Oh che bello, vedo che si parla di me e neanche mi si invita. Quanta educazione, quanta cortesia, quanto coraggio anonimo e soprattutto quanta precisione nei messaggi di Monopoli o del Postinopazzoide!
A Monopoli manco rispondo, che rivedo in un lui lo stesso ex-lettore della rivista che interveniva su TGM Online per dire esattamente le stesse cose e gli ho già risposto là, per cui tedierei tutti gli altri. Ah, a proposito di competenza, credo che un'analisi corretta e approfondita come "L'amiga è fallito a causa dei suoi fans e così sarà per il PC" dia il giusto valore a tutte le sue parole, ma tant'è... A chi non era presente ricorderò solo che 1) non sono un ingegnere elettronico/informatico, 2) il mio lavoro consiste, con tutti i limiti del caso, a cercare di comprendere concetti astrusi e riportarli in maniera comprensibile alle masse e 3) anch'io mi posso sbagliare. Ma un conto è dire che scrivo vaccate, un conto che sorvolo spesso sui particolari più minuti per amore di comprensibilità. Comunque bella definizione "buffone incompetente": tanto per chiarirti quanto mi abbia scosso, guarda un po' dove l'ho messa...
A Postinopazzoide chiedo solo precisamente dov'è che avrei definito Lionheart un titolo scialbo. Glielo chiedo perché la cosa m'incuriosice assai, visto che purtroppo sono uno dei pochi amighisti che non l'ha mai giocato e non è assolutamente mia abitudine dare giudizi su cose che non conosco. Vorrei anche che mi indicasse gentilmente dove avrei parlato male di Leander, visto che non ricordo di averlo mai fatto. Se mi dai dell'incompetente per due cose che non ho mai fatto, beh...
Però su una cosa non me la sento di darti torto. E' vero: non amo particolarmente la produzione ludica per Amiga. Intendiamoci, ci sono state delle vere pietre miliari ma, considerato il grado di libertà (=100%) di cui godevano le software house e soprattutto le royalties che dovevano a Commodore per i loro giochi (=£0), mi sembra che il rapporto figate-porcherie uscite per Amiga pesi tremendamente di più verso le seconde. Al contrario su console, dove ci sarà stata anche meno libertà e più controllo, mi sembra che su 10 giochi che uscivano almeno 4 fossero dei capolavori, quattro si barcamenassero su livelli di bontà accettabile e due facessero puntualmente schifo, con un "fare schifo" che su computer sarebbe pur sempre equivalso all'essere un gioco discreto.
Adoro poi quando le persone se ne escono con locuzioni ardite come "Il videogioco per Amiga, che rispecchia il modo di intendere il divertimento alla "occidentale", è completamente difforme da quello nipponico per console... tuttavia l'articolo su Agony apparso qualche giorno fa su questi lidi sintentizza in modo soddisfacente il concetto di giocabilità estetizzante introdotta da Amiga"
Sono la giocabilità estetizzante, signori, e vengo da lontano.
Santa maria giuseppina! Io se sento parlare di estetica in un campo dove la funzionalità è sempre stata messa al primo posto in classifica, per di più associata al concetto di giocabilità, vomito. Certi giochi per Amiga, pur osannatissimi, presentavano dei limiti tecnici assurdi se paragonati ai corrispettivi prodotti per console - e naturalmente parlo solo di giocabilità. Facciamo un esempio classico, il primo Barbarian (e non sto parlando di quello dei due cimmeri che si mozzavano la testa, ma il platform della Psygnosis): era considerato un classico, ma aveva uno dei metodi di controllo più demenziali della storia. Eppure tutti a osannarlo principalmente perché... perché... boh, in realtà non c'era un perché, forse c'aveva la giocabilità estetizzante anche lui, ma a me faceva rimpiangere il fatto di non avere un banale joypad in mano.
Parliamo poi delle porcate del Team17. Beh, sono passati tanti anni ma loro mi sono sempre rimasti qui sullo stomaco. Non nascondo che già allora non capivo proprio i miei colleghi - per la maggior parte amighisti sfegatati - che scrivevano su TGM e che oggi, per fortuna, non lo fanno più. Il Team 17 poteva uscire con qualsiasi merdata galattica e loro giù a dargli 90%. Per carità, magari avevano ragione loro eh, ma io sono sempre andato fiero della mia posizione di minoranza. No, davvero, non ci credevo che con due macchine affiancate, un Amiga500 con Bodyblows e un SuperNes con Street Fighter II, questi seriamente preferissero il primo. Quando gli si faceva notare l'incongruenza, allora mi tiravano fuori che "eh però su amiga un picchiaduro così non s'è mai visto". Il che non faceva altro che cementificare la mia posizione sul videoludo dell'epoca: giochi brutti fatti da incapaci per gente dotata del paraocchi, impossibilitata per puro orgoglio a valutare cosa fosse un gioco bello, tutto qua.
