Rapelay.
Non è una questione di moralità, immoralità, amoralità. Lasciamo perdere i paroloni buoni soltanto per i sermoni.
Non è neanche una questione di libertà d’espressione, perché qui di espressivo non c’è nulla e perché la libertà d’espressione ormai viene tirata fuori nei contesti più ameni per giustificare qualsiasi peto uscito da un cervello umano. Beato chi vive sotto dittatura perché riuscirà a capire cos’è la libertà d’espressione.
Non è la classica questione della libertà individuale, che da noi si traduce nel fare quello che uno vuole in quanto lo desidera e stop, senza alcuna riflessione e senza che questa libertà si traduca in uno strumento di conoscenza del mondo (più che libertà sarebbe bene chiamarla “fremito”).
Qui non si parla del rischio che i videogiocatori diventino tutti stupratori, o tutti pervertiti o tutti assassini pervertiti stupratori e così via. Chi compra, giustifica o gioca con gusto a merda simile di suo è una persona culturalmente e mentalmente deviata e profondamente frustrata, anche se pubblicamente vive nella più completa rispettabilità, quindi c’è poco da stare a discutere. Il rischio non è che diventi in futuro… è già ora.
Il problema da porsi è: perché allo sviluppatore è venuto in mente che un gioco del genere potesse avere un mercato? Perché ha scommesso di riuscire a vendere abbastanza copie di questa schifezza da guadagnarci sopra qualcosa? Ha compiuto degli studi per capire che c’erano centinaia di migliaia di videogiocatori ideali ben disposti a spendere i propri soldi per acquistare un videogioco simile?
Inoltre: i videogiochi hanno bisogno di casi del genere per permettere a gente come la Carlucci e soci di aprire la bocca e di gridare allo scandalo? Hanno bisogno di discussioni in cui le uniche tesi sono “faccio quello che mi pare e non voglio essere giudicato” “è innocuo perché è un videogioco e non si stupra nessuno veramente” “in fondo cosa c’è di male”? Ovvero, i videogiochi hanno bisogno di tanta deficienza che esclude a priori un qualsiasi discorso culturale un po’ più complesso e articolato?
Il problema non è il sesso nei videogiochi, il problema è la sua rappresentazione. Quando arriveremo a capire che sarebbe ora che i videogiochi iniziassero a considerare più seriamente i temi che trattano e che “giocare” non è solo divertirsi ma è un atto sociale, anche quando compiuto in perfetta solitudine? Quando arriveremo a capire che il divertimento in sé, con cui viene giustificato tutto, non esiste e che non significa nulla se non lo si considera come la risultante di una serie di stimoli culturali (da leggere nel senso più ampio possibile)? Quindi, come non si fa a capire che un videogioco in sé è nulla, ma il semplice fatto che una cultura lo abbia reso possibile, in quanto oggetto di probabile interesse da parte di un pubblico più largo possibile, consegna una sentenza spietata sul nostro essere come società e come individui nella società?
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Ah, meno male… Mi stavo giusto chiedendo perché non ne aveste parlato e temevo il solito sfogo alla “ma se gioco a Rapelay poi non esco a violentare la vicina di casa, mondo cattivo, ce l’avete tutti con noi, gnègnè”. Ritengo infatti che sia un problema culturale e che bisognerebbe pensarci bene prima di sdoganare con faciloneria lo stupro (perlomeno trattato in questo modo) nei videogiochi.
Il fatto che succedano queste cose dimostra che il videogaming è tutt’altro che un’industria matura e consapevole. E’ l’industria e il gamer stesso che svilisce la sua immagine, la credibilità e le potenzialità di comunicazione del mezzo. Ancora molto inespresse e fraintese da una legione di furbetti gamer-artisti inconcludenti (The Path, Tonight I Die Alone).
Il fatto che poi ci siano insider e fan che fanno quadrato a priori dietro queste iniziative, invece che capire che si può arrivare ad una trasparente e matura autoregolamentazione non è nient’altro che l’ennesima dimostrazione di immaturità.
Non è la tematica ad essere scandalosa: posta nel modo giusto sarebbe un tema interessante da sviluppare videoludicamente, seguendo gli spunti di coinvolgimento e immedesimazione che il mezzo permette.
*Era Today I Die Alone, BTW
Mi chiedo però quale sia la differenza con il mondo del porno o quello dell’hentai.
Anche lì ci sono stupri “simulati”. Alla fine il mercato a cui si rivolge il videogioco di cui si parla non credo sia tanto dissimile da quello a cui si rivolgono il cinema e l’animazione pornografica.
Quindi non so se fare la morale al videogioco in questione sia corretto, nel senso che, come altri settori, comincia a svilupparsi una nicchia “pornografica” che non rappresenta immaturità ma forse una precisa richiesta di mercato.
