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Autore Topic: L'era del Megagiocone AAA+ sul viale del tramonto?  (Letto 14959 volte)

Federico 'Fleym' Rosa

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Re: L'era del Megagiocone AAA+ sul viale del tramonto?
« Risposta #15 il: Settembre 15, 2008, 15:36:57 »

Non dimentichiamoci che giocare richiede una certa iniziazione, almeno prima che la difficoltà dei giochi si abbassasse e nascessero i casual games, contro i quali non ho nulla in contrario.

Anche Fabio Volo vende milioni di copie, ma in libreria continuano a uscire i romanzi di Saramago. Però passare dall'uno all'altro non è facile. Saramago scrive rompendo alcune regole fondamentali e non è immediato da leggere, specialmente se per anni uno si è sorbito solo Il Codice da Vinci.

Così passare da Cooking Mama a Bioshock 3 (lasciamo un po' in pace Ninja Gaiden che è un caso limite) richiede tempo, voglia e applicazione. Da dove dovrebbe venire questa voglia? Quando mai una fetta consistente di pubblico tesa alla scena più commerciale e immediata di un mezzo ha deciso di virare verso la fetta più complessa, impegnativa?

Parlo di numero consistenti, non di "ho un amico che ecc...", è sui milioni di utenti che si fanno le differenze di fatturato.
Il punto è che il mercato videoludico è molto diverso sia da quello cinemtatografico che editoriale.
Nel cinema i film più costosi sono quelli per il pubblico più ampio vedi Terminator 2, Titanic, Harry Potter e quelli di nicchia più economici vedi il neo-realismo con gli attori di strada. Nei videogiochi il prodotto per il pubblico più ampio sta diventando quello realizzato al risparmio contro il costosissimo TriplAAA che ha un target ormai più ristretto.
Nel mercato editoriale stampare un libro ha lo stesso costo sia per Nietzsche che per Moccia e per scriverlo basta un normale 286 col word.
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Emack

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Re: L'era del Megagiocone AAA+ sul viale del tramonto?
« Risposta #16 il: Settembre 15, 2008, 16:43:05 »

Centrato il punto.
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Emanuele Colucci.

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Re: L'era del Megagiocone AAA+ sul viale del tramonto?
« Risposta #17 il: Settembre 15, 2008, 17:05:58 »

Non dimentichiamoci che giocare richiede una certa iniziazione, almeno prima che la difficoltà dei giochi si abbassasse e nascessero i casual games, contro i quali non ho nulla in contrario.

Anche Fabio Volo vende milioni di copie, ma in libreria continuano a uscire i romanzi di Saramago. Però passare dall'uno all'altro non è facile. Saramago scrive rompendo alcune regole fondamentali e non è immediato da leggere, specialmente se per anni uno si è sorbito solo Il Codice da Vinci.

Così passare da Cooking Mama a Bioshock 3 (lasciamo un po' in pace Ninja Gaiden che è un caso limite) richiede tempo, voglia e applicazione. Da dove dovrebbe venire questa voglia? Quando mai una fetta consistente di pubblico tesa alla scena più commerciale e immediata di un mezzo ha deciso di virare verso la fetta più complessa, impegnativa?

Parlo di numero consistenti, non di "ho un amico che ecc...", è sui milioni di utenti che si fanno le differenze di fatturato.
Il punto è che il mercato videoludico è molto diverso sia da quello cinemtatografico che editoriale.
Nel cinema i film più costosi sono quelli per il pubblico più ampio vedi Terminator 2, Titanic, Harry Potter e quelli di nicchia più economici vedi il neo-realismo con gli attori di strada. Nei videogiochi il prodotto per il pubblico più ampio sta diventando quello realizzato al risparmio contro il costosissimo TriplAAA che ha un target ormai più ristretto.
Nel mercato editoriale stampare un libro ha lo stesso costo sia per Nietzsche che per Moccia e per scriverlo basta un normale 286 col word.

Sono d'accordo, ma questo non cambia che spostamenti di pubblico ingenti siano quanto meno improbabili. Quindi l'idea che una massa di casual gamer si dica "ehi, è il momento di fare sul serio", non sembra credibile. Non senza una spinta culturale (ma da dove dovrebbe arrivare?).

