, potete venire.
– Computer pompato con cui tutti i giochi girano a 60 FPS con una sola scheda grafica da 500 euro: 80/100 – Bellissimo, ma perché ogni tanto scatta? Oh mio Dio, scatta! Oh mio Buddha, ho appena speso 1500 euro per il computer nuovo per vedere Crysis scattare!
– Computer medio (siete degli sfigati, ammettetelo): 65/100 – Che palle, il solito FPS del cazzo e scatta pure nelle situazioni più concitate. Però via, per un po’ si può anche giocare. Ma no, che perdita di tempo, è sempre la solita solfa.
– Computer medio/scarso (il vostro papi è povero e guarda la De Filippi): 50/100 – Far Cry(sis). La bellissima ragazza che avete rimorchiato in discoteca si è tolta il reggiseno push-up, le mutande push-up, il trucco, è spettinata e vi siete appena accorti che parla come uno scaricatore di porto belga. Purtroppo vuole trombare e non potete dirle di no.
– Computer scarso: Senza Voto – Volete anche giocare? Accattoni bifolchi.
Non ho parlato del gameplay, dite? Perché, a qualcuno frega qualcosa del gameplay di Crysis? Sì? Non avete capito niente di come va il mondo. Andate a cercare un sito che spieghi come ottimizzare il gioco, su, e non cercate giustificazioni assurde. Gameplay, old.
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Redigo hac loco tremendissimo et cogitabondo, remotus ab agi dimorae imperiali, pro informatione urbanae gentis de inusitate inventionis. Dum deambulavit in sentierus in ombra frescurae arbustis, meus baculum incastravit in petra never oculata. Res visa like nigra capsula materiae incognita, et in laboratorius consilio meo ducebit, sed extraendo ab terrenum stranus apparatus radicalis emersuit. Penzolantis filis et nova forma of tuberus lignosus, non edule et diabolorum pinto. Quis creatura terribilis potest extruire vana et foederrima machina? Cupidus in exploratione, in circustantia alia petra nitea et rettangolari invenio, so magno apparato quam hominis juvenilis clamatus est for adiumentum. In meo laboratorio panta trasferitus, multitudinis curiosis accalcavit finestris, consecutio temporum ignavia dilagantis. Cum magna admiratione lapidem rettangolaris lux emetuit et stranus rumoris alvearis in alia capsula audiebit, ad modum continuitate energiae fluendi ab internum. In recessione timore misteria, but homus parvulus appropinquabit et, cum summa magnificentia, incipiebit abilis tractatione cum manus simultanea et celeris. Naviculae movimentabat in praesidium, cum explosionis et ignis digitalis, godimento libidinisque juvelinis acclamationi. Qui prodest similis fustigatione? Qui libenter sperperabit bona tempora in natura coltivationis impiegandi? Quo vadis imperus if humane activitate et aspirationis in ista machina demoni imploditura esse? Etiam scriptura et alia inventionis avverxate fuerunt. Progressus non castratus puote, sed aliquando non futura magna lontana in anticipatione, aliter prasentis res similusque sopita esse.
‘Na roba mai vista che gnanca li cani la magnaria.
Nelo mentre che caminava par’isentieri de la brugheria brusada dalo sole, so’inciampà in’na roba che gnanca li cani gavaria podesto magnare. La parea ‘na patata fata male a sé, ma non la iera ‘na patata de quele che te po’ dopararle par frizarle. La gavea dele figure dipinzade inzima: deli zerci, deli quadrati, deli triangoli e dele crosi, che non capiso se le fuse funghi o se la fuse solo ocià. Ma sicome mi so’ curioso compagna la peste bubonica, me so cucià, la g’ho tirada fora dala polvere e gh’è vegnù fora deli fili neri che li parea impestà de pece marza. Mi a tirava, ma ‘ste raise non le volea saverghene de vegner fora, alora g’ho ciamà un boteleto chel me iutase e ala fine semo cascà indrio schina cosita forte che g’ho ancora male al dedrio. Se semo rialzà e ghemo veduo che tacà ale raise ghe iera ‘na scatola negra, che non la iera de piera, ma la iera isteso lisa e dura com’el marmo.
D’intorno a ‘sta scatola ghen’avemo catà dele altre, anca più grose e strambote. Par’al sotoscrito le ievaria lasade lì indo che le iera, ma el bambocieto el g’ha volesto portarle intela capana. Le gh’avemo montà sul tavolo e de colpo, intreziando li fili, se g’ha impizà una dele scatole, quela più sé lisa e piata, come se la g’avese ciapà fogo senza brusare, mentre da n’altra a vegnea fora un rumore come de alveare. Mi a me son spaventà e me so ocultà dedrìo al lavandìn, ma el giovine el se g’ha meso sentà intela carega, el g’ha ciapà in man la patata dipinzesta e elseg’ha miso a zugare con che le robe che solava in the la scatola che ciapava fogo. Mi ghe so resta de’merda, ma li curiosi delo paese i sa asembrà d’intorno ala tola e i fasea anche i cori cumpagna i fuse al palio dele contrade. Mi a non so’ mia contro el progresso, ma me domando indove naremo a finire di ‘sti tempi, se ‘ste machine moderne, compagna i mulini a vento e li torchi par stampare li pergameni, le meterà da parte lo sudore deli omani e li omelie deli preti le vegnarà ignorà par pasare el tempo davanti a ‘sti zughi del diavolo. E del casso.
]]>Afterburner era uno di quei coin op che non si potevano ignorare, soprattutto per il cabinato eccezionale che lo ospitava. Anche dal punto di vista tecnico era magnifico e, da bravo bimbetto appassionato di videogiochi, ero sempre pronto a sbavarci sopra vedendolo in sala giochi. In realtà il gioco non era poi granché e, passato lo stupore, lo si poteva tranquillamente ignorare passando ad altro. Ma, come già detto, ero un bimbetto e, in piena crisi mistica, decisi di acquistarne la conversione per C64 fatta da Activision.
Nemmeno Jeff Minter avrebbe potuto realizzare un gioco meno comprensibile. Ma, mentre Yak mira a fornire esperienze acide, esaltazioni della coscienza e estetizzazioni estreme di un concetto antico, gli sviluppatori di Afterburner per C64 sono riusciti soltanto a impilare della merda spacciandola per un videogioco.
Il caos regna sovrano per tutta la durata di una partita e, pur riuscendo ad arrivare alla fine (perché oltre che incasinato è anche molto facile… basta continuare a ruotare in tondo come ebeti), non ci si rende mai veramente conto di quello che sta avvenendo sullo schermo. I nemici esplodono, probabilmente colpiti dai nostri proiettili (che somigliano a delle caccole lampeggianti) o da quelle palle bianche scoordinate che dovrebbero essere dei missili, ma non è facile capire se, effettivamente, il tutto sia dipeso dalla nostra volontà o dal puro caso.