Mercato giapponese, tra l’altro. Che come sappiamo in tema sessuale è molto più strambo che da noi.
Comunque, videogiochi del genere, in cui magari si tortura una ragazza perchè ha il “superpotere dell’orgasmo che sconfigge il male”, ho cominciato a vederne a 15 anni, quindi 10 anni fa, sempre giapponesi, tra l’altro.
E il boom dei videogiochi hentai non è cosa di oggi, qualche anno fa c’erano anche riviste in edicola. Persino riviste multipiattaforma avevano una rubrica dedicata a tali giochi.
Quindi non so che pensare. Indignazione a scoppio ritardato?
perchè ho letto Rapelay invece di Rapeplay?
Anche io mi chiedevo perchè non ne aveste ancora parlato e ho sperato vi asteneste da parlare di questo caso mediatico montato in ritardo di nessuna utilità.
Riguardo a cosa ha bisogno il videogioco in genere, se di bisogno si tratta, è che a prescindere dal suo contenuto di certo non ha colpa se chi ne parla superficialmente lo prende a pretesto per forzare proprie ideologie.
Mi piace come diventi conveniente dare giudizi a proprio piacemento bollando l’intera questione come non necessaria di discussione (tranne quando si sta dalla parte di chi discute).
Domanda a parte. Di che stimoli culturali è risultato un divertente Super Mario?
Maelzel: scoppio molto ritardato. Ma era necessario uno scoppio? Come hai detto sono questioni datate e comuni a più media.
Le motivazioni per questo putiferio sono altre: qualcosa di non gradito ad alcuni finisce su amazon che riceve critiche da qualche gruppo di reietti estremisti ai quali è stato dato troppo potere per la famosa libertà di espressione (perchè per contraddirli o semplicemente discuterne parrebbe di essere esattamente dalla parte opposta, cosa imperdonabile per chi tiene al proprio status sociale). Qui il problema che si pone è che amazon è costretto a prendere posizione perchè nella società o stai da una parte o stai dall’altra, non c’è via di mezzo. Quindi prende posizione nel modo più ovvio possibile per tutelare i propri interessi ed è esattamente la stessa cosa che ha fatto poi l’azienda produttrice bloccando la produzione del prodotto ormai fuori da 3 anni. La notizia esce e ci sono due reazioni: la prima è lo scoop facile (perchè sbattersi a fare il proprio lavoro quando capita a fagiolo una notizia fresca e di impatto su menti labili e condizionabili), la seconda è la forte presa di posizione, per lo stesso motivo di sopra (o sei da una parte o dall’altra). Quindi il tutto si risolve al fine di tutelare se stessi.
Invece dovrebbe esserci un tempo e un pubblico per ogni cosa e di certo non dovrebbe essere mai un media a pagare per opinioni su uno dei suoi prodotti.
Mah, a me più che altro spaventa questa sorta d’incendio improvviso – che fanno tanto folla urlante e irrazionale – che oggi hanno beccato e messo al rogo un questo prodotto, domani chissà (un po’ come capita per quella porcata di striscia in tv, capace di affossare chiunque sfiori dal singolo ad intere categorie di persone).
Sul gioco in se e sulla sua difesa sono sulla stessa linea di pensiero di Maelzel. Secondo me è vero, il problema è dovuto al fatto che il videogioco è immaturo, ma non per la condanna o meno del tema trattato piuttosto perché non si è capaci – spesso neanche fra i suoi appassionanti – di distinguere i generi. Il videogioco non è TUTTO “videogioco”, insomma non è tutto sullo stesso piano, così come nel cinema “stramami che sto in calore” non inficia la qualità di un “A Beautiful Mind” o del concetto di film in se. Mi sembra così ovvio che ho l’impressione di dire delle vere e proprie banalità e probabilmente questo è legato proprio all’immaturità del media e di chi ci ha a che fare (che abbisogna di tali precisazioni).
Oltretutto se proprio si volesse discutere sullo stesso piano e relativi confronti, la tizia che si fa sbattere in un film porno, si fa sbattere sul serio: se si deve perdere parte della propria vita in campagne del genere, tanto vale spenderle per salvare l’attrice in questione.
Si puo’ dire solo una cosa:
http://3.media.tumblr.com/JyLjWTQPDnob7bbnajuYya69o1_400.jpg
Ovvero una cosa fuori luogo, falsa e imprecisa.
Cercare ora di collegare questa questione al gonfiato e abusato fenomeno della pedofilia (termine comunque usato in modo improprio) è quantomeno superficiale.
