Le 10 domande di Ars Ludica ai lettori

Non vi preoccupate, non vogliamo sapere se andate con le minorenni o se frequentate regolarmente prostitute. Le nostre dieci domande riguardano il mondo dei videogiochi (ovviamente) e sono pura curiosità riguardanti i temi che affrontiamo qui su Ars Ludica. Ma bando alla ciance e veniamo ai quesiti:

1) Se facessero un God of War con Barbie al posto di Kratos, lo giochereste? Parlo di un gioco assolutamente identico nelle meccaniche a quello originale, ma ambientato nel mondo della bambola androgina.

2) Se ogni individuo ha i suoi gusti in fatto di videogiochi (e non, parlando in termini più generali), perché i titoli che vendono di più e, soprattutto, che piacciono di più sono spessissimo quelli più pubblicizzati (eccezioni che confermano la regola a parte)?

3) Partendo dalla domanda precedente: andate mai alla ricerca di titoli poco pubblicizzati? Vi incuriosisce scoprire videogiochi che, a causa del budget limitato, escono in sordina? Insomma, vi piace scavare?

4) Quante volte e da cosa siete rimasti sorpresi in positivo da un titolo di cui non avevate mai sentito parlare?

5) Cosa sentite mancare ai videogiochi? In cosa difettano?

6) Vi siete mai emozionati davanti a un videogioco? Se sì, con quale titolo, come e quando?

7) In caso di risposta affermativa alla domanda precedente vi chiedo: l’emozione era legata alle meccaniche di gioco? Pensate che la vostra condizione emotiva personale (quindi derivata da altri fatti della vita rispetto al videogioco) abbia influito sull’emozione provata durante l’esperienza ludica? Vi è mai capitato di rigiocare una sezione che vi aveva particolarmente emozionato provando una freddezza inattesa?

8) Qualche volta siete riusciti ad apprezzare un titolo di genere diverso da quelli che preferite?

9) Vi piace leggere di videogiochi? Se sì, in che termini? Acquistate libri dedicati ai videogiochi?

10) Credete che sia utile parlare di videogiochi in termini diversi da quelli canonici? Oppure è una perdita di tempo che andrebbe evitata per il bene di tutti?

23 commenti su “Le 10 domande di Ars Ludica ai lettori

  1. 1) Se ci fosse la stessa dose di Gore sarebbe interessante provarlo, si.
    2) Perchè la maggior parte delle volte sono quelli maggiormente curati, se non nell’aspetto

  2. ludico almeno in quello tecnico.
    3)Assolutamente si, sto su Ars Ludica per questo :asd:
    4) Parecchie, soprende come il panorama indie sia molto meno maturo nel termine prettamente ludico ma abbia la maggior parte delle volte impostazioni “artistiche” nettamente più mature di titoli blasonati.
    5)Non tanto “una trama seria”, ma un vero intreccio narrativo che si incastri con la giocabilità.
    6)Si, l’ultimo che mi ha è stato Flower.
    7)Non credo l’emozione sia rilegata alla meccanica, non meno di quanto la scena di “morte del protagonista” in un film funzioni se non c’è empatia, ecco, deve esserci empatia con quello che si ha davanti, indifferentemente dal tipo di gioco, a volte può essere emozionante anche una gara di Shift se il nostro avversario è, guarda caso, preciso al nostro livello e la gara è veramente tirata.
    8)Poche, anche se c’è da dire che l’unico genere che non digerisco sono gli sportivi.
    9)Assolutamente, da quando ho scoperto il mondo dei magazine online sono un uomo nuovo.
    10)Credo sia dovuto parlare di videogiochi in termini non canonici.

    (scusa i due post)

  3. Vediamo un po’ 😀

    1) probabilmente no 😀 Mi sentirei in imbarazzo

    2) E’ marketing: si fanno i giochi che vendono tanto (secondo le statistiche) per il semplice fatto che vendono tanto. Per vendere tanto, la gente deve sapere che esistono. La TV è forse il medium più seguito e questo spiega perchè la pubblicità costa tanto: è quella più efficace. La maggioranza assoluta degli acquirenti non è quella che segue i forum e ha gusti molto precisi e dettati da decine di anni di fruizione dei prodotti videoludici, ma bensì da persone che ancora non hanno gusti o non seguono la critica e le riviste, quindi prendono un videogioco come prendono le salsiccie pubblicizzate o il detergente pubblicizzato.
    Ad esempio io prendo le salsiccie Richmond perchè le ho viste in TV. Prima non sapevo che esistessero. Le ho provate, mi sono piaciute e a meno che qualcuno mi dica “va che fanno cagare, prova queste”, continuerò a prenderle.

    3) Il mio lavoro mi impone di essere molto attento verso ogni tipo di videogioco, quindi sì. L’unico filone che lascio perdere è quello dei MMORPG, per il semplice fatto che non mi interessano e richiedono troppo tempo e impegno.

    4) L’ultimo gioco che ho provato senza prima sapere cosa fosse è stato Metal slug, il primo: ci giocai in sala giochi perchè mi piaceva esteticamente e non lo mollai fino a che lo ebbi finito. Non esiste nessun clone che sappia avvicinarsi alla perfezione dei primi Metal Slug.

    5) Maturità narrativa che sia legata al medium e non vada a scopiazzare il cinema.
    Sono fortemente convinto che il videogioco sia una cosa ed il cinema un’altra. Se il videogioco vuole diventare arte, deve capire che non è il cinema e copiarlo lo svilisce. Tale of Tales è davvero distante dalla mia visione, comunque: sono convinto che l’arte debba essere fruibile, ma è una convinzione mia: tantissima gente non è daccordo con me. Meglio così: se pensassimo tutti alla stessa maniera, sarebbe un mondo noioso.

    6) Ho trovato estremamente forte, cruda e violenta la scena in “The Darkness” in cui muore Jen. Mi ha davvero spinto a capire il protagonista per il resto del gioco.

    7) L’emozione è legata sia alle meccaniche di giochi (ho il controllo del personaggio, ma non posso fare niente perchè sono bloccato dalla roba che il personaggio ha dentro) e per altri fatti esterni al videogioco, legati alla mia vita privata.

    8) Mi piacciono quasi tutti i generi, tranne gli strategici in tempo reale e a turni e i MMORPG. Tre eccezioni: Warcraft 2, Starcraft e SMT: Devil Survivor per DS.
    Nessuna eccezione per i MMORPG, ma principalmente perchè proprio non li gioco. Ho giocato un po’ a Shaya, ma principalmente perchè giocavo con i miei amici, non perchè mi piacesse il gioco.

    9) Mi piace leggere di giochi da un punto di vista puramente tecnico. Per tutto il resto, in genere preferisco fare le analisi di ogni tipo da solo.
    Mi piacere leggere di retrogaming, più che altro le interviste: è come leggere articoli di storia antica, anche se ovviamente è recente.

    10) Male non fa, fintanto che si parla di cose che si conoscono.

