No, mi correggo, non vedi tutto nero, ma è certo che vedi solo bianco e solo nero.
I giapponesi sono indietro con la tecnologia?
Sony è giapponese, ha lanciato sul mercato il sistema tecnologicamente più avanzato.
Questo non significa che PS3 abbia il parco titoli migliori, tutt'altro.
Il mercato non vuole innovare?
Ma proprio Nintendo è riuscita ad innovare moltissimo; unica cosa, non lo ha fatto per "noi", lo ha fatto per altri. Ma a lungo andare la tendenza si rivelerà positiva. Questione di punti di vista.
Troppa fuffa sui sistemi Nintendo?
Raga, c'è gente che la compra e fatevene una ragione, sono moltissimi. Finirà anche il periodo dei Brain Training, la moda cesserà, e alcuni nuovi utenti saranno pronti per qualcosa di più,
ma che non sarà necessariamente quello che ci piacerà.
Perché non siamo noi a far girare il mercato, non più.
La digital delivery non riguarda un'industria rinsavita?
Eh beh, vuoi farmi credere che la distribuzione digitale sia un qualcosa di alieno al mercato videoludico? Io auspico che diventi uno standard (tra l'altro a "zero emissioni, se consideriamo il trasporto su gomma della distribuzione tradizionale). E questi sono i primi incoraggianti passi: cambiamenti positivi ce ne sono, se guardiamo le cose dalla giusta prospettiva.
Il videogiocattolo "è la regola" e vorresti produzioni più ambiziose?
Non sei tu a decidere le sorti del mercato, ma chi compra i videogiocattoli. E sta' sicuro che verrà il giorno in cui questa fascia d'utenza vorrà qualcosa di diverso. O sicuramente verranno creati nuovi bisogni ad hoc: rendiamoci conto che questo tipo di consumatore non consuma quanto un hardcore gamer. Una volta finito il boom l'industria dovrà escogitare qualcosa di diverso. L'unico modo per velocizzare i cambiamenti è sempre il solito, comprare al lancio quello che ci piace. Peccato che non abbia abbastanza soldi.

Per finire, a proposito del "ritorno del videogioco a una dimensione autoriale"... Ma quando mai il videogioco è stato inserito in una dimensione autoriale? Magari. Penso all'era Commodore come esempio più calzante, ma per il resto siamo sempre stati nelle mani di pochi eletti.
Certamente la distribuzione digitale possa essere il terreno ideale per far fiorire il videogioco indipendente e con spiccati tratti autoriali: offre rischi molto minori e, cosa non da poco, dei kit di sviluppo davvero ottimi.
E quindi preciso quello che magari avevo lasciato solo intendere: il "megagiocone AAA" non è sinonimo di qualità.
E' sinonimo di produttori che non sanno adeguarsi ai tempi che corrono, e si incacchiano pure se non raggiungono i risultati di vendita sperati.
Il mercato non funziona più così, funzionerà attraverso servizi online, e il servizio migliore sarà anche il campo di battaglia delle software house.
In questo momento, se fossi un produttore e dovessi per forza produrre un "megagiocone AAA" non farei un seguito, non chiamerei un team rodato che mi costruisca un nuovo titolo su una formula ben consolidata. Chiamerei un genio, punto. Peccato che non ce ne siano molti in giro.
Ma:
Warren Spector è imbucato alla Disney e sta lavorando a qualcosa di innovativo.
Fumito Ueda sta lavorando a un titolo per PS3.
Tim Schafer sta per produrre un nuovo titolo e riesce a muoversi indipendentemente.
Goichi Suda ha in ballo una collaborazione con Hideo Kojima.
Yu Suzuki è tornato freelance.
I wanto to believe.