Cosa sarà questo? Il centomillesimo gioco del genere in giappone? Ce ne accorgiamo oggi? 😀
Il problema di questo accanimento sta tutto nel nome secondo me troppo forte: se fosse stato chiamato “Touch them all!”, o “Harabakaritori” o qualunque altro nome, tutto questo non sarebbe mai apparso. Purtroppo la casa madre ha voluto calcare troppo la mano ed ecco là. Ma poi scusate sto gioco è uscito nel 2006 e si mettono a criticarlo solo ora? LOL!
È il primo gioco hentai uscito? No. È il primo hentai che tratta anche di stupro? No. È un prodotto che tecnicamente può ricondurre a un possibile imprint mentale sul giocatore (nella corretta fascia di età ovviamente per il gioco ovvero 18)? No (basta guardare gli screen, grafica a dir poco penosa, manco fosse crysis! :D).
E poi scusate, si critica lo stupro (giustamente) e non l’omicidio? 80% e anche più dei giochi in commercio permette di uccidere una persona in maniera abbastanza realistica(tralasciamo fantasy e horror-fantastici). Max Payne, tutti i Cod, Manhunt, ecc… non li critichiamo aspramente (per carità spero mai :D)?
Non saprei neanche definire Rapelay come gioco ma di certo non ci vedo nessuno scandalo, è solamente un prodotto scadente dedicato a una certa nicchia, come fatto notare dai post precedenti. Basta lasciarlo là e ignorarlo se vi crea fastidio.
Ah, non è il primo gioco hentai che amazon ha sul suo catalogo quindi non capisco perchè lui si e gli altri sono stati ignorati dalla “folla urlante”… 😀 Coerenza portami via.
Giochi hentai pieni di stupri, scat, bsdm e tanto altro. Vanno avanti da anni vendendo su Amazon.jp ;dal successo è nata una costola che produce anime ispirati ad essi.
Parliamo di un COD qualunque? Ammazzi 10 persone sparando alla fronte e sblocchi un fucile?
Nessuno per 1 secondo pensa che quel soldato nemico rappresenta anche un essere umano? Che lontano dal fronte ha genitori, amici, sogni e speranze e magari non vorrebbe essere lì in trincea? No: questo darebbe un minimo di dignità umana ai nazisti e non è tollerabile (perchè poi? ).
Ops scusare errore tag, ho messo tutto il post come link
Ovvero una cosa fuori luogo, falsa e imprecisa.
Cercare ora di collegare questa questione al gonfiato e abusato fenomeno della pedofilia (termine comunque usato in modo improprio) è quantomeno superficiale.
Ironia: e’ bello sapere che qualcuno ancora la capisce
L’ironia la capisco, solo mi è sembrato non fosse il caso vista la serietà con cui è stata presa la questione. Poi magari qualcuno ci crede o la usa come prestesto (non aspetta altro) e quindi ho precisato che si fonda su basi errate.
Ci crede che il pedobear lo definisce gioco dell’anno?
Detto questo, dopo averlo giocato (non lo conoscevo prima di leggere l’articolo, solo per dirvi che post del genere sono solo un’enorme pubblicità a un qualcosa che altrimenti, fuori dal giappone, quasi nessuno avrebbe cercato o giocato) non mi sembra cosi’ sconvolgente come gioco: altri giochi hentai sono stati bannati da Amazon, anche Goruhentai, molto più pesanti sia nel contesto che nei contenuti.
Qualitativamente è un gioco abbastanza arretrato con meccaniche semplicistiche che basa tutto il suo successo estero sullo scandalo provocato dal tema trattato. Se volete qualcosa di divertente ed esotico dal giappone, molto meglio rispolverare il caro vecchio Robot Alchemic Drive o Mr.Mosquito.
Non intendevo questo. La gente potrebbe prendere l’immagine come una critica basata su collegamenti di questioni che in realtà non sono collegate invece che una semplice presa in giro.
Cmq no problem, è chiaro che non l’hai postata per dare adito alle critiche. Chiariti.
