Speciale Pokémon

gba - firered packshot Parliamoci chiaro: Pokémon o lo si ama o lo si odia, come molti altri RPG nipponici. Complice un game design molto semplice ed una grafica in stile manga essenziale e pulita, la serie, dopo la sua scoperta da parte di una nicchia di hardcore gamer, è stata da sempre commercializzata come un gioco per bambini, anche grazie al grandissimo successo che dell’Anime, e questo non ha certo influito sulla popolarità degli RPG tra i più grandicelli. In realtà Pokémon è molto più che un gioco per bambini in età scolare e presenta spunti di interesse per chiunque ami gli RPG corali in cui si hanno a disposizione centinaia di personaggi da far progredire e customizzare. Se vi piaccino gli RPG a turni e siete andati pazzi per Final Fantasy Tactics, Suikoden, Megami Tensei o Persona è probabile che Pokémon faccia al caso vostro, se riuscirete ad andare oltre il consunto concetto che si tratta di un gioco per mocciosi.

In questo articolo faremo una lunghissima e, si spera, sufficientemente esaustiva retrospettiva di tutti i Pokémon RPG mai rilasciati, cercando di fornire lumi ed introdurre chi fin’ora si era sempre tenuto a distanza di sicurezza dalla serie alle sue più interessanti meccaniche di gioco.

Cos’è un Pokémon RPG, esattamente?

emerald safariCiò che ha reso Pokémon un gioco unico è la sua inconfondibile presentazione: le meccaniche sono apparentemente semplici ma nascondono una profondita stratificata che permette di utilizzare il gioco con livelli di coinvolgimento crescenti. Il design open-ended si appoggia su una struttura narrativa di base tipica dei titoli nipponici: il protagonista si imbarca per propria scelta o come conseguenza di eventi al di fuori del suo controllo in un viaggio di esplorazione ed apprendimento che lo farà diventare un Campione Pokémon. Per far questo egli dovrà innanzi tutto addomesticare ed allevare i Pocket Monsters (termine che, abbreviato, diventa Pokémon) che incontrerà al fine di studiarne le potenzialità in combattimento e l’ecologia. I dati acquisiti saranno inseriti in un database portatile chiamato Pokédex, usato per classificare ed analizzare le molteplici specie di Pokémon esistenti. Il protagonista, una volta acquisita una squadra di Pokémon sufficientemente esperti dovrà affrontare gli 8 Capi Palestra che forniscono le certificazioni sui più comuni tipi di Pokémon, per poi affrontare i cosidetti Elite 4, i vecchi Campioni Pokémon i cui pet sono ormai arrivati a livelli di esperienza ineguagliati. Attorno a questo pretesto narrativo molto giapponese, si dipanano altre vicende che invece sono specifiche per ogni serie: l’eroe si troverà impegnato a sventare la conquista del mondo da parte dei cattivoni di turno (che ovviamente preferiscono i Pocket Monsters alle armi), dovrà approfondire le origini ed i legami che legano i Pokémon e gli esseri umani, si troverà coinvolto in battute archeologiche, quest ecologiche, concorsi, missioni di recupero, etc…

dp trade Il meccanismo di gioco è pesantemente ispirato a classici del passato 8-bit come la serie Megami Tensei: il giocatore non interviene mai in prima persona nei combattimenti a turni ma si affida ad un party composto al massimo da 6 mostri che si comportano a tutti gli effetti come dei personaggi giocanti. Essi accumulano livelli di esperienza che permettono loro di migliorare i propri attributi ed acquisire nuove mosse di combattimento, raggiunte le giuste condizioni essi si evolvono in forme di vita progressivamente più potenti. A differenza di Megami Tensei, in cui tutti i pet acquisibili dello stesso tipo sono sostanzialmente uguali, Pokémon introduce moltissime variabili che influenzano lo sviluppo dei mostriciattoli: i potenziali di crescita di due mostri della stessa specie possono andare in direzioni differenti perché sono influenzati da alcuni parametri casuali, dagli avversari che il mostro affronterà durante il suo allenamento e da alcuni oggetti o alimenti che il giocatore gli fornisce. Questa enorme variabilità, unita alla classificazione dei mostri in 13 tipologie elementali differenti e al fatto che ogni mostro può conoscere solo 4 diverse mosse di combattimento prese da un pool di diverse decine che acquisisce durante la crescita, crea moltissime combinazioni utili (ed inutili) ai fini del combattimento. Se per ultimare il gioco ci si può limitare ad allevare una decina di mostri, parte del divertimento e del fascino del gioco risiede nel localizzare e catturare tutte le creature per poi allenarle al meglio o scambiarle con altri giocatori. Queste sfaccettature, che nel caso dei giocatori meno esigenti possono essere del tutto trascurate, diventano un fattore di longevità estrema per chi ama il tweaking dei personaggi, la caccia ai contenuti nascosti e, ovviamente, la competizione.

