Stato di paralisi

Ok, la crisi si fa sentire anche nel nostro settore. Già ne avevamo parlato. Tenere il conto di tutti i segnali è ormai un affare improbo.
I licenziamenti fioccano e i progetti cancellati aumentano.
Progetti di cui magari non conoscevamo neanche il nome.
Cadaveri anonimi. Giochi promettenti? Merda? Chissà.
Si rimane fermi sui vecchi IP, ovvero si evita qualsiasi tentativo di svecchiamento e si aspetta che passi la notte sfornando sequel.
EA non se la passa bene e si ridimensiona.
THQ non se la passa bene e si moltiplicano le voci mortifere sul suo conto.
Microsoft licenzia.
Sony arranca sfiatata da risultati che definire pessimi è un eufemismo.
L’unica a ballare è Nintendo che, grazie ai risultati ottimi del Wii e miracolosi del Nintendo DS pare l’unica a potersi permettere espansioni, nonostante la debolezza dello Yen.

Recentemente ho terminato Fallout 3.
Questione di pochi giorni fa.
Il mondo post nucleare della Bethesda mi ha fatto sorridere un po’.
Nella sua disperazione nasconde un che di romantico, di illusorio.
La prima illusione è quello di poter controllare certi eventi, nonostante tutto.
La seconda, più grande, è il nucleo stesso del gioco, ovvero ciò che ha portato alla fine della civiltà come la conosciamo.
La Zona Contaminata esiste perché sono esplose delle bombe al culmine dello scontro tra due fazioni contrapposte. Bene vs male? Non so, nel gioco non si prende posizione.
Ad essere illusoria è l’idea di poter ridurre la fine di un mondo alla contrapposizione che lo ha preceduto, semplificandone le dinamiche. In fondo il mondo di Fallout 3 è il nostro mondo, ovvero quello in cui tutte le illusioni degli anni ’50/’60 sono andate in fumo lasciando spazio al cinismo e allo spettacolo fine a se stesso.
Ma ora che anche questo mondo sta finendo?
La Bethesda non ha tratteggiato il futuro, ma il presente. Cosa realizzeranno gli uomini e le donne che combattono tra le rovine di ciò che è stato? Cosa trarranno dalle loro macerie?
Forse nulla, chissà, ma anche questo è un pensiero troppo legato al presente per poter essere condivisibile, anche da chi lo esprime.

Il rapporto tra ciò che siamo e ciò che saremo (o che saranno) è strettissimo. Progetti senza nome chiudono. Aziende chiudono. E a noi non rimane che uccidere il prossimo mostro, sperando che l’avvenire non ci sia grave.

14 commenti su “Stato di paralisi

  1. si ma questo pessimismo mi sembra abbastanza fuori luogo.

    il 2008 è stato IMHO l’anno che ha portato i migliori giochi di sempre (in tutti i sensi)

    fallout 3 , bioshock, braid, gow 2 (e questi sono quelli che mi vengono in mente in 10 secondi)

  2. be mi pare che tra l’altro parli della (presunta) crisi dell industria videoludica (che sottointende un calo della qualità)

    “Ok, la crisi si fa sentire anche nel nostro settore. Già ne avevamo parlato. Tenere il conto di tutti i segnali è ormai un affare improbo.
    I licenziamenti fioccano e i progetti cancellati aumentano.
    Progetti di cui magari non conoscevamo neanche il nome.”
    “EA non se la passa bene e si ridimensiona.
    THQ non se la passa bene e si moltiplicano le voci mortifere sul suo conto.
    Microsoft licenzia.
    Sony arranca sfiatata da risultati che definire pessimi è un eufemismo.”
    “Il rapporto tra ciò che siamo e ciò che saremo (o che saranno) è strettissimo. Progetti senza nome chiudono. Aziende chiudono.”
    (ti ho citato il 60% di quello che hai scritto 😉 )

    io faccio modestamente notare che tutto sto pessimismo non è coerente con un anno (il 2008) che ha regalato piu perle videoludiche rispetto a qualsiasi altro anno.

  3. Se parli dello stato dell’industria videoludica, credo che ci sarà a breve una sorta di implosione, una sorta di ricominciare da capo dove degli individui o piccoli team riescono a completare piccole gemme che (grazie alla tecnologia avanzata di oggi) riescono ad essere dei videogame completi, che per il loro costo scardinano il potere dei titoli AAA che capitolano.

  4. Samael… c’è una crisi economica lì fuori… e non riguarda solo l’industria videoludica. Oltretutto, scusami, ma che centrano i bei giochi del 2008 con la crisi? Che associazione è?
    La crisi costringe a ridurre i progetti e a farne le spese sono proprio quelli nuovi che non garantiscono ritorni sicuri. Possiamo ipotizzare che un Bioshock (che è del 2007 e non del 2008) non sarebbe mai uscito durante la crisi perché considerato poco vendibile prima dell’uscita.