Per cercare di comprendere meglio i concetti fino a qui espressi, provate a vomitare in un minestrone, mescolate il tutto e poi mettetevi a dividere le secrezioni del vostro stomaco dal minestrone.
Ad aggiungere danno alla beffa, ci pensa anche un sistema di controllo adeguato come un triceratopo in una gabbia per uccelli.
Quello che mi scandalizza, però, non è la bruttezza del gioco in sé, che può anche starci viste le ultime performance di Britney Spears. A rendere insopportabile Afterburner (a parte il dover vomitare ogni cinque minuti per reggere le folli rotazioni dell’orizzonte) è che qualcuno è stato pagato e non ha pagato per averlo messo insieme.
Se per caso vi siete imbattuti in Afterburner per C64 e avete voglia di vendicarvi, mandate all’Activision una testa di cavallo dentro la scatola del gioco, sperando che il messaggio venga recepito. Sono passati anni, ma qualcuno deve essere punito per tutto questo.
Commento: solo la presenza di cammelli giganti mutanti avrebbe salvato questo gioco dalla tazza del water che merita.
Da ricordare: il missile che ogni tanto cerca di distruggere l’aereo da dietro: oltre a sembrare un suppostone, non si riesce mai a capire quando stia per colpire realmente, visto che non diventa più piccolo avvicinandosi all’aereo.
Giudizio sintetico: giocateci se siete depressi e volete un motivo valido per suicidarvi.
]]>Nei panni di un cavaliere spara sale (che altro potrebbe essere quella roba biancastra che gli esce dalle mani?) bisogna superare vari livelli per arrivare ad uccidere un qualche cattivone (probabilmente uno degli sviluppatori di questo obbrobrio) che non vedrete mai (solo un coraggioso dallo stomaco di ferro potrebbe tentare di finire questo gioco). Il cavaliere è misteriosamente in mutande (in G’n’G aveva un senso finire in mutande perché prima si indossava un’armatura), forse perché appena uscito da una festa fetish. Non lo so. Quello che so è che le sue peripezie partono da un cimitero popolato da zombi, zucche e strani mostri la cui forma è di difficile interpretazione e che, soprattutto, non sono mai riuscito a superare questa locazione, vuoi per lo schifo, vuoi per la difficoltà veramente assurda (basta essere sfiorati dai nemici per morire).
La realizzazione tecnica è quella che è (basta guardare gli screenshot per rendersi conto che su un C64 si è fatto molto di meglio) mentre non capisco quale malattia mentale possa aver costretto gli sviluppatori ad includere una colonna sonora del genere, ovvero un solo brano ripetuto all’infinito che, ascoltato 5 minuti, ha portato il mio gatto a tentare il suicidio gettandosi nella lavatrice.
Commento: probabilmente Belial è stato pensato quando il game designer è caduto di culo su una mazza chiodata. Giocarlo infatti provoca un dolore simile.
Da ricordare: gli zombi, molto più brutti di quelli di G’n’G su C64
Giudizio sintetico: prendersi a calci sulle balle tra amici è un’alternativa migliore a questo gioco
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Il Pentito
Il Pentito è un Insoddisfatto all’ultimo stadio. Mentre il secondo oscilla in un limbo di amore e odio per il medium ludico, il Pentito ha cambiato definitivamente sponda. I motivi per cui ci si pente sono molteplici e, più o meno, corrispondono a quelli per cui si è insoddisfatti. Ma in questo caso l’autodifesa arriva a spingere fino al disprezzo per quello che prima era l’hobby della vita.
Un tipo che abbandona i videogiochi non è la fine del mondo, verrebbe da dire. Peccato che questo frustrato ami girare per i forum pieni di videogiocatori per lasciare velati insulti tipo: “fatti una vita” “ho smesso perché ho scoperto la fica” “ho scoperto che praticare sport è molto meglio” “gli amici sono meglio” e altre amenità del genere. In questo modo il Pentito dimostra non solo di sentire ancora l’irrefrenabile desiderio di giocare, ma anche di essere un gran rompicoglioni.
In fondo questi esseri insulsi fanno pietà, perché dimostrano una debolezza estrema e senza speranza che li costringe a disprezzare quello che non possono più raggiungere.
Gioco preferito: ha smesso
Personaggio Preferito: ha smesso
Sogno Proibito (donna): ha smesso
Sogno Proibito (uomo): ha smesso
Il Nostalgico
I publisher hanno capito come prenderli, e negli ultimi anni hanno cominciato a tirare fuori decine di compilation di vecchi giochi, o di remake peggiori degli originali, per solleticare la vena malinconica di questi ragazzi mai cresciuti, che dividono i ricordi tra il culo della compagna di banco bona e la silhouette del NES.
Il Nostalgico non lo sa, ma la sua vita è finita negli anni 80. Puoi capire di essere un nostalgico quando, in fondo al tuo cuore, apprezzi i packshot dei giochi del Sega Master System o quando le righe colorate del C64 ti fanno venire in testa l’Infinito di Leopardi.
Gioco preferito: basta che si vedano dei grossi pixel
Personaggio Preferito: The Angry Videogame Nerd
Sogno Proibito (donna): fare sesso con Jeff Minter
Sogno Proibito (uomo): quand’è che il mondo capirà che i videogiochi sono morti negli anni 80?
L’Anticonformista
L’Anticonformista non gioca, giudica. Sono molte le crociate degli Anticonformisti contro videogiochi che non hanno mai visto, se non in immagini e filmati. Generalmente questi rompicoglioni amano andare sui forum dedicati ad un singolo videogioco e, mentre gli altri si scambiano consigli e commenti, partono con flame infiniti fondati su critiche completamente gratuite. Spesso vanno avanti da soli o con altri idioti come loro, per pagine e pagine, riuscendo, però, a dare l’impressione che il gioco oggetto della loro bile più di qualche difetto lo abbia. Agiscono come la pubblicità: ripeti tante volte lo stesso concetto per farlo diventare vero.
Un modo per sputtanarli esiste: basta scendere nei dettagli. L’Anticonformista, infatti, non gioca quasi mai con i videogiochi che critica. Spesso esordisce con idiozie tipo: “ci ho giocato un’ora, poi ho smesso”, per dare credito alle proprie parole. Non credetegli. Vi basterà parlare di elementi specifici del gioco per azzittirlo senza pietà e costringerlo all’angolo.L’unico modo per annullarlo è usare la loro stessa tattica: ripetete ad ogni post che sta dicendo cazzate, e fatelo nel modo più violento possibile descrivendo qualche dettaglio del gioco. Piano piano lo costringerete ad andarsene in un altro forum, dove potrà iniziare ad ingiuriare un altro videogioco che mai ha giocato.
