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Autore Topic: Polemiche varie [Besser, Amiga, editoria italiana]  (Letto 13232 volte)

wormer

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« Risposta #60 il: Ottobre 28, 2007, 16:42:17 »

http://avereventanni.blogspot.com/2007/10/settimana-enigmistica.html

:look:

pensavo che quelli di tgm fossero un pò più seri...chissà quante altre volte hanno copiato, magari cambiando qualcosa in più, senza che nessuno se ne accorgesse, a sto punto...
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« Risposta #61 il: Ottobre 29, 2007, 07:14:01 »

http://avereventanni.blogspot.com/2007/10/settimana-enigmistica.html

:look:

pensavo che quelli di tgm fossero un pò più seri...chissà quante altre volte hanno copiato, magari cambiando qualcosa in più, senza che nessuno se ne accorgesse, a sto punto...

Ma come? Il signor Bessere aveva detto che
"Onestamente, alla rassegna di siti, blog, newsgroup ecc ecc non ci abbiamo proprio pensato. Considerata la tipologia di articoli contemplata dallo speciale, tuttavia, non mi sarebbe sembrato nemmeno gran che in linea."
Dubito che a questo punto si faccia rivedere da queste parti...  ::)
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« Risposta #62 il: Ottobre 29, 2007, 09:08:32 »

http://avereventanni.blogspot.com/2007/10/settimana-enigmistica.html

:look:

pensavo che quelli di tgm fossero un pò più seri...chissà quante altre volte hanno copiato, magari cambiando qualcosa in più, senza che nessuno se ne accorgesse, a sto punto...

Ma come? Il signor Bessere aveva detto che
"Onestamente, alla rassegna di siti, blog, newsgroup ecc ecc non ci abbiamo proprio pensato. Considerata la tipologia di articoli contemplata dallo speciale, tuttavia, non mi sarebbe sembrato nemmeno gran che in linea."
Dubito che a questo punto si faccia rivedere da queste parti...  ::)

Perché? Solo perché sia io sia un altro abbiamo descritto la storia di una rivista (papersoft) che, essendo quella, di sicuro non può cambiare? O perché io e il collega di Gamers siamo giunti alle medesime conclusioni, scrivendo su due riviste diverse cose molto simili?

Se le cose stanno così, allora possiamo dire che qualunque giornalista copia i servizi della radio, della TV o di Internet, perché alla fine le notizie sono sempre uguali. Tralasciamo pure la polemica su Papersoft per manifesta sterilità (se la storia della rivista è quella, è quella da qualunque lato la si guardi, non si svia più di tanto), ma quella su Zzap! è veramente assurda, avendola seguita dal numero 1, lavorandoci sopra dal 45 ed essendo stato il suo ultimo caporedattore credo di saperne qualcosa... ed effettivamente la storia dell'adolescenza e l'importanza della glorificazione del redattore sono le uniche due cose assolutamente da scrivere in merito.
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« Risposta #63 il: Ottobre 29, 2007, 09:50:45 »

Embé? E' il tuo lavoro che può interessare a chi legge le riviste.
Io vorrei solo capire come la pensa Besser su quello che hai realizzato, niente de che.  :)

Ho scoperto retrogamer.it soltanto dopo aver chiuso lo speciale e un po' me ne rammarico. L'ho girato un po' e, sebbene ogni tanto non mi trovi moltissimo d'accordo con alcune analisi - cosa del resto più che ovvia, perché non tutti possono concordare su tutto - a me sembra un lavoro di altissimo livello. Detto questo, faccio gentilmente notare che gioco regolarmente dai primi anni '80 e che scrivo sulle riviste del settore dal maggio del 1990, dopo averne lette per anni almeno una mezza dozzina ogni mese - tra cui Commodore Computer Club, PaperSoft, SuperCommodore e altre che forse non è il caso di nominare :asd: ::)

Essendomi sciroppato l'intera produzione per Vectrex, C16 e una buona fetta dei giochi più validi per il Commodore 64, ed essendo stato un assiduo frequentatore delle sale giochi (anche se teoricamente non ci sarei potuto entrare, almeno per i primi anni, visto che erano "vietate ai 14" ma tanto i gestori se ne fottevano) ricordo anche uno sterminio di coin op. Questo semplicemente per dire che ho sufficiente memoria storica per evitare di girare i siti di mezzo mondo per scrivere i miei articoli. Il punto è che a un dossier del tipo "le risorse del web" proprio non ci abbiamo pensato, e Danilo Dellafrana, che dello speciale è stato anima e ispiratore, può facilmente confermarvelo.