  4. 1)Sono anni che sogno di sbudellare Ken,Tanya e Poochie.
    2)Una persona con un budget limitato e poco tempo disponibile punterà sui titoli di cui è più facile trovare informazioni e di più facile fruizione. Molti acquisti cono impulsivi compulsivi: questo è un handicap per i prodotti di nicchia difficili da reperire.
    3)Mi piacerebbe scavare ma ho un budget estremamente limitato: già sono 5 mesi che faccio la posta a Persona 4.
    4)Parecchie volte: non avendo aspettative giudico con meno severità.
    5)Sento la mancanza della rigiocabilità: appena ho finito un gioco passo al successivo ed è difficile lo riprenda in mano.
    6)Turrican II nel 1991 quando l’ho finito la prima volta dopo le innumerevoli magagne della versione su casetta che non mi caricava il 4° mondo.
    7)Preso coscienza che era finita un’esperienza che spingeva al limite sia il C64 che le meccaniche del genere jump’n’run. Dopo poteva essere solo un calando della esperienza.
    8)Metroid Prime: odio gli fps.
    9)Passo più tempo su questo sito, sul forum di Arsludica, su Gamesblog per le news che col pad della Ps2 in mano.
    Preso il libro “Power Up” edito da Multiplayer e anni fa “il dizionario dei videogiochi” di Fabio Rossi.
    10)Utile.

  5. Rispondo con piacere alle domande poste (evitando ovviamente il tema minorenni e prostituzione XD):

    1) Non lo giocherei mai! Personalmente non ho giocato nemmeno Tomb Raider, o almeno se l’ho fatto era per cultura videoludica, ma mai con piacere… in quanto Lara Croft mi sta leggermente sulle sfere del drago. Il personaggio, in un videogame, è importantissimo.. così come l’ambiente , la trama, la scenografia. La domanda potrebbe essere rigirata così: vedresti mai il film “300” se al posto di Leonida e dei 300 spartani ci fossero delle barbie che lottano, anzicchè contro i persiani, contro i gormiti… riproducendo le stesse scene, la stessa atmosfera e le stesse vicende! Insomma, al di là della curiosità chi troverebbe quel “300” davvero interessante, emotivamente coinvolgente ed empaticamente emozionante?
    Lo stesso vale per il “videogioco”. Esso è un prodotto atto a dare emozioni, e non al puro e inutile smanettamento col pad (o la tastiera). Poi esiston titoli utili al semplice svago da cui non pretendere nulla e che nulla pretendono da te… ma ovviamente un god of war snaturato del suo personaggio e pathos… che senso avrebbe?

    2) Perchè il mercato del videogioco punta su una fetta di mercato vastissima e, ahinoi, fortemente condizionata da una fascia d’età molto giovane (e spesso superficiale). E’ così che una “grafica da urlo” riesce a soppiantare invece un ottimo gioco dotato di trama, scenografia e stile unico… solamente perchè non possiede le ombre in tempo reale o un dettaglio un pò al di sotto dell’eccellenza!
    Credo che questa mia risposta risponda anche ad una domanda trasversale ma in tema: come mai su nintendo DS sono così venduti quegli (orrendi) prodotti di simulazione culinaria, dog sitting, baby sitting e malsanità simili??
    Purtroppo in pochissimi difendono il videogioco in quanto prodotto d’intrattenimento per tutti, nonostante lo è in quanto i contenuti dei videogiochi possono essere per adulti così come per bambini. Ma in Italia (e forse nel mondo) il videogioco è visto come un prodotto per “bambini” e basta, chi da adulto si intrattiene ancora con le console è solo un bambino cresciuto (da quì si comprende gli inutili assurdi deficienti scandali quando esce un gta, un resident evil ecc ecc.. la critica esterna IGNORA completamente che c’è chi “gioca” emozionandosi, così come c’è chi si emoziona al cinema!).

    3) Scavare è la passione del videogiocatore mai sazio. Che sa guardare oltre le hit, perchè sa che esse sono il frutto di un mercato che si accontenta di poco cavalcando il luogo comune sui videogiochi e sulla loro presunta infantilità.
    Ai miei tempi fu scavando che scoprii un Dark Earth, ad esempio (avventura grafica ben fatta, passata un bel pò in sordina). Personalmente lo faccio dai tempi del mega drive (molti anni fa) in cui acquistavo uno “strider 2” (dato sulle riviste come gioco fallito e media punteggio sotto i 50) scoprendo che, invece, divenne il mio gioco preferito! Se si ha passione, bisogna saper scavare per trovare quel che i puristi voglioni… fra le hit, i best seller, si trovano bellissimi titoli, ma che si piegano al volere di un mercato viziato e bambinesco.

    4) Un gioco che mi colpì molto lasciandomi stupendamente stupito fu “Sky Net”. Parlo di un gioco vecchio. Basato sull’universo di terminator e, al tempo della sua uscita, non se ne parlò quasi per nulla… e cercando notizie no nsi diceva nulla se non che era uno sparatutto colmo di bug e molto lento. SkyNet aveva un motore grafico tutto suo ed è vero.. era un bug continuo. Ma, per l’epoca che fu, era il primo gioco che trovavo in cui ci si doveva infiltrare in una base nemica nascondendosi in dei container di alcuni camion che stavano entrando attraverso i cancelli. C’erano azioni stelath e le cose andavano diversamente se venivi scoperto, in quanto suonavano gli allarmi e l’accesso alla base era più difficile. Oggi è la scoperta dell’acqua calda, ma ai tempi in cui quake2 era ancora fantascienza, questo gioco mi lasciò esterefatto. Inoltre ci si impossessava di vari veiocoli per farsi strada fra le macerie delle città distrutte, per volare sugli oceani ecc ecc. Inoltre aveva una trama avvicente in cui si doveva impedire un progetto di distruzione nucleare da parte delle macchine. Il personaggio principale era un fedele di Connor, ed era in comunicazione via radio con lui (che gli dava le indicazioni di missione). Insomma, oggi è quasi banale! Ma all’epoca nessuno lo notò, eppura fu precursone di molte trovate che oggi sono quasi un’abitudine forzata nei videogiochi.

    5) Penso che ormai, così come al cinema, non esista più niente che un videogioco, a modo suo, sia bene che male, abbia già raccontato. Ciò che manca al videogioco è solo la maturità dell’utente medio. Insomma, noi stiamo quà a parlare di empatia nei videogiochi, di emozioni e morale.. ma là fuori la gente comune parla solo di grafica, votazioni delle riviste del settore e vendite. E per forza di cose, proprio perchè una cpcom o activision o eletronics art o ea games possa vendere, i loro prodotti spesso difettano di profondità… e non intendo “complessità”, ma una scenografia e una trama maggiormente studiata, una caratterizzazione dei personaggi più dettagliata e coinvolgente. Insomma un prodotto in cui l’interazione è divertente in quanto è il completamente di uno scopo più alto: raccontare qualcosa di unico! (e non un pretesto per sparare ai nemici di turno).

    6) Sì, in vari giochi! Il mio prefeirto, ossia quell oche mi ha emozionato di più, è stato Mafia. E’ un prodotto da cinema travestito da videogioco! da la possibilità di seguirlo come un GTA, quindi con libertà di movimento in città per scegliere le proprie missioni, oppure di seguire solo la storia muovendosi là dove la trama richiede. Io ho fatto entrambi. Nella trama di mafia c’è di tutto: l’amore, l’amicizia, il tradimento, la ricostruzione storica di un periodo difficile per l’america del proibizionismo.. ma sopratutto.. i pensieri personali del protagonista che narra le sue emozioni e le sue sensazioni man mano che la storia va avanti, man mano che la sua carriera nella famiglia Salieri arriva fino a divenire braccio destro del padrino.. ma anche fino a quando si trova costretto a fare delle scelte di fedeltà alla famiglia o all’amicizia verso membri della famiglia che hanno sbagliato. Si cade nello psicologico, sia del personaggio che delle figure che lo circondano. Mi ha emozionato maggiormente la scena della chiesa. Quando Tony (il protagonista) diviene freddo, ormai snaturato del suo carattere e della sensibilità di un tempo… arrivando persino a disturbare, a suon di mitragliate, una funzione funebre. Di questa scena non sono le smitragliate ad avermi emozionato… ma il dialogo che Tony ha col prete di quella chiesa a sparatoria finita. Un dialogo fra un uomo che sta cadendo in un baratro e la sua coscienza.