Detto questo hai pienamente ragione, i giochi per Facebook costano pochissimo e rendono un'enormità. Voi pensate che la domanda di certi giochi quindi finirà per divenire poco appetibile al punto da rimanere ignorata? Parliamo comunque di decine di milioni di giocatori.
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Emack

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Re: L'era del Megagiocone AAA+ sul viale del tramonto?
« Risposta #18 il: Settembre 15, 2008, 17:22:51 »

E' anche per i motivi da te addotti che non sono ottimista, Coolcat :sisi:
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Emanuele Colucci.

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Re: L'era del Megagiocone AAA+ sul viale del tramonto?
« Risposta #19 il: Settembre 15, 2008, 18:43:46 »

Io nutro purtuttavia qualche speranza con la diffusione del retrogaming :sisi:
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Re: L'era del Megagiocone AAA+ sul viale del tramonto?
« Risposta #20 il: Settembre 15, 2008, 18:51:12 »

Io nutro purtuttavia qualche speranza con la diffusione del retrogaming :sisi:
"How old was your brain 5 years ago?" :sisi:
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Robin

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Re: L'era del Megagiocone AAA+ sul viale del tramonto?
« Risposta #21 il: Settembre 15, 2008, 18:59:24 »

Io nutro purtuttavia qualche speranza con la diffusione del retrogaming :sisi:

Si ma il retrogaming cioè...
Se i giocatori si mettono a rigiocare i giochi vecchi io la vedo più come una cosa negativa. Il rivolgersi al "passato" è la conferma che il panorama attuale è carente.
Il vuoto evolutivo che viene colmato "riscoprendo" le glorie del passato è esattamente il neoclassicismo.
Ma appunto il neoclassicismo ci insegana che un fenomeno simile avrebbe i giorni contati, ed esaurito l'iniziale "entusiasmo della riscoperta" ci si troverebbe nuovamente a confronto con il vuoto.

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Robin

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Re: L'era del Megagiocone AAA+ sul viale del tramonto?
« Risposta #22 il: Settembre 15, 2008, 19:00:35 »

Io nutro purtuttavia qualche speranza con la diffusione del retrogaming :sisi:
"How old was your brain 5 years ago?" :sisi:

:rotfl:
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Re: L'era del Megagiocone AAA+ sul viale del tramonto?
« Risposta #23 il: Settembre 15, 2008, 19:07:39 »

Io nutro purtuttavia qualche speranza con la diffusione del retrogaming :sisi:

Si ma il retrogaming cioè...
Se i giocatori si mettono a rigiocare i giochi vecchi io la vedo più come una cosa negativa. Il rivolgersi al "passato" è la conferma che il panorama attuale è carente.
Il vuoto evolutivo che viene colmato "riscoprendo" le glorie del passato è esattamente il neoclassicismo.
Ma appunto il neoclassicismo ci insegana che un fenomeno simile avrebbe i giorni contati, ed esaurito l'iniziale "entusiasmo della riscoperta" ci si troverebbe nuovamente a confronto con il vuoto.
Mah, chi può dirlo? Si dice che la storia si ripete ma non ho mai trovato che si ripetesse nemmeno una volta.
Dal punto di vista del design e delle idee i giochi retro possono dare molte lezioni ingiustamente dimenticate, non ultima la valorizzazione della sfida. L'utenza ci farà caso e chiederà quelle cose nei concept nuovi.

... o almeno si spera ^^'
Meglio sputtanare il panorama carente che tenerselo, in ogni caso.
« Ultima modifica: Settembre 15, 2008, 19:11:00 da lamb-O »
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Re: L'era del Megagiocone AAA+ sul viale del tramonto?
« Risposta #24 il: Settembre 15, 2008, 20:32:11 »

Meglio sputtanare il panorama carente che tenerselo, in ogni caso.
Da consumatori, è l'unica cosa che possiamo fare, dunque facciamolo con vigore ;D
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Emanuele Colucci.