Gioco preferito: perché giocare quando si possono insozzare i forum basandosi sui filmati?
Personaggio Preferito: se stesso
Sogno Proibito (donna): che tutti le prestino attenzione
Sogno Proibito (uomo): che tutti gli prestino attenzione
Il WoWvaro
Parlano un linguaggio strano, incomprensibile agli altri esseri umani. Loro grindano e farmano. Questi ex-esseri umani (molto meglio esser elfi) pare si accoppino solo tra di loro, anche perché per svolgere le loro funzioni primarie devono trovare un momento adatto durante quella che ormai è la loro vera e unica vita, cercando di non perdere la Spada Squarona che fa venire la cacarella ai nemici.
Gioco preferito: WoW
Personaggio Preferito: WoW
Sogno Proibito (donna): WoW
Sogno Proibito (uomo): WoW
La Videogiocatrice
Hey, ma ho letto bene? Ama fare sesso più delle altre ragazze?
Ama fare sesso più delle altre ragazze!!!!!
Tutti a comprare The Sims 2 + espansioni e mettiamo nel mucchio anche Beauty Factory.
Videogiocatrici, ma non vi sentite offese?
Qualcuno ha mai studiato la vita sessuale dei videogiocatori maschi?
Suvvia.
Però… sta storia del sesso…
Gioco preferito: The Sims 1 e 2, ovviamente
Personaggio Preferito: le icone sopra i Sims
Sogno Proibito (donna): riuscire a controllare il suo ragazzo come si controlla un Sims
Sogno Proibito (uomo): avere una ragazza/moglie videogiocatrice
Il Raffinato
Anche detto il videogiocatore con la R moscia. Il Raffinato si riunisce con altri videogiocatori della sua risma soltanto in forum esclusivi in cui è difficile ottenere confidenza. Odia i casual gamer più di qualsiasi altra cosa, e li considera meno della merda del suo cane.
Quando tutti giocavano con gli sparatutto (quelli con le astronavine, per intenderci), il Raffinato adorava le avventure grafiche e i giochi di ruolo. Ora che con le astronavine non ci gioca più nessuno, il Raffinato ha eletto quello degli sparatutto a suo genere preferito, con tanto di pubblicazioni intellettuali per dimostrare che sparare con l’R9 ha profonde implicazioni storico/ filosofiche. Ovviamente il raffinato non capisce niente di questo genere, ed infatti si esalta per videogiochi completamente ingiocabili prodotti per i feticisti in cui lo schermo si riempie di proiettili impossibili da evitare. Ma non diteglielo. Tanto non vi sentirebbe, impegnato com’è a cercare una relazione tra la rosa di proiettili sparata da un boss a forma di pene e la creazione dell’universo.
La massima espressione dei videogiochi, per il Raffinato, oltre gli sparatutto e qualche puzzle game (ma solo quelli prodotti in Giappone) è Metal Gear Solid 2, praticamente un film, più che un videogioco. In effetti il Raffinato, malato di intellettualismo, è solitamente un videogiocatore poco capace che preferisce guardare filmati piuttosto che giocare, per questo adora i giochi molto semplici (che secondo lui sono l’ “essenza dei videogiochi”) e in quelli più complessi seleziona sempre il livello easy.
La sua massima aspirazione è che tutti i videogiochi diventino dei machinima in cui al massimo si debba premere un tasto per far avanzare il filmato. Non fate quelle facce: al Raffinato non piace giocare; gli piace cercare di dimostrare di essere l’unico ad aver capito il mondo.
Gioco preferito: uno qualsiasi, basta che si rifaccia a teorie che solo lui conosce
Personaggio Preferito: personaggi? Perché legarsi a dei personaggi?
Sogno Proibito (donna): un machinima basato sul De Rerum Natura
Sogno Proibito (uomo): che tutti adorino la sua lista dei giochi migliori di tutti i tempi, ovviamente l’unica oggettivamente valida
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Come disse Jean Michel Oignag, “Anche il più ateo degli apostati ha la propria wunderkammer interiore.” Ebbene, se così è la natura umana, duale, combattuta tra l’hubris divina e l’adiaforica noluntas animale, cos’è un videogioco, se non un’introiezione della realtà coagulatasi per effetto d’una sospensione temporale ed espettorata attraverso un’apoftegmica contrazione dell’istinto di sopravvivenza? Controllare un personaggio fatto di poligoni non avrebbe quindi nulla di diverso da qualsiasi altro osservabile spaziotemporale, almeno dal punto di vista ontologico. Tuttavia, se si cercano differenze, si troveranno differenze. Infatti, nonostante i peana dei trinariciuti pasdaràn del decostruttivismo coatto, che si fanno beffe di quello che i vari think-tank dell’intellighenzia con la erre moscia esternano, qualche dubbio sull’effettiva equipollenza tra realtà e virtualità sovviene, anziché nò, piuttosto ben volentieri. Orbene, allo stesso modo in cui si è indotti – intuitivamente – a pensare che un oggetto tridimensionale contenga un numero maggiore di punti rispetto ad un oggetto bidimensionale (cosa dimostrata falsa), vivere dentro un videogioco potrebbe non essere diverso dal viverne al di fuori. Questo è il dilemma di tutti quelli che hanno giocato almeno una volta e che si sono chiesti, almeno per un secondo, se avessero potuto impiegare il proprio tempo in modo migliore. Ma così facendo essi non s’accorgono d’aver sotterrato il diorisma che ha generato la domanda, cioè la sospensione temporale, il senso di proteiforme fluttuazione della coscienza partorito dall’invaginazione del proprio ego nel personaggio comandato sullo schermo. Ma più che di sospensione d’incredulità, nel caso del videogioco si tratta di proiezione moebiusica del sé (ed anche del magari). Il videogiocatore non s’immedesima semplicemente nel personaggio, bensì lo possiede (o ne è posseduto!)! Ed amplifica, di conseguenza, attraverso di esso la propria volontà di potenza (detta anche “di Ceppaloni”), nell’illusione che la propria percezione della realtà possa essere aumentata da quello che altro non è che un processo di nutrizione/denutrizione mentale. Il problema è che questo fenomeno potrebbe anche essere controllabile, ma è altrettanto vero che è maggiormente probabile un depauperamento della capacità di auto-analisi per effetto dell’atrofizzazione della coscienza come discrimen tra uomo e macchina. Perché è il peggior nemico della coscienza è l’automatismo, e noi videogiocatori siamo a conoscenza di quanto possa essere alienante un videogioco con le proprie regole e con la propria ripetitività. Quindi, la soluzione proposta è assimilabile ad un assioma di forcing: ognuno faccia un po’ come cazzo gli pare e buona notte al secchio!