Per quanto riguarda il resto della redazione, non so se avete notato che è composta principalmente da "nomi nuovi": questo semplicemente perché ci tenevo che a scrivere fossero persone effettivamente patite di retrocomputing e retrogaming, nonché fini conoscitori degli argomenti proposti. Sulle competenze di Samir, di Lorenzo, di Ivan, di Giuseppe, Massimo e Simone non nutro il benché minimo dubbio e sia gli interventi che hanno lasciato a più riprese nei forum, sia i siti che loro stessi realizzano o a cui collaborano dovrebbero testimoniarlo.

Quindi non vedo perché avremmo dovuto necessariamente parlare delle risorse sul web nello speciale. Ci sono dozzine di altri argomenti a cui avrei voluto dedicare un po' di spazio, come alla storia avvincente del Commodore 64, l'impiego dell'Atari ST nel mondo della musica, la genesi delle interfacce grafiche da Xerox in avanti, ma già non c'è stato spazio per loro. Mi spiegate perché una volta tralasciati questi argomenti importanti, avremmo dovuto spendere delle pagine semplicemente per fare ciò che Google mette benissimo a disposizione in due click?

Insomma, da una parte vedo una certa insofferenza per la carta stampata, dall'altra un disperato bisogno di sentirsi "considerati" dalla medesima: cerchiamo di schiarirci un po' le idee, perché da che mondo è mondo, se io ritengo il tizio X un cialtrone, non me ne frega assolutamente niente se X parla bene di me o meno.
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« Risposta #64 il: Ottobre 29, 2007, 10:05:30 »

http://avereventanni.blogspot.com/2007/10/settimana-enigmistica.html

:look:

pensavo che quelli di tgm fossero un pò più seri...chissà quante altre volte hanno copiato, magari cambiando qualcosa in più, senza che nessuno se ne accorgesse, a sto punto...

Ma come? Il signor Bessere aveva detto che
"Onestamente, alla rassegna di siti, blog, newsgroup ecc ecc non ci abbiamo proprio pensato. Considerata la tipologia di articoli contemplata dallo speciale, tuttavia, non mi sarebbe sembrato nemmeno gran che in linea."
Dubito che a questo punto si faccia rivedere da queste parti...  ::)

Perché? Solo perché sia io sia un altro abbiamo descritto la storia di una rivista (papersoft) che, essendo quella, di sicuro non può cambiare? O perché io e il collega di Gamers siamo giunti alle medesime conclusioni, scrivendo su due riviste diverse cose molto simili?

Se le cose stanno così, allora possiamo dire che qualunque giornalista copia i servizi della radio, della TV o di Internet, perché alla fine le notizie sono sempre uguali. Tralasciamo pure la polemica su Papersoft per manifesta sterilità (se la storia della rivista è quella, è quella da qualunque lato la si guardi, non si svia più di tanto), ma quella su Zzap! è veramente assurda, avendola seguita dal numero 1, lavorandoci sopra dal 45 ed essendo stato il suo ultimo caporedattore credo di saperne qualcosa... ed effettivamente la storia dell'adolescenza e l'importanza della glorificazione del redattore sono le uniche due cose assolutamente da scrivere in merito.

Ahr ahr, ma dai, arrivare ad utilizzare le stesse parole in tre casi diversi! Capirei per un caso, le darei ragione, ma così...  ;D
Ci si guadagnerebbe di più a puntare il dito sull'articolista che ha fatto tutto "all'insaputa del coordinamanto editoriale".
Davvero, forse ci si salverebbe un pelo la faccia.

