La mancanza

Il mio rapporto giovanile con il videogioco fu all’insegna della mancanza. Mentre i miei amici si trastullavano con il Nintendo (il primo, sarebbe a dire il NES) o il Sega Master System, io spremevo tutto il possibile da un Commodore Vic=20; ma spremi spremi, non è che ne potesse uscire un Super Mario Bros, un Wonder Boy, un Power Strike.

Nemmeno il passaggio al PC, scelto a discapito delle povere Amiga che già facevano capolino nei cataloghi di vendita per corrispondenza (sui quali comunque sbavavo copiosamente, s’intende snobbando la sezione biancheria intima femminile), risolse il problema: scoprii presto che certe cose, semplicemente, sul pc nessuno si era mai preso la briga di farle (bene).

Così il povero giovane pc-ista dipendente da Street Fighter 2 in sala giochi si ritrovò ad annaspare tra imbarazzanti porting dello stesso, picchiaduro alternativi che usavano un solo tasto oltre a quelli direzionali (Ultimate Body Blows), picchiaduro shareware quasi pregevoli (One Must Fall, non il 2097) ma un pochino limitatini (due lottatori identici, uno stage, un round). Lo stesso che si divertiva, sempre in sala giochi (e soprattutto in doppio), alle prese con i soccer più disparati, a casa faceva un grosso sforzo di fantasia per vedere in (credo si chiamasse) “International Soccer” qualcosa di decente; e non lo salvò nemmeno la Signora Sensible Software, perché il loro Soccer era sì divertente, ma non era la stessa cosa.

Mi chiedo ancora oggi da dove nascesse quel desiderio di giocare, non a un gioco bello, ma a un gioco specifico, bello o raccapricciante che fosse; desiderio poi soddisfatto a distanza di diversi anni, grazie all’emulazione, quando ormai aveva mutato forma assumendo quella di una vaga curiosità, e quando ormai alle lacune al parco giochi del PC erano bene o male state messe delle pezze (Super Street Fighter 2 Turbo, qualche Mortal Kombat, Fifa e Actua Soccer, Rayman, successori vari).

Oggi si piange, ci si fascia tanto la testa per la presunta ventura morte del pc come piattaforma di gioco, ma ci fu un tempo in cui la situazione era ancor meno rosea; e se è vero, non lo so, ma se è vero che risorse creative stanno venendo dirottate dal PC verso altre piattaforme, non posso fare a meno di constatare come il mercato dell’intrattenimento sia più vario (e fluido) che mai, e come questa conseguenza sia il minimo che ci si deve aspettare. Non ultimo, va considerato che il PC come lo conosciamo oggi tramonterà, o per meglio dire muterà radicalmente, anche per ciò che esula dall’intrattenimento: sempre maggiori porzioni di sistema operativo e software saranno delegate ad una comunicazione client-server, la quale se riuscirà, appoggiandosi al web, anche ad essere multipiattaforma, potrà mettere sullo stesso piano tutti gli scatolotti da gioco che ci troveremo a comprare.

17 commenti su “La mancanza

  1. Bello. Provavo anche io qualcosa di simile, da giuovincello, quando papà mi comprò l’Amiga (venendo dal C64) e vedendo i miei amichetti con lo SNES.
    Sicuramente hai patito più tu, però… 🙁

  2. Io invece mi impiovrai appositamente e mi ci divertii parecchio :]

    (mi ci volle un po’ prima di passare a doom… non lo trovavo nei negozi, e non c’era alcuna garanzia che me lo facessero arrivare, se glielo chiedevo… pensa te :P)

  3. Bah, basta vedere gli annual report di ESA per capire che il PC non è morto e probabilmente non morirà tanto presto (a meno che vendere nel 2006 un volume di giochi pari a quasi 1/4 dell’intero mercato console – 7 piattaforme – sia un sintomo di crisi).

    La politica dei port fatti male e dei presunti generi inesistenti nasce dagli interessi economici che i publisher hanno nel spingere i giochi console: prezzi quasi doppi, budget edition molto più lontane nel tempo, meno competizione con produttori indipendenti, maggiore “politicizzazione” del licensing. In tutto questo non ci guadagna certo l’utente finale.

    Però qualcosa potrebbe cambiare… Mentre ci promettono un Sacred 2 castrato su PC, con motivazioni tecniche da marketing, Capcom ha annunciato una versione migliorata ed arricchita di Lost Planet, EA ottimizza i suoi giochi per i laptop Intel Vista Ready e i suddetti PC riescono ormai a far andare decorosamente moltissimi titoli multipiattaforma per 360 (tra cui Oblivion).

    Evidentemente l’occasione persa di Resident Evil 4 su PC ha significato qualcosa per Capcom…

    Rideremo anche sull’incremento di vendite di Sacred 2 su 360, ora che perderanno tutta quella user-base che li ha arricchiti comperando le versioni prezzo popolare di FX interactive 🙂

  4. E infatti l’immagine non c’è 😛 (lo so, lo so, è più carino e più leggibile se c’è un’immagine per ogni post, ma non ce l’ho messa).

