Alessandro non sono intervenuto per difendere Marco Accordi che da buon penalista è in grado di difendersi benissimo da solo; non è questo il punto.
Trovo poco rispettoso e pure un po' arrogante giudicare dei professionisti seri ed impegnati che, come lui, si attivano per accrescere anche in Italia 'la cultura' del videogioco; la cosa è più fastidiosa nel momento in cui provenga da un addetto ai lavori e laddove sia indirizzata in un luogo (sito) che in egual modo cerca di scrollarsi di dosso il concetto dei 'giochini' per 'bambini'.
Che ragazzini di 14 anni inveiscano nei confronti di giornalisti, publisher, developer, distributori, giochi ecc, va più che bene.
La questione non era quindi sull'esprimere delle opinioni (ci mancherebbe altro) bensì sul giudicare le persone, soprattutto quando non si conoscono e quando viceversa meritano rispetto.
Senza rancore e con l'augurio che prima o poi tu abbia l'opportunità di conoscere Accordi, grande persona oltre che grande professionista.
Riccardo