Siamo onesti: “la gente” prende qualsiasi cosa come pretesto quando c’e’ qualcosa che da fastidio o semplicemente non rientra nella loro visione di divertimento o umorismo; Dai fumetti ai manga, dai cartoni ai videogiochi, dai libri al cinema…
Magari può interessare quel che dice il MOIGE a riguardo
Da pochi giorni è possibile scaricare da Internet Rapelay, un videogioco dai contenuti estremamente violenti in cui l’unico scopo del giocatore è di abusare sessualmente di donne anche minorenni. Maria Rita Munizzi, Presidente del Moige e delegato europeo dell’EPA, la European Parents Association, in materia di videogiochi intervistata dall’Adnkronos ha così commentato il fatto: “Un gioco del genere, che incita alla violenza contro le donne e minimizza un atto gravissimo come quello dello stupro, costituisce un serio pericolo per i ragazzi specialmente in un momento come questo, in cui ogni giorno la cronaca riporta episodi di aggressione e violenza tra giovanissimi che sembrano aver perso ogni senso del limite”. “Sono necessarie delle azioni che vadano a regolamentare in maniera concreta il rapporto tra videogiochi ed Internet per tutelare chi essendo in giovane età è facilmente influenzabile e più esposto a rischi di simulazione. Da anni il Moige sottopone all’opinione pubblica e alle istituzioni competenti il problema dei videogiochi, chiedendo di andare oltre l’autoregolamentazione delle case produttrici, e di conseguenza di realizzare una normativa seria che preveda, ad esempio, degli obblighi da parte degli esercenti concernente il rispetto della classificazione vigente nel momento della vendita dei videogiochi ai minori. Chiediamo inoltre di migliorare, rendendola più chiara, la stessa classificazione PEGI”
Di giochi come Rapelay ne è pieno zeppo, e sono praticamente tutti di matrice giapponese. Ahimè le software-house che le producono se ne sbattono altamente dei temi e della pochezza con la quale vengono trattati, visto che comunque sanno di avere un mercato piuttosto folto di acquirenti. E tra l’altro è la tipologia di “giochi” che su PC vende meglio di tutte, in Giappone.
Credo che la radice di questo fenomeno sia da andare a cercare nell’attuale condizione della società Giapponese, della visione che si ha della donna stessa (che in Giappone è lungi dall’essere trattata con pari diritti e dignità rispetto all’uomo) e in generale del rapporto che ha in media l’uomo giapponese con il sesso e con l’educazione sessuale. Sono problematiche che hanno radici piuttosto antiche nella loro cultura, e atti come quello dello stupro ahimè vengono spesso o trattati dall’opinione con leggerezza o peggio ancora indifferenza. Tra l’altro i molestatori sono in discreto numero da quelle parti, se si pensa che in tante stazioni delle metropolitane e quant’altro ci sono cartelli di minaccia contro chi si azzarda a “palpare” in mezzo alla calca.
Tutto questo si riflette anche sull’industria videoludica giapponese e sull’utente-acquirente di questi giochi, che vive con superficialità atti come lo stupro e la violenza contro le donne.
Uhm, il Giappone ha da riflettere sulla pena di morte, quello di sicuro.
E in ogni caso bisogna avere molta paura delle donne per volerle così guardare al microscopio, violentarle (virtualmente) e controllarne (si vorrebbe far credere), le emozioni sessuali. Hanno paura che glielo taglino coi denti?
Sono sicuro che non tutti i giapponesi sono così e di certo non solo lì hanno paura delle donne. Mi piacerebbe sentire qualcuno di loro esprimersi seriamente e apertamente sull’argomento.
Coolcat, ovviamente non tutti i giapponesi sono così, ma il fatto che esista addirittura un mercato (e neanche così piccolo) di acquirenti di giochi come Rapelay fa comunque pensare che qualcosa che non va nel sistema di educazione giapponese ci sia, e forse anche qualcosa di ben più radicato nella cultura stessa della nazione. Detto questo, il Giappone è ancora una società fortemente maschilista, e quest’attitudine si palesa sia in casi “banali” sia in situazioni macabre come la presenza di simili “giochi” il cui scopo è quello di fornire una qualche sorta di malsano sfogo mentale.
C’è anche da dire che il fantomatico maschilismo nipponico è sempre un po’ gonfiato, le cose sono cambiate anche abbastanza negli anni. Poi considerare che l’america vuole fare la morale a loro, non perfetti sicuramente, quando hanno un tasso di stupri e violenze nettamente superiore (nonchè altre ipocrisie) mi pare sia fuori luogo. E in generale un gruppo che vuole ergersi a censore di tutto in tutto il mondo personalmente mi irrita (e piacerebbe anche a me poter bandire questi gruppi, così per mostrare quanto può essere fastidioso).
Per il resto non mi sento di giudicare in qualche modo chi gioca a un gioco simile o ad altri generi nello stesso mercato quando poi è normale giocare a giochi in cui si ammazza o usa violenza in vari modi anche li abbastanza banalizzati. Probabilmente in ognuno di questi ci sarà qualche elemento in qualche modo eccitante ma non per questo deve essere ricondotto automaticamente ad una situazione reale.
Riguardo all’intervento del MOIGE, non stante li ritenga lesivi e dannosi e responsabili di danni gravissimi a tutto ciò di cui discutono (grazie a loro ci sono stati abusi su manga, anime e videogame nonchè sull’educazione dei giovani che si fregiano di proteggere), tralasciando la solita superficialità e scorrettezza di informazioni che ogni volta riportano (“da pochi giorni è possibile scaricare”… è un gioco del 2006, “giochi che incitano”… ma dove), la parte finale sull’obbligo di far rispettare gli obblighi di legge sulle classificazioni e vendite mi pare corretto (poi al massimo possiamo discutere sul fatto che il limiti di età sono anche troppo alti). Se poi vogliono dare colpe di problemi sociali a sconosciuti prodotti di nicchia quando le cause sono molteplici e ricontrabili molto più vicino, allora mi pare che si tenti solo di strumentalizzare e colpevolizzare in modo conveniente il capro espiatorio di turno.