Citazione
Ho scoperto retrogamer.it soltanto dopo aver chiuso lo speciale e un po' me ne rammarico. L'ho girato un po' e, sebbene ogni tanto non mi trovi moltissimo d'accordo con alcune analisi - cosa del resto più che ovvia, perché non tutti possono concordare su tutto - a me sembra un lavoro di altissimo livello. Detto questo, faccio gentilmente notare che gioco regolarmente dai primi anni '80 e che scrivo sulle riviste del settore dal maggio del 1990, dopo averne lette per anni almeno una mezza dozzina ogni mese - tra cui Commodore Computer Club, PaperSoft, SuperCommodore e altre che forse non è il caso di nominare
Interessante, peccato che digitando la parola "retrogaming" su google si ottiene come primo risultato (mondiale) il link a retrogaming.it. Purtroppo ora è in mano altrui, visto che un mese fa il dominio è cambiato in www.retrogamer.it.
Ah, giusto, voi il web non lo guardate nemmeno, chiedo venia...  ;D
Sono certo che il signor Besser, considerando www.retrogamer.it un lavoro di altissimo livello avrà modo di parlarne in futuro, per illuminare i videogiocatori sulla storia del videogioco.
« Ultima modifica: Ottobre 29, 2007, 10:09:10 da AIO »
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« Risposta #65 il: Ottobre 29, 2007, 10:44:14 »

Ahr ahr, ma dai, arrivare ad utilizzare le stesse parole in tre casi diversi! Capirei per un caso, le darei ragione, ma così...  ;D
Ci si guadagnerebbe di più a puntare il dito sull'articolista che ha fatto tutto "all'insaputa del coordinamanto editoriale".
Davvero, forse ci si salverebbe un pelo la faccia.

:lol: Beh, sarebbe stato un caso di schizofrenia piuttosto grave, dato che l'articolista e il coordinamento editoriale sono la stessa persona. No, davvero, è stato un caso e me ne dispiace. Comunque i casi di somiglianza erano solo due, quelli su Zzap!. Su Papersoft non so proprio come avrei potuto esprimermi diversamente, o come avrebbe potuto farlo il tizio del sito.

Citazione
Sono certo che il signor Besser, considerando www.retrogamer.it un lavoro di altissimo livello avrà modo di parlarne in futuro, per illuminare i videogiocatori sulla storia del videogioco.

Se mi capiterà l'occasione in futuro, perché no... Però avrei preferito un rapporto più corretto e amichevole (del tipo: salve, siamo quelli di retrogamer.it, volevamo solo farti presente che esiste il nostro sito) che non una polemica a posteriori di dubbio gusto. Cioè, ok, avete fatto un bel lavorone, ma non è che io sia moralmente tenuto a farlo conoscere al mondo eh (cosa che poi non rientra nemmeno nelle mie facoltà, visto che parlo al mio pubblico di lettori e basta, e solo finché resto in edicola).

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« Risposta #66 il: Ottobre 29, 2007, 10:47:19 »

Interessante, peccato che digitando la parola "retrogaming" su google si ottiene come primo risultato (mondiale) il link a retrogaming.it. Purtroppo ora è in mano altrui, visto che un mese fa il dominio è cambiato in www.retrogamer.it.
Ah, giusto, voi il web non lo guardate nemmeno, chiedo venia...  ;D
Sono certo che il signor Besser, considerando www.retrogamer.it un lavoro di altissimo livello avrà modo di parlarne in futuro, per illuminare i videogiocatori sulla storia del videogioco.

Comunque, AIO, il fatto che ci siano persone che scrivano articoli senza usare google a me fa solo piacere, in un'ottica di pluralità dell'offerta (soprattutto considerato che oggigiorno chi scrive usando google è la maggioranza :P, e non mi tolgo dal gruppo).
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« Risposta #67 il: Ottobre 29, 2007, 11:26:30 »

Comunque, AIO, il fatto che ci siano persone che scrivano articoli senza usare google a me fa solo piacere, in un'ottica di pluralità dell'offerta (soprattutto considerato che oggigiorno chi scrive usando google è la maggioranza :P, e non mi tolgo dal gruppo).

