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Autore Topic: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)  (Letto 47759 volte)

Marco/Cav

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #135 il: Ottobre 08, 2009, 09:12:25 »

Io ammetto che mi ha fatto un po' specie leggere uno degli attuali redattori di GMC dire che lui pur di continuare a scrivere per quella rivista sarebbe anche disposto a lavorare gratis per alcuni mesi. E' un'atteggiamento che sinceramente non capisco e che secondo me danneggia davvero il mercato... soprattutto perché non viene da una persona che è nuova all'ambito lavorativo e che quindi non sa a cosa va incontro, ma da una persona che è consapevole di sacrificare qualcosa solo per l'onore di lavorare presso quella realtà.

Di questo passo si arriverà a chiedere ai dipendenti di pagare di tasca loro per scrivere per una rivista... non so... (tra parentesi GameSource.it quando era appena nato invitata i neo-redattori - naturalmente non retribuiti - ad avanzare donazioni al sito, quindi non ci siamo poi così lontani, a ben vedere).
« Ultima modifica: Ottobre 08, 2009, 09:15:26 da Marco/Cav »
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gorman

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #136 il: Ottobre 08, 2009, 09:25:41 »

i nostri padri, che agognavano il posto fisso a problemi ed impegno zero sono i primi artefici di questa lenta discesa verso la decadenza.

Ti quoto e aggiungo: sono i risultati dei mitici movimenti sessantottini.
Massì, andiamo di qualunquismo completo. I mitici movimenti sessantottini. Bella questa espressione, meravigliosa. Fammi capire bene in quale misura tu sia fiero, felice e soddisfatto di una società che consente al genere di attività che qui si discutono di emergere e, in una certa misura, prosperare. E spiega un filo meglio che cosa c'entrino i "mitici movimenti sessantottini". Perché i "mitici movimenti sessantottini", in alcune loro componenti, dei tentativi di migliorare le cose li hanno fatti. Oggi chi starebbe facendo qualcosa?

Fra l'altro, non riesco proprio a far collimare quest'ultimo messaggio con il resto di quanto hai scritto, ben più sensato e da me ampiamente condiviso (ottima la questione "com'è che uno si può affacciare sul mondo del lavoro ignorando le più basilari regole a sua tutela?).
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gorman

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #137 il: Ottobre 08, 2009, 09:29:35 »

Io ammetto che mi ha fatto un po' specie leggere uno degli attuali redattori di GMC dire che lui pur di continuare a scrivere per quella rivista sarebbe anche disposto a lavorare gratis per alcuni mesi. E' un'atteggiamento che sinceramente non capisco e che secondo me danneggia davvero il mercato... soprattutto perché non viene da una persona che è nuova all'ambito lavorativo e che quindi non sa a cosa va incontro, ma da una persona che è consapevole di sacrificare qualcosa solo per l'onore di lavorare presso quella realtà.
So a chi ti riferisci. Non è un redattore, si tratta di un collaboratore esterno. Purtroppo, per lui, il senso dell'onore ce l'ha davvero. Forse si rende conto che, al minimo stormir di foglia, sarebbe fra i primi a cadere, come tutti gli esterni (non che gli interni se la siano passata così bene, come ampiamente dimostrato).
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Marco/Cav

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #138 il: Ottobre 08, 2009, 09:42:07 »

So a chi ti riferisci. Non è un redattore, si tratta di un collaboratore esterno. Purtroppo, per lui, il senso dell'onore ce l'ha davvero. Forse si rende conto che, al minimo stormir di foglia, sarebbe fra i primi a cadere, come tutti gli esterni (non che gli interni se la siano passata così bene, come ampiamente dimostrato).

Non voglio entrare troppo nel merito della persona (non ne ho fatto il nome di proposito), ma se...

- sa che in caso di tempesta sarebbe il primo ad andarsene (lavoro precario)
- è disposto a lavorare gratis dei mesi pur di restare
- è consapevole delle sue scelte

... allora accetta volontariamente di essere sfruttato, il che ci riporta a quelle persone che così facendo svalutano lo stesso mercato e l'operato dei propri colleghi. Nessun medico ha prescritto che si deve lavorare in ambito videoludico, ma finché ci sarà chi sarà disposto a tutto pur di farlo, allora società come Idra Editing continueranno a fare fortuna e difficilmente si potrà dir loro qualcosa.
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Simone 'Karat45' Tagliaferri

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #139 il: Ottobre 08, 2009, 09:50:03 »

i nostri padri, che agognavano il posto fisso a problemi ed impegno zero sono i primi artefici di questa lenta discesa verso la decadenza.