    7) A cosa era legata l’emozione l’ho detto prima. Sicuramente la condizione emotiva personale rende più sensibili, così come più freddi… nel caso mio non ci fu niente di esterno, le scene di mafia mi emozionarono per la storia in sè (può esser considerato fattore esterno il fatto che sia appassionato di film gangster??).
    Di rigiocare qualcosa che aveva emozionato e trovarlo meno emozionante succede, a me succede, ma in lunghi lassi di tempo… e comunque comprendo cosa mi veva emozionato al periodo e il perchè.

    8) Sì. Ho apprezzato gli strategici attraverso Dark Colony, gioco passato un pò nel silenzio. Pensai di appassionarmi agli strategici, ma poi mi ricredetti… però Dark Colony lo finii tutto, tanto fu forte la curiosità di saper come finiva e coinvolgente il fatto che io potessi impersonificarmi nel capitano, realmente presente sul campo di gioco.

    9) Non leggo molto, se non la critica sul web (dovendo selezionare accuratamente quella costruttiva da quella commerciale).

    10) E’ la missione di ogni appassionato! Un giorno si parlerà di videogiochi con maggior maturità, come si parla di un film o di un libro. E questo cambiamento credo stia già avvenendo… il mercato, sempre infantile, lo sfrutterà per sfoggiare nomi importanti fra i collaboratori o producer di titoli che prometteranno novità… a noi servirà a veder comunque maturare l’approccio dei media col videogioco riconoscendolo come “emozione interattiva”.
    Avverrà.. ma fino a quel momento, noi abbiamo quasi il dovere di parlare di videogiochi come di prodotti artistici in quanto passano titoli, fra le nostre mani, che sono piccoli grandi capolavori… vogliamo o non vogliamo, chi li ha prodotti ha saputo guardare all’emozione del videogiocatore, prima ancora che all’esigenza di spettacolarità.

  6. 1) No

    2) Perchè la pubblicità rivela l’esistenza del prodotto, e se tocca le giuste corde (per me) mi invoglia a reperire maggiori informazioni sul VG. Se non avessero straparlato di Mirror’s Edge non lo avrei mai giocato.
    Trovo sia una domanda stupida.

    3) No, non ne ho il tempo, ma è anche per questo che seguo Ars Ludica.

    4) Raramente, non perchè questo non sia possibile, ma perchè è difficile che giochi a qualcosa di cui non veramente mai sentito parlare.

    5) Voglia di osare. Quello del videogioco è un mondo fortemente legato a meccaniche di gioco e generi consolidati in passato. Oltre a questo gli stessi sviluppatori sembrano non voler uscire dal clichè di “passatempo puerile e disimpegnato”.

    6) Si, ma non nell’accezione di “piangere/sentirsi tristi”, molti videogiochi hanno suscitato in me emozioni come tensione, rabbia o anche grande empatia ed immedesimazione con il protagonista. In questo senso Vietcong e Mafia li ricordo con molto piacere.

    7) Si, certamente c’è una certa predisposizione personale, ma non mi è mai capitato di rigiocare quelle sessioni senza ritrovare almeno in parte qualcosa delle mie esperienze precedenti. Merito della narrazione poichè Mafia devo averlo rigiocato almeno 7 volte e adesso che ci penso mi viene voglia di reinstallarlo.

    8) Non amo i giochi di corse in auto, ma la serie Underground aveva acceso in me un barlume di interesse per via dell’ambientazione e della possibilità di personalizzare il proprio mezzo. Allo stesso modo odio profondamente le avventure grafiche ma non posso fare a meno di citare Grim Fandango come uno dei VG più belli a cui abbia giocato.

    9) “Talking about music it’s like dancing about architecture” (Frank Zappa)
    Allo stesso modo parlare di videogiochi è relativamente utile al fine di comprendere l’essenza del medium. Ho letto per molti anni TGM, poi l’ho abbandonato perchè era venuto a mancare, a mio avviso, lo spirito di un tempo. Ora il mio unico contatto con la “stampa specializzata” è Ars Ludica.

    10) Lo trovo molto utile, ed è per questo che frequento questo sito. Trovo anzi deprecabile che un approccio diverso non venga adottato anche da chi si occupa di videogiochi a più alti livelli.

  7. 1)Forse lo troverei anche più interessante, non sparei, GOW non mi ha mai entusiasmato e la caratterizzazione è uno degli aspetti che meno mi convinto.

    2)Non sono propriamente sicuro che per la maggior parte dei videogiocatori i gusti siano qualcosa di personale, non escluderei l’esistenza di una sorta di “gusto collettivo” che guida molti di noi.

    3)Scavicchio e talvolta apro, in particolare sui servizi tipo Live Arcade e WiiWare.

    4)Uno dei Championship Manager, non immaginavo che guardare tabelle per ore potesse essere per me tanto affascinante.
    Altri esempi non me ne sovvengono, dato che di solito uso informarmi sui giochi che addocchio.

    5)Al videogioco non manca nulla, potenzialmente.Sono gli uomini che li fanno ad essere in qualche modo limitati da varie ragioni, esigenze commerciali e vanità in primis.

    6)FFVII, morte di Aerith.Gran Turismo, quando ho vinto per la prima volta la Sunday Cup.Terranigma, nelle sue sequenze finali.Ocarina of Time quando, dopo averne sentito tanto parlare, lo vidi la prima volta.Ero incredulo.

    7)Tranne che in Ocarina, dove lì è una sensazione generale, gli altri che ho citato hanno avuto quel tipo di effetto per via di rappresentazioni piuttosto forti a livello narrativo, non penso siano quindi esempi adatti alla rigiocabilità.
    Poosso dire però di aver affrontato più volte la North Cave di FFVII per l’esaltazione che mi dava.

    8)Se mi divertirò con uno strategico in tempo reale vi farò sapere!

    9)Mi piace forse più che giocarli.Da piccolo avevo poche riviste, ma le rileggevo in continuazione, ora con il web ho a disposizione notizie nuove in ogni istante e discussioni stimolanti più o meno tutti i giorni, direi che è il mio hobby preferito!

    10)Credo sia indispensabile saper osservare con un’occhio diverso dagli altri il videogioco, dato che non raramente è proprio quell’unico occhio a prenderci veramente.

  8. 6 e 7)

    Half Life 2, sandtraps:

    “Sono ore che girovago. Prima l’autostrada, poi le dune. Ma quando finirà questo viaggio? E poi lo vedo. Immenso, veloce d indistruttibile. Altro che formicaleone. E’ un gigante. Da solo non ce la farò. No. Sto per morire. Dopo tutta la fatica fatta. Sempre da solo. Senza musica, nè radio, nè compagni. Sto per…

    E poi, dall’alto, ecco piovere proiettili. Ed è fuoco amico. Eccoli. Li ho trovati. Grazie. Grzie per avermi salvato e fatto entrare. Vedo brandine, focolari e altre persone. Posso fermarmi qui con voi?