Un altro aspetto caratteristico della serie, infatti, è quello multiplayer competitivo. Sin dal 1996 infatti, GameFreak ha dato ai suoi titoli la possibilità di giocare in multiplayer locale con il fine di scambiare i mostri e affrontarsi in combattimenti PVP. Ciò che rese popolare questa modalità di gioco è il fatto che in ogni versione del gioco è impossibile completare il Pokédex: alcuni mostri (circa una ventina) sono presenti solo in una versione specifica e non nell’altra, incoraggiando l’aspetto sociale del gioco. Visto il successo del concept degli scambi, nel corso degli anni Game Freak ha esplicitamente incoraggiato il multiplayer aumentando le feature disponibili ai potenziali allenatori come il fatto che i mostri scambiati progrediscono più velocemente di quelli catturati oppure che oggi sia possibile far accoppiare ed allevare i Pokémon ed avviare delle vere e proprie scuderie di campioni selezionati per specifici ruoli nei combattimenti.

dp cityscape La genialità degli sviluppatori non si è però fermata qui: ogni gioco è letteralmente pieno di meccaniche segrete e zone apparentemente inaccessibili. La coscienza collettiva degli appassionati nel corso degli anni è riuscita a dirimere gran parte dei segreti annidati nei vari titoli, ma alcuni temi ancora risultano controversi, nonostante siano passati oltre dieci anni dalle prime versioni del gioco. La ricerca di queste particolarità nascoste è quello che rende l’esperienza di giocare a Pokémon unica: non sempre quel buco nella lista del Pokédex vuol dire che il Pokémon è inaccessibile nella versione che si possiede: nel passato i giocatori hanno assistito con sorpresa ad evoluzioni inaspettatate tra Pokémon scambiati in circostanze particolari (come l’equipaggiamento di un oggetto specifico o il giusto morale tanto per fare due esempi). Anche il semplice collegare due Generazioni diverse di giochi tra di loro può portare delle sorprese, come vedere luoghi familiari popolati di nuovi mostri prima ignoti oppure assistere al dipanarsi di nuovi eventi.

Quello che stupisce è come il gioco riesca a veicolare questa notevole varietà utilizzando pochissime e semplicissime regole di base: familiarizzare con la struttura di gioco è semplice, ogni mostro è facile da controllare perché le mosse che possiede sono solo 4 ed è molto semplice ricordare tutte quelle di cui si dispone in un party (appena 24), ogni creatura è facilmente riconoscibile e questo permette di ricordare immediatamente il ruolo che si è scelto per lei in battaglia. Nonostante esistano molti tipi di Pokémon e ancora più mosse, la loro introduzione è graduale (praticamente l’intero gioco single player è un lunghissimo tutorial che alla fine lascia il giocatore completamente padrone dei suoi mostri) ed il design segue sempre i criteri dell’essenzialità e della chiarezza. Il completare il gioco non lo finisce: gran parte del mondo diventa accessibile solo a storyline conclusa e molte prove e quest secondarie iniziano solo dopo che la storia principale (e con essa il processo di apprendimento) è stata del tutto conclusa. In questo modo ogni prova è al massimo un’impresa impegnativa ma mai impossibile o frustrante perché il design ha fornito in precedenza sempre tutti gli strumenti e le cognizioni necessarie ad affrontarla.