  5. Secondo me va anche detto che la crisi è anche un po’ una comoda scusa come lo è la pirateria per la crisi del settore quando magari molta della colpa sta nei publisher e in chi prende le decisioni importanti.
    Sicuramente ci sono più problemi ma penso che vengano fuori anche situazioni che prima non erano così visibili e che ora non possono essere trascurate. Titoli annullati mai nati ce ne sono sempre stati (e via di rima), ma spesso il problema è anche di come si investe o su cosa si investe. Giochi a qualità scadente se ne facevano anche prima.

  6. Nintendo sarà la sola ad uscirne con le proprie gambe. In questa generazione hanno un bacino immenso e si sono imposti in modo che la grafica (e quindi enormi costi di sviluppo) non sia il fattore fondamentale dell’hype; su 360 e Ps3 devi fare un’orgia visiva o la gente punterebbe su Wii; su Pc hai una nicchia di talebani che pretendono l’high end.

    Sony paga lo scotto di immotivate previsioni di vendita superiori al Wii+DS e una gestione interna caotica (si sente la mancanza di Kuturugi).

    Microsoft paga lo scotto di un Vista che non ha convinto quanto XP e degli investimenti per le esclusive 360.

    Quoto Mik0: molti manager sfruttano questa crisi per fare outing di risultati non soddisfacenti del passato come se fosse tutta colpa del presente.
    Sui titoli mai nati c’è un bellissimo sito italiano: http://www.unseen64.net/

  7. Te lo avevo già accennato Karat, ma secondo me la crisi del videogioco è una crisi dei suoi modi di produzione (specialmente dei tripla A), a cui la crisi finanziaria ha dato un’accelerazione per via di come ha ridotto l’accesso al credito ma da cui è abbastanza indipendente.
    Peraltro proprio questo problema credo che spingerà nella direzione che ha descritto Ciro Cortinisio: se non ci sono proprio i soldi da investire si riduce l’investimento, ed è tutto. Proprio i tripla A inizieranno a non essere più così sicuri, anche se è vero che ciò che ne resterà si brandizzerà sempre di più.

    Per il resto, non ho giocato a Fallout 3 ma i primi due mi sono piaciuti molto proprio per come rendono una diffusissima percezione del mondo. Non ne renderanno forse la realtà attuale, ma l’immaginario con cui lo interpretiamo certamente sì.

  8. io ho un idea sulla crisi economica.

    tutti ci immaginiamo che se la crisi arriverà sul serio (ed invece è gia arrivata) ci sarà la gente in fila nelle mense popolari o i senzatetto che coi forconi andranno sotto i palazzi del governo a chiedere il pane.

    Ma questa crisi anche se in percentuale sarà peggio di quella del ’29 in assoluto non porterà “vera” povertà ma solo una povertà “relativa”.

    Povertà in cui se uno era abituato a cambiare auto ogni 3 anni dovra rassegnarsi a cambiarla ogni 5, se andava in ferie 15 giorni dovra rassegnarsi ad andarci una settimana e cosi via.

    cosa centra questa pappardella con i VG?

    centra perche i VG sono un passatempo economico e sano per passare il proprio tempo.

    e la gente che perdera il lavoro nel tempo che passera nel trovarne un altro magari starà piu tempo di fronte a una console o a un PC e tutto questo favorirà l’industria dei videogame.

    tutto questo (è inutile dirlo) IMHO….

  9. > tutti ci immaginiamo che se la crisi arriverà sul serio (ed invece è gia arrivata) ci sarà la gente in fila nelle mense popolari o i senzatetto che coi forconi andranno sotto i palazzi del governo a chiedere il pane.

    Veramente io no…

  10. @Samael
    hai ragione: almeno per noi italiani (a livello macro economico) ce la caveremo con danni limitati; se mai arriveremo ai forconi, in Usa saranno alla geofagia.
    Sui disoccupati che mentre sperano videogiocano concordo totalmente. Ma per me punteranno sui browser game o sui MMO free (la mia ragazza ieri in 4story ha beccato un gruppo di disoccupati).

    @Emack
    Così su due piedi direi che ha messo troppa carne al fuoco:di botto almeno 4 IP sono troppe! Però anche qui il discorso è relativo: hanno venduto milioni di copie, non mi sembrano risultati da disprezzare! Se poi si aspettavano 5 volte tanto quello è un altro discorso.

  11. Fleym: “e poi si aspettavano 5 volte tanto quello è un altro discorso.”

    Il problema è appunto che si aspettavano un risultato del genere, e a volte ne avevano anche bisogno per sfamare in modo decente l’enorme team di sviluppo impiegato.

    Secondo me ci sarà una ripartenza, ma non completa, non è che ci sarà il singolo che fa il coder e si fa il gioco da solo, però si inizieranno a vedere team più modesti dalle mire meno faraoniche, che però grazie alla tecnologia super riusciranno a produrre qualcosa di buono (in termini di qualità, non proprio di ampiezza dei contenuti) come si sarebbe potuto fare 4 anni fa con un team enorme.
    Cose del genere…

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