Ti quoto e aggiungo: sono i risultati dei mitici movimenti sessantottini.

Sai com'era ridotta l'Italia a livello di diritti dei lavoratori prima di quegli anni?

Simone 'Karat45' Tagliaferri

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #140 il: Ottobre 08, 2009, 10:03:50 »

Continuo a ribattere sullo stesso chiodo:

siamo sicuri che il lettore in questo non c'entri nulla?

Parliamoci chiaro: la produzione di contenuti non paga, oppure paga pochissimo, anche per il fatto che il lettore non riesce più a distinguere un contenuto di qualità da uno dozzinale e, anzi, premia quasi sempre quello dozzinale che, in quanto tale, è producibile da chiunque.

Leggo Il Fatto Quotidiano perché so che su quel giornale trovo dei contenuti diversi da tutti gli altri. Purtroppo il discernimento richiede una maturità e una cultura che spesso mancano al lettore medio. Il lettore delle riviste specializzate in videogiochi è votoconcentrato, ovvero non riesce a leggere oltre quel dannato numeretto/stellina/carciofo che correda l'articolo. Non per niente l'argomento più dibattuto inerentemente alla stampa videoludica è proprio il sistema di valutazione. Puoi scrivere il testo più argomentato e interessante del mondo, ma se poi il lettore non lo legge e non gli dà almeno la stessa importanza che dà al voto, i giochi stanno a zero e tu sei fottuto perché diventi uno dei tanti, ovvero sacrificabile al gioco delle offerte al ribasso.

Questo molti editori lo sanno benissimo e quindi se ne fottono di creare realtà stabili con persone di riferimento, tanto sanno bene che una rivista come GMC (la uso come esempio perché fortunatamente Gorman sta partecipando alla discussione, ma gli esempi fattibili sarebbero molti altri) venderà a prescindere da chi ci scriverà sopra. Non per niente l'editoria videoludica non è mai riuscita a trattenere personaggi di riferimento (a parte qualche eccezione) che molto spesso sono stati costretti a fare altro per portare a casa lo stipendio, perché dopo anni di militanza nel settore vivevano ancora da precari. Badate bene, l'alternativa non è il posto fisso granitico tipo quelli statali, ma la creazione di una posizione data dalla propria autorevolezza e dalle proprie capacità che dovrebbe essere "garantita" dal sistema stesso finché questa autorevolezza viene mantenuta.

Ziggybee

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #141 il: Ottobre 08, 2009, 11:15:08 »

Boh il problema è che forse gli appassionati di critica videoludica si aspettano troppo da riviste che alla fine sono di recensioni.
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Matteo Anelli

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Cherno

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #142 il: Ottobre 08, 2009, 11:32:25 »

i nostri padri, che agognavano il posto fisso a problemi ed impegno zero sono i primi artefici di questa lenta discesa verso la decadenza.

Ti quoto e aggiungo: sono i risultati dei mitici movimenti sessantottini.
Massì, andiamo di qualunquismo completo. I mitici movimenti sessantottini. Bella questa espressione, meravigliosa. Fammi capire bene in quale misura tu sia fiero, felice e soddisfatto di una società che consente al genere di attività che qui si discutono di emergere e, in una certa misura, prosperare. E spiega un filo meglio che cosa c'entrino i "mitici movimenti sessantottini". Perché i "mitici movimenti sessantottini", in alcune loro componenti, dei tentativi di migliorare le cose li hanno fatti. Oggi chi starebbe facendo qualcosa?

Fra l'altro, non riesco proprio a far collimare quest'ultimo messaggio con il resto di quanto hai scritto, ben più sensato e da me ampiamente condiviso (ottima la questione "com'è che uno si può affacciare sul mondo del lavoro ignorando le più basilari regole a sua tutela?).

I movimenti del sessantotto sono stati grandiosi nel loro tempo: dopo però la gente si è un adagiata, invece di continuare a costruire e battere la strada intrapresa. E' una premessa fondamentale che porta a quello che viviamo oggi, giorno per giorno, con persone completamente allo sbando che fino a 40 anni stanno con i propri genitori in casa.