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Re: L'era del Megagiocone AAA+ sul viale del tramonto?
« Risposta #25 il: Settembre 15, 2008, 20:49:42 »

Io nutro purtuttavia qualche speranza con la diffusione del retrogaming :sisi:

Si ma il retrogaming cioè...
Se i giocatori si mettono a rigiocare i giochi vecchi io la vedo più come una cosa negativa. Il rivolgersi al "passato" è la conferma che il panorama attuale è carente.
Il vuoto evolutivo che viene colmato "riscoprendo" le glorie del passato è esattamente il neoclassicismo.
Ma appunto il neoclassicismo ci insegana che un fenomeno simile avrebbe i giorni contati, ed esaurito l'iniziale "entusiasmo della riscoperta" ci si troverebbe nuovamente a confronto con il vuoto.
Mah, chi può dirlo? Si dice che la storia si ripete ma non ho mai trovato che si ripetesse nemmeno una volta.
Dal punto di vista del design e delle idee i giochi retro possono dare molte lezioni ingiustamente dimenticate, non ultima la valorizzazione della sfida. L'utenza ci farà caso e chiederà quelle cose nei concept nuovi.

... o almeno si spera ^^'
Meglio sputtanare il panorama carente che tenerselo, in ogni caso.


l'importanza di approcciarsi a sfide impegnative, nel gioco come nella lettura e come nella vita. Sarebbe bello se più persone capissero la soddisfazione che deriva dal padroneggiare qualcosa che appariva insormontabile all'inizio. Magari in questo senso la vecchia o vecchissima generazione di videogiochi ha fatto bene ai suoi utenti.

Detto questo, capisco che comincio ad avere trent'anni. Muccino farà un film sui vecchi videogiocatori e allora io smetterò di giocare :D
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Federico 'Fleym' Rosa

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Re: L'era del Megagiocone AAA+ sul viale del tramonto?
« Risposta #26 il: Settembre 15, 2008, 21:17:14 »

Io nutro purtuttavia qualche speranza con la diffusione del retrogaming :sisi:
Il retrogaming non è una buona risposta alla lunga:le aziende si basano sulle nuove vendite e non si può rivendere lo stesso gioco più volte alla stessa persona (se non è fessa...).  Nella pratica si punta alla nicchia di chi si è divertito in quel periodo storico e difficilmente si va oltre: oggettivamente quanti delle nuove generazioni spenderanno 5€ per un qualcosa di inguardabile per i loro standard? Cioè LO Zelda del Nes per quelli che hanno iniziato col Ps2 è un ammasso di pixel.  :-[  :( Servirebbe almeno un restyling grafico come nei remake amatoriali (Myth sta venendo fantastico!!!!  :o  ;D )
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Mario Morandi

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Re: L'era del Megagiocone AAA+ sul viale del tramonto?
« Risposta #27 il: Settembre 15, 2008, 22:09:26 »

Citazione
PS: per il Giappone, poco importa il gap tecnologico, quello che fa la differenza è sempre una buona idea, un concept nuovo e avvincente.
Cosa che in Giappone non si registra da un bel po', o sbaglio?
E mica solo lì, questo è il guaio.
Citazione
Citazione
E basta con sta cosa del casual game = povero tecnicamente.
Se mi fai un esempio del contrario, allora cambierò idea :asd:
Viewtiful Joe, ma beccati un po' sto dito medio...  :martello:

Citazione
Aggiungo un'altra cosa, da un pdv personale: la deriva del videogioco tripla A mi sfiora perché bene o male io continuo a giocare sulle varie old gen, forse piglierò un DS prossimamente. Se passerò al 360, a voja di giochi da recuperare.. almeno dieci.
Per questo sei ottimista.
Inoltre, non hai vissuto in prima persona la deriva del DS: da culla di ottime idee a ricettacolo di fuffa. E' per questo che penso che l'industria seguirà l'esempio del portatile Nintendo, piuttosto che tirare fuori dal cilindro grandi idee.
No ma ho vissuto quella del Wii, che ho venduto dopo pochi mesi visto che l'orizzonte non prometteva niente di buono (nemmeno per la virtual console che va avanti col contagocce). Ok, ero anche a corto di soldi.