La Generazione 1: Verde, Rosso, Blu e Giallo

gb - green Nonostante quanto detto, il primo Pokémon (Pokemon Verde, 1995) fu un insuccesso clamoroso. GameFreak, lo sviluppatore del gioco, rischiò la bancarotta e ritardò volutamente il rilascio della versione complementare (Pokémon Rosso, 1996), per rivederne la grafica e lavorare sulle mappe ed il bilanciamento (la versione Verde era veramente troppo complicata e frustrante). Ci sono precise ragioni storiche per questa mal ricezione: il Gameboy sino a quel momento era stata una console su cui gran parte degli sviluppatori rivendevano le proprietà intellettuali già consolidate sulle console casalinghe. La sola idea di creare qualcosa di dedicato al mattoncino grigio, che non avesse come protagonista un personaggio già famoso era ritenuta assurda e gli stessi videogiocatori non erano abituati a cercare delle novità assolute nelle offerte Gameboy. Fortunatamente, però, qualcuno riconobbe i pregi di Pokémon Verde e quando la revisionata versione Rossa fu immessa nel mercato, il passaparola inescò l’inizio della leggenda. Oltre ad abbassare la difficoltà e la complessità delle mappe, Pokémon Rosso instaurò quella che divenne una delle componenti virali più efficaci nella vendita delle cartucce colorate: i vantaggi in esperienza acquisita per i Pokémon scambiati con altri allenatori.

Anche secondo gli standard di oggi, la Generazione 1 propone un’offerta di feature tale da fare invidia ai titoli per le console ammiraglie: decine di ore di gioco, una scuderia di 150 mostri e un efficace supporto degli sviluppatori che sin da subito crearono una lega competitiva ufficiale e dei mostri da distribuire come premio solo in determinati eventi pubblici. Queste caratteristiche fecero arrivare massicciamente Pokémon anche in occidente: nonostante la barriera linguistica, la struttura open-ended del gioco permetteva anche agli utenti import di apprezzare il multiplayer e la customizzazione estrema dei personaggi.

La release giapponese di Pokémon Blu (1997), una versione ulteriormente revisionata e bilanciata della Generazione 1, fece da base per il rilascio simultaneo delle prime due versioni occidentali di Pokémon: Pokémon Rosso e Pokémon Blu (1998). Queste versioni sono esclusive per l’occidente e basate sul codebase di Pokémon Blu giapponese, esse presentano una grafica migliore ed un gameplay talmente bilanciato da rappresentare il punto di riferimento per la Generazione 1 anche in Giappone.

GB - Pokemon Blue A bene vedere, la Generazione 1 non è invecchiata benissimo. Ancora oggi si nota un Gameboy spinto oltre i limiti del possibile, un mondo esplorabile che fa invita a Link’s Awakening e una complessità di gioco unita ad una semplicità di interfaccia ritenuta impossibile da ottenere su Gameboy. Basta ricordare gli obrobriosi Final Fantasy per GB per rendersi conto che Pokémon creò un superiore metro di valutazione per gli standard RPGistici su handheld, metro che riuscirono ad eguagliare solo i succesivi port revisionati di Dragon Quest (da cui con l’influenza di Pokémon nacque il divertente spin-off Monsters) e i vari episodi di Zelda (che nelle sue ultime iterazioni per Gameboy Color scelse anch’esso la strada delle versioni multiple collegate tra di loro in alcune meccaniche di gioco).

Da questo momento in poi il mondo dei Pokémon sembra sdoppiarsi. Da un lato inizia la mercificazione del marchio su scala globale e spin-off videoludici di bassissima qualità basati su un Anime dedicato ai bambini più piccoli (errore che diventerà deleterio nel lungo termine), dall’altro continua, quasi con indifferenza, l’inesorabile marcia degli RPG dedicati ai mostri più popolari del globo, che continuano ad affascinare gli hardcore gamer di tutte le età, grazie alla raffinata giocabilità e ad un multiplayer ineguagliabile.

