PS: per il Giappone, poco importa il gap tecnologico, quello che fa la differenza è sempre una buona idea, un concept nuovo e avvincente.
Cosa che in Giappone non si registra da un bel po', o sbaglio?
E mica solo lì, questo è il guaio.
E basta con sta cosa del casual game = povero tecnicamente.
Se mi fai un esempio del contrario, allora cambierò idea 
Viewtiful Joe, ma beccati un po' sto dito medio...

Aggiungo un'altra cosa, da un pdv personale: la deriva del videogioco tripla A mi sfiora perché bene o male io continuo a giocare sulle varie old gen, forse piglierò un DS prossimamente. Se passerò al 360, a voja di giochi da recuperare.. almeno dieci.
Per questo sei ottimista.
Inoltre, non hai vissuto in prima persona la deriva del DS: da culla di ottime idee a ricettacolo di fuffa. E' per questo che penso che l'industria seguirà l'esempio del portatile Nintendo, piuttosto che tirare fuori dal cilindro grandi idee.
No ma ho vissuto quella del Wii, che ho venduto dopo pochi mesi visto che l'orizzonte non prometteva niente di buono (nemmeno per la virtual console che va avanti col contagocce). Ok, ero anche a corto di soldi.
Così passare da Cooking Mama a Bioshock 3 (lasciamo un po' in pace Ninja Gaiden che è un caso limite) richiede tempo, voglia e applicazione. Da dove dovrebbe venire questa voglia? Quando mai una fetta consistente di pubblico tesa alla scena più commerciale e immediata di un mezzo ha deciso di virare verso la fetta più complessa, impegnativa?
Macché ragazzi... ripeto, da Cooking Mama si può passare alla soap opera interattiva (pensate: un videogioco studiato per una signora di mezza età. Sarebbe qualcosa di inaudito, un passo avanti enorme per la differenziazione del videogioco), non a Bioshock 3.
Ma checcazz, vi rendete conto che i cosiddetti giochi tripla A sono pappa per teenager? E stiamo ancora a difenderli...
Comunque ho provato i tormenti di Emack quando vidi la PS2: ho deciso di recuperare vecchi titoli.. e mica tanto vecchi intendiamoci, mi ero lasciato indietro anche Deus Ex per dire.
oggettivamente quanti delle nuove generazioni spenderanno 5€ per un qualcosa di inguardabile per i loro standard?
Ecco, macché inguardabile... Sempre da Euronics c'è una PS2 che fa girare 1945, 2D shooter a volo d'uccello. La gente ci gioca e si diverte pure.
La gente gioca a Buzz, ahò! Ma l'avete visto Buzz? E' un "casual game"?
Ma fino a qualche anno fa un "casual game" era un clone di Tomb Raider, uno scimmiottamento mal riuscito di qualche successo.
Fino a qualche anno fa il "casual gamer" era quello che giocava solo a ISS PRO con gli amici.
Quindi per carità finiamola con 'ste definizioni che lasciano il tempo che trovano e non vogliono dire assolutamente nulla.
Altra cosa, una ristampa di Shenmue non sfigurerebbe nemmeno oggi... Non a caso il secondo approdò anche su Xbox.
Ultima cosa, se gli standard diventano Brain Training e Wii Fit a voja che il fenomeno ristampa potrebbe diventare qualcosa di serio, sia a livello culturale che commerciale. Sicuramente prenderà piede con la digital delivery, ma osserviamo sempre più spesso nei negozi spuntare cose tipo le avventure Lucas o cose simili.
Ultimissimo punto: il downlaod peer2peer incide e parecchio su tutto il mercato multimediale. Guardo gli ultimi anni sia musicalmente, sia cinematograficamente, sia videoludicamente e vedo una briciola di quello che hanno potuto offrire le annate precedenti.
La colpa di ogni crisi è sempre dei consumatori.