In questo contesto ci ficcherei, anche se con un giudizio più moderato che in passato, il buon vecchio Superfrog. Dici che il Megadrive non ce l'aveva. Io ti domando cosa se ne sarebbe mai fatto, visto che a sua disposizione aveva quel Sonic che, il Superfrog, se lo mangiava grigliato in un boccone. Poi vabbè, se vuoi confrontiamo il level design di Sonic e Mario (un capitolo a piacere) con quello di Superfrog, il controllo dei personaggi e i pattern nemici, ecc. Così giusto per avere un'idea precisa dei due giochi. Turrican II? Bellissimo. Favoloso. Eccezionale. Ma anche se il Megadrive non ce l'aveva... beh, non è che se ne sentisse proprio la mancanza eh!
Poi vabbè, l'Amiga ci ha dato Populous, ci ha dato Millennium, ci ha dato Syndicate, ci ha dato un sacco di bellissimi giochi e, per carità, negarne il valore sarebbe pura follia, nonché talebanesimo in senso contrario. Ma non mi sono mai spinto a tanto, checché ne dica Postinopazzoide nei suoi interventi. Semplicemente, ritengo 'sta cosa che lui ha sintetizzato con "giocabilità estetizzante", una di quelle convinzioni autoindotte che gli amighisti dell'epoca si erano ficcati in testa, pur di dire che "only amiga makes it possible" e altre vaccate del genere.
Il resto è questione di gusti. Magari a qualcuno piace la logica complessa nello schema di gioco, ad altri (tra cui il sottoscritto) la semplicità quasi istintiva e passionale. Io non fatico a motivarti il perché della mia scelta: per me il gioco è svago. Il gioco è un mezzo per produrre endorfine e per distogliere il mio cervello dalle sollecitazioni ordinarie della quotidianità. Era così ai tempi delle superiori, è così anche oggi che mia moglie insiste sugli altri doveri del sabato pomeriggio mentre io sono qui a rispondere a te. Nel momento in cui mi accorgo che lo svago diventa finalità, che il gioco assume il controllo del mio tempo libero, che da semplice divertimento si trasforma in oggetto di culto, venerazione o anche semplice passionalità, beh, comincio a credere che qualcosa non funzioni come dovrebbe. Sai perché sono così superficiale? Perché il gioco per me è gioco, così come la musica per me è sottofondo. E quando scrivo di giochi mi rivolgo principalmente a gente che... beh, la pensa sostanzialmente come me (ed è la maggioranza).
Vedi, il punto è che chi ha una passione spesso sale a un livello superiore. Per esempio, a me è capitato di cantare in un gruppo dove erano tutti bravi musicisti, e ascoltavano cose bellissime e arzigogolate, per carità, apprezzandone le figure ritmiche e melodiche non convenzionali, trovando una figata il ponte in 5/4 o il cambio d'aria repentino che ricordava questo o quel musicista semisconosciuto, ma con quel pizzico di personalità che... ecco. A me bastava che la canzone fosse orecchiabile, ma dopo qualche tempo nell'ambiente... beh, diciamo che i gusti s'erano parecchio raffinati. Il punto è che quando operi in un settore, per esempio realizzi videogiochi (Monopoli?) o fai musica, la semplice orecchiabilità o il fatto che il gioco "funzioni" non ti bastano più. Ars Ludica per esempio è un bellissimo sito perché offre spunti molto interessanti, così come su molti forum ho trovato chicche davvero encomiabili, come un'analisi introspettiva su Kate di Syberia in un newsgroup sulle avventure grafiche. Ma siamo già ben oltre il concetto di mainstream (che è il pubblico delle riviste, per quanto "hardcore gamers oriented" possano essere). Chi sale a quel livello superiore magari vede la giocabilità estetizzante in quello che per me è solo un metodo di controllo fatto male, ma il punto è che ci vuole un bel po' di sana abnegazione per trovare qualcosa di saporito nello sterco, per quanto milioni di mosche se lo mangino gustosamente.
Ci sarebbero poi mille altri aspetti di cui converrebbe parlare, ma lasciamo perdere che mi dilungo.
E poi questo era il topic dello speciale retrogaming di TGM, no? E' uscito. Qualcuno ha qualcosa da ridire, dopo averlo letto?