ICO SOCCER

Partiamo dal presupposto che la recensione e le polemiche apparse su Eurogamer.it siano del tutto infondate.

Facciamo finta che il nome non evochi nulla, che i bimbiminkia di GameFAQs siano degli idioti a fare speculazioni assurde. Che sia tutto un equivoco.

Eppure l’idea che il marketing si sia spinto un po’ più in la per qualche soldino facile, dopo una serie di titoli non proprio entusiasmanti in un periodo economico di crisi rimane.

Non è difficile pensare che nella mente della gente, questa copertina:

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Diventi questa:

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A giudicare da quel poco che si legge in giro del titolo sembra buono, anche se tecnicamente non eccelso. Cosa che fa sembrare la scelta infelice del titolo ancora più insensata.

Ricordiamo che sarà uno dei pochi titoli che quest’anno rappresenterà l’Italia videoludica del 2009.

Questo e lo shampoo Neutro Rabers dei discount.

Per fare chiarezza:
ICO (il typing corretto è questo), è un titolo per PS2 che può essere oscuro per i videogiocatori occasionali ma che è considerato uno dei capolavori per quella piattaforma. La critica è quasi unanime e mi trova daccordo.

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ico

Nonostante il pessimo successo commerciale (dovuto anche ad una tiratura limitata) in Europa, ICO è uno dei giochi più discussi tra gli appassionati di videogiochi e, nonostante l’età, rimane uno dei titoli più richiesti e costosi anche nel mercato dell’usato anche in virtù di un packaging molto delicato e particolare.

La notorietà post-flop (relativo, 700.000 copie, vendute per lo più in Europa) di ICO arrivò a livelli tale che per massimizzare le vendite di Shadow of the Colossus (realizzato dallo stesso team) moltissimi siti di E-Commerce preferirono associare il titolo alla dicitura “ICO 2” su indicazioni di Sony, intenzionata a fare cassa sulla fama ormai planetaria dello sfortunato titolo.

Shadow of the Colossus fu un successo senza riserve.

Auguriamo lo stesso ad ICO SOCCER!

16 commenti su “ICO SOCCER

  1. Io sinceramente non vedo il problema ne tutta questa volontà di richiamare un nome. E’ pur vero che la seconda SH italiana in tema videoludico stia cercando di farsi un nome e ultimamente un po’ “vendendo”, ma sfido chiunque abbastanza addentro al mondo dei vg, e che quindi conosca ICO almeno per sentito dire (ovvero non la massa purtroppo), a collegare questo gioco all’acclamato titolo. Sarebbe una mossa di marketing un po’ inutile. Avranno avuto il loro motivi per il nome.
    Piuttosto spiace vedere che la SH italiana che porta avanti un genere a cui sono legato (le AG), a leggere la recensione, soffre sempre di problemi di design un po’ dilettanteschi (detto da uno non del campo) sopratutto per quanto riguarda i controlli e l’interazione uomo macchina (fino a prova contraria la base del videogioco), cosa che purtroppo segna gran parte della loro produzione (pregevole per certi aspetti tra l’altro) che altrimenti sarebbe un bel passo più avanti.

  2. conspiracy theory? solo una mente disturbata (gamefaqs!) potrebbe legare Ico a Ico Soccer. il titolo probabilmente deriva dal fatto che clicchi (pardon, tocchi) le icone per far fare le cose. un banale caso di omonimia unito a un gioco davvero brutto, niente di nuovo. o vogliamo insinuare che la capcom abbia sperato di convincere la gente a comprare super street fighter suggerendo la possibile presenza di un idraulico o di un kryptoniano?

  3. Ma infatti l’ha ribadito anche Riccardo Cangini più volte su uno dei siti linkati da Matteo nell’articolo: Ico sta per Icon, Icone.
    Nel gioco di calcio Artematica si toccano icone con il pennino per far eseguire azioni ai giocatori, e queste icone sono contestuali a seconda che si stia in difesa, attacco, che si abbia la palla o no, ecc…

    Se devo essere cattivello è questo articolo che sembra cavalcare la polemica su Eurogamer, in verità 😀

  4. Non posso che concordare con chi diffida dalla teoria cospirativa. Se avessero voluto attirare chissà chi, di certo non avrebbero inserito ICO nel titolo ma qualcosa di più altisonante (dato il fiasco commerciale dell’omonimo titolo).

  5. Di solito se si lancia un nuovo prodotto si sta ben attenti a non creare similitudini con qualche marchio pre-esistente, tantomeno qualcosa di molto famoso che già esiste. Anche per evitare problemi legali. Qui le osservazioni di MIKO potrebbero essere la chiave di lettura della vicenda.

    Possiamo minimizzare quanto ci pare l’impatto e la penetrazione di ICO nei confronti del mondo videoludico ma sappiamo tutti che si tratta di pretestuoso campanilismo e basta. 😉

    Poi prendetela come viene, una spiritosata nata da una grossolanità partorita da un ufficio marketing poco informato!

    Oppure un semplice pretesto per farvi flammare…

    Per il resto basta dire che non condivido quello che scrive Eurogamer e non posso farlo perché non ho provato di prima mano il titolo… Criticare persino l’assenza di licenza ufficiale mi sembra un pelino eccessivo. Essendo un ex-appassionato di manageriali di calcio, pur odiando il calcio, però potrei togliermi lo sfizio. Di certo non criticherei i nomi storpiati!

  6. Ma quali cospirazioni! Perché ve la prendete tanto? E’ semplicemente un nome infelice per un gioco che forse ne avrebbe potuto fare a meno. Punto.

    Poi, siate realisti. ICO fate finta di non conscerlo voi, è pur sempre un gioco che “ha venduto circa 700.000 copie, per lo più in Europa” (Wikipedia).