Guarda che nell'usare Google non c'è niente di male. Non ho mai detto di non usarlo. Anzi, io onestamente trovo sbagliato non farlo, per una ragione molto semplice. Quando si va a rivangare il passato tante cose possono sfuggire alla memoria. Per esempio: "non mi ricordo chi aveva pubblicato Saboteur per C64. Dove lo cerco?": o uno ha tutti gli Zzap! in casa, oppure fa prima a trovare la risposta su Google. Il web inoltre è una miniera d'oro di informazioni, anche piuttosto particolareggiate, per chi vuole informarsi di questo o quell'argomento. Credo che alla fine il buon giornalista sia quello capace di filtrare correttamente le sue fonti, visto che non tutto ciò che riporta il web è oro colato.

Quindi: o si è matematicamente certi di ciò che si sta scrivendo (perché lo avevamo già scritto, perché se ne era parlato da poco, ecc), oppure è giusto fare una capatina sul web, anche solo per ottenere delle conferme. Prendi un caso eclatante: anni fa lessi su un'importante e autorevole rivista straniera che il Super Nintendo aveva un processore a 8 bit e, per tanto, che la sua classificazione come 16 bit fosse parzialmente se non completamente inesatta. Non solo me ne convinsi e ne rimasi a lungo convinto erroneamente, ma quel che è peggio riportai la cosa anche su Consolemania, scrivendo di fatto una fesseria. Non sono stato un buon giornalista.

Ma se ci fosse stato Google all'epoca, non avrei commesso errori. Del resto erano tempi in cui nessuno si sbottonava gran che sulle caratteristiche tecniche delle console, e la mia stessa cultura in fatto di hardware era decisamente inferiore a quella odierna.



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AndreaP

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« Risposta #68 il: Ottobre 29, 2007, 11:28:07 »

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Perché? Solo perché sia io sia un altro abbiamo descritto la storia di una rivista (papersoft) che, essendo quella, di sicuro non può cambiare? O perché io e il collega di Gamers siamo giunti alle medesime conclusioni, scrivendo su due riviste diverse cose molto simili?
Paolo, visto che più o meno hai scritto le stesse cose sia qui che sul mio blog ti rispondo in un unico luogo, per evitare sdoppiamenti. Prima di tutto piuttosto che parlare di "un altro" oppure "collega", come riferiti a personaggi immaginari senza-nome di un mondo iperuranio, tanto vale fare nomi e cognomi, no? E' una forma di rispetto [seppur minima] che dovrebbe essere la base per ogni discussione. Sembra di parlare di due entità diverse e distanti, quando entrambe le realizzazioni fanno capo al sottoscritto. La polemica su PaperSoft non è sterile, perché le notizie su date, chiusure, cambiamenti non arrivano dal cielo, ma come in tutte le cose, sono frutto di ricerche, confronti, contatti con i redattori del tempo ed altro. Ah, io nell'elenco generale avevo scritto soltanto che il 27 dic '85 era la data dell'ultima rivista che possedevo, non che fosse la data di chiusura.
Citazione
Se le cose stanno così, allora possiamo dire che qualunque giornalista copia i servizi della radio, della TV o di Internet, perché alla fine le notizie sono sempre uguali.
Non facciamo i qualunquisti, sai benissimo che l'informazione generalista si basa per il 90% sui comunicati delle agenzie, aziende pagate per fare il loro lavoro, mentre i casi in oggetto non c'entrano niente con questo tipo d'editoria.
Citazione
Quella su Zzap! è veramente assurda, avendola seguita dal numero 1, lavorandoci sopra dal 45 ed essendo stato il suo ultimo caporedattore credo di saperne qualcosa... ed effettivamente la storia dell'adolescenza e l'importanza della glorificazione del redattore sono le uniche due cose assolutamente da scrivere in merito.
E ci sono mille modi per scriverle, aggiungo io. Basta avere la voglia e il tempo, soprattutto se si è pagati per farlo. Devo forse rincarare la dose con l'incipit sulle "edicole come templi" o ancora il confronto tra internet e le riviste come unica fonte d'informazione aggiornata?