Il primo scricchiolio in Pokémon lo si registra già con un deludente Pokémon Giallo (1998), ennesima re-release della Generazione 1, che integra Pikachu ed alcuni eventi dell’Anime nella storyline ma non aggiunge molto alla serie. In aggiunta alle solite side quest si aggiunge in nuovo obiettivo di mantenere Pikachu sempre di buon umore e un parziale supporto al Gameboy Color con una modalità Super Game Boy a palette variabile.

Visto il relativo insuccesso di Pokémon Giallo tra gli amanti dell’RPG, gli sviluppatori decidono di mantenere le distanze dal resto dell’aggressivo merchandising per non rischiare di rimanere intrappolati nella macchina mangiasoldi che loro stessi avevano contribuito ad avviare.

La Generazione 2: Oro, Argento e Cristallo

GBC - Crystal Overworld Pokémon Oro e Argento (2000) sanciscono questa volontà di indipendenza: il Pokédex viene espanso con altre 100 nuove entry (portando il massimo a 251), si introduce il ciclo giorno-notte che influenza gli incontri casuali (e quindi la cattura dei Pokémon) e c’è l’introduzione di due nove tipologie di Pokémon. Le novità proseguono con la differenziazione delle Pokéball (gli strumenti necessari a catturare i Pokémon selvaggi) per rendere più efficace e meno frustrante la cattura dei mostri più rari ed aggressivi, c’è uno sviluppo ulteriore della storyline già introdotta con le quest archeologiche della Generazione 1 che vede come protagonisti i Pokémon Antichi e Leggendari. Ora è inoltre possibile equipaggiare i mostri con oggetti che ne aumentano le prestazioni in battaglia e sono introdotti gli Shiny Pokémon, rarissime versioni di colore diverso dei Pokémon standard, con potenzialità di crescita molto maggiori, indispensabili per i competitivissimi tornei Giapponesi. Un particolare che diventerà fondamentale nella Generazione 3 viene introdotto qui quasi in sordina: l’allevamento dei mostri. Utilizzando apposite stalle presenti nel gioco e due Pokémon di sesso opposto appartenenti alla stessa specie è possibile ottenere delle uova che, una volta schiuse, forniranno un mostro che erediterà (per lo più convertendole in meglio) le caratteristiche dei propri genitori.

Anche lo scenario della storia cambia: a Kanto, il continente della Generazione 1, il gioco aggiunge Jotho, il continente da cui si parte. Kanto diventerà esplorabile solo dopo aver battuto completamente gli Elite 4 e aver concluso la storia principale del gioco. Oro e Argento presentano grosso modo la stessa struttura narrativa della generazione precedente: come al solito alla scalata al potere per divenire un Campione si affiancano decine di eventi e storie parallele. Durante l’avventura (lunga quasi il doppio rispetto alla Generazione 2) il protagonista scoprirà che il Team Rocket non era stato completamente sconfitto e dovrà sventare un loro nuovo piano per dominare il mondo.

gbc - crystal combat Come di consueto, dopo poco tempo venne rilasciata la revisione finale della Generazione 2, Pokémon Cristallo (2001), che conteneva solo minori tweak nel gameplay e un assortimento di Pokémon leggermente differente per rendere ancora necessaria l’interazione con altri giocatori. La consuetudine di rilasciare la “versione definitiva” di ogni Generazione, migliorata grazie ai feedback dei fan, diventerà uno standard nel sistema di commercializzazione di Pokémon e le future iterazioni oltre a tweaks e fix apporteranno moltissime nuove feature per rendere il titolo finale di ogni serie più appetibile.