Citazione
Così passare da Cooking Mama a Bioshock 3 (lasciamo un po' in pace Ninja Gaiden che è un caso limite) richiede tempo, voglia e applicazione. Da dove dovrebbe venire questa voglia? Quando mai una fetta consistente di pubblico tesa alla scena più commerciale e immediata di un mezzo ha deciso di virare verso la fetta più complessa, impegnativa?
Macché ragazzi... ripeto, da Cooking Mama si può passare alla soap opera interattiva (pensate: un videogioco studiato per una signora di mezza età. Sarebbe qualcosa di inaudito, un passo avanti enorme per la differenziazione del videogioco), non a Bioshock 3.
Ma checcazz, vi rendete conto che i cosiddetti giochi tripla A sono pappa per teenager? E stiamo ancora a difenderli...

Comunque ho provato i tormenti di Emack quando vidi la PS2: ho deciso di recuperare vecchi titoli.. e mica tanto vecchi intendiamoci, mi ero lasciato indietro anche Deus Ex per dire.

Citazione
oggettivamente quanti delle nuove generazioni spenderanno 5€ per un qualcosa di inguardabile per i loro standard?
Ecco, macché inguardabile... Sempre da Euronics c'è una PS2 che fa girare 1945, 2D shooter a volo d'uccello. La gente ci gioca e si diverte pure.
La gente gioca a Buzz, ahò! Ma l'avete visto Buzz? E' un "casual game"?
Ma fino a qualche anno fa un "casual game" era un clone di Tomb Raider, uno scimmiottamento mal riuscito di qualche successo.
Fino a qualche anno fa il "casual gamer" era quello che giocava solo a ISS PRO con gli amici.
Quindi per carità finiamola con 'ste definizioni che lasciano il tempo che trovano e non vogliono dire assolutamente nulla.

Altra cosa, una ristampa di Shenmue non sfigurerebbe nemmeno oggi... Non a caso il secondo approdò anche su Xbox.
Ultima cosa, se gli standard diventano Brain Training e Wii Fit a voja che il fenomeno ristampa potrebbe diventare qualcosa di serio, sia a livello culturale che commerciale. Sicuramente prenderà piede con la digital delivery, ma osserviamo sempre più spesso nei negozi spuntare cose tipo le avventure Lucas o cose simili.

Ultimissimo punto: il downlaod peer2peer incide e parecchio su tutto il mercato multimediale. Guardo gli ultimi anni sia musicalmente, sia cinematograficamente, sia videoludicamente e vedo una briciola di quello che hanno potuto offrire le annate precedenti.
La colpa di ogni crisi è sempre dei consumatori.
« Ultima modifica: Settembre 15, 2008, 22:11:16 da Mario Morandi »
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Re: L'era del Megagiocone AAA+ sul viale del tramonto?
« Risposta #28 il: Settembre 15, 2008, 23:27:54 »

Io nutro purtuttavia qualche speranza con la diffusione del retrogaming :sisi:
Il retrogaming non è una buona risposta alla lunga:le aziende si basano sulle nuove vendite e non si può rivendere lo stesso gioco più volte alla stessa persona (se non è fessa...).  Nella pratica si punta alla nicchia di chi si è divertito in quel periodo storico e difficilmente si va oltre: oggettivamente quanti delle nuove generazioni spenderanno 5€ per un qualcosa di inguardabile per i loro standard? Cioè LO Zelda del Nes per quelli che hanno iniziato col Ps2 è un ammasso di pixel.  :-[  :( Servirebbe almeno un restyling grafico come nei remake amatoriali (Myth sta venendo fantastico!!!!  :o  ;D )
Il punto non è questo, è che addesso tira bene e il suo influsso culturale dovrebbe farsi sentire.
Inoltre se laGGGente bada così tanto alla spettacolarità tecnologica, perché l'arretratezza del Wii non lo sta svantaggiando in nulla?

Per il resto quoto AIO più o meno per tutto.
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Emack

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Re: L'era del Megagiocone AAA+ sul viale del tramonto?
« Risposta #29 il: Settembre 16, 2008, 10:36:55 »

A me Viewtiful non sembrava tanto casual... E la tua definizione di ciò che era casual anni fa ovviamente non va bene oggi. E' stata questa la rivoluzione di Nintendo, rivoluzione che non mi piace proprio. A maggior ragione se anche tu confermi che su Wii a parte i soliti titoli che si contano sulle dita di una sola mano, c'è il deserto arabico. Almeno su DS abbiamo goduto per un anno e mezzo ;D
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Emanuele Colucci.
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