@Uriele
Titoli bannati da Amazon? Ma cosa ci poteva essere di così schifoso contando che gira anche l’hentai splatter\gore (quello si è stomachevole)
Bisogna considerare che non tutti debbano essere così addentro al mondo hentai… ad esempio io, pur appassionato di videogiochi, ignoravo la gran parte di ciò di cui avete parlato… e sinceramente il fatto che esistano altri giochi del genere non consola minimamente.
Ma infatti…
“Eh, com’è che la cosa X ti sta sul chiurlo? Ce ne sono altre milionate simili che vengono prodotte sin dal Mesozoico” – ah beh, allora non mi sta più sul chiurlo.
Vabbe’.
Non è il primo.
Comunque per evitare il processo alle intenzioni, visto che capisco che qui non lo ha provato ne visto nessuno, ma si parla per sentito dire:
1) giocabilità simile ai vecchi pornolio (giochini in flash americani) in cui l’unica cosa da fare è muovere il mouse su e giù (o in cerchio in questo caso)
2) Lo stupro è soltanto una scusa per introdurre un tutorial a uno dei classici giochi giapponesi di petting o farming (tipo pokemon per intenderci)
3) La storia è quella di un ragazzo fatto arrestare da una studentessa del liceo per molestie ad una quarta ragazza sulla metropolitana. La sua vendetta è… farsi lei, la mamma e assorreta.
Le prime missioni sono divise in due parti: nella prima la ragazza deve essere fatta eccitare nella metropolitana (un gioco di abilità molto approssimativo e con una pessima programmazione in cui bisogna accarezzare diverse parti del corpo quando le braccia di una ragazza sono spostate da un altra parte); nella seconda parte la ragazza scaldata va da un altra parte e lì incomincia la parte simil pornolio (è triste vedere che un gioco con una giocabilità simile a quella di un flash di 10 anni fa trova mercato…)
“fatte” le tre ragazze, il protagonista viene adottato (???) dalla famiglia e incomincia un addestramento consenziente sul modello di The Training of O (ma senza il sadomaso). Cosa tipica dei giochi del genere è un metro a lato che fa vedere l’eccitamento della ragazza per riuscire a raggiungere un intesa sessuale insieme.
In tutto il gioco NON c’è una singola azione di VIOLENZA sessuale come il picchiare la donna il minacciarla con armi eccetera nè prima, nè dopo il rapporto (c’è la molestia iniziale in treno, ma il rapporto dopo non ha nulla di violento). Insomma a parte l’introduzione è un sim-dating giapponese con al posto delle immagini statiche di ragazze discinte delle parti “flashaction”.
Come prodotto giapponese non è particolarmente scabroso, esistono manga molto più forti pubblicati in America come MAY CHAN’S DAILY LIFE.
Nota finale un gioco brutto e mal realizzato, che fa la sua fortuna estera nel tema/pretesto scelto per mascherare le sue pecche (non esiste neppure una schermata di dialogo scelta tipica dei giochi del genere, al massimo un elementare menu da cui scegliere la posizione). Lo definirei un DOLLDRESSING game scabroso, ma farei un complimento al prodotto.
Se proprio proprio avete voglia di giocare un buon prodotto giapponese di avventura consiglio a tutti il Policenauts di Kojima (in giro dovrebbero esserci le patch per la lingua inglese)
@Karat
Rapelay è solo la punta dell’iceberg, tu non hai idea di quante vagonate di giochi come quello escano in Giappone. Io ho l’abitudine di frequentare board come /jp/ su 4chan (una board dedicata al “Giappone”) e la maggior parte dei thread sono di gente che discute di questi giochi. Ma basta anche andare su un negozio di import di giochi giapponesi per PC (tipo HimeyaShop) per rendersi conto che i giochi “normali” sono il 10% del catalogo mentre il 90% sono hentai, di tutti i generi e per tutti i tipi di perversioni.
Come se non bastasse Internet ha anche aiutato a “sdoganare” questa tipologia di giochi in occidente (il fatto stesso che noi ne stiamo parlando fa indirettamente pubblicità a questi titoli), con il conseguente risultato che il mercato di questi titoli anzichè restare una semplice nicchia confinata nel territorio giapponese si sta piano piano diffondendo anche altrove.