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Il Casual Gamer
Il Casual Gamer non sa di essere tale, altrimenti che Casual Gamer sarebbe? Mito dell’industria videoludica moderna, capace di eccitare le menti di tutti i responsabili marketing e dei publisher,il Casual Gamer vive nella perfetta ignavia del medium videoludico, anche se voci incontrollate dicono che la sua intera vita sia caratterizzata dall’indifferenza verso tutto e tutti. Questo strano bipede vive per i videogiochi più semplici e si diverte (ma mai troppo) con giochi come Wii Sport o l’ennesimo puzzle game apparso su Real Arcade. Il massimo che può fare è acquistare un gioco su licenza che, a seconda dei casi, abbandonerà o per incapacità congenita, o per passare ad altro. Nonostante questi esseri respiranti siano poco interessati a quello che fanno, l’industria videoludica non fa che partorire strategie intorno alla loro figura nebulosa e assente. Come coinvolgere un Casual Gamer? Come attirarne l’attenzione? Come dargli la sensazione di “dover” comprare un videogioco per poter continuare ad esistere?
Ovviamente al Casual Gamer di tutto questo non importa nulla e continua per la sua strada nella totale indifferenza, subendo tutto senza fiatare. In fondo ama la coercizione.
Gioco preferito: il Solitario di Windows
Personaggio Preferito: quella dalle tette grosse che sorride nelle pubblicità… ma dici che non è sempre la stessa persona?
Sogno Proibito (donna): non sogna
Sogno Proibito (uomo): non sogna
L’Hardcore Gamer
Brrr, evivtateli come la peste. Si tratta di personaggi ambigui che passano la loro esistenza a sviscerare un paio di giochi fino a conoscerne ogni singolo pixel. Sono i portatori di una verità che condividono solo loro per cui il vero videogiocatore è solo quello che si cimenta a fondo in ogni videogioco evitando come la peste la “roba da Casual Gamer”. Amano i giochi inutilmente complessi, che richiedono la pressione di centinaia di tasti per poter aprire una porta o che sono così difficili da essere ingiocabili. Loro ci si masturbano con questa roba qui. Ovviamente questo tipo di videogiocatore è più diffuso su PC che su console. Queste ultime, anzi, vengono viste come il male assoluto dall’Hardcore Gamer o, meglio, come una vera e propria forma di perversione dei videogiochi. È ammissibile un gioco che richieda la pressione di soli due tasti? Ovviamente no.
Non fatevi coinvolgere dal loro sentirsi un’elite, una specie di casta di giocatori privilegiati che hanno capito cosa significa videogiocare e che considerano merda tutti gli altri. Ne uscireste distrutti e finireste a fare assurdità come tentare di finire Final Fanasy XII senza salire di livello, o finire un FPS senza salvare mai.
Gioco preferito: quello con cui ha scelto di passare il resto della vita
Personaggio Preferito: se stesso
Sogno Proibito (donna): un videogioco che sfrutti tutti i tasti di tre tastiere collegate in parallelo e che abbia un manuale di 400 pagine scritte con carattere Arial dimensione 4
Sogno Proibito (uomo): un videogioco che sfrutti tutti i tasti di sei tastiere collegate in parallelo e che abbia un manuale di 800 pagine scritte con carattere Arial dimensione 2
Il Bimbominkia
Non chiedete mai ad un Bimbominkia: “perché?”
È lo specialista delle affermazioni non dimostrate e lasciate a se stesse.
Sarà la tenera età, sarà l’inesperienza, ma questo essere è capace di dire soltanto stronzate. Trattatelo come un’idiota e irridetelo appena potete. Non temete per la sua psiche: state solo tentando di forgiarlo. In fondo farlo sentire un incompreso potrebbe aiutarlo ad uscire da quel guscio mentale fatto di minchiate e di una pretesa soggettività che non sa bene neanche cosa sia.
Spesso, purtroppo, il Bimbominkia è anche un Fanboy cosa che lo rende simpatico come una palla di foglie di ortica nelle mutande. Il suo gioco preferito è sicuramente l’ultimo GTA; picchiare vecchiette virtuali rende felice il Bimbominkia, che trova nel farlo la sublimazione alla sua vita frustrante fatta di genitori apprensivi e appiccicosi.
Gioco preferito: GTA GTA GTA, mamma me lo compri?
Personaggio Preferito: si mena, si uccide, si rompe, fico!
Sogno Proibito (donna): mamma me lo compri?
Sogno Proibito (uomo): mamma me lo compri?
Il Tecnocrate
Quando un Tecnocrate compra un libro, la prima cosa che guarda è la carta. Se la consistenza non è di suo gradimento, non lo legge.
Il Tecnocrate ha sempre la versione elite dell’ultima console uscita o il computer più costoso che aggiorna con regolarità Svizzera. Il suo sogno è la fluidità eterna, ovvero superare i 3000000 frame per secondo. Tutta la sua attrezzatura di gioco deve essere il meglio presente sul mercato: un joypad da 500€ che manda cattivi odori, un televisore da 80 pollici che si spegne con la forza di volontà, un computer raffreddato da Nettuno stesso capace di far girare tre Crysis contemporaneamente a 500 frame per secondo. Poco importa che tutto questo ciarpame ultratecnologico sia generalmente sotto sfruttato. L’importante è averlo.
Ovviamente il Tecnocrate è ossessionato dai numeri (dei benchmark) e dai motori grafici, che ama soltanto se di ultima generazione e se in grado di dimostrare quanto il suo sistema sia il migliore del mondo.
Su di loro non c’è molto da aggiungere rispetto a quello che Freud ha già ampiamente spiegato.
Gioco preferito: i benchmark
Personaggio Preferito: avete presente quel numeretto che appare alla fine di un benchmark?
Sogno Proibito (donna): poter collegare i suoi vibratori three way al tostapane nucleare
Sogno Proibito (uomo): avercelo grosso e duro come la tecnologia che lo circonda
L’Hypizzato
l’Hypizzato è un personaggio strano. È capace, da un giorno all’altro, di esaltarsi per un gioco qualsiasi, basta che sia stato pubblicato qualche nuovo screenshot o sia stato fatto vedere un filmato di 10 secondi con un immagine fissa e un logo. Molti sospettano che si tratti di un essere non completamente senziente perché incapace di sviluppare un giudizio proprio e, peggio, incapace di interpretare criticamente i comunicati stampa dei vari PR. “Se un comunicato dice che un gioco è esaltante, allora il gioco è esaltante”, questa è la filosofia dell’Hypizzato che passa le giornate a riempire i forum di :sbav: riferiti al gioco del momento. Gli screenshot falsi, i comunicati tutti uguali e le anteprime sull’ultima arma svelata nascono per lui. “Pensa, in Halo 3 ci sarà il lanciafiamme!” “Pensa, un RTS in cui si raccolgono risorse!” “Sbav, guarda che effetti di rifrazione!”. Ogni minchiata è buona per far esaltare questo essere, come definirlo, subumano capace di creare lunghi flame per difendere la qualità di giochi che usciranno fra due anni. In fondol’Hypizzato ama prendere posizione… peccato sia sempre quella dei PR.