Se con Giallo si era cercato di banalizzare il tutto per renderlo adatto ai bambini in età scolare, qui la tendenza si inverte: tornano i manualoni di centinaia di pagine e il livello di difficoltà e complessità cresce di nuovo, riguadagnando il rispetto dei giocatori più maturi che proprio non si trovavano negli incontri ultra-semplificati e troppo facili della versione Gialla. Tuttavia qualcosa manca ancora. L’aggiunta di nuovi mostri non solo espanse le potenzialità di gioco ma rese molti più evidenti alcuni limiti del game design: la propensione all’utilizzo di Pokémon con abilità super-efficaci sui mostri di tipo opposto per superare gli scontri più duri e una eccessiva importanza dei livelli di esperienza dei mostri limitavano il divertimento negli scontri multiplayer. Nonostante Pokémon preveda 100 livelli di esperienza per ciascun mostro, anche un singolo livello di distacco nella Generazione 1 o 2 voleva dire disfatta totale per il Pokémon più debole, rendendo obbligatori scontri tra mostri di uguale livello o scontri tra mostri di livello massimo per garantire un minimo di bilanciamento.

La Generazione 3: Verde Foglia, Rosso Fuoco, Rubino, Zaffiro e il traboccante Smeraldo

Con l’avvento del GBA, divenne ben presto maturo il tempo per il lancio della Generazione 3: Pokémon Rubino e Zaffiro (2003) furono un progetto ambiziosissimo, volto a colmare tutte le lacune delle precedenti Generazioni. Per la prima volta le due edizioni hanno storie completamente diverse e vengono aggiunti altri 135 mostri, portandone il numero complessivo a 386. Per la prima volta, però, solo 200 sono catturabili nei due giochi e gli altri devono necessariamente essere importati utilizzando i due remake della Generazione 1 che saranno rilasciati poco dopo: Pokémon Rosso Fuoco e Verde Foglia (2004).

emerald La necessità di reimportare i vecchi mostri utilizzando dei remake non fu solo commerciale. Il gameplay in Rubino e Zaffiro fu completamente stravolto: i mostri vengono arrichiti di specifiche personalità individuali (prese a caso tra un pool di 20 diverse) e di un’abilità speciale che dipende dalla specie, fattori che influeranno moltissimo lo stile di combattimento di ogni razza. Ora si possono far combattere sino a due mostri contemporaneamente aggiungendo molta profondità ai duelli con l’introduzione delle combo di gruppo. Il sistema di riproduzione diventa più complesso, permettendo accoppiamenti tra razze diverse e la possibilità per i baby Pokémon di nascere con mosse che prima era possibile acquisire solo utilizzando un numero limitato di oggetti trovati durante il dipanarsi della storia. Da questo momento in poi, l’allevamento dei mostri diventa fondamentale per il successo in multiplayer e Pokémon inizia a subire le influenze di giochi come Harvest Moon ed Animal Crossing su alcune caratteristiche secondarie, come la coltivazione e l’ibridazione delle bacche (che, se date ai pokémon gli forniscono abilità speciali), la partecipazione a concorsi e i rivisti meccanismi di scambio, più simili ad una vera e propria compravendita.

In Rubino e Zaffiro viene introdotta la nuova regione di Hoenn, con una geografia molto più complessa e vasta. Le due storie vedono il protagonista alle prese con il Team Magma o Aqua (a seconda della versione), desiderosi di conquistare il mondo controllando i temutissimi e potentissimi Pokémon Leggendari.

Successivamente, entrambe le versioni (già di per sé molto lunghe ed impegnative rispetto agli episodi precedenti) verranno accorpate in un unico gioco di portata epica, Pokémon Smeraldo (2005), in quello che ancora oggi è il gioco per Gamboy Advance più grande e ambizioso mai realizzato, richiedente almeno 80 ore per essere completato ed integrante anche tutte le creature presenti nelle ormai inutilizzabili versioni Oro, Argento e Cristallo che erano rimaste escluse dalla Generazione 3 a causa delle revisioni radicali nel gameplay.

emerald title Se dal punto di vista tecnico la Generazione 3 fu un grande passo avanti, essa fu anche uno shock per gli appassionati poiché tutto fu stravolto. Al passo falso iniziale di escludere tutti i Pokémon Classici (che avevano ruoli molto ben definiti nei tornei ufficiali) sino al lancio dei due remake, si aggiunse l’eccessiva verbosità e lunghezza di Pokémon Smeraldo che divenne appannaggio solo dei più resistenti giocatori hardcore. D’altra parte, la rivoluzione del gameplay fece guadagnare alla comunità moltissimi nuovi adepti, non più intimiditi dalle consocenze pregresse e dai risultati già raggiunti dei veterani. Con la Generazione 3 diventa del tutto chiaro che Pokémon l’RPG non è un gioco adatto ai bambini: il gioco ormai è troppo complesso e lungo per essere completato da un bambino in età scolare come poteva accadere per i precedenti episodi.