> Io ho l’abitudine di frequentare board come /jp/ su 4chan
4chan???
Ecco, QUESTO è scabroso.
Hahaha, ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio. Dai su, non è un postaccio così brutto, basta stare alla larga dalle sezioni idiote tipo /b/.
Io comunque volevo fare un discorso al di fuori del contenuto. Il fatto che una cosa non piaccia non da assolutamente diritto a farla sparire dal mondo intero o a mettere alla gogna l’intero genere di cui fa parte e questo è quello che sembrano non avere capito i gruppi estremisti. Altrimenti con questo ragionamento bisogna solo sperare nella fortuna di avere gli stessi gusti dei gruppi estremisti.
Alla fine a noi ha sempre dato fastidio che chi sta fuori dal mondo dei videogiochi ne abbia sempre parlato a sproposito ponendo limiti e censure a proprio piacimento e senza cognizione (come è stato fatto anche con manga e anime) creando allarmismi e dando facili definizioni di chi ne fruisce e delle implicazioni su di essi. Se adesso all’interno dello stesso media si fa la stessa cosa con un genere, allora il discorso si ripete.
Non è una questione di genere. A me se in un hentai una ragazza fa sesso con una piovra e poi viene squartata non frega nulla. Qui si parla di ben altro.
basta stare alla larga direttamente da tutto 4chan.
la culla della cultura internettiana? bella cultura di emme. 😉
@ Karat
allora spiegati meglio.
Altrimenti sembra che se qualcosa da fastidio a *te* dev’essere ritirata del mercato e *bisogna* fare la morale sociologica contro chi crea e\o compra questi prodotti. Mentre se infastidisce tiziocaio chissenefrega?
A me fa schifo il pornoscat ma non per questo rompo le palle a mò di moige perché venga proibito o internato chi lo pratica.
Guarda, mi danno fastidio gli RTS, tranne qualche rara eccezione, ma non è che ne chiederei mai il ritiro. Ci sono un sacco di cose che mi danno fastidio ma che tendo ad ignorare. In questo caso si va a toccare un argomento più delicato che merita rispetto, tutto qui, non è che con la scusa delle pippe si può fare tutto tutto.
Chiaro come il sole.
Invece per me no, Karat45: non capisco perchè solo ora che si cavalcano le critiche di altre testate giornalistiche/bloggistiche, anche tu ti lanci contro questo mediocre gioco. Non è diverso da molti altri con tematiche uguali (se non peggiori), eppure tutti là a criticarlo come se fosse il primo a proporre queste tematiche. Avrei preferito piuttosto un’opinione a 360°, sul mondo dei giochi hentai o magari sul genere affine a Rapelay (inutile prenderne uno come capro espiatorio per tutti).
Sbandierandolo ai 4 venti si rischia il contrario, invogliate magari la gente a vedere che porcheria è, quando bastava ignorarlo e sarebbe rimasto in quella nicchiuccia in cui è posto, abbandonandolo al giusto oblio. Uriele l’ha pure descritto nei minimi particolari (che coraggio provare un abominio del genere :D, onore a te Uriele!) e questa sua “oscenità” sembra molto più ridimensionata. Ripeto la mia posizione: il gioco ha fatto scandalo solo per il nome, RapeLay ovvero Rape + Replay.
Potresti rispiegare meglio il tuo pensiero? Grazie!
P.s non è assolutamente una critica verso di te, voglio solo capire meglio il tuo pensiero in merito. 🙂
P.s.s: La Carlucci? Quella che diceva che se lasci il pc acceso per il P2P ti dura solo tre anni? C’era pure la discussione su TGM in merito 😀
Per fare giusto un esempio, se ti fa sembra scabroso il tema, allora dovremmo ritirare dal mercato GTA, perchè è molto più esplicito e violento:
Vai con la puttana, dopo essertela fatta le spacchi la testa con una mazza e le riprendi i soldi (cosa che hanno fatto più o meno tutti almeno una volta). Quindi hai:
sfuttamento della prostituzione
violenza sessuale
quindi STUPRO.
Però anche se è più violento ed esplicito nell’atto non ha nel nome RAPE e allora va bene.
@Dr.Leo: se devo dirti la verità avrei preferito continuare a giocare al bellissimo (e ancora buggatissimo) AZTAKA(aspettate la patch prima di comprarlo, ma vale davvero la pena, spero vinca qualcosa all’IGF di quest’anno), il degno erede spirituale di AQUARIA, ma quando ho visto la discussione non ho resistito e me lo sono scaricato, solo per vedere che chi ne parla non ci ha neanche giocato, ma al massimo ha visto studio aperto 😀
@DottorLeo:
penso sia stato colpito dalla notizia e di getto abbia espresso un opinione morale senza documentarsi.