Gioco preferito: quello dell’ultimo filmato visto
Personaggio Preferito: quello dell’ultimo filmato visto
Sogno Proibito (donna): più filmati per tutti
Sogno Proibito (uomo): più filmati per tutti
L’Insoddisfatto
L’Insoddisfatto è una fase intermedia della carriera di un videogiocatore. Non la peggiore, ma rischia di portare ad altre due fasi di cui parleremo dopo: quella del pentimento o quella della nostalgia.
L’insoddisfatto non riesce più a divertirsi con i videogiochi. Spesso la colpa è della vita, ovvero di qualche svolta fondamentale che ha cambiato le sue abitudini. L’insoddisfazione è frutto della mancanza di tempo, della scoperta della grande “F”, di una passione mai veramente sbocciata per i videogiochi, della frequentazione compulsiva dei siti porno e di mille altri motivi che, però, nella mente di questo essere, non riescono ad essere elaborati.
L’insoddisfatto raggiunge la sua massima espressione quando apre il classico topic su un forum di videogiochi qualsiasi dandogli come titolo: “Non mi diverto più a videogiocare”, presupponendo che freghi qualcosa a qualcuno. Le risposte ovviamente fioccano, con gli altri videogiocatori che tentano di dargli consigli spesso al limite del patetico: “prenditi un anno sabbatico dai videogiochi” “prova a comprare un altro sistema” “prova i giochi flash” ecc.
Ma non lo avete ancora capito? Il problema non sono i videogiochi, che l’insoddisfatto percepisce ormai semplicemente come noiosi, il problema è lui che non riesce ad accettare i cambiamenti nella sua vita e, non volendo ammettere di volere ancora giocare pur non potendo più farlo come prima, sviluppa un sistema difensivo / depressivo con cui cerca di risucchiare tutti gli altri videogiocatori del globo. Fortunatamente questi esseri sono recuperabili. Ma bisogna agire con attenzione per non farli sbroccare definitivamente.
Gioco preferito: nessuno di quelli appena usciti
Personaggio Preferito: sono tutti così banali
Sogno Proibito (donna): un gioco che non esiste
Sogno Proibito (uomo): un gioco che non esiste
Noi siamo qui per rendere giustizia alle più grosse porcate della storia dei videogiochi, prodotti talmente orribili da rimanere stampati irrimediabilmente nella memoria di chi ha avuto la sventura di provarli. Alcuni sono così brutti che possono essere usati per spiegare fenomeni come la scissione dell’atomo o la pelata di Joe Slap.
Ad esempio come considerare Human Killing Machine (per gli amici HKM)? La Tiertex (brrr) se ne esce nel 1988 con questo clone del primo Street Fighter, probabilmente realizzato durante dei lunghi momenti di onanismo spinto, riuscendo a sconvolgere il mondo intero con quello che forse è il peggior picchiaduro a incontri mai realizzato. Dei giocatori pentiti testimoniano che, mentre stavano uscendo da un negozio con una copia di HKM in mano, alcuni cani gli urinarono addosso mentre altri gli mordevano le chiappe. Nonostante la Tiertex avesse già ampiamente dimostrato di essere una software house capace di produrre palta pura o vomito caldo, a seconda del cibo ingerito durante le ore di sviluppo, con questo aborto riuscì veramente a superarsi. Mi chiedo perché nessuno li abbia mai fatti perseguire per i loro innumerevoli attacchi al buon gusto sotto forma di pixel.
Ma cosa rende questo gioco in particolare così orrendo? Beh, a parte l’unico personaggio selezionabile e a parte la bruttezza generale della grafica, a farlo puzzare di cadavere imputridito è il gameplay: per vincere uno qualsiasi dei dieci incontri di cui è composto basta abbassarsi e mettersi a dare pugni (come potete verificare guardando il filmato allegato all’articolo). I nemici sembrano usciti da un concorso per veline e non riescono ad abbozzare strategie offensive e difensive. Spesso se ne stanno fermi a prendere botte suscitando una certa pietà nel giocatore che tenta di farsi colpire per non ferirne l’orgoglio. Purtroppo per loro attaccare è difficile come difendesi. Probabilmente qualche pensiero in testa ce l’hanno pure, ma non riescono ad applicarlo per la cronica mancanza di animazioni che li rende simili a delle action figure brutte. Come se questo non bastasse, sono così anonimi e fuori luogo da risultare ridicoli. Ad esempio il secondo scenario è un vicolo malfamato dove bisogna combattere contro due prostitute, probabili frequentatrici del nigh club sullo sfondo (interessante che gli unici due personaggi femminili siano due puttanoni… tanto per corroborare la teoria dell’onanismo spinto di cui parlavo sopra). Dopo averle battute, però, sullo stesso scenario bisogna combattere contro… un torero e il suo toro… che ci fanno un torero e, soprattutto, il toro Brutus in questo vicolo a quest’ora della notte?
Non temete, nessuno risponderà mai a questa domanda come nessuno risponderà mai alle seguenti: perché gli è stato permesso di far uscire sul mercato una schifezza del genere? Quale mente malata ha considerato questo gioco della qualità adatta ad essere pubblicato?
Commento: cercare un lato positivo in questo gioco è come pretendere di profumare una discarica con un deodorante stick.
Da ricordare: le scritte Bam! e Pow! che appaiono quando si colpisce un nemico.
Giudizio sintetico: bello come il culo sventrato di una foca morta
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Il Fanboy
Il Fanboy è un animale che vive dentro ognuno di noi, ma che bisogna imparare a domare per poter ambire ad essere considerati esseri umani. Il Fanboy ha gli occhi accesi da tonnellate di rabbia repressa, che sfoga tentando di far affermare la sua macchina da gioco come la migliore del mondo. Generalmente si lega ad una multinazionale in particolare, diventandone il portabandiera, un guerriero sempre pronto a scendere in campo a difendere la propria macchina, anche a costo di sparare cazzate grosse come macigni o di iniziare insulsi flame portati avanti al suono di offese e frasi senza senso. Il Fanboy non ha cognizione di quello che dice e non ha nessun interesse nell’analizzare oggettivamente il mondo dei videogiochi, per lui conta soltanto riuscire a dimostrare di avere fatto la scelta giusta e di essere schierato dal lato vincente.
Ovviamente nella testa del Fanboy i videogiochi sono il mezzo primario con cui combattere la sua guerra: ama spassionatamente e acriticamente ogni esclusiva per la su macchina, anche se considera il multipiattaforma un male necessario per non lasciare campo libero al nemico.