    No. Il padre di Alyx. Devo salvarlo. Tutti lo vogliono salvo. Devo farlo.

    Però non abbandonatemi di nuovo. Devo raggiungere Novaprospect. Venite con me. In tanti saremo più forti. Non abbandonatemi, di nuovo. Non voglio. Qui è tutto desolazione. Quì è solitudine. Ed io la sento. Tutta. Mi pervade. Non potete venire, vero? Lo immaginavo.

    La strada sarà lunga, ancora da solo.

  9. 1) Assolutamente si 😀

    2) Per moltissimi motivi, non molto diversi da quelli relativi alla cinematografia. Io, ad esempio, ho giocato a tutti gli Hitman, essendone fan, pur avendo constatato quanto, dopo i primi 2 titoli, la serie sia andata in netto calando. Ci sono poi considerazione qualitative: il fatto che un gioco sia venduto non vuol dire che poi piaccia, o che sia destinato ad occupare un posto rilevante nella memoria dei giocatori o nella storia dei videogiochi. Tutto quel che si hanno sono numeri, a cui spesso corrispondono gusti normali: una buona grafica, una longevità decente, un gameplay appagante. Credo siano pochi (ma non così pochi) quelli che cercano qualcosa di più in un videogioco. Molti, nel proprio giudizio, si fermano relavitamente agli strati più superficiali. E non è detto che molti programmatori non facciano lo stesso, salvo poi ottenere risultati migliori o peggiori di quanto si sarebbero loro stessi aspettati (l’esempio per eccellenza è Cryostasis: pieno di difetti quanto di pregi, entrambi passati inosservati ai programmatori e a molti giocatori).

    3) Si, mi piace scavare, anche se raramente ho giocato a un gioco veramente valido che fosse davvero sconosciuto.

    4) Difficile dirlo. Forse sono i gusti a contribuire a quante perle si riescono a trovare in un videogioco. La risposta è comunque quella precedente: non mi è mai successo di trovare un gioco davvero bello ma che fosse ignorato da chiunque. Forse Project Nomads è stato l’unico, ma più che essere ignorato fin dall’inizio, finì nel dimenticatoio per i numerosi lati negativi, e nonostante questo lo ricordo come uno dei giochi più affascinanti che siano stati pensati.

    5) Mancano di cattiveria nei confronti del giocatore (:D) e di realismo! Aldilà delle difficoltà (sempre più basse), i giochi delle precedenti generazioni lasciavano molto il giocatore a se stesso e creavano atmosfere perfette pressocchè dal nulla. Ormai, questo non accade quasi più. Inoltre, molti videogiochi hanno una incredibile difficoltà nel prendersi sul serio, o nel mettere in luce le loro potenzialità senza cadere nella banalità o nel commerciale (parlo sopratutto dei vari “seguiti”). Lo stesso forse vale anche per gli sviluppatori, forse sempre più tecnici, anche con ciò che non riguarderebbe la tecnica, e sempre meno creativi e meno capaci di soprendere i giocatori.

    6) Tantissime volte! Per citare qualche titolo, direi Hexen, Shadowman (gli ultimi momenti del quadro a New York), Max Payne, Command & Conquer (la prima volta che mi lanciarono un missile nucleare addosso rimasi a bocca aperta :D),Blood, Riven (forse l’unico vero Myst, più di Myst stesso), F.E.A.R., Daggerfall, Pandora Directive, S.T.A.L.K.E.R. (i primi sotterranei e le prime zone radioattive), Myst 4 (l’arrivo a Spire e il finale di Haven, dopo che si sono salvate le scimmie dal predatore), System Shock 2.

    7) Almeno nel mio caso, l’emozione è legata da quanto il gioco riesce a essere coinvolgente, sia perchè può mettere inquietudine (le parti iniziali di F.E.A.R,. ad esempio) sia per quanto può esaltare in alcune momenti (Max Payne, nel quadro della villa). Altre risposte emotive possono essere più sottili, ma presenti; è il caso dei giochi fortemente grafici (ma non solo), al limite del maestoso come Riven ma anche Morrowind o S.T.A.L.K.E.R.. Le svolte narrative sono invece quelle che mi toccano di meno, e che ovviamente si esauriscono più in fretta, pur potendo rimenere memorabili.

    8 ) Raramente, in realtà. Non ho quasi mai giocato a giochi di guida o sportivi, per esempio.

    9) Abbastanza, ma non sempre assiduamente. Libri no, non ne compro.

    10) Evitarlo per il bene di tutti…di chi 🙂 ? Penso non ci sia niente di male nel voler approfondire i discorsi sui videogiochi, specie quelli relativi alle loro potenzialità artistiche e alla loro possibile importanza come medium e come mezzo di espressione. Il materiale di discussione è, in un certo senso, inevitabilmente abbondante, dal momento che i videogiochi hanno “già” una storia e una propria precisa evoluzione in quelle che sono le dinamiche della realtà a loro relative.

  10. 1) Assolutamente no, anche se in effetti dipende dalle circostante
    2) Per i soliti motivi inerenti alla pubblicità, mi sembra ovvio che un gioco più pubblicizzato sia più voluto, con questo tipo di prodotti la pubblicità funziona molto bene
    3) Non bado troppo alla pubblicità, vedo i titoli presi in considerazione dalle riviste (ora solo online, prima anche cartacee) e mi faccio condurre dai miei appetiti (ultimamente gioco pochissimo)
    4) Mi ricordo che quando giocavo ad anno 1602 non se lo cacava nessuno, solo qualche piccola nota in qualche rivista, ma di solito si verifica la cosa opposta (delusione da un titolo pluri-blasonato)
    5) Trama su tutti, fascino e intelligenza poi, inoltre molto spesso mi annoio per motivi inerenti alla giocabilità, raramente mi appassiono a un gioco, alcuni giochi poi sono troppo simili tra loro (sia per grafica che per contenuti)
    6) Emozionato? Si, in molte parti di Half Life 2 e relativi episodi (emozione spesso unita a sano divertimento), nelle atmosfere di Bioshock (anche se secondo me il gioco si perde un po’ verso il finale…), nelle corse in moto di GTA Vice City, nelle scampagnate di GTA San Andreas (con tanto di musica country), nelle mirabolanti e divertenti avventure di Monkey Island, nelle allucinanti atmosfere noir di Max Payne 2 (il gioco che artisticamente mi ha più coinvolto in assoluto), nell’assalto di una fortezza nemica in Age of Empires 2, praticamente TUTTO Metal Gear Solid
    7) In alcuni casi si (GTA e Half Life 2, e in alcuni aspetti Monkey Island) le meccaniche sono importanti, le condizioni emotive in parte pure
    8) Non ho un genere preferito, ma ho più che altro dei generi che non mi attraggono per niente, come i titoli menageriali (pc calcio 7 era riuscito in parte a farmelo piacere)
    9) Mi piace leggere recensioni e anteprime
    10) Si, anzi è necessario

  11. 1) “Se facessero”? Scusa e Bayonetta cosa sarebbe? XD (Comunque GoW l’ho lasciato a metà, dopo DmyC…)

    2) È una cane che si morde la coda: di base molte persone hanno gusti più o meno simili, i G-man lo capiscono e iniziano a battere su quelli facendone produrre in massa di sempre simili (a quelli) e pubblicizzandoli. E così la gente che non legge Ars Ludica acquista in base alla pubblicità di Multiplayer.it (XD con ironia eh!)

