Pubblicato da Ignition Entertainment | Sviluppato da Access Games
Piattaforme Playstation 3, Xbox 360 (versione testata) | Rilasciato a Novembre 2010
Nell’ormai lontano 2007 venne presentato al Tokyo Game Show il primo trailer di Deadly Premonition (in precedenza conosciuto come Rainy Woods), un horror poliziesco che richiamava tanto le atmosfere di Twin Peaks. Un filmato promettente, anche perché a quel tempo molti videogiocatori erano già stufi della nuova concezione di horror moderno popolare, inaugurato con Resident Evil 4 (capolavoro che, col senno di poi, ha stabilito nuovi standard nel genere poco apprezzati dalla vecchia guardia). Considerare questo gioco come un semplice Survival Horror è però sbagliato nonché limitante: Deadly Premonition pesca a piene mani tra i capisaldi di diversi generi ed è stato giudicato in maniera quantomeno controversa, passando da stroncature nette a elogi a tutto tondo, suscitando in me particolare curiosità.
Cosa nasconde questo titolo dal prezzo budget?
Francis York Morgan è un poliziotto dell’FBI mandato a risolvere un caso di omicidio ai danni di una bella cameriera, ritrovata appesa a un albero e aperta in due come una cozza nel bosco di Greenvale, paesino americano di montagna abitato da poche anime. York è un personaggio particolare e un po’ squilibrato: sostiene di avere un amico immaginario di nome Zach con cui starebbe in contatto consultandolo in ogni occasione, e riesce a mantenere un’invidiabile freddezza di fronte ad eventi terrificanti e disgustosi; in poche ore ci si accorge che il personaggio ha alle spalle un triste e sconvolgente passato. Inutile tenervi nascosto che il primo omicidio rappresenta solo la punta di un iceberg insanguinato che investirà i quartieri sparsi di Greenvale, con atti violenti e perversi. Il cast del gioco è vario e ben caratterizzato, sebbene composto dai soliti stereotipi da film poliziesco; i colpi di scena durante la storia non mancheranno e a conti fatti saranno proprio la trama e i suoi personaggi a trainarvi verso la fine, che rappresenta la parte migliore del gioco.
Addentrandoci nella struttura del titolo possiamo affermare che Deadly Premonition ruba a piene mani da Silent Hill, Alan Wake, Resident Evil e un po’ anche da Shenmue. Un pout pourri di elementi che riescono a funzionare egregiamente, pur essendo lontani dall’essere ben rifiniti. La storia viene illustrata in episodi come in un serial televisivo, e ogni volta che carichiamo una partita ci viene illustrato un riassunto delle puntate precedenti con brevi flashback.

Arrivati a Greenvale potremo muoverci per il paese a piedi o usando una lenta automobile gentilmente offerta dalla polizia locale; considerando che l’area esplorabile è molto vasta spostarsi su quattro ruote è caldamente consigliato. Il gioco ci offre una mappa consultabile con tutti gli elementi interagibili (persone, oggetti e luoghi) in bella vista, ma è rovinata dall’impossibilità di zoomare oltre un certo livello, rendendo la sua navigazione davvero scomoda e confusionaria. Il tempo scorre lentamente e la maggior parte degli eventi avvengono in una determinata fascia oraria in cui dovremo presenziare all’evento fissato. Le lancette regolano anche la fame, il sonno, la barba e la pulizia dei vestiti di York, niente che non sia sistemabile grazie all’ausilio di cibo (acquistabile o da trovare in giro), un letto o del caffè, un lavandino con specchio e un servizio di lavanderia onnipresente. Il free roaming totale offre la possibilità di girovagare per tutta la mappa a qualsiasi ora del giorno svolgendo attività collaterali come spiare i sospetti, pescare, occuparsi delle missioni secondarie (tante e che includono anche la raccolta di oggetti per tutta la mappa), andare a far compere, fare rifornimento alla vettura (necessario, perché la benzina va via che è un piacere e perché sarà una vera gnocca a servirci) e cambiare quest’ultima presso lo sfasciacarrozze, con un modello più bello e prestante (magari cabriolet). Nel frattempo si porta avanti l’indagine, interrogando i sospetti coinvolti e spulciando i vari luoghi; il tutto in terza persona.