    Da Shadow of the Colossus (Wikipedia):
    “The game also came with a “making of” documentary, a trailer for Ico and a gallery of concept art, accessible from the game’s main menu.[51] Sony Computer Entertainment also re-released Ico in PAL territories at the time of Shadow’s release, both to promote the game through Ico’s reputation, and to allow players who did not buy Ico during its original limited release to “complete their collections”.”

    Eddai, non stravolgete la storia…

  7. Non mi pare affatto un articolo polemico o cospiratorio, forse un po’ troppo satirico e pungente.

    Sono un brand manager da molti anni e persino gli stagisti di marketing sanno che non si deve mai fare collisione tra brand, specie se nello stesso mercato.

    Mi sembra che molti di voi facciano finta di nulla ma vi rendete conto che da quanto leggo una delle maggiori software house italiane è uscita con un nome al limite della violazione dei trademark su scala europea?

    Poi ci sono motivazioni più tecniche: ICON SOCCER sarebbe stato un brand più corretto anche considerando le modalità di pronuncia delle lingue europee (le parole che finisco per vocale solitamente si cerca di evitarle). Sarebbe stato anche meno “scomodo” per gli ovvi motivi che qualcuno qui fa finta di non vedere.

    Oltre il brand qui ci si gioca anche l’immagine: a fare lo psicologo l’associazione di Matteo con le marche dei discount non è peregrina e dovrebbe far riflettere su come ci vedranno da fuori.

    Fatemi inoltre dire che noi italiani giustifichiamo troppo facilmente la mediocrità. Essere poco critici con i nostri prodotti interni è quello che distrutto l’industria videoludica prima di farla nascere. Se si è permissivi con un titolo mediocre si setta un benchmark mediocre che investitori e manager utilizzeranno per i loro prossimi progetti, ottenendo risultati che ancora una volta saranno inaffidabili. Si creano dei mostri e delle false credenze che non hanno alcuna consistenza con gli standard internazionali, votandoli al fallimento certo.

    Sbaglio o qualche mese fa industrie per lo più mai sentite e con pochissimo credito hanno creato un gruppo in confindustria sul videoludico? Vi fareste mai guidare da un cieco? Pensateci, prima di giustificare tutto ad oltranza.

  8. Però Matteo, se permetti, passi dal dire che la prendiamo troppo sul serio (e vorrei puntualizzare che il mio intervento era tutto fuorché polemico quanto un tentativo di lettura diversa) al rimarcare che però la scelta del nome è infelice per via dei dati di ventita tutto sommato buoni (se paragonati a quelli dei vg made in italy) del gioco col nome simile e quindi possibile richiamo. Come ho detto, con tutti i giochi che c’erano, mi pare strano che prendano a spunto da quello. Anzi verrebbe da obiettare, senza voler andare ad intaccare la qualità del titolo, che forse la scelta infelice è stata un nome di tre lettere e senza apparende significato di richiamo per il primo gioco.

    Sono dell’idea che il marketing sia più un male che un bene e che le regole inventate ad hoc per giustificarne l’esistenza lascino il tempo che trovano. Se poi si obietta che si basa sulla percezione delle persone, si dimentica che questa è stata formata negativamente proprio da alcune tecniche di marketing. Molte buone scelte di marketing, spesso sono truffe legalizzate, perché vengono con falso pretesto.

    Io poi, sono uno di quelli a cui non piaciono i diritti sui nomi, per quanto poco mi importino (anzi mi infastidisce che si debbe giocare con echi di giocatori reali), perché non dovrebbero esistere in primo luogo. Dovrebbero essere solo grati che il loro nome venga usato e dovrebbe essere dominio di tutti nel momento in cui ottengono lodi internazionali per aver seguito un pallone per hobby, passione o soldi ma pur sempre per proprio interesse.

    Sono daccordo con la critica di Yoshimitsu al gruppo di confindustria.

  9. Il titolo del prodotto mi pare poco importante come argomento.
    Non l’han chiamato Ico Two, ma Ico Soccer. A chi conosce “Ico” quel “soccer” fa ben capire che è tutt’altro. Chi non conosce “Ico” invece, non ne trae danno.

    Seguire i link a Eurogamer, invece, è stato come aprire il vaso di Pandora 😀

  10. Matté ma secondo te 700000 copie le ha vendute tutte nei primi tempi di lancio? O è stata una cosiddetta sleeper hit? 😉

  11. Non poteva venderle al lancio visto che era un titolo dalla tiratura limitata.

    La maggior parte le ha fatte con la ristampa poco prima di Shadow of the Colossus, quando la Sony ha finalmente deciso di investire nel marketing e cavalcare il successo della critica.

  12. Quello che mi fa pensare che non ci sia intenzionalità è che ICO Soccer svela dal titolo che si tratta di un gioco di calcio. Sarebbe assurdo pensare che qualcuno possa pensare che ICO Soccer sia legato ad ICO.
    Cioè chiamare SotC “ICO 2” ci può stare, ma dire che ICO Soccer è intenzionalmente simile, mi sembra eccessivo.
    Qualche coglioncello su GameFaq l’ha fatto, ma la cosa sarebbe morta lì se non se ne fosse parlato ancora.

    Per Yoshimitsu:
    Non sono esperto di marketing, ma a mio modesto parere Icon Soccer suona peggio di Ico Soccer.

  13. Buona sera a tutti,

    breve mail per confermare quanto ipotizzato da Ciro: il nome ICO SOCCER si basa e rafforza (idealmente) il concept del gioco.

    Considerate che l’idea era quella di rivolgerci anche ad un target meno specializzato che molto probabilmente non conosce ICO e forse nemmeno Donkey Kong…

    Un saluto

    Riccardo

    PS avviso che forse non avrò il tempo per rispondere ad eventuali reply.

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