Una delle sue attività preferite è quella di spulciare fra le micro differenze dei giochi usciti per diversi formati… ovviamente cercando di dimostrare che la versione per la sua macchina è sicuramente la migliore.
Esistono vari tipi di Fanboysmo. Il più diffuso è quello che lega il Fanboy alla sua macchina da gioco in modo indissolubile, arrivando ad eccessi di idiozia, come ad esempio acquistare un console della concorrenza per farsi filmare mentre la si distrugge e poi mettere il tutto su YouTube. Un altro tipo di Fanboysmo, sicuramente meno diffuso del precedente, è quello che riguarda i singoli videogiochi. Doom 3 vs Half-Life 2, Fifa vs PES ecc. Un altro tipo di Fanboysmo ancora, forse il più patetico, è quello dei quarantenni schierati che proseguono le guerre storiche di cui non frega praticamente più niente a nessuno. Ad esempio come considerare quelli che si scannano ancora per decidere il computer migliore tra il C64 e lo Spectrum?
Fatevi un favore, se incontrate un Fanboy su un forum, in una chat o in qualsiasi altro posto, evitatelo e non dategli spago. Questi esseri vanno compatiti e assecondati.
Ma passiamo ora ad esaminare nel dettaglio i Fanboy delle macchine da gioco più diffuse.
– SonyBoy (Sonaro)
Quando il Nintendo 64 era superiore tecnicamente alla PSOne, e quando l’Xbox era superiore tecnicamente alla PS2, il Sonaro aveva come slogan: “tanto sono i giochi che contano”. Ora che è la PS3 ad essere tecnicamente superiore alle rivali, ma i giochi latitano così come i risultati, il Sonaro ha un nuovo slogan, che sfodera in ogni discussione “la PS3 è più potente, vedrete quando arriveranno i giochi che la sapranno sfruttare”. Per affrontare degnamente la console war della next gen, il Sonaro ha comprato dei corposi manuali tecnici, con cui spiattellare le caratteristiche dell’ultima macchina della Sony in ogni dove. In realtà non capisce bene cosa dice, ma intanto lo dice. Ovviamente per lui il formato del futuro è il Blue Ray e la stentata partenza della PS3 è solo un abbaglio che annuncia un futuro roseo fatto di decine di milioni di console vendute. Il Sonaro aspetta Killzone 2 come il nuovo messia, nonostante il primo non fosse granché, aspetta Gran Turismo 5 come una rivelazione e aspetta, soprattutto, che tornino le esclusive nel frattempo migrate altrove.
Il sonaro è talmente schierato e succube del marchio Sony che riesce a difendere un gioco mostruoso come Lair anche di fronte all’evidenza. In fondo gli è stato promesso che si sarebbe trattata di una delle Killer Application necessarie alla console per risollevarsi… come può il sonaro contraddire la Sony? E quindi eccolo prodursi in artifici dialettici per cercare di dimostrare che, in fondo, se la grafica è stupenda allora il sistema di controllo può anche andare a cagare.
Gioco preferito: Gran Turismo XXX
Personaggio Preferito: ics, cerchio, quadrato, triangolo
Sogno Proibito (donna): riuscire a pronunciare sixaxis senza farsi venire il ciclo
Sogno Proibito (uomo): eliminare Kojima per aver annunciato MGS 4 anche sull’Xbox 360
– XboxBoy (Boxaro)
Il Boxaro è un animale strano, sempre in trincea. Quando la prima, pesante, Xbox è apparsa sul mercato, il Boxaro si scopre tale ed elegge a suo salvatore Master Chief. In preda a raptus isterici ogni volta che un gioco per la sua macchina può essere confrontato qualitativamente con i classici per PS2, il Boxaro cresce con il complesso degli FPS e approda nella next gen deciso a vincere su tutti i fronti. L’Xbox 360, arrivata sul mercato un anno prima delle macchine della concorrenza, vende bene ma non fa risultati esaltanti, cosa che costringe il Boxaro a dichiararsi vincitore della console war (pur sapendo di stare correndo da solo), ma con riserva e sempre con una certa inquietudine, accresciuta negli ultimi mesi dagli inaspettati risultati del Wii, capace in meno di un anno di vendere quanto la macchina Microsoft in due.
Ovviamente l’anno di vantaggio ha dato al Boxaro delle carte da giocare in ogni occasione, come Gears of War e il recente Bioshock, capolavori che da soli riescono a glorificare il suo ego.
Il Boxaro guarda con diffidenza al Giappone, luogo dove la sua amata console non riesce proprio a vendere, e ha sviluppato un tale livello di nevrosi da possibile ribaltamento della situazione attuale, che lo vede vincitore provvisorio sulla concorrenza, da farlo scagliare contro le rivali anche quando si parla dei peli pubici delle marmotte egiziane.
Il top del patetismo del boxaro viene raggiunto quando parla delle numerose rotture che la sua console si concede, costringendo il suo proprietario a continue visite all’assistenza tecnica. Ecco, al boxaro la console continuamente rotta pare non dia fastidio e, anzi, la considera un modo per socializzare e per esaltare la velocità dell’assistenza tecnica di Microsoft.
Gioco preferito: Halo XXX
Personaggio Preferito: Master Chief
Sogno Proibito (donna): esistono giochi per ragazze su Xbox 360?
Sogno Proibito (uomo): passare un’intera giornata dentro Dead or Alive Xtreme Beach Volley
– NintendoBoy (Nintendaro)
Il Nintendaro ha avuto un periodo di profonda crisi, superato brillantemente negli ultimi anni. Dopo il dominio del mercato dei videogiochi negli anni 80, il declino degli anni 90 ha segnato irrimediabilmente il Fanboy Nintendo, facendolo diventare più saggio, oltre che un amante viscerale delle console portatili, unico ambito in cui il dominio della grande N è da sempre incontrastato. La vittoria delle prime due PlayStation sulle macchine Nintendo ha irrimediabilmente segnato la vita psichica di questo individuo che, vittima di una crisi d’identità, spesso si è abbandonato acquistando altri sistemi da gioco ma subendo effetti collaterali nefasti come l’impotenza permanente o il sognare tutte le notti un Pikachu triste violentato da Ratchet. Ovviamente è rimasto fedele ai personaggi Nintendo, ma non sono mancati i Nintendari voltagabbana che hanno lasciato la retta via per abbracciare il male rappresentato da Sony. Comunque, negli ultimi anni, il Nintendaro si è ripreso, grazie soprattutto alle vendite stratosferiche del DS, che ha doppiato la PSP, e a quelle del Wii, che in un solo anno ha raggiunto le vendite della Xbox 360 e ha doppiato la PS3.