    La riga tra i paragrafi la salta automaticamente wordpress (così è impostato il tema), infatti mi stupisco quando non succede o_O

  5. In effetti ho vissuto spesso questa sensazione di “inferiorità psicologica”, soprattutto agli albori, quando bramavo l’Intellivision (ma Satana in casa mia era visto con un po’ meno acredine delle console) e poi in era PC, quando TGM e le altre riviste (e di conseguenza i lettori) ti facevano sentire (praticamente) un pezzente se non avevi il PC della NASA che serviva a far girare l’ultimo gioiello tecnologico (che poi, spesso, quando finalmente avevi i soldi per procurarti computer e gioco, o lo provavi dal tuo cuggino/amico riccone, si rivelava una mezza stronzata sopravvalutata 😀 ).

  6. Deltree: è un sintomo di crisi quando gran parte del volume d’affari del mercato PC gravita attorno ad un unico genere, gli MMORPG.

  7. Mah, io vedo un grosso riquadro con la crocettina rossa in alto a sinistra, tipo di immagine non caricata… subito dopo il testo.

  8. Che dire, io ho avuto per molti anni il C64 mentre i miei compagnetti di scuola avevano già l’Amiga 500. Era davvero triste andare a casa loro e poi tornare sul mio C64 vedendo gli stessi giochi downgradati pesantamente. Però ero fiero di alcune conversioni superiori. Alla fine l’Amiga la ebbi pure io, anche se per poco tempo (subentrò il PC poco dopo, dopo gli esami di scuola media).

    Il PC non morirà mai come macchina da gioco, purtroppo è vero che al momento il mercato è in mano ai MMORPG, ma sono convinto che non durerà ancora per molto. Prima o poi le SH si stuferanno di accontentarsi delle briciole, rischiandoci capre e cavoli. Inoltre, grazie al digital delivery, sono nate molte software house indipendenti, che trovano miglior dimora su PC.

  9. Emack, i numeri di ESA NON tengono conto del volume di affari, ma delle copie vendute. Gli MMOG (che non sono solo RPG ormai da anni…) ne escono notevolmente penalizzati (per non dire negletti), così come tutti i giochi in digital delivery\shareware o web based.

    Certo, ci sono le copie di WOW (solo 3 milioni nel 2006, perché dalla ricerca ESA è esclusa l’Asia), che vengono comunque stracciate da un qualasiai Final Fantasy a caso… Dire che i MMORPG (o MMOG che è più corretto, visto che il mercato si è evoluto molto da Ultima Online ed Everquest, anche se molti WOWisti non lo sanno ancora) sono un segno di crisi è come dire che gli Action Adventure sono l’epitaffio delle console…

    La verità è che il PC è una piattaforma più democratizzata e fa paura ai grossi publisher perché un giochino shareware da 9.99 può rischiare di far fallire il nuovo titolo di Paris Hilton e 50 Cent, mentre invece su console la mafia delle date di rilascio ti lascia comunque quelle 3 settimane di spazio in cui si rastrella (poco con ste console next gen, e dal tunnel pare non usciranno tanto presto). La colpa non è certo la nostra se la Games Industry non sta reagendo alla fine del mercato di massa e alla nascita delle masse di mercati nell’industria dell’intrattenimento. Che l’era dei garagisti arricchiti arrivi al termine e che qualcuno inizi a proporci vera innovazione sia tecnica che ludica, magari condita da una vera gestione industriale del settore?

    Ad ogni modo, questi discorsi li ho sentiti sia ai tempi degli RTS, sia col boom degli FPS…

  10. Gli unici MMOG che escono con cifre rilevanti dalle stat di NPD al momento sono WOW e Guild Wars. Sono due anni che sono fissi nella top 20. Il resto son tutti giochi “classici”. Gli altri MMOG sono tutti abbondantemente (mooolto abbondantemente) sotto il mezzo milione di copie vendute, molti se arrivano a poche centomila copie vendute in assoluto è già miracolo…

  11. 1. Nelle classifiche NPD che ho visto (2004) non c’era nessun gioco PC nelle prime dieci posizioni (ma magari non sono stati proprio considerati? Ora mi viene questo dubbio);
    2. Mi sembra che nel 2004 siano stati venduti 45 milioni di videogames PC, in cui la parte del leone l’ha fatta WoW;
    3. Secondo i dati NPD, tra il 2004 ed il 2005 c’è stata una flessione da 7.4 a 7 miliardi di dollari del giro d’affari PC (inclusi gli stessi PC;
    4. PC e giochi per PC sono passati dai 250 milioni nel 2004 ai 228 milioni nel 2005;
    5. Nel rapporto 2006, le console hanno portato il mercato a 12.5 miliardi di dollari, mentre i videogiochi per PC aggiungevano “solo” 970 milioni di dollari al computo (registrando una crescita, questo sì).
    6. Nella classifica 2006, oltre a WoW, nelle prime dieci posizioni ci sono 5 titoli legati a The Sims.

    Per me c’è abbastanza per dire che la piattaforma PC si sta trovando in minoranza… Ricordavo male i numeri riguardanti i giochi multiplayer. A ‘sto punto avrò letto qualche sondaggio, del tipo “a quale gioco giocate di più?”. Chiedo venia 🙁

  12. Pings/Trackbacks Play Free Arcade Games

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.