BloodRayne

Sviluppato da Terminal Reality | Pubblicato da Majesco | Piattaforme PlayStation 2, Xbox, GameCube, PC, Mac | Rilasciato il 15 Ottobre 2002

Tette ballonzolanti secondo leggi arcane e imperscrutabili. Riprendendo gli insegnamenti di quel mattacchione di Toby Gard (il creatore della popputa e pepata archeologa Lara Croft) i Terminal Reality hanno portato il discorso mammellare sino alle estreme conseguenze: non solo un personaggio videoludico femminile deve possedere quel che in gergo si definisce “a huge rack“, un seno sproporzionatamente grosso, ma quest’ultimo deve pure mostrare una certa mobilità alle sollecitazioni di entità maggiore. Peccato che il risultato finale assomigli ad un paio di Alien bramosi di venire alla luce spuntando dal torace della tenebrosa Rayne piuttosto che un tentativo ben riuscito di conferire una viva fisicità ad attributi irrinunciabili per un’eroina che aspiri ad incontrare i favori di turbe attonite e oceaniche folle. Fine umorismo o sconcertante dimostrazione di quanto masturbatoriamente otaku siano considerate le platee di videogiocatori? Il dubbio ancora mi assilla, tra un fallimentare esame universitario e l’altro. Fortuna che ciò accade raramente (ovvero in qualche sparuta cut-scene).

BloodRayne è un titolo d’azione tridimensionale con visuale in terza persona, la cui protagonista, la già citata Rayne, è un raro esemplare di dampiro (di madre umana e padre vampiro) appartenente ad una società segreta (la Brimstone) che si occupa di indagini nel campo del paranormale e di metter fine ai sogni di gloria di cospirazionisti eccessivamente appassionati al mondo dell’occulto. La gentil donzella, ben lungi dall’atteggiarsi a novella Sherlock Holmes, predilige in maniera netta l’attività fisica in luogo di astrusi ragionamenti, per cui, in una mise da sadica dominatrice, va in giro per il mondo a menar fendenti attraverso un paio di lame attaccate ai polsi e varie combo letali. E’ inoltre perfettamente in grado di maneggiare delle armi quali pistole e fucili, con un comodo sistema di autopuntamento. I combattimenti corpo a corpo, però, si rivelano di gran lunga più soddisfacenti degli scontri a fuoco, sia per un’insita spettacolarità delle mosse (calci rotanti e compagnia cantante) sia perché danno un senso ad un gioco altrimenti macchiato indelebilmente da animazioni orribili: correre, saltare, persino battere le ciglia sono azioni rese nella maniera più innaturale possibile, troppo veloci eppure troppo goffe e meccaniche.

Peculiarità che permette a BloodRayne di porsi appena un gradino più in su rispetto al rango di medio(cre) hack’n’slash è l’uso di un gancio da lanciare per infilzare l’avversario, saltargli addosso e succhiagli via tutta l’energia (il sangue è vita, e la metà vampiresca della protagonista è ben lieta di sfruttare tale fonte di nutrimento). L’atto permette di recuperare salute finendo il nemico e di cavarsi d’impaccio in situazioni spiacevoli (una volta arpionata, la vittima fa in pratica da picchetto) ma, first of all, possiede una carica di eccitazione erotica, un gusto splatter squisitamente b-movie a cui è impossibile restare indifferenti. Una trovata che forse può sembrare marginale ad un utente distratto, ma che in realtà permette di capire che gli sviluppatori, pur senza confezionare un capolavoro, le idee chiare le hanno avute.

Oltre a rivaleggiare col capitano Achab in quanto a passione per gli arpioni, Rayne possiede poteri direttamente connessi alla sua natura di non-umana, con tre differenti modalità di visione: Aura, che le permette di individuare gli obiettivi attraverso i muri; Dilated, che le consente di attivare una sorta di bullet time per avvantaggiarsi sui nemici; Extruded, che trasforma la sua vista in uno zoom AF Nikkor 70-300mm. Se si incazza oltre misura, la nostra può pure commutarsi in una modalità berserker per infliggere danni più pesanti dell’usuale. Mi raccomando, trattatela con garbo.

Pur facendo della derivatività un discutibile vessillo (storia, livelli, background: tutto riconduce a stilemi particolarmente mainstream) e dell’autocitazione una virtù (l’esperienza horrorifica con Nocturne si fa sentire), e pur non eccellendo nel design di livelli (la prima parte ambientata nella magica Louisiana però è discreta), in animazioni e in colonna sonora, sorvolando su un doppiaggio osceno e dialoghi addirittura peggiori, BloodRayne possiede un gameplay piacevole perché estremamente lineare, adatto a chi voglia solo effettuare carneficine senza spremersi le meningi. Ad ogni modo, un’occasione sprecata.

3 commenti su “BloodRayne

  1. Insomma, una delle solite secchiate di trash da cui il nostro Emacchio si lascia prendere sovente.

  2. un occasione molto sprecata….

    se solo il combattimento corpo a corpo fosse stato più divertente …alla fine il gioco era finibile andando avanti ad arpionate….

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.