Ovviamente il Nintendaro sa di non poter confrontare la sua macchina con quelle delle rivali dal lato tecnico. La sua parola d’ordine, ormai, è “originalità”, anche se questa significa l’annunciato gioco del fitness per Wii, che va contro tutti i principi del videogiocatore medio (ovvero stare sbragati in poltrona sfoderando una discreta pancetta mentre si gioca).
Il Nintendaro si sente ormai fuori dalla console war per il semplice fatto che la sta vincendo, contro tutte le previsioni e su tutti i fronti.
Gioco preferito: tutti quelli della grande N
Personaggio Preferito: tutti quelli della grande N
Sogno Proibito (donna): sposare un idraulico italiano grasso e baffuto che indossa tutine dai colori improponibili e che mentre fa l’amore urla in continuazione “mamma mia”
Sogno Proibito (uomo): vedere Super Mario che si masturba filmando un rapporto sessuale tra la Samus Aran, Link e la Principessa Peach, che nel frattempo si masturba analmente con un telecomando del Wii con sopra serigrafato Pikachu
– PCBoy (PCista)
Il PCista ha paura. Paura che nessuno faccia più giochi per PC. Paura che qualcuno inventi una protezione efficace contro la pirateria. Paura di non poter giocare a 120 frame per secondo all’ultimo FPS.
Considera i possessori delle console dei bambocci incapaci di apprezzare i videogiochi veramente profondi, anche se lui stesso, negli anni, ha rinunciato a gran parte della profondità di alcuni generi, ad esempio gli RPG, a favore di meccaniche più arcade (non diteglielo, però, che tanto non ci crede).
Il Pcista ama parlare di originalità, ma snobba completamente i giochi originali che vengono pubblicati. I suoi giochi preferiti sono quelli che dimostrano l’incontrovertibile superiorità dei computer sulle console. Ad ogni dove ama ricordare che “i computer non servono solo per giocare”, anche se lui stesso passa intere giornate a fare soltanto quello. Ovviamente il PCista glorifica il mouse e la tastiera, aberra i joypad, strumenti del demonio incapaci di far godere appieno dei videogiochi, e vive nell’assoluta convinzione che il PC non morirà mai come macchina da gioco, anche se nel suo profondo ha paura che questo accada.
Ovviamente il PCista è legato a quei generi che su console non riescono proprio a rendere bene (FPS ed RTS su tutti) anche se questo ha significato per anni giocare a videogiochi fotocopia. Ma non diteglielo, potrebbe rattristarsi e cadere in depressione.
Gioco preferito: i driver della sua scheda grafica
Personaggio Preferito: le DirectX
Sogno Proibito (donna): poter incontrare Scamarcio in un FPS
Sogno Proibito (uomo): che tutti i giochi per console escano anche per PC
Questa dichiarazione, rilasciata nientemeno che dal CEO di EA, John Riccitiello, mi ha convinto a fondare questa nuova rubrica, che avrà una cadenza casuale, ovvero spunterà fuori ogni qual volta dal mondo dell’industria dei videogiochi qualcuno farà dichiarazioni degne dell’ambitissimo premio: L’Ano in Faccia; un tributo a tutti quelli che con le loro parole colorano le nostre giornate di incredulità e di risate sonanti.
Pensateci bene, le parole riportate, in bocca al CEO di EA, sono un vero e proprio ossimoro. Va inoltre ricordato che John Riccitiello è colui a cui dobbiamo l’attuale modello di business di EA, di cui prese in mano le redini nel 1997 e che guidò fino al 2004. Dopo un breve periodo fuori dalla società, in cui ha fondato Elevation Partners insieme a Bono degli U2 e ad altri, Riccitiello ha ripreso il suo posto di CEO in EA nel 2007.
Insomma, il capoccia di EA si lamenta dell’eccessiva serialità dei videogiochi e della loro difficoltà, secondo lui troppo alta… Bene, è arrivato il momento di creare un nuovo modello di gameplay: “i videogiochi che si finiscono da soli”, così finalmente il sogno di molti potrà avverarsi: “fai partire il gioco e stai a guardare”. In fondo i videogiochi non hanno da sempre ambito ad essere come il cinema?
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In mutande al cimitero me ne stavo eretto e fiero. Fra le braccia la mia bella, con il culo su una tomba.
<<Strano il cielo questa sera, è una notte nera nera>> dissi guardandola fisso in basso
<<Hai il vestito ancora indosso!> urlai prima che apparisse, un demone grosso bavoso e rosso.
Il demone ci piombò sopra e rapì la mia morosa.
<<Non l’ho ancora castigata>>, dissi urlando a squarciagola,
e finita la sfuriata, indossai la mia armatura.
Dopo zombi e corvi, affrontati tra le tombe,
penetrai nel mio boschetto, pullulante di fantasmi.
Licenzierò il mio giardiniere che mi ha preso per il sedere.
<<Lo renderò un posto magico>> disse con trono tragico
prima di pretendere l’anticipo dello stipendio magico.
Arrivato giù al villaggio, lo trovai piuttosto freddo.
Bello fare pattinaggio, sopra i tetti della gente.
Nella casa d’accoglienza, mi affrontò la concorrenza:
Una banda di culturisti, e degli altri corvi rossi.
Vagabondo per i sotterranei (son personaggio dei videogiochi)
Altri zombi e pali con bocche, e io che volevo solo tastar un paio di bocce!
Arrivato alla meta trovo un drago spara bava.
E che ci posso fare, per avanzare lo devo ammazzare.
Piattaforme occhiute.
Un ponte di fuoco.
E mentre vago
ammazzo un altro drago.
Ripensandoci un poco,
erano meglio le prostitute.
Arrivai sudato e stanco, sulla cima del castello.
La trovai in un ristorante, con in mano lo spumante
<<Vedi amore non capisci, questo è posto più frizzante
di quel bieco cimitero, di cui andavi tanto fiero.
E poi guarda il demone rosso, tu non sai quanto ce l’ha grosso,
altro che quel punteruolo, che brandivi di straforo.”
Preso da una furia cieca
attaccai senza paura
ma venni sopraffatto
dal terribile mostro rosso.
<<Non capisci cavaliere, la morale della storia?
Pretendevi la vittoria
perché questa è la tua vita
ma la favola è finita e tutto quello che si evince
è che spesso il male vince.”
Ma un bel simulatore di vita contadina, in cui ci si debba alzare col canto del gallo, rompere il ghiaccio nel lavabo per potersi lavare la faccia, salutare il pinguino chiuso dentro l’armadio, scendere in cucina e fare colazione con il ferro da stiro sul tavolo, in modo da poter rompere la forma di pane, e poter quindi passare la giornata a spalare letame, no, eh? Troppo stimolante? Troppo simile alla vita reale che già conducete fuori dallo schermo?
