Rastan Saga

Prodotto e sviluppato da Taito | Piattaforme Coin Op | Rilasciato nel 1987

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Il barbaro, figura massificata dal cinema (soprattutto grazie ai due Conan con protagonista l’attuale governatore della California), diventa una delle icone dell’epoca in cui il disimpegno riprende prepotentemente piede nella produzione intellettuale occidentale (gli anni 80). Silenzioso, fisicamente imponente, incapace di produrre una frase di senso compiuto, ma virile, resistente ed estremamente forte in combattimento, il barbaro perde velocemente una caratteristica ben descritta nei libri di Robert Erwin Howard, ovvero la furtività, che non recupererà completamente anche negli anni successivi, quando verrà riletto in vario modo.

Il barbaro è un modello di eroe anti-intellettuale che preferisce agire piuttosto che riflettere. Le sue capacità di sopravvivere in condizioni estreme e di combattere senza bisogno di corazze lo rendono, più del guerriero classico o di altre figure fantasy, il prototipo del self-made man e, quindi, dell’individualismo rampante della società degli anni 80. Mitizzazione del mito, quindi.

I videogiochi recepiscono immediatamente questa figura dedicandogli molta attenzione, visto che il barbaro affascina soprattutto le generazioni più giovani, ovvero i consumatori ideali del nuovo medium.

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Citiamo qualche titolo tra i più rappresentativi: Barbarian della Palace Software, Barbarian della Psygnosis, Conan Hall of Volta, la versione 16 bit di Myth: Hystory in the Making della System 3, Conan the Cimmerian della Virgin, Sword of Sodan della Discovery Software, Savage della Firebird, Unreal della Ubisoft e svariati altri).

Anche gli sviluppatori giapponesi intercettano questa figura e la eleggono a protagonista di alcuni coin op memorabili: Rastan Saga (Taito) e Golden Axe (Sega). Entrambi avranno vari sequel e verranno convertiti per vari sistemi casalinghi.

Rastan Saga è un platform / picchiaduro brutale e dalla difficoltà elevatissima. Il protagonista, un barbaro armato di spada e corazzato solo da un paio di mutande di pelliccia, deve superare cinque livelli di difficoltà crescente per arrivare a sconfiggere il boss finale. Per uccidere i nemici dispone di quattro attacchi differenti: un fendete diretto, un fendente basso, un fendente basso in salto, e un fendente verso l’alto. Ovviamente non mancano le armi extra (un’ascia lunga come la spada ma più potente, una mazza ferrata più lunga della spada e dell’ascia, una spada infuocata che lancia palle di fuoco) e gli oggetti speciali (uno scudo che aumenta la resistenza, un anello che velocizza i colpi, una collana che raddoppia i punti fatti, delle pozioni curative, delle pozioni velenose e una bacchetta dagli effetti non pervenuti).

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Ogni livello è diviso in tre fasi: la prima, esterna, che li caratterizza; la seconda all’interno della fortezza del boss; la terza nella stanza del boss stesso. Lo schema si ripete per tutti i cinque livelli. I nemici cambiano a seconda delle fasi. All’esterno si incontrano dei mostri più classici (uomini lucertola, pipistrelli, demoni e così via) solitamente poco resistenti mentre all’interno i nemici si fanno più potenti e resistenti (guerrieri con armatura, maghi ecc).

Rastan Saga ebbe un grandissimo successo, non replicato dai suoi seguiti, soprattutto per la sua grafica pulita e dettagliata che mostrava fondali imponenti e sprite definitissimi oltre che molto grossi. La difficoltà elevatissima, dovuta soprattutto ai pochi checkpoint distribuiti per i livelli, lo rendeva vorace di gettoni. Saranno molti i giochi che tenteranno di copiarne la semplice formula, senza riuscire a raggiungerne i fasti.

I modi per provarlo oggi sono svariati. Il primo e il migliore è sicuramente il MAME. Volendo acquistarlo regolarmente, però, potete optare per la raccolta Taito Classics disponibile sia per PC che per console (PS2 e PSP).

10 commenti su “Rastan Saga

  1. Complimenti per l’analisi psicologica e sociologia del barbaro, questo modo di vedere i giochi mi garba assai!
    Nei giochi ho sempre scelto il barbaro per la sua sincerità: è grosso, cattivo e fa male. Niente travasi e alambicchi di mana, solo sane mazzate. Il neo del personaggio sta proprio nelle mutande di pelliccia, infatti quando Conan s’intana con la maga lei sublima in stato gassoso e si da alla macchia pur di sfuggire ai misami inguinali del cimmero.
    Stupendi i due film con swarz, personaggi interessanti e ben caratterizzati, violenza, sesso e atmosfere stupende con la ciliegina della Carmina Burana!

    P.s. sarebbe bello vedere una nuova rivisitazione in cellulosa più violenta e dark magari con il contributo di Frank Miller!

  2. OT: Frank Miller è un grande, alcune sue storie mi piacciono moltissimo (Batman: Year One), ma molte altre (la maggior parte di quelle che ho letto finora, a dire il vero) non sono del tutto di mio gusto. Sto tuttavia cercando di immaginarmi come renderebbe Conan. Uhm…

  3. Mai provato il gioco, me lo ricordo solo vagamente in esecuzione. Tenterò di rimediare!

    StM: una versione Milleriana di Conan sarebbe selvaggia e gotica allo stesso tempo, imho, un mix tra 300 e Batman (o anche Ronin).

  4. Gioco ampliamente finito con sole 200 lire !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    dopo mesi e mesi di gioco e soldi buttati nelle sale giochi,che dire il rè dei giochi anni 80 a dir poco eccezzionale.

  5. il miglior arcade di sempre,e forse il miglior videogioco di sempre per me.grafica bellissima e musica epica ed evocativa.

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