Se in Giappone, per motivi culturali ed educativi, i Pokémon RPG continuano ad essere popolari anche tra i più piccoli, in occidente questi giochi sono completamente alieni agli standard di intrattenimento dei fanciulli e Pokémon diventa una grande delusione per gran parte di chi lo chiede in regalo, contribuendo alla progressiva contrazione del fenomeno commerciale ad esso associato. La Pokémon Company reagisce forse troppo tardi promuovendo giochi di alta qualità e semplificati per i più piccoli (come Pokémon Ranger) e gran parte dei bambini vengono persi a favore di serie con giochi più compatibili con la platea dei più piccoli. Il fenomeno commerciale inzia il suo ridimensionamento. Paradossalmente, gli RPG ne escono rafforzati, grazie anche al fatto che i primi adepti della serie nel frattempo sono cresciuti e sono più che soddisfatti di giochi più profondi. Altri spin-off del tutto adatti agli adulti (come il gioco di carte collezionabile) soffrono per il marketing che ha trascurato tutti a favore del volubile vivaio dei più giovani che però sembrano preferire sempre più Yu-Ghi-Oh!, anche per la sua maggiore semplicità ed immediatezza.

La Generazione 4: Pokémon Diamante e Perla

Finalmente arriviamo ad oggi. Dopo un’ennesima pausa di riflessione per evitare un ulteriore passo falso, finalmente è arrivata la quarta e ultima generazione di Pokémon: Pokémon Diamante e Perla (2008). Con questa edizione, considerata da tutti un indiscusso capolavoro nonché la Generazione più ricca mai concepita, i mostri sono arrivati ad dp combatun impressionante totale di 493, sono stati reintrodotti gli sprite animati nel pre-battaglia (rimossi nella Generazione 3 per risparmiare prezioso spazio nelle cartucce), le modalità di allevamento sono state estese anche ai Pokémon Classici e, limitatamente, Leggendari (in questa versione è possibile importare da tutte le generazioni precedenti) ed è stato introdotto il crafting di oggetti per potenziare i Pokémon. Il motore di gioco è passato ad un 3D isometrico con cel shading per le fasi di esplorazione, a cui si affianca il tradizionale motore di combattimento a turni 2D, ora arricchito di qualche effetto speciale in più.

La storia si svolge nel nuovissimo continente di Jotho, dove il protagonista dovrà vedersela con il Team Galaxy, una squadra di tecno-terroristi di probabile origine extraterrestre stranamente interessati ai Pokémon.

Poiché è difficile migliorare un gameplay che ha ormai raggiunto la perfezione, la Generazione 4 riporta il focus sul multiplayer che nelle precedenti iterazioni aveva subito pochissimi cambiamenti. Ora completamente integrato con Nintendo WiFi Connection, il gioco apre l’universo di Pokémon ad Internet realizzando un nuovo tipo di ibridazione tra gioco single player (o limitatamente multi player) e massivo. Il gioco continua a supportare sia la modalità single player o multiplayer locale ma, grazie ad una infrastruttura online persistente, introduce la possibilità di sfidare e scambiare mostri con chiunque abbia una connessione ad Internet.

Se questo meccanismo non è certo innovativissimo, la sua efficacia nel contesto hand-held è palese: una console portatile non è fatta per essere sempre connessa, è giusto quindi prevedere delle occasioni di interazione via rete che possano essere differite ed alternate all’esplorazione single player. L’enorme database obbliga letteralmente gli utenti ad interagire per completare i rispettivi Pokédex ed il gioco mette a disposizione un mercato virtuale in cui pubblicare le proprie richieste ed offerte di scambio. La presenza di ladder sia locali che remoti e la possibilità di unirsi in gruppi e clan fa da battistrada alle competizioni globali non ufficiali e un sistema anticheat (non del tutto efficace) garantisce che le transazioni avvengano tra mostri che possiedano almeno statistiche “legali”.