In molti discorsi trovo un'approssimazione di fondo, e sinceramente da TGM mi aspettavo molto di più. Tanto per chiarire il concetto di "approssimazione" faccio qualche esempio:

Parli di Electronic Games italiana mostrando l'immagine del n.1 [tra l'altro, le scansioni sono mie] e dicendo testualmente "si presentò nel gennaio del 1984 come la guida ai giochi di fantascienza, qualunque cosa questa formula volesse dire". Se tu avessi letto al tempo E.G. USA, avresti anche saputo che in ogni numero c'era una guida relativa ad un certo genere di giochi, dunque andrebbe letto come "si presentò nell'84 *con* la guida ai giochi di fantascienza".

Parli di Videogiochi News come l'ultima incarnazione di Video Giochi della Jackson, quando ci fu il Videogiochi settimanale della fine degli anni '80.

Parli di VG&CW come una meteora con un impaginazione povera e contenuti fanzineschi che "non le lasciarono scampo". Stiamo parlando comunque di una rivista completamente made in italy [caso piu' unico che raro] che resistette *diversi anni* come *quindicinale*, mi sembrava carino almeno citare questo fatto.

Noto una certa miopia di fondo nella stesura di tanti pezzi, come quando si parla di box di giochi e non c'e' neanche un'immagine di infocom e magnetic scrolls che hanno fatto la loro fortuna proprio sulle confezioni, oppure fare un lungo articolo sui games that weren't senza citare che la fonte primaria [per non dire l'unica] di informazioni è quella dei siti di Frank Gasking che da anni si occupa dell'argomento per passione.

Aggiungo io, perché non riferirsi anche al lavoro fatto in italia da Ready64 che ha portato al ritrovamento di giochilli sconosciuti ma citati e ricercati come "il paninaro" o "la valle segreta" che venne pure recensito su Zzap! ma di cui si erano perse le tracce...? Perché peccare anche in questo caso d'esterofilia?
« Ultima modifica: Ottobre 29, 2007, 11:52:59 da AndreaP »
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« Risposta #69 il: Ottobre 29, 2007, 11:45:18 »

 ;D Vabbé dopo certe arrampicate sugli specchi io mi fermo qui, non voglio mica che il signor Besser si senta obbligato moralmente (?) nei confronti di scrive sul web. Certo non posso aspettarmi che tutti credano a quanto sostenga...

Vorrei solo far presente, parlando in generale, che la carta stampata che continua ad ignorare la presenza web a lungo termine andrà incontro al fallimento. C'è bisogno di rivoluzionare il concetto di rivista proprio in base alla presenza del web, ma se non lo fanno nemmeno le realtà editoriali giornalistiche internazionali figuriamoci quelle di settore.
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Joe

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« Risposta #70 il: Ottobre 29, 2007, 11:54:57 »

Vorrei solo far presente, parlando in generale, che la carta stampata che continua ad ignorare la presenza web a lungo termine andrà incontro al fallimento.

Al di là di tutto, credo che non ci sia molto da fare per evitare che questo accada, considerando o meno il web. Le riviste sono destinate a morire già da tempo, ahimè.
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« Risposta #71 il: Ottobre 29, 2007, 12:04:39 »

Paolo, visto che più o meno hai scritto le stesse cose sia qui che sul mio blog ti rispondo in un unico luogo, per evitare sdoppiamenti. Prima di tutto piuttosto che parlare di "un altro" oppure "collega", come riferiti a personaggi immaginari senza-nome di un mondo iperuranio, tanto vale fare nomi e cognomi, no? E' una forma di rispetto [seppur minima] che dovrebbe essere la base per ogni discussione. Sembra di parlare di due entità diverse e distanti, quando entrambe le realizzazioni fanno capo al sottoscritto. La polemica su PaperSoft non è sterile, perché le notizie su date, chiusure, cambiamenti non arrivano dal cielo, ma come in tutte le cose, sono frutto di ricerche, confronti, contatti con i redattori del tempo ed altro. Ah, io nell'elenco generale avevo scritto soltanto che il 27 dic '85 era la data dell'ultima rivista che possedevo, non che fosse la data di chiusura.