    3) Scrivendo su IndieVault.it… direi tutti i giorni.

    4) Molte. Con la scena indie è una sorpresa continua, mentre per i vg “normali” di solito è il design e la sceneggiatura. Più raro il gameplay.

    5) Di autoconsapevolezza. Molti sviluppano il nuovo clone di Doom convinti di star facendo il primo sparatutto della storia. Il medium ha molto ancora da esprimere. Gli esperimenti indipendenti di oggi saranno i blockbuster di domani.

    6) Oh sì: la meravigliosa musica sui mari di Wind Waker, il gameplay di Mario Galaxy (con Mario che corre “a tempo di musica…”) e con Shadow of the Colossus… anche qui, in cima a quei mostri con quelle musiche… si sarà capito che per me la musica fa il 90% del “lavoro” (anche nel cinema, ve lo immaginate Star Wars con un’altra colonna sonora?).
    Per non tacere il livello del “Precipizio” di Rayman 2 (a parte la musica) un level design perfetto.
    Consiglio poi di provare “Gravity Bone” (http://www.indievault.it/2009/01/04/gravity-bone/) per capire come un semplice gameplay da FPA possa esplodere in qualcosa di più grande.

    7) Certi titoli li rigiocherei all’infinito.
    Per il fatto della “condizione emotiva personale”… penso sia così per tutti i media. Sei anno fa (ne ho 21) non avrei capito film come Brazil o Arancia Meccanica, per dirne una.

    8) Non esiste un genere che preferisco. Anche se (a parte non aver mai toccato un gioco di sport simulativo) da qualche anno ho un’istintiva repulsione per gli RTS e gli strategici a turni. (Ne ho giocati così tanti da bambino che se non vedo un’innovazione nel gameplay non leggo manco la recensione)

    9) Sì, ho qualche saggio in materia.

    10) È aria fritta come tutto il resto della critica XD
    Scherzi a parte non vedo perché non si dovrebbe, io lo faccio sempre.

  12. 1. Se per identico intendi che andiamo in giro con le.. Lame di Ken a sbudellare bambole allora la risposta è sì.

    2. Per lo stesso motivo della moda, suppongo.

    3. Sì, tantissimo.

    4. Suppongo tante, visto che molti titoli strapubblicizzati riescono solo a deludermi.

    5. Mancano di un elemento che cerco in molti videogiochi: Originalità, ecco perché amo titoli come Braid, che riescono a farmi vedere che nel mondo esistono giochi che non somigliano ad altri 100.

    6. Chi se li ricorda i dettagli, però posso dirvi due titoli: flOw e.. Braid.

    7. Sì, no, no.

    8. Tante volte.

    9. Mai provato, ma dovrei.

    10. Non ho capito la domanda.

  13. 1) Neanche pagato

    2) passo

    3) Si decisamente. L’ho fatto soprattutto nell’ultimo anno, trovando perle come Braid.

    4) In realtà poche, nel senso che da quando uso internet, seleziono titoli perchè appunto ne sento parlare per forum, siti etc. quindi di fatto mi faccio un’idea PRIMA di procurarmelo. Non compro mai a scatola chiusa.

    6) Uno che mi è rimasto in mente è Myst. L’ambientazione, nonostante fosse a schermate fisse, è indimenticabile. E poi il senso di isolamento, in un certo senso era rassicurante. Solo tu e i meccanismi dell’isola. Portal, per dirne una più recente, quando cominci a capire che GlaDOS è qualcosa di più di una voce guida. Poi ci metterei thief 2, ad ogni angolo. Braid, nei testi di intermezzo. Sono parecchi. Poi vabbè Freespace non posso non mettercelo, sei una zanzara in mezzo agli elefanti.

    7) Probabilmente il momento ha influito, ma non lo ritengo così decisivo. IMHO il merito è più del titolo che del momento.

    8) Sostanzialmente no. Per dirne una, non sono mai riuscito a digerire alcunchè a turni. Nulla. Niente. Ci ho provato e riprovato e niente.

    9) Solo siti, non compro riviste da secoli, figurarsi libri (oh, non che non legga, solo che leggo altro: è un tipo di esperienza che preferisco fare direttamente)

    10) Passo, ho sonno

  14. 1) ma anche sì. assolutamente identico nelle meccaniche magari no, qualcosina di nuovo per tenermi interessato. Barbie che massacra orde di nemici potrebbe essere divertente, magari anche con sequenze animate dove Barbie, avvolta in succinti vestitini tutti sbrindellati e macchiati di sangue (non 5 giorni) guarda verso l’orizzonte e parla in tono grave e minaccioso della tragedia che sta per abbattersi sui suoi nemici. lo vorrei molto tongue in cheek. se fosse anche fatto bene, non alla godofwar di brutal legend (una merda), fluido, tante mosse, tante armi, tante meccaniche, punti esperienza? so dove volete arrivare. comprerete dante’inferno, castlevania, darksiders? più probabilmente darksiders (backtracking! rampino! puzzle!).

    2) perché la gente compra quel che gli si vende. se metti modern warfare 2 e forza motorport 3 dappertutto (che pure sono fatti bene) la gente sentirà il bisogno soprattutto di comprare quelli.

    3) mi piace scavare ma per quel che mi riguarda troppo spesso non ne vale la pena. i titoli indie a tutti i costi non hanno quella sostanza o quella forma (o la combinazine delle due cose) che certo.

    4) una sola volta, da Gran Turismo per PS1. quando mi è arrivata la beta da sony “out of the blue” ci sono rimasto di merda. per il resto, “quasi mai” non perché gli sconosciuti siano scarsi quanto perché raramente ci sono titoli a me completamente sconosciuti (boom”).

    5) la coperta è sempre troppo corta. se la grafica è fica la recitazione è figa il gameplay è figo e tutto il resto, il gioco è troppo corto o troppo facile o ha qualche magagna. alcuni aspetti hanno sempre troppa importanza e se ne sacrificano altri. sono un fighetta esigente.

    6) il finale di vandal hearts per ragioni che non mi so spiegare tutt’ora, il cavallo di shadow of the colossus, il finale di ico. classici (a parte vandal hearts). ah, la frase di guilderstern sulle pedine in vagrant story (“le pedine hanno visto la scacchiera per quello che è” riferendosi agli attori della vicenda). mi ha impressionato più che commosso. anche qui largamente immotivato.

    7) non credo che le meccaniche possano essere commoventi. la mia condizione emotiva transitoria o normale che fosse ha sicuramente influito nei casi di cui sopra. mi è capitato di rigiocare le sequenze di cui sopra senza provare quello che avevo provato la prima volta, del resto è come pretendere di commuoversi sempre guardando lo stesso film.

    8) se un genere non mi piace e un gioco appartiene “molto” a quel genere non mi piacerà, non c’è un cazzo da fare. il “gioco” è la parte più importante. vaffanculo a schaefer e all’rts tenuto nascosto. figlio di puttana, almeno non mi sarei illuso. il metal è fico ma se lo voglio ascoltare metto su gli irons, grazie.

    9) i giochi mi piace giocarli e basta. leggo internets per informarmi e la saggistica del videogioco mi fa spesso cagare perché sono pochissimi quelli in grado di parlarne senza pontificare, senza annoiare o senza dire cose già stradette. leggo volentieri gli aneddoti, alla masters of doom (che ho a casa ma non ho letto! è della mia ragazza). non comprerei un libro sui videogiochi nemmeno se mi puntassero una pistola in faccia.