Ancora una volta le componenti bucoliche e sociali di Pokémon vengono espanse: ora è possibile piazzare trappole o esche per attirare i Pokémon più timidi, piantare e coltivare decine di diverse bacche che possono essere cucinate in appositi cibi per i Pokémon oppure scambiate con abiti ed equipaggiamento per i mostriciattoli stessi, l’emittente televisiva nazionale aggiorna i giocatori dei risultati raggiunti dai propri componenti di clan od amici, con un sistema simile a quello degli Achievements Microsoft.

Sul fronte PVP ci si può scontrare sino in 4 in un’unica battaglia e il sistema di mosse cooperative è stato ulteriormente espanso per l’occasione. Per la prima volta, inoltre è possibile editare le regole degli scontri in una maniera molto simile a quella presente in Super Smash Bros.

Con l’approdo di Pokémon Diamante\Perla in Europa, la generazione 4 si è già assicurata oltre 10 milioni di copie vendute, facendo sembrare piccole e sparute comunità online costate molto di più come XBOX Live Arcade o World of Warcraft. Se le previsioni per il futuro sono ancora molto ottimistiche (c’è chi è fiducioso di vedere almeno 15 milioni di utenti Pokémon nel mondo, magari grazie all’immancabile titolo rivisto e corretto che chiuderà la Generazione 4), c’è da dire che il così grande successo del gioco è arrivato quasi inaspettato, visto il merchandising ormai in crisi nerissima e il declino di popolarità della serie nel pubblico di massa.

Conclusioni

dp wifiArrivati a questo punto, la domanda che rimane da farci è come si evolverà la serie. Arrivati alla Generazione 4, con un totale di quasi 530 mostri (se si considerano quelli nascosti nella cartuccia, che probabilmente verranno distribuiti nei tornei mondiali a partire da quest’anno) è difficile prevedere una Generazione 5 che possa mantenere ancora originalità e varietà, senza scadere nella complessità fine a sé stessa come successe con Shin Megami Tensei. Visto l’enorme successo di Diamante e Perla, inoltre, c’è da aspettarsi una seconda ondata di merchandising aggressivo e spietato e non è detto che anche questa volta il versante RPG dell’universo Pokémon ne esca intonso, specialmente se in occidente si continuerà a utilizzare come target la demografica sbagliata dei più piccoli.

Ad oggi Pokémon rimane uno dei più solidi RPG multiplayer disponibili sul mercato, con un replay value eccellente, che fornisce una sensazione di controllo e libertà difficilmente emulabile in altri titoli. La serie ha saputo arrivare a maturità senza introdurre interfacce inutilmente farraginose, senza mai prendersi troppo sul serio o affidandosi a meccaniche convolute e storie cervellotiche che stanno in piedi solo grazie alla fede incrollabile dei fan e che spaventano a morte nuovi giocatori.

Giocare a Perla o Diamante oggi non è molto dissimile dall’esperienza che si ebbe nel 1996: tutto rimane semplice ed immediato anche se molto più maturo, completo e divertente. Siamo ben lontani dal meccanismo dicotomico degli opposti delle prime versioni, dove ogni mostro aveva un suo specifico antagonista. In Pokémon ormai le scelte sono così vaste che tutto è permeato da un’aria di affascinante verosimiglianza. Una delle ragioni per l’inossidabile popolarità dei Pokémon RPG va trovata proprio nel modo in cui Game Freak ha sempre coltivato la sua relazione con i fan: nonostante il developer sia passato da casa indipendente a multinazionale miliardaria, non ha mai scisso quel legame con gli utenti che gli ha sempre permesso di migliorare la serie nella direzione che i giocatori volevano, rispettando le loro richieste ed esigenze.

