Mi sembra che la psicologia sia molto importante e utile nella vita di tutti i giorni e in tanti settori (giuridico, educativo, ecc.) e che abbia un ruolo riconosciuto e del quale ben difficilmente si può fare a meno.
Se fossero dei cazzoni o dei ciarlatani, insomma, sarebbe inquietante.
Hai detto tutto tu. In realtà io non volevo minimamente dire questo, ma vabbeh...
Fredric Wertham si è occupato anche di videogiochi? Non mi risulta.
Siamo ancora al "videogioco -> con certe peculiarità, molto immersivo, interattivo", "fumetto -> con altre peculiarità, molto meno immersivo, non interattivo".
Se Fredric Wertham era un gran cazzone, non si può generalizzare dicendo che gli psicologi sono dei gran cazzoni.
Di nuovo: hai detto tutto tu. Fredric Wertham è l'emblema di come si possa ammantare di "scientificità" un giudizio politico su un medium. Punto.
Il discorso sull'interattività non c'entra una mazza, non capisco perché tu lo inserisca sempre nel discorso. Non capisco neanche perché tu voglia distorcere così tanto quello che scrivo, veramente.
Comunque, il mio "ah, gli psicologi" era riferito al fatto che:
1) Leggo un giorno sì e l'altro pure di pareri discordanti;
2) Se dai un'occhiata approfondita alle ricerche, noterai come per la maggior parte esse siano effettuate su gruppi di 10-15 persone. Cioé, statisticamente, hanno la stessa valenza dei comportamenti dei redattori di Ars Ludica. Se a te sembra opportuno condurre studi su campioni così piccoli, a me non lo è.
Ho visto che hai evidenziato intromissioni politiche ma... proprio non si capisce perché la politica debba disinteressarsi dei videogiochi (mi sembra che li abbiamo eletti noi quali nostri rappresentanti, poi ci sarebbe da ridire sull'ultima, pessima legge elettorale che non permetteva di indicare le preferenze, ma vabbè).
Cioè, la politica può decidere questioni vitali (letteralmente) come quelle relative all'energia o se dobbiamo mandare truppe in un altro Paese... e poi, improvvisamente, se si tratta di videogiochi (troppo violenti o cos'altro) DEVE passare la mano? Perché lo decidiamo noi videogiocatori in quanto i politici ci stanno sulle balle o perché il nostro mondo fatato può essere toccato solo da altri videogiocatori nerdizzati almeno quanto noi
?
Tutto è politica. E la politica può (più o meno) tutto, in una democrazia.
Lo so che tutto è politica. Ma la politica non può mettere naso in ciò che non le compete.
Lo sai perché l'industria italiana di televisori è fallita? Perché la politica per forza voleva decidere lo standard di codifica dei segnali televisivi, lasciando ai tedeschi il primato sul PAL.
Ancora, lo sai perché le trasmissioni via cavo non sono mai decollate in Italia? Perché, per proteggere mamma RAI, i politici pensarono bene di uccidere il nascente mercato delle tv via cavo imponendo il vincolo "un cavo per ogni canale".
In Italia se ne prendono ancora oggi decisioni tecniche che non competono alla politica, perché la politica italiana è fatta di intrallazzi e cazzatelle varie. Io non ho fiducia nella politica italiana. Se tra quindici anni ci puzzeremo di freddo sarà perché dei politici di scarsa lungimiranza nel 1987 hanno fatto in modo di sancire la morte del nucleare.
Infatti, persino un ente così delicato come l'ENEA è lasciata a falsi ingegneri con nomine politiche (mi sto riferendo a un certo Regis, detto "el Valvola" che diede dell'ignorante al Nobel Rubbia, messo nel posto di vice-commissario da Lega Nord senza neanche risultare iscritto all'albo degli ingegneri).
Dunque, io non ho fiducia. La politica quando si addentra in territori che non sono di sua competenza fa solo danni.
Il modo in cui Gentiloni ha censurato Manhunt 2 è perfettibile (un giorno avremo un ministro delle telecomunicazioni appassionato videogiocatore e/o un ente apposito supercompetente) ma non è a cazzo.
Gentiloni s'è comportato meno peggio di Mastella, ma comunque a cazzo. Lasci fare al PEGI il suo lavoro, piuttosto.