    10) utilissimo per i videogiochi e utilissimo per i videogiocatori, quando è fatto bene. non che sia facile!

  15. 1) Se fosse un’avventura veramente cupa , e non una specie di riadattamento per bimbi , lo proverei senzaltro

    2) Un motivo potrebbe essere quello che , spesso e volentieri le case produttrici più famose ( e quindi con più soldi da spendere in campagne pubblicitare ) siano quelle che fanno i giochi di maggior successo .Di tanto in tanto capita infatti che anche giochi poco conosciuti piacciano a più persone senza che questi titoli vengano pubblicizati affatto o in maniera meno risonante rispetto alla concorrenza .

    3) Si , mi piace molto cercare titoli “indie” , anche perchè personalmente provo una gran soddisfazione quando trovo giochi interessanti e che mi divertono , ma poco conosciuti o giocati .

    4) Ci sono state occasioni in cui titoli poco famosi mi abbiano divertito molto , e la cosa che spesso mi ha sorpreso era proprio il fatto che erano dei buoni giochi e nessuno li citasse come titoli appena usciti da provare . ( tengo a precisare che comuqnue gran parte dei giochi a cui mi riferiscono sono giochi semplici e senza troppe pretese , uno fra tanti Trine )

    5) Ogni VG ha i suoi pregi e i suoi difetti , è difficile dire cosa manca all’intera categoria . Esistono titoli che mi stanno bene cosi come son fatti , ed altri che nonostante il successo di critica e/o di pubblico trovo carenti per certi versi .

    6) FF7 , avevo circa 11 anni quando ci giocai ( grosso modo 1 anno dopo la sua uscita ) e mi ricordo benissimo che piansi quando alla fine del 1 cd Aeris viene uccisa da Sephirot . Fu quella la prima volta che provai delle forti emozioni per un VG . Altri titoli che mi facero provare qualcosa di più del semplice divertimento sono stati sicuramente Mafia ed Omicron : The Nomad Soul . Se poi per emozioni vogliamo anche includere la paura , posso citare il 1 Resident Evil , Doom 3 ( si mi ha fatto cagare sotto ) ed il 1 Fatal Frame .

    7) Per quanto riguarda i titoli horro citati sopra , ovviamente l’emozione della paura era gioco forza del gioco stesso . FF7 ed Omicron non li ho più rigiocati , ma credo che qualche brivido me lo potrebbero dare ancora . Mafia invece lo finii per ben 3 volte e forse giusto quando lo ricompltai per la terza volta un po di freddezza c’era , anche perchè mi ricordavo abbastanza quello che sarebbe accaduto a breve .

    8) Non amo i giochi sportivi in generale , però ricordo che NBA street showdown mi prese parecchio quando lo provai da un amico , così tanto che poi decisi di prendermelo anchio per quanto mi era piaciuto .

    9) Frase scontata : Mi piace leggere se l’articolo/libro/qualsiasi altra cosa , è scritta bene ed in maniera fluida . Comunque si , mi è capitato più volte di comprare libri che parlassero del mondo dei VG , o tratti da qualche titolo che ho provato .

    10) Domanda di riserva ? Scherzi apparte un VG è un prodotto molto complesso , anche più dei film di cui però si parla in maniera più “pomposa” . Finchè se ne parla con gente che sà queste cose , si possono fare discorsi che vanno al di là della mortazza , ma per il grande pubblico forse è ancora un po troppo presto ( almeno nel nostro paese ) , perchè questo settore è visto ancora come un qualcosa di poco serio e professionale ( purtroppo aggiungo )

  16. 1)no,perchè non mi piace nemmeno God Of War
    2)Altrimenti la pubblicità che la fanno a fare?
    3)Se c’è qualcun’altro che scava (un critico), sono disposto ad addentrarmi nei pertugi più impervi.
    4)Tante volte ai tempi dell’Atari 2600, quando non sapevo che in edicola c’era Videogiochi.
    5)Ai GdR nipponici manca la voglia di andare fuori dagli schemi (o perlomeno lo fanno piaaaanoooo…)
    6)Resident Evil 2,Shadow Hearts Covenant,Dead Space,Zelda,Defender…
    7)Solitamente mi emoziona la storia, ma Dead Space e Zelda mi colpivano proprio per quello che facevo col il joypad.
    8)Quando c’è un entusiasta che me lo fa apprezzare.
    9)Mi piace leggere di videogiochi, ma non ho vie di mezzo. O roba seria tipo saggi, o lo sbraco totale come il grande Game Power.
    10)Non c’è un modo giusto, dipende da chi parla e cosa dice. Uau!!

  17. 1) No, non ho giocato nemmenoa God of War proprio perché le meccaniche di gioco non mi piacciono, figuriamoci con la Barbie ^_^.

    2) Perché spesso e volentieri a mio avviso i gusti vengono plasmati dalla pubblicità: se io non so che esiste il gioco XXX e tutta una serie di giochi simili, è impossibile che mi piacciano.

    3) Ovviamente. Avendo giocato tutta la vita penso di sapere come e dove cercare notizie, novità e tenere d’occhio anche le produzioni minori e meno pubblicizzate, per trovarmi spesso con giochi magari non perfetti ma che presentano idee innovative. Penso a Nomad Soul per PC e Dreamcast, ad Assault Suit Leynos 2 su Saturn (capolavoro), Eternal Darkness per Gamecube, The Darkness per PS3 e tanti altri.

    4) È difficile che mi avvicini a titoli di cui non ho mai sentito parlare, proprio perché di solito so come e dove rivolgere la mia attenzione.

    5) Le produzioni veramente fatte bene secondo me sono perfette: parlo di titoli come Fallout 3, Morrowind, GTAIV e tutta quella serie di giochi che vengono apprezzati anche e soprattutto dagli hardcore gamers più smaliziati.
    Però è vero che la media è ben diversa, e difetta anche di troppe cose: spesso superficialità da parte degli sviluppatori, di fretta nello sviluppo dettata da tempi e “commercialità” insita in progetti che servono solo a rimpinguare le casse delle software house (e per carità, sempre di lavoro si tratta) facendo sì che l’hype creatosi attorno a un titolo venga demolito da una produzione povera in termini di idee e perfezionamento (tipo il primo Assassin’s Creed).

    6) Sì, tante volte in verità. Di solito sono alcune storie a colpirmi di più (come per la serie di Legacy of Kain o Eternal Darkness) altre volte le meccaniche innovative (Final Fantasy Tactics), altre tutto quanto insieme (Silent Hill, il primo Metal Gear Solid su PSOne, The Darkness, Dead Space, Bioshock, Fallout 3).

    7) Sì, rivedere alcune scene già “vissute” tramite l’alter ego digitale spesso possono risultare meno appassionanti di sicuro, vuoi perché sapere come andrà a finire l’esperienza in oggetto ci trova già preparati (come rivedere un film), vuoi perché crescendo determinati argomenti o passaggi possono risultare meno incisivi la seocnda o terza volta che ci vengono proposti.

    8) Spesso. Mi ricordo le partite a FIFA, PES o NBA LIVE ai tempi della prima PS, e penso a WipeOut (da sempre) o a Burnout Paradise: se un gioco è fatto davvero bene risulta si lascia giocare che è un piacere anche dai meno avvezzi.