Non facciamone un dramma: mica è un giornalista di Panorama 😀
XDottorLeo:
Ma dove la leggi la condanna al mondo hentai? Mi puoi citare una frase in cui critico il genere in se?
Esistono altri giochi dove si violentano ragazze? Sai che soddisfazione saperlo… ce ne fossero anche migliaia non sarei più tenero. Considerarli semplicemente dei titoli di nicchia? Perché invece, una volta ogni tanto, rischiare mettendosi in gioco e prendere posizione?
XUriele:
Il confronto tra Rapeplay e GTA mi sembra un pochino forzato.
Ero totalmente all’oscuro di questo caso.
Accidenti Karat! Si fa per discutere! 😀 A parte il fatto che non ho detto l’accusa al mondo hentai, ma solo su questo gioco, quotandomi:
“Avrei preferito piuttosto un’opinione a 360°, sul mondo dei giochi hentai o magari sul genere affine a Rapelay (inutile prenderne uno come capro espiatorio per tutti).”
Ripeto, un’opinione, critica o meno! La tua mi sembra solo uno sfogo di rabbia, cavalcando questa ondata di accuse su un genere che è sempre esistito nella sua nicchiuccia e che fino ad ora non ha provocato danni (non è ancora arrivata la notizia “Ragazzo stupra giovane ispirato da videogioco hentai”, ma anche se fosse è come dare in mano un FPS a un ragazzo tendente alla violenza. Ricordate il caso dei due che avevano ucciso, dichiarandosi ispirati da GTA?).
“Chi compra, giustifica o gioca con gusto a merda simile di suo è una persona culturalmente e mentalmente deviata e profondamente frustrata, anche se pubblicamente vive nella più completa rispettabilità, quindi c’è poco da stare a discutere.” Parole tue, solo uno sfogo senza argomentazione. 🙁
E invece il paragone di Uriele è perfetto: proprio perchè è GTA che gli perdoniamo questo contenuto? Due pesi e due misure? Allora sarebbe ipocrita. I videogiochi, come ogni altra opera ludica/cinematografica/letteraria debbono essere visti con occhio più oggettivo possibile (anche se me ne rendo condo, molto difficile).
Questo gioco ha una trama interessante? Direi di no. Contenuti innovativi? Perdiana no! Grafica? Urenda 😀 Giocabilità? Direi pari a 0. Risultato: perchè scomodarsi per una cosa del genere? Non vale neanche la pena di citarlo.
Capisco che l’argomento stupro sia molto delicato (e dall’impostazione dell’articolo, molto sentito da te, il che ti fa onore 🙂 ) e sentito a oggi, ma di certo non è qua da ricercarne una possibile fonte di “ispirazione”.
Ah, dimenticavo: GTA è accessibile a una fascia ben più ampia, soprattutto ragazzini. Avrei più paura di questo, sinceramente.
Ripeto in Rapeplay non si PERCUOTONO le ragazze per o dopo aver fatto sesso (c’è quella tipica idea da fantasy rape che inizialmente lei dice no, poi senza alcuno sforzo diventa sentimentalmente coinvolta nella cosa… molto tipica del giappone come idea)
In America esiste una fascia di film NON snuff che mette in pratica la rape fantasy (ovvero fingono di essere violentate) e lì la rappresentazione è violenta e con coltelli. In GTA invece il picchiare la prostituta e ucciderla di botte per riprendere i soldi è una pratica usatissima fin da prima di GTA Vice City.
Poi ripeto, se non veniva sollevato il polverone rimaneva un fenomeno relegato al giappone dove, guardacaso, il numero di stupri per densità di popolazione non è superiore a quello di italia francia o america. Poi ripeto, non ti dico giocaci perchè è bruttarello come gioco, ma almeno farsi un’idea prima di parlarne non sarebbe male
PS: non c’entra nulla, ma di base gli ultimi GTA mi fanno schifo, una libertà troppo grande per dare un indirizzo al gioco (Vice city è un eccezione, sono riuscito a portarlo avanti per un bel pezzo data l’ambientazione, ma a lungo andare la mancanza di una vera struttura narrativa fa sentire il suo peso)
Bah io sono dell’idea che uno in un gioco ci può mettere ciò che vuole, se si limitasse anche quello… Ci son già tanti assurdi nelle leggi.
Capisco che ci si possa offendere per mille motivi, che ci sia gente che per un motivo o per l’altro possa sentire le cose vicine ad esperienze di vita, ma non va assolutamente preso l’assunto che il tutto sia collegato alla vita reale.