Beh, allora perché non un simulatore di “vita da ufficio”, con una bella pila di pratiche sulla scrivania posizionata nel sottoscala, punti esperienza da spendere nelle agognate pause caffè in cui si potrà chattare di calciomercato col collega dell’Ufficio Sinistri, gare di battaglia navale via intranet per ownarsi senza pudore, ma col timore d’essere scoperti dal capo e gameoverati di brutto, colleghe mazzamauriane da broccolare nella più classica delle competizioni testosteroniche e… magari un bel fucile a canne mozze da tirare fuori dal cassetto e trasformare il tutto in una bella strage american style? Ah, che bello sarebbe!
O ancora, perché non un bel simulatore di Camera dei Deputati? Ore ed ore seduti ad ascoltare discorsi in politichese stretto, sforzandosi di non essere scoperti a dormire, con qualche sussulto sugli interventi verdastri, nella speranza che dicano qualcosa di stordente, superamento della successiva delusione e punti-mummia imbalsamata che s’impennano, pigiatura zombesca del pulsante di voto preceduta talvolta da una conta imparata alle elementari, interviste di rito con retrogusto di microfono incorporato, corsa in ambulanza per raggiungere uno studio televisivo… ma senza poterla guidare, sarebbe poco consono alla carica che impersonate.
Eureka! Il simulatore di casalinga disperata. Il gioco inizierebbe con la creazione del personaggio ad un livello di sex-appeal prossimo allo zero assoluto: vestagliona a fiori, ciabatte pupazzose, capelli tipo punk rancido, occhio di triglia morta da una settimana. Poi, man mano che s’acquista dimestichezza con le faccende domestiche, le skill del personaggio aumenterebbero sino a poter tentare di sedurre maestranze varie ed eventuali summonate per finti guasti a tubazioni ed elettrodomestici d’ogni sorta, per concludere l’esperienza videoludica con il più classico degli strip in guepiere e reggicalze, al fine di resuscitare quella larva umana che dovrebbe essere il vostro bot-marito, colui il quale dovrebbe farvi godere sino alla morte dopo aver passato la giornata a giocare al simulatore d’ufficio di cui sopra.
Oddio! NOOOOOOOOOO!!! Non ci credo! Ma perché nessuno ci ha pensato prima? Un simulatore di internet: in pratica, il vostro alter ego trascorrerebbe la giornata a cazzeggiare su vari forum di discussione, informandosi sui videogiochi di prossima uscita, infuocando polemiche gratuite e sterili sugli argomenti più disparati, al solo scopo di percorrere il filo del rasoio del ban senza tagliarsi e per accumulare punti-nerd sino al livello di esperienza massima rappresentato dall’apoftegma del “bamboccio-brufoloso-occhialuto-sfigherrimo”. O ancora, leggendo blog di gente sconosciuta e lasciando commenti del tipo: “Bello il tuo blog, spero farai visita al mio”… infatti, come add-on, potrebbe essere utile un simulatore di blog in cui sarebbe possibile impostare in automatico il numero di commenti ad ogni banalità scritta come se dovesse essere la cosa più interessante di questo mondo… e, naturalmente, siti di pseudocultura ludica alternativa, scritti da cazzari di quart’ordine che, invece, farebbero bene ad andare a lavorare in miniera… lavativi del cazzo… in miniera, vi manderei… in miniera…
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Potrebbe essere l’uovo di Colombo, quell’idea semplice, ma geniale, cui nessuno ha mai pensato prima, tuttavia destinata a rivoluzionare il settore dell’intrattenimento mediatico: video-giochi alla radio. Una contraddizione in termini? Un ossimoro di un qualche artista post-industriale in vena di burle? A sentir l’ideatore, pare proprio di nò. James Cagney (così si fa chiamare il brain-manager) illustra, ad una platea equamente ripartita tra il “ma figurati” ed il “adesso ci facciamo due risate”, la sua meravigliosa visione del futuro. La prima slide sentenzia che il video ha ormai esaurito le proprie potenzialità, essendo tristemente arrivato alla soglia del fotorealismo. Perduta per sempre quella sensazione d’insostenibile gravità alla mascella inferiore nel vedere gli ultimi progressi della grafica computerizzata, all’uomo post-mediatico non resterà che tornare al passato, per ripercorrere le vecchie vie dello stupore, laddove potrebbe ancora esserci spazio per l’immaginazione. Basterà sintonizzarsi sul canale voluto, inserire la smart card, acquistare l’evento, sedersi sulla propria poltrona preferita, chiudere gli occhi. Quando partirà la narrazione, ci si troverà immersi in un fitto sottobosco di ricordi ancestrali, neurologicamente solleticati dalla voce suadente di un antico cantore, con cui si potrà interagire tramite un’apposita antenna bi-direzionale sviluppata in collaborazione con Microsoft. “Sarà un po’ come tornare nel ventre materno, in cui si udiva il mondo attraverso un filtro protettivo ed assolutamente non stressante. Ma con il valore aggiunto di poter scegliere l’evoluzione della storia.” Chi storcerà il naso additandola come una semplice riproposizione dello sceneggiato radiofonico degli anni trenta-quaranta, dovrà ricredersi, perché Cagney ha già in mente tutta una serie di periferiche per rendere l’esperienza sempre più coinvolgente. Stimolatori corticali, emettitori d’odori, tessuti vibranti. Ma perché tutta quest’avversione per l’immagine, qualcuno si chiederà. Cagney spiega che l’idiosincrasia nacque quando capì che stare ore ed ore davanti ad un monitor, per lavoro o per svago, poteva creare seri disturbi alla sfera affettiva per via degli antiestetici occhi arrossati e l’aspetto epititeliale simil-cadaverico che ne derivavano. Ride, chissà se diceva sul serio? Quando poi afferma che ha già in mente di fare un ulteriore passo indietro nella storia dell’information technology, alla ricerca di sentieri poco battuti, volendo lanciare il videogioco su tavolette d’argilla, qualche dubbio viene. “Ci si passerà la tavoletta su cui si saranno intrecciati due binari di linee parallele. Poi, con un apposito pennino fornito in dotazione, si segneranno dei cerchi e delle ics, con l’obiettivo di metterne tre in fila, in verticale, orizzontale o diagonale. Uno strategico a turni con funzioni fittil-touch. Pensiamo di brevettarlo e di lanciarlo sul mercato al prezzo concorrenziale di 99 euro.” Quando qualcuno obietta ridanciano che la tavoletta è una cosa che si guarda, Cagney chiosa sdegnato: “Ovviamente bisognerà giocare ad occhi chiusi e percepire il gioco con il solo ausilio del tatto.” Brail tris. Geniale e dal sicuro successo…a patto di non scendere sotto il miliardo di euro come budget pubblicitario.
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