    9) In verità sì, una volta compravo davvero tante riviste. Da quando c’è internet mi sembra un po’ uno spreco di soldi. Immagini statiche VS video di Youtube/IGN/Gametrailers, contenuti “passivi” (articoli) contro interazione tra utenti (forum ecompagnia bella). Non c’è gara.

    10) Discutere di qualcosa in maniera impegnata e impegnativa rischia di diventare un’attività verbosa ed eccessiva, ma fatta in termini coerenti e “leggeri” senza essere superficiali (sempre di GIOCHI si sta parlando), credo possa portare a qualcosa di costruttivo, specialmente se appunto con l’interazione di cui sopra si può interagire con chi i giochi li fa.

  18. 1) no, pero’ se avessi 22 anni di meno e potessi permettermi le treccine e l’occhietto

    languido, giocherei con le barbie vere con la casa plasticozza vera e il ken vero.

    2) in che senso piacciono di piu’? Vengono giocati di piu’, arrivano a piu’ persone. Se ne

    parla di piu’, se poi anche le persone che frequenti conoscono il gioco, vi hanno giocato, è

    un argomento di conversazione in piu’. In generale una maggiore visibilita’ corrisponde alla

    sensazione che quella tale roba possa avere comunque un qualche valore, cio’ ti spinge a

    provare e poi magari ti piace senza che neanche te ne accorgi.

    3) abbastanza. Lo ritengo peraltro un atteggiamento proficuo anche in altri ambiti (musica,

    cinema, letteratura, sport)

    4) È capitato. Mi capita poco, anche perche’ giocare richiede una certa disposizione

    all’attività, un voler farlo neanche troppo passeggero. Non come certa musica che ascolto

    online, che magari non se la caga quasi nessuno, mentre cucino o lavo i piatti o faccio

    ginnastica. Quindi quando gioco è sopratutto perche mi incuriosisce una tale recensione, un

    tale passa parola, alla fine so piu’ o meno di che si tratta. Cosa mi colpisce?

    L’astrazione, il fatto che un viodeogioco possa riuscire a sfrattarmi via dal reale. Per

    questo tendo a detestare le attuali simulazioni calcistiche, che sono gia’ di suo una

    simulazione di un artificio (mediatico) abusato e stuprato dalle masse. Boh.

    5) Non credo siano i videogiochi a difettare, ma la stentata evoluzione delle interfaccie di

    controllo.

    6) Si. Frustrazione, tristezza, commozione, meraviglia. Tempo fa’, ricordo ‘Another World’

    per Amiga, ‘Kula World’, ‘Shadow of the Colossus’ e ‘ICO’, ‘it came from the desert’.. ad

    ogni modo la musica per me è fondamentale.

    7) nel caso di Shadow of the colossus credo abbia dipeso sia dalle meccaniche che alla condizione emotiva personale, relativa al periodo in cui l’ho giocato. Questo l’ho capito dopo un po’ di tempo, in particolare dopo aver avuto modo di ascoltare attentamente la colonna sonora indipendentemente dal gioco.

    8) si.. la saga di PES, qualcosa della serie ‘Age of..’ o ‘Black and White’.. ‘Chrono Trigger’ per SNES. Niente di significativo, curiosita’ e fissa per l’emulazione in generale 🙂

    9) discretamente, Ars Ludica è per me illuminante sotto questo aspetto. Ho letto un liberculo di Bittanti (l’evoluzione tecnoludica) qualche anni fa, davvero ben scritto e stimolante. Vi diro’, a volte piace piu’ leggere di videogiochi che mettermi a giocare davvero. Sul serio 🙂

    10) assolutamente utile e degna, anzi colgo l’occasione per ringraziare te (Karat45) per l’impegno, la sagacia e la sensibilita’ che dimostri nei tuoi articoli e il resto dell’allegra brigata di Ars ludica per il fatto di esistere, altro che TGM! (con tutto il rispetto heh..)

  19. 1) Se facessero un God of War con Barbie al posto di Kratos, lo giochereste? Parlo di un gioco assolutamente identico nelle meccaniche a quello originale, ma ambientato nel mondo della bambola androgina.
    >direi proprio di no. God of War proponeva un gameplay accattivante che neppure all’epoca di uscita fece gridare al miracolo. Giocava tuttavia su un’iconografia ed un background adolescenziale fortemente impulsivo e abbastanza irruente da giustificare certe manovre ludiche. Dipende dall’utilità; indicativamente e messa in tali termini non credo potrebbe essere ludo di mio interesse.

    2) Se ogni individuo ha i suoi gusti in fatto di videogiochi (e non, parlando in termini più generali), perché i titoli che vendono di più e, soprattutto, che piacciono di più sono spessissimo quelli più pubblicizzati (eccezioni che confermano la regola a parte)?
    >dai che la domanda è retorica…

    3) Partendo dalla domanda precedente: andate mai alla ricerca di titoli poco pubblicizzati? Vi incuriosisce scoprire videogiochi che, a causa del budget limitato, escono in sordina? Insomma, vi piace scavare?
    >scavare sempre, la curiosità è motore e salvezza di questa bolla che – si spera – è vicina al gran botto.

    4) Quante volte e da cosa siete rimasti sorpresi in positivo da un titolo di cui non avevate mai sentito parlare?
    >dubito esista qualcuno che ne tiene il conto. Forse non capisco la domanda.

    5) Cosa sentite mancare ai videogiochi? In cosa difettano?
    >Sicuramente manca la proprietà e appartenenza riconducibile a determinate personalità. Oggi è tutto uno sbandierare di McGee rampanti ma si è persa l’identificazione produttiva, definitivamente relegata alla major distributiva. Uno fra i più grossi danni operati da EA in tempi ancora lindi da tali scempi commerciali.

    6) Vi siete mai emozionati davanti a un videogioco? Se sì, con quale titolo, come e quando?
    >In caso contrario avrei da tempo smesso di videogiocare.

    7) In caso di risposta affermativa alla domanda precedente vi chiedo: l’emozione era legata alle meccaniche di gioco? Pensate che la vostra condizione emotiva personale (quindi derivata da altri fatti della vita rispetto al videogioco) abbia influito sull’emozione provata durante l’esperienza ludica? Vi è mai capitato di rigiocare una sezione che vi aveva particolarmente emozionato provando una freddezza inattesa?
    > L’emozione è individuale anche quando indotta dal gioco stesso. Rigiocando non cogli l’emozione diretta ma l’emozione della prima volta a cui hai giocato (o il ricordo di determinati momenti memorabili che difficilmente vanno a porre una situazione di freddezza). Beninteso che taluni generi poco si prestano alla rigiocabilità; un’avventura testuale (o grafica) forse la rigiocherei meno volentieri di un picchiaduro a scorrimento.

    8) Qualche volta siete riusciti ad apprezzare un titolo di genere diverso da quelli che preferite?
    >credo poco nelle preferenze dei videogiochi, da quante sono le diversificazioni indotte o palesemente operate per piacere più o meno a diverse categorie. Ciò non toglie che malsopporto (per ovvia incapacità) i titoli di guida. Pur avendone provati moltissimi mi sono divertito (molto) solo con Grand Prix 2, un misconosciuto giochillo per Megadrive e, in tempi più recenti, Dirt e Grid. Una simile domanda meriterebbe approfondimento a parte.