Oggi chi starebbe facendo qualcosa? Ottima domanda.

Risposta:

Nessuno! Dovrebbero essere i figli di quel movimento, peccato che vengano coccolati fino alla morte e resi inconsapevoli dalla società stessa. Ad oggi le cose si fanno in virtù dell'individualismo: è questo il collegamento con ciò che ho scritto prima. Alle persone bisogna insegnare come si sta in una società, perchè lo hanno dimenticato. Hanno dimenticato ad essere loro per primi i padroni ed i responsabili, perchè le responsabilità si devono prendere, di quello che accade loro: questo accade in ambito lavorativo, così come in ambito politico/sociale.

Bisogna dar loro gli strumenti per riacciuffare questa consapevolezza.

Questo è, per me.

Cherno

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #143 il: Ottobre 08, 2009, 11:33:09 »

i nostri padri, che agognavano il posto fisso a problemi ed impegno zero sono i primi artefici di questa lenta discesa verso la decadenza.

Ti quoto e aggiungo: sono i risultati dei mitici movimenti sessantottini.

Sai com'era ridotta l'Italia a livello di diritti dei lavoratori prima di quegli anni?

Guarda come sono ridotte ora le persone e leggi il mio post precedente.

Cherno

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #144 il: Ottobre 08, 2009, 11:40:04 »

Continuo a ribattere sullo stesso chiodo:

siamo sicuri che il lettore in questo non c'entri nulla?

Parliamoci chiaro: la produzione di contenuti non paga, oppure paga pochissimo, anche per il fatto che il lettore non riesce più a distinguere un contenuto di qualità da uno dozzinale e, anzi, premia quasi sempre quello dozzinale che, in quanto tale, è producibile da chiunque.


Di chi è colpa se il lettore non è in grado di discernere un contenuto buono da uno scadente? Una tesi che sostengo da qualche tempo è che l'editoria videoludica avrebbe dovuto fare il salto di qualità: passare dal trattare il tema videogiochi da passione ultra nerd, sanissima, forse, e legittima, al trattarlo in maniera seria e profonda. Ovviamente in maniera transitoria. Insomma crescere insieme al pubblico che allora seguiva. Dare autorevolezza, tono e firma a quello che si va a scrivere.
Invece ci si è appunto arenati nella pagellina al gioco, al gioco allegato, al redattore che rimane tale invece di diventare giornalista/critico ed approfondire al discorso. Si è rimasti al Nickname. Il nickname fa parte della cultura videoludica, ma una stampa specializzata deve avere firme di persona in carne ed ossa.

Già leggere Simone "Karat45" Tagliaferri è un passo avanti, per dire. Ma secondo me è una cosa che deve cadere in disuso se davvero si vuol dare un peso alla stampa.

memex

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #145 il: Ottobre 08, 2009, 15:20:31 »

secondo me si dovrebbe contestualizzare il discorso sia rispetto alla professione del giornalista tout court sia rispetto al mondo del lavoro in generale.
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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #146 il: Ottobre 12, 2009, 12:14:09 »

http://www.eurogamer.it/articles/gamesgate-scandalo-videogiochi/comments?comment_start=50

Carbone ha risposto

Vi chiedo, cortesemente, di fare domande li che ci serviranno per compilare un reply formale a questa lollosissima e sostanzialmente ridicola uscita :)
« Ultima modifica: Ottobre 12, 2009, 14:53:49 da Eldacar »
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Ziggybee

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #147 il: Ottobre 12, 2009, 14:47:16 »

E' interessante anche notare come, per un servizio truccato, in USA un giornalista è radiato a vita dall'ordine, mentre in Italia un'azienda che fa informazione d'agenzia può permettersi di falsificare un intero servizio video e nessuno mette in dubbio la sua affidabilità.
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Matteo Anelli

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #148 il: Novembre 06, 2009, 22:33:48 »

Ehm... che fine ha fatto questa polemica? C'è stata qualche conseguenza reale o si è spenta nel vuoto?

Alex

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Re: Gamesgate (Metalmark, GamePro, AIOMI, Belli, crisi dell'editoria italiana)
« Risposta #149 il: Novembre 06, 2009, 23:58:46 »

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