La caratteristica principale delle indagini di York è che spesso si sfonda la barriera del paranormale, entrando in una dimensione simile a quella vista negli horror targati Konami. In questi frangenti si svolgerà la parte action del gioco in cui ci troveremo ad affrontare ordate di zombie impacciati, spesso accompagnati dallo stesso assassino che vorrà farci la pellaccia a colpi d’ascia e a cui sfuggiremo spesso azzeccando alcuni quick time event. Finito il massacro si tornerà alla normalità poco dopo aver ricostruito lo svolgimento dell’omicidio tramite una sequenza di flashback un po’ confusi, resi più chiari grazie alla raccolta di alcune prove. L’arsenale disponibile si focalizza più sulle armi bianche, che risultano essere addirittura più efficaci di quelle esplosive. Alcune missioni secondarie offrono dei premi che possono semplificare di molto la vita del giocatore (armi decisamente più potenti, trucchetti per annullare il tempo degli spostamenti e via discorrendo) oltre ad offrire degli approfondimenti sulle curiose storie degli abitanti di Greenvale.
Nel complesso l’impianto del gioco è interessante e se pure non ogni elemento risulta originale, nell’insieme la libertà d’azione lascia abbastanza soddisfatti. Peccato che debba ancora spiegarvi il perché del prezzo budget: parliamo della grafica.

Suddenly, 1999. Basta sbirciare le immagini a corredo dell’articolo per rendersi conto di quanto sia vetusto il comparto tecnico di Deadly Premonition, praticamente appartenente alla scorsa generazione di console. Un Dreamcast avrebbe fatto di meglio senza scomodare un pezzo da 90 come Shenmue. Personalmente però non sono di palato fine, quindi al diavolo le frivolezze estetiche e cerchiamo di apprezzare la varietà degli interni e la personalità espressa da chi ha disegnato questo titolo (SWERY, probabilmente un nome che sentiremo nuovamente in futuro). Certo che bisogna sforzarsi molto! L’unica cosa che raggiunge la sufficienza sono i modelli dei personaggi, fino a quando stanno immobili, s’intende. Le animazioni sono legnose, il personaggio è un
manichino e il sistema di controllo offre delle funzionalità che non userete mai in tutto il gioco, come ad esempio l’accovacciamento e lo strafe laterale, però ci sono e ne prendiamo atto. Il sistema di attacco ricorda un po’ quello degli ultimi Resident Evil, con l’impossibilità di muoversi quando puntiamo un’arma e con dei nemici che non rappresentano poi una grossa sfida, ad esclusione di qualche scontro verso la fine del gioco. I punti salvataggio (rappresentati da dei telefoni) sono ben diffusi anche durante le investigazioni, purtroppo però sovrascrivono sempre lo stesso slot.
Quanto al comparto audio non c’è un gran bel sentire, il doppiaggio (inglese per tutte le versioni) è di mediocre fattura se escludiamo la voce di York, gli effetti sonori sono giusto accettabili e le musiche sono varie e a tratti inquietanti, peccato che alcune siano utilizzate senza cognizione di causa: quest’ultima pecca va a rovinare l’atmosfera di alcuni momenti di tensione in cui, inspiegabilmente, può partire un brano allegro che rovina tutto; una scelta alquanto bizzarra e che, probabilmente, denota un lavoro di rifinitura in fase di post produzione inadeguato. A peggiorare il tutto abbiamo un gioco funestato da lenti e onnipresenti caricamenti, una traduzione italiana a tratti ridicola e fasi action che risultano a volte un po’ tediose per via dei nemici, spesso soltanto dei noiosi ostacoli mai davvero stimolanti.
Ma allora questo Deadly Premonition è da buttare? Assolutamente no: probabilmente un giocatore di primo pelo lo utilizzerebbe come sottobicchiere, ma per molti altri potrebbe equivalere a un piacevole tuffo in un passato non tanto lontano, fatto di giochi che iniziano e finiscono (cosa ormai rara) con storie che osano molto mischiando cazzi e mazzi, situazioni paradossali e personaggi inquietanti (York mi manca già), a patto di scendere a compromessi, per metà prezzo.
Dategli comunque una chance!
Potete supportare Ars Ludica acquistando il gioco dal nostro aStore
RSS