Kane & Lynch 2: Dog Days

Sviluppato da IO Interactive | Pubblicato da Eidos Interactive | Piattaforme PC, 360, PS3 | Rilasciato nell’agosto 2010

Le intuizioni creative dell’ultima produzione di IO Interactive si fermano allo stile visivo, con i personaggi inseguiti da una telecamera amatoriale che produce immagini simil-YouTube. Per il resto basta prendere Gears of War, togliere i nazi omofobici in armatura e mettere al loro posto i due criminali da cui il titolo, talmente criminali che all’epoca della loro prima apparizione tentarono di corrompere un noto sito web per avere bei voti (dilettanti, fatevi insegnare da altri come si fa), e avrete questo brutto riassunto di un gioco, in cui per una manciata di ore bisogna ripetere la formula: percorri corridoio – trova copertura quando arrivano i nemici – spara ai nemici – mettiti al riparo quando lo schermo diventa troppo rosso e stai per morire – dopo che li hai eliminati tutti, fai rifornimento di armi – ripeti.

Il sistema di ricarica automatica dell’energia ammazza quel minimo di tensione che si respira durante gli scontri a fuoco, trasformati in una mera formalità ginnica, mentre la strizzata d’occhio alla YouTube generation, passato l’interesse iniziale, diventa un fastidio, soprattutto lì dove l’effetto telecamera a mano rischia di causare forti mal di testa più che coinvolgimento. Ci sono degli accenni di stealth ma sono poca, fastidiosa, cosa.

La trama racconta di Kane che va a fare visita a Lynch per un affare. I due si ritrovano coinvolti in una brutta storia con la malavita locale, fondamentalmente a causa del caratteraccio che si ritrovano, e devono tirarsene fuori nel solito modo: sparando. Alcuni dei loro presunti amici diventeranno nemici affiancando quelli che nemici lo sono sin dall’inizio e, a quel punto, il dinamico duo potrà contare solo su se stesso, costretti dagli eventi ad attraversare una Shangai sporca e malata, colma di feccia che sbuca da ogni angolo e di poliziotti che si comportano come la feccia di cui sopra. Tra terreni in costruzione, aeroporti, magazzini, grattacieli con le finestre a specchio, centri commerciali senza negozi di abbigliamento e strade illuminate a giorno dalle insegne colorate, Kane e Lynch abbattono tutto e tutti, come due carri armati. I proiettili non gli fanno nulla, anche quando si ritrovano a fuggire nudi e pieni di ferite (un giorno qualcuno getterà ai porci il cadavere di Master Chief per il male causato al mondo dei videogiochi).

L’unico punto a favore di Kane & Lynch 2: Dog Days è la ricostruzione della città, piena di dettagli che la delineano con spietato realismo. Peccato che uno scenario simile sia stato sprecato per un banalissimo sparatutto in terza persona con coperture e parolacce, un gangster movie lo-fi fuori tempo.

6 commenti su “Kane & Lynch 2: Dog Days

  1. “L’unico punto a favore di Kane & Lynch 2: Dog Days è la ricostruzione della città, piena di dettagli che la delineano con spietato realismo. Peccato che uno scenario simile sia stato sprecato per un banalissimo sparatutto in terza persona con coperture e parolacce, un gangster movie lo-fi fuori tempo.”

    Concordo in pieno, un’occasione sprecata (come al solito). In particolar modo, m’inquieta non poco il fatto che critici “specializzati”, nello scrivere i loro articoli su questo gioco, si siano avventurati in improponibili (e comici) paragoni tra questo insignificante titolo ed i grandissimi film di Michael Mann. L’impreparazione di certa critica mette davvero paura.

  2. Non sono così campata in aria poichè le influenze stilistiche e visive sono prese senza mezze misure da un tipo di estetica manniana a tutti gli effetti.
    La scena della discoteca nel primo, o il rip dell’aereporto nel secondo uscito dritto dritto da Heat.
    Poteva essere meglio, ma da un punto di vista estetico ha molto più da dire rispetto ai solito gruppo di orchetti persi nella foresta maggggica del cazzo.

  3. Il primo kane e linch con i suoi terrificanti bug di mira e I.A. mi era quasi piaciuto.Alcuen scene come quella delal discoteca o della spratoria dietro il camion erano superbe.Certo il gioco poi veniva ucciso dal suo motore e dalle sue illogiche stronzate…. però aveva un suop fascino underground-….
    Il 2 è molto meglio tecnicamente ma anceh molto più banale e standardizzato.
    Un vero peccato

  4. Premettendo che il primo Kane & Lynch sia molto meglio di questa fetecchia e che, come dice Nevade, la scena della discoteca (sempre del primo episodio) strizzi l’occhio a Collateral, non basta certo sporcare un po’ l’immagine per parlare di “estetica manniana”. Ma al di là dell’estetica, è la profondità umana dei personaggi di Mann, il suo sguardo desolato, il suo senso tragico del destino (come nella grande tradizione del Noir classico) che fa del regista di Heat e Strade Violente (per citare solo un paio dei suoi capolavori), un autore immenso. Di tutto questo, in Kane & Lynch, non c’è traccia. A voler essere onesti, forse, nel primo episodio, gli autori avevano cercato di umanizzare maggiormente i loro protagonisti, cercando di fornire delle ragioni quanto meno interessanti al perchè delle loro azioni (anche se le sequenze ambientate all’Avana sono spazzatura). Ma anche queste fragili premesse sono state spazzate via dalla sconcertante superficialità, dal vuoto umano che caratterizza quest’ultimo episodio.
    Non riesco più a capire se, dal punto di vista narrativo, le punte estreme di indecenza raggiunte dalla stragrande maggioranza degli odierni titoli (uno su tutti, l’ultimo, orrido episodio di Medal of Honor), sia da imputare più all’inadeguatezza degli “sceneggiatori” o proprio ad una strategia precisa. Come se, pensando a noi videogiocatori come stupidi tamarri da spennare, dicessero: “Vediamo se riusciamo a fargli bere anche questa, vediamo quanta merda riescono a digerire senza vomitare”.

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