    9) Vi piace leggere di videogiochi? Se sì, in che termini? Acquistate libri dedicati ai videogiochi?
    >leggere di videogiochi è un piacere paritario allo stesso videogiocare, sia se mirato al confronto intellettuale/emozionale piuttosto che alla definizione di un essenziale corollario che arricchisce e diversifica la visione che ho avuto dell’esperienza ludica.

    10) Credete che sia utile parlare di videogiochi in termini diversi da quelli canonici? Oppure è una perdita di tempo che andrebbe evitata per il bene di tutti?
    >farlo non è utilità ma dovere morale.

  20. Non intendo rispondere a queste domande infamanti, retoriche e comuniste. Aspettatevi notizie dall’avvocato Ghedini, il mio legale, intendo denunciare Ars Ludica per un milione di euro.
    😛

  21. 1- Se facessero un God of War con Barbie al posto di Kratos, lo giochereste?
    Hmm non credo, già mi ha scocciato il 2 su pleistescion… 😛

    2) perché i titoli che vendono di più e, soprattutto, che piacciono di più sono spessissimo quelli più pubblicizzati?
    Per lo stesso motivo per cui ogni volta che esce un film di Miyazaki è grasso che cola se riesco a trovare UN cinema che ha l’ardore di proiettarlo.

    3) Partendo dalla domanda precedente: andate mai alla ricerca di titoli poco pubblicizzati? Vi incuriosisce scoprire videogiochi che, a causa del budget limitato, escono in sordina? Insomma, vi piace scavare?
    Da utente prevalentemente Wii scavare è la regola, non l’eccezione. Vabbè, scherzi a parte, la risposta è sì, assolutamente.

    4) Quante volte e da cosa siete rimasti sorpresi in positivo da un titolo di cui non avevate mai sentito parlare?
    In tempi recenti raramente: ormai è DAVVERO difficile (anche grazie alla frequentazione di portali come Ars) per me trovare roba valida di cui non ho mai sentito parlare. Un tempo l’informazione era assai diversa, e per me che ho speso anni su C64 e Amiga non era raro ritrovarsi davanti a titoli che sembravano venir fuori dal nulla. Il primo che mi viene in mente è il sequel di Gem’X, al secolo… Gem’Z. Uscì per Amiga alcuni eoni fa.

    5) Cosa sentite mancare ai videogiochi? In cosa difettano?
    Sono sempre più belli da vedere ma trovo che questa sia un’arma a doppio taglio perchè fin troppo spesso l’interazione con gli ambienti non va di pari passo con le migliorìe visive. Più in generale, latita l’originalità, troppo riciclo di concept e meccaniche, forse anche per via dei costi di sviluppo proibitivi che obbligano ad andare “sul sicuro” software house e publisher.

    6) Vi siete mai emozionati davanti a un videogioco? Se sì, con quale titolo, come e quando?
    Tantissime volte, quasi sempre un ruolo cardine è rivestito dalla bontà dell’accompagnamento sonoro, come hanno già detto altri prima di me.

    7) In caso di risposta affermativa alla domanda precedente vi chiedo: l’emozione era legata alle meccaniche di gioco? […] Vi è mai capitato di rigiocare una sezione che vi aveva particolarmente emozionato provando una freddezza inattesa?
    A volte l’emozione è data dalle meccaniche, altre volte dalla trama, altre ancora dal già citato sonoro (anche qua devo riquotare la citazione di WindWaker e le sue traversate in mare). Affermativo anche per la seconda parte, ma devo dire che a volte mi è capitato anche il contrario (rigiocare un titolo che la prima volta non mi aveva “preso” particolarmente).

    8) Qualche volta siete riusciti ad apprezzare un titolo di genere diverso da quelli che preferite?
    Hmm, direi raramente. Devo anche dire che i miei gusti negli anni (gioco da secoli) si sono evoluti, ad esempio oggi non so se mi appassionerebbero ancora le avventure grafiche che -quasi- 20 anni fa adoravo.

    9) Vi piace leggere di videogiochi? Se sì, in che termini? Acquistate libri dedicati ai videogiochi?
    Adoro sia leggere che (tentare di) scrivere (decentemente) di videogiochi, anche se mi riesce sicuramente meglio la prima che ho detto. 😛

    10) Credete che sia utile parlare di videogiochi in termini diversi da quelli canonici?
    Credo sia utilissimo ma ritengo che ci sia parecchia strada da fare: quello della critica videoludica è un mercato relativamente giovane e mi pare che in giro (a parte le disdicevoli faccende dei legami ambigui tra la stampa specializzata ed i publisher) troppa gente si metta con eccessiva disinvoltura nei panni del recensore, a volte mostrando lacune imbarazzanti persino nella grammatica. Insomma, ripeto, la strada è in salita secondo me.

  22. 1) No. Non lo so. forse. Preferirei Ken…anzi no, chissà cosa pensereste. Facciamo che sì, va….

    2)La pubblicità insiste sulla sottile arte della persuasione. Spesso, anche se un gioco non corrisponde ai nostri canoni, lo compriamo d’impulso. E nella mediocrità generale la gente è attratta da quello che viene pubblicizzato.

    3)Tantissimo. Non faccio altro in continuazione in pratica. Sono un collezionista incallito soprattutto di cagate/cose uscite in sordina ecc… Le limited di Halo e di GoW col Lancer ce le hanno tutti, altro che limited. Limited è avere, per esempio, un Segagaga o roba del genere.

    4)In genere poche volte , perché essendo un collezionista SO cosa prendo, anche se non se ne sente mai parlare. Di solito comunque colpisce qualche caratteristica a livello artistico, per esempio… O qualche felice scelta di gameplay…

    5)Sono fermamente convinto che l’attuale generazione sia solo una fase di transizione verso qualcosa che deve ancora arrivare, e spero che non sia il casual gaming per tutti, come ora sta facendo il Wii. In generale manca la consapevolezza da parte della gente del videogioco come mezzo di espressione artistica. Esempi simili sono da riscontrarsi nel caso delle continue lamentele della violenza eccessiva nei videogiochi, del linguaggio scurrile (come nel recente caso di Assassin’s Creed 2) et similia…

    6)Si, spessissimo. Quale titolo…uhm…diversi…dai vari Final Fantasy a Oblivion (di questo mi commuovono certi particolari, non la storia principale), il primo Metal Gear Solid (gli altri no) e ancora molti altri titoli.

    7)Non proprio SOLO alle meccaniche di gioco. Sì, la condizione personale ha influito spesso, oppure i videogiochi hanno influenzato la mia condizione personale, viceversa. Sì, rigiocato spesso diverse sezioni (anziché l’intero titolo).

    8)Sì tantissime volte.

    9)Mi piaceva. Mi piace soprattutto scrivere di videogiochi adesso e non leggo quasi più le riviste. Libri sui videogiochi ne possiedo alcuni ma ne ho letti davvero pochi. In genere in alcuni ho notato talmente tanti strafalcioni già dalla copertina che non li ho reputati all’altezza di essere letti. Mi ricordo una traduzione infelice di “Arcturus” di Mass Effect. Non so in quale libro dei due usciti. E così l’ho comprato in inglese. Solo per questo. Lo so, sono esigente.

    10)E perché mai perdita di tempo? Può essere utile, inutile, chi se ne frega! Se ci diverte parlarne, facciamolo. Le chiacchere restano tali, tanto vale non parlare sempre di calcio o roba simile. Proprio per questo abbiamo siti come questo, dedicati ad approfondire il videogioco come fenomeno culturale, oltre alle semplici meccaniche di gioco, alla grafica e al sonoro.

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