Voglio dire è pieno di giochi dove si ammazza e distrugge e c’è parecchia gente che davanti al gioco ci impreca o maledice infierendo sui nemici, segno che provano divertimento e entusiasmo nel farlo. Io non sono del genere che si infervora davanti al gioco, però posso capire che possa essere anche divertente lasciarsi andare e spaccare tutto (un po’ come vedere un vecchio action pieno di esplosioni e l’eroe di turno che fa tutti fuori). E penso che con ogni prodotto ci possa essere una componente che attira alcune persone. Chi non prova a far morire i personaggi in modi assurdi delle volte, a sparare ai compagni o far cose che non farebbe mai? Proprio perchè son giochi e può farlo senza le conseguenze che ne derivano. Ciò che è sbagliato è dare per assodato che ciò che è gioco corrisponda ciò che la persona è nella vita reale.
Alla fine di giochi sul vietnam ne han fatti a iosa e un vietnamita magari poteva anche prendersi male, per fare un esempio. Non è che siano propaganda.
Io su un gioco, a prescindere dal contenuto e che piaccia o meno, andrei a guardare e giudicare la fattura. Il gameplay, l’intuitività, la rigiocabilità, la qualità della simulazione (anche di un omicidio, di uno stupro, di una tortura o di una guerra), insomma tutti gli aspetti tecnici e realizzativi.
Come si può fare un libro o un film su un personaggio veramente cattivo o situazioni veramente folli dove il lettore può anche provare a sentire o vivere le cose come se fossero vere, anche immedesimarsi in personaggi deviati, così dovrebbe poter esserlo un gioco senza tentare di giudicarne il tentativo. E non mi sentirei di giudicare chi fruisce di certe opere, almeno non sul piano di gravità che è stato dipinto, quanto più rispetto ad una questione di gusti (insomma c’è a chi piace vedersi trascinare una vecchia in un cimitero e pagare per farla schiattare…). Non vedo perchè bollare la possibilità di provare eventualmente ogni gamma di emozioni.
Le persone sono capaci nella vita reale di prendere le proprie decisioni e farsi le proprie idee e non basta certo un libro o un film a cambiarne la personalità.
Riguardo a ciò che dice Uriele, anche se ripeto che il concetto lo vedrei a prescindere dal contenuto: esistono mille perversioni più o meno accettate e tra queste c’è anche la finzione dello stupro che anche coppie attuano per soddisfare la sensazioni di sottomettere/essere sottomessi (comuni anche a SM o Bondage) che rientra tra la gamma di desideri/sensazioni umane. Il tutto in modo consenziente e controllato. Se ora dovessero tirarsi pacchi perchè c’è a chi accade veramente, sarebbe la fine. A prescindere che poi il genere piaccia o meno, di perversioni ce ne sono tante. Sono daccordo di non sbandierarle ovunque ma tramite specifici canali di distribuzione, come già accade tra l’altro (insomma sarebbe come fare un sexyshop con le vetrine e i falli in vista).
Riguardo al giappone, come detto, è decisamente minore la frequenza di casi di stupro rispetto all’america. Ma anche se così non fosse sappiamo bene che le correlazioni tra certe rilevazioni e la vendita di alcuni prodotti è sempre troppo facilmente equivocabile (leggasi alla gente piace accostare statistiche mirate per confermare le proprie tesi).
Alla fine l’esito di questi casi montati ad arte è sempre il risultato della forza del gruppo che si lamenta. Se non ci fosse stato un’inutile gruppo di estremisti con grande potere a lamentarsi, probabilmente non si sarebbe fatto niente.
E alla fine a subire violenza è stata l’azienda che ha prodotto il titolo.
@Miko: d’accordo su tutto, ma non fraintendere: io non ho detto che ci sono più stupri in america (cosa anche logica viste le dimensioni del paese) ho detto che il livello paragonato al numero di abitanti NON è superiore (o almeno non lo è considerevolmente se lo è) cioè che il fattore è ininfluente. Lo dico solo perchè non vorrei che il messaggio che passa fosse, il surrogato di una violenza scientificamente serve a sfogare nella virtualità un impulso che altrimenti l’uomo (o la donna) sfogherebbero nella realtà.
Diciamo così IL GIAPPONE NONOSTANTE QUESTI PRODOTTI LUDICI E FUMETTISTICI GORE VIOLENTI E DI NICCHIA NON MOSTRA UN INCREMENTO SOSTAZIALE NEI CRIMINI SESSUALI RISPETTO AD ALTRI PAESI DOVE CERTI SOGGETTI SONO CONSIDERATI TABU
Scusa ho frainteso ciò che hai scritto perchè ero già a conoscenza che di fatto in Giappone il numero di stupri (o la percentuale) è realmente minore che in america e quindi mentalmente ho collegato. Ciò che ho scritto dopo però va a pennello con quello che dici tu. Infatti ho detto che se anche il numero fosse maggiore, non è automatico collegare questo ad un certo tipo di intrattenimento e viceversa.