Mi devo scusare: inizialmente non avevo capito che fossi proprio tu, autore del blog, anche quello degli articoli che hai citato. L'ho compreso soltanto a una seconda lettura più attenta. Non volevo riferirmi a te come a un'entità astratta, giuro!!! Penso che il secondo commento che ho fatto nel tuo blog sia più esaustivo.
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E ci sono mille modi per scriverle, aggiungo io. Basta avere la voglia e il tempo, soprattutto se si è pagati per farlo. Devo forse rincarare la dose con l'incipit sulle "edicole come templi" o ancora il confronto tra internet e le riviste come unica fonte d'informazione aggiornata?

Andrea, la storia delle edicole come templi la tiro fuori regolarmente ogni volta che si parla dell'informazione com'era ieri e com'è oggi. Non è la prima volta che uso quella metafora. Al di là di questo, leggo dozzine di riviste, siti, libri e forum ogni mese: è possibile che qualcosa mi "rimanga dentro" e che in un modo o nell'altro citi involontariamente qualcun altro. Ma ti assicuro che non ho né fatto copia/incolla, né desiderato rubare alcunché a nessuno.

Citazione
Parli di Electronic Games italiana mostrando l'immagine del n.1 [tra l'altro, le scansioni sono mie] e dicendo testualmente "si presentò nel gennaio del 1984 come la guida ai giochi di fantascienza, qualunque cosa questa formula volesse dire". Se tu avessi letto al tempo E.G. USA, avresti anche saputo che in ogni numero c'era una guida relativa ad un certo genere di giochi, dunque andrebbe letto come "si presentò nell'84 *con* la guida ai giochi di fantascienza".

Parli di Videogiochi News come l'ultima incarnazione di Video Giochi della Jackson, quando ci fu il Videogiochi settimanale della fine degli anni '80.

Parli di VG&CW come una meteora con un impaginazione povera e contenuti fanzineschi che "non le lasciarono scampo". Stiamo parlando comunque di una rivista completamente made in italy [caso piu' unico che raro] che resistette *diversi anni* come *quindicinale*, mi sembrava carino almeno citare questo fatto.

Della Videogiochi settimanale me ne sono completamente dimenticato. Mi scuso dell'errata informazione e mi cospargo il capo di cenere: era forse quell'edizione in "formato papersoft" (tanto per mettere un po' di sale sulla ferita) uscita qualche tempo dopo l'edizione formato quotidiano? Ora che ne hai parlato, me ne sovvengono un paio di numeri (che avevo anche comprato, ma perso/prestato/regalato chissà dove). L'avevo proprio dimenticata, scusami.

Di EGM ne avevo sentito più volte parlare in passato e ho riportato quel poco che sono riuscito a ricordare e a trovare in rete. Anche se le informazioni in mio possesso erano piuttosto vaghe, m'è sembrato giusto parlarne. Non mi sembra, però, che la rivista godesse di questo pubblico incredibilmente vasto, né tanto meno che il suo destino fosse tanto diverso da quello che ho riportato.

VG&CW poteva anche essere quindicinale e tutta italiana, ma fanzinesca lo è stata per quasi tutta la durata della sua esistenza e, credimi, non uso questo termine con accezione dispregiativa, visto che ho sempre adorato le fanzine e lo spirito con cui la gente le porta avanti. E comunque non ha fatto una bella fine nemmeno lei, su questo sono stato abbastanza preciso.