Se volete saperne di più su come ogni titoli è giocabile e sulle loro innumerevoli particolarità (credetemi, abbiamo solo toccato la punta dell’iceberg) non posso fare a meno di consigliarvi la Pokémon community di Serebii.net, dove è possibile trovare anche un’apposita chat dedicata al gioco WiFi che è sempre popolata da diverse centinaia di inquietanti individui pronti a darvi consigli e\o a suonarvele di santa ragione ad ogni ora del giorno o della notte.

22 commenti su “Speciale Pokémon

  1. Grandioso. Devo ammettere di essere stato uno dei tanti che ha snobbato il fenomeno dopo i primi capitoli per GB, pur vedendo persone della mia età completamente impazzite per questa serie.. (mi limitavo a considerarli pazzi)
    Che dire.. che mi hai fatto crescere una curiosità assurda..

    Rivoglio il DS!

  2. ciao io ho un sito di rpg(appena aperto) e mi chiedevo se ti interessava recensire qualche gioco. un saluto e complimenti per il blog

  3. notevole, oltre alla presa di coscienza del fatto che non sia un gioco esclusivamente dedicato ad utenza fanciullesca, c’è da dire che i titoli tra loro rappresentano elementi similari di sviluppo della trama.
    forse per rievocare nostalgie nei videogiocatori (vedasi il nome Cid comparso in diversi titoli di FF), un azzardo che può essere stato la fortuna del titolo, come potrebbe averlo reso poco appetibile.

  4. Non puoi aggiungere le zone di Hoenn e Kanto direttamente ma dopo aver finito il gioco (arrivando prima alla lega pokemon e aver sconfitto i superquattro) se hai tutti e 150 i pokémon nel pokédex (basta averli visti) puoi sbloccare nuovi incontri casuali in ogni zona che comprendono gran parte dei vecchi Pokémon.

    Gli altri li puoi ottenere scambiandoli via Nintendo WiFi oppure importandoli dai vecchi giochi GBA tramite il Parco Amici (sta in quel percorso apparentemente senza uscita che inizia a sud\sud ovest del continente).

    Se tieni nello slot GBA altre versioni di Pokémon mentre giochi a Diamante, inoltre, ottieni incontri pokemon diversi in moltissime altre aree. L’unico vero problema sono i vecchi leggendari: se non hai la possibilità di scambiarli o di importarli è impossibile che tu riesca a procurarteli.

  5. Come Fan Vetusto(28 anni ad Agosto) della serie non posso che apprezzare condividere e sottoscrivere questo articolo.

  6. per me i giochi pokemon non sono per mocciosi ma per adulti. io ho 12anni, ho pokemon perla ho 6 boxs pieni. e ora vi presento i miei pokemon legendari. uxie live.50 mesprit live.50 azelf live- 59 heatran live. 70 (shaymin celebi e darkray pokemon day) cresselia liv.50 rotom liv.15 articuno liv.61 zapdos liv.51 moltres liv.50 arceus liv.100 rayuaza liv.100 phione liv.70 new liv.100(aerodatyl omanite anorit)antichi leggendari. la mia squadra e composta da lucario liv.82,giratinaliv.100,garchomp liv.100,palkia liv.100,infernape liv.100,.dialga liv.100.io detengo il rewcord di aver completato 31 volte la lega di sinnoh nel mio paese.il mio pokemon preferito e infernape ha le mosse + potenti di tipo fuoco:fuoco bomba,incendio,vampata,spaccaroccia.sit scars.ciaoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

  7. joe slap scusa osbagliato a scrivere il tuo nome vorei sapere quanti anni hai e se sei appasionato per i pokemon. vorei sapere anche dove abiti. ci vediamo giovedi alle 5:00 scrivimi !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  8. joe slap ti ho fatto queste domande sol o per sapere se hai la mia eta. e per sapere se abbiti nel mio stesso paese ciaooooooooooo e non dimenticarti di scrivermi

  9. sergio potrei diventare tuo amico. ti prego dimmi di siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.se vuoi scrivermi fallo domani alle 5:30 grazie.

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