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Noto una certa miopia di fondo nella stesura di tanti pezzi, come quando si parla di box di giochi e non c'e' neanche un'immagine di infocom e magnetic scrolls che hanno fatto la loro fortuna proprio sulle confezioni, oppure fare un lungo articolo sui games that weren't senza citare che la fonte primaria [per non dire l'unica] di informazioni è quella dei siti di Frank Gasking che da anni si occupa dell'argomento per passione.
Aggiungo io, perché non riferirsi anche il lavoro fatto in italia da Ready64 che ha portato al ritrovamento di giochilli sconosciuti ma citati e ricercati come "il paninaro" o "la valle segreta" che venne pure recensito su Zzap! ma di cui si erano perse le tracce...?

Beh dai, almeno questi non li ho scritti io =)

Responsbilità a parte, purtroppo non avevamo più confezioni di infocom e magnetic scrolls da fotografare e, per tanto, nel dossier sui gadget sono state bellamente ignorate. Ci spiace e vorremmo essere stati più completi, ma non abbiamo mai dichiarato di essere onniscenti e di poter citare tutto, parlare di tutto, avere spazio per tutto: abbiamo solo 80 pagine di spazio e le nostre ricerche, per quanto accurate, non possono recuperare tutto. Ci fossero stati più tempo, più collaboratori, più fonti a disposizione avremmo fatto il possibile.

Sul dossier Games That Weren't non mi pronuncio perché Danilo "Dan Hero" Dellafrana è un guru del vaporware: ha curato l'omonima rubrica su TGM per diversi anni e ha una cultura davvero enciclopedica sul mondo dei videogiochi. Ha dimenticato di citare gli sforzi di Ready64? Lo ha fatto involontariamente o perché non aveva più spazio, non certo perché voleva recare danno a qualcuno o fare torti di proposito. C'è un paragrafo nel suo dossier intitolato 'alla scoperta del gioco perduto' che cita proprio gli sforzi di chi recupera i giochi postumi per il C64. Se a tale proposito manca qualcosa, di sicuro non è per cattiveria.

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« Risposta #72 il: Ottobre 29, 2007, 12:08:35 »

Vorrei solo far presente, parlando in generale, che la carta stampata che continua ad ignorare la presenza web a lungo termine andrà incontro al fallimento. C'è bisogno di rivoluzionare il concetto di rivista proprio in base alla presenza del web, ma se non lo fanno nemmeno le realtà editoriali giornalistiche internazionali figuriamoci quelle di settore.
Io vedo il problema in termini di reinventare il prodotto, perché il web sta prendendo comodamente il posto finora occupato dalla carta stampata. Che poi il nuovo prodotto, a livello contenutistico (ma non per le proprie politiche editoriali), continui ad ignorare il web, per me non è necessariamente dannoso.
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Doom

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« Risposta #73 il: Ottobre 29, 2007, 12:52:46 »

Benvenuto Paolone :)

Ti chiedo scusa, magari anche a nome del resto dello staff :look:, per non averti invitato direttamente, visto che di te si parlava... credo dovrebbe diventare una nostra policy per il futuro.
Sono d'accordo, qualora si presenti la possibilità di contatto per fornire l'eventuale replica.
Ma la piega intrapresa da questo thread mi disgusta; il Paolone si è chiarito in modo più che esauriente, legittimo per i coinvolti (più o meno direttamente) nutrire dubbi nei suoi confronti ma non c'è alcun motivo per protrarre ulteriormente una diatriba tanto sterile. Il livore accumulato in altre sedi non dovrebbe coinvolgere la serenità per la discussione (anche polemica, ci mancherebbe!). Le risposte di scherno si sarebbero potute evitare.
Acquistato oggi lo speciale e da una sfogliata mi sembra sostanzioso, nei suoi pur ovvi limiti.
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« Risposta #74 il: Ottobre 29, 2007, 14:01:39 »

legittimo per i coinvolti (più o meno direttamente) nutrire dubbi nei suoi confronti ma non c'è alcun motivo per protrarre ulteriormente una diatriba tanto sterile. Il livore accumulato in altre sedi non dovrebbe coinvolgere la serenità per la discussione (anche polemica, ci mancherebbe!). Le risposte di scherno si sarebbero potute evitare.
Sono dello stesso avviso.
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