Quanto invecchiano i videogiochi?

L’editoriale firmato da Giovanni Donda, pubblicato sul numero 20 di Babel, mi ha dato modo di ragionare su quanto un certo tipo di pensiero laterale sia stato capace di costruire una sorta di cultura videoludica condivisa. Se si stesse discutendo di altre forme di intrattenimento, come musica o cinema, non si esiterebbe a definirla underground. Sto parlando di un modus videogiocandi per certi versi non dissimile dall’Estetismo di fine Ottocento, incentrato sulla qualità intrinseca del tempo trascorso davanti al monitor, piuttosto che sulla quantità dei pixel costretti in una qualsiasi risoluzione, fermo restando che una bella donna è pur sempre una bella donna anche se dotata di un cervello in stile Sackboy.

Realtà quali Babel, Ringcast od Outcast sono l’esempio lampante di come alcuni soggetti possano realizzare un prodotto valido, anche se slegato dalle classiche dinamiche commerciali del “vengo pagato un tot a carattere ma ti consegno l’esclusiva entro tale data”. In questo contesto, è oltremodo significativa la naturale idealizzazione di tutto ciò che sa di retrogaming, neologismo coniato per definire una famiglia di esperienze in pantagruelica espansione e capace di evocare, in sempre più persone, l’immagine di un’età dell’oro videoludica. Noi lettori della stampa patinata siamo abituati ad interviste e preview, condite da continui amarcord nei confronti di titoli usciti solo l’anno prima e che servono per attestare quanti passi in avanti e migliorie siano state apportate al nuovo capitolo della solita IP. Questi rimandi finiscono per de-attualizzare il prodotto citato, facendolo sembrare demodè nonostante il fatto che in molti casi ne vengano tessute le lodi. Giochi come Ico e Shadow of the Colossus, che ancora giacciono nella parte della mia libreria dedicata ai titoli da terminare o rigiocare, sono sovente menzionati come pietre miliari dello sviluppo, paragonabili all’opera di scrittori e registi, capaci di far sterzare il carrozzone videoludico verso nuove destinazioni. L’oggettiva dimensione del loro successo, fortunatamente non assoggettata al volgare dato di vendita, andrebbe però valutata con un significativo senno di poi e solo dopo che console come PS2 o Nintendo GameCube, tutt’oggi collegati al mio televisore lcd, saranno annoverate tra quelle di un passato effettivamente remoto. Questa cautela nei confronti di una memoria storica che a mio avviso è stata precocemente archiviata, fino al 2005 sarebbe sembrata tuttavia antitetica alla schizofrenia del settore, specie per quanto riguardava il comparto PC.

L’immobilismo dell’hardware proposto da Microsoft e Sony, nonché il fiorire di un mercato dell’usato apparentemente consapevole, ci sta regalando un nuovo modo di concepire l’invecchiamento dei videogiochi. Project Gotham Racing 3 o Call of Duty 2, titoli di lancio dell’Xbox 360, sono facilmente reperibili in qualsiasi punto vendita appartenente alla tanto famosa, quanto tiranna, catena di negozi texana. Eppure stiamo parlando di prodotti sviluppati cinque anni fa. Ovviamente su internet è possibile recuperare software ben più vecchi, ma si tratta di vetrine decisamente meno frequentate e ad uso di una minoranza. Forse, quando la nuova generazione di console vedrà la luce, giochi come quelli citati entreranno a far parte del mare magnum idealizzato (e capace di fare proseliti) del retrogaming. È tuttavia necessario fare un parallelo con altri settori interessati da processi evolutivi analoghi, per capire quanto questo nostro mondo sia ancora acerbo e condizionato dalle prestazioni. Un certo tipo di cinema, farcito di effetti speciali, motion capture e computer grafica, è certamente quello che più si avvicina al repentino cambiamento subito solitamente dai tool di sviluppo in ambito videoludico. In quest’ottica, mi piacerebbe sapere quale pellicola consiglierebbe un appassionato di fantascienza ad un neofita che volesse avvicinarsi al genere. Così, senza sapere né leggere né scrivere, il primo film che suggerirei se il quesito fosse stato posto a me, sarebbe Guerre Stellari, classe 1977. Oppure Ghostbusters, uscito nel 1984: l’anno del futuro ipotizzato da George Orwell e di quell’Elite che tanto ci ha fatto sognare.

In questo tipo di confronto, però, è evidente che la differenza del supporto fisico su cui sono stati distribuiti i rispettivi contenuti non è stata considerata. Credo tuttavia che si possa ritenere un fattore secondario, in quanto come alle videocassette sono subentrati i dvd, così floppy disk e cartucce sono stati sostituiti da emulatori e remake. XBLA anyone? Rimane dunque da appurare quale risposta darebbe un fan degli RPG, se gli venisse chiesto quale gioco di quel genere consiglierebbe ad un novellino… così come a quale Beat ‘em up, FPS o Platform si dovrebbe giocare se si volesse sperimentare il migliore esponente di tali categorie.  I titoli proposti sarebbero tanto preistorici quanto lo sembra il film di George Lucas se paragonato all’ultimo colossal firmato James Cameron? Io non credo. Voi?

15 commenti su “Quanto invecchiano i videogiochi?

  1. Non ho capito perfettamente il punto su cui si vuole discutere. Se è l’impossibilità di costruire una memoria “unica” e che fluisca perennemente, ma ci si deve purtroppo scontrare con le caratteristiche uniche di una forma di intrattenimento principalmente legata allo sviluppo tecnologico… allora sono d’accordo. Nel senso. Oggi vai e ti compri (su internet, in negozio, sarca) un film strepitoso del 1986 in DVD o Blu-ray, per dire un’annata. Ma oggi ovviamente non vai e non ti compri un gioco strepitoso del 1986, a meno che, e per puro caso, non sia stato messo a disposizione delle librerie di XBLA, PSN e Virtual Console. La retrocompatibilità introdotta in maniera massiccia da PlayStation 2 e Wii è una buona cosa. Peccato che con PlayStation 3 e Xbox 360 si sia tornati al punto di partenza.

  2. Zave wrote:

    Se è l’impossibilità di costruire una memoria “unica” e che fluisca perennemente, ma ci si deve purtroppo scontrare con le caratteristiche uniche di una forma di intrattenimento principalmente legata allo sviluppo tecnologico… allora sono d’accordo.

    Sì. Il punto era questo. Come scritto, però, credo che la stasi nel mondo console e nei tool come l’Unreal Engine 3 stia favorendo la possibilità di fruire di prodotti “vecchi” dal punto di vista tecnologico senza dover ricorrere all’acquisto di vecchie macchine da gioco.

  3. Mi sono riperso: allora, visto che oggi come oggi la “rincorsa” tecnologica ha rallentato, è più facile considerare “vecchi” i giochi dell’inizio di questa generazione e quindi non è un problema giocarseli? Uhm. Non vedo grosse differenze rispetto a, chessò, il 2004/2005, dopo quattro o cinque anni di PlayStation 2.

  4. Zave wrote:

    Non vedo grosse differenze rispetto a, chessò, il 2004/2005, dopo quattro o cinque anni di PlayStation 2.

    Nel 2004 credo che i volumi dell’usato fossero nettamente inferiori rispetto a quelli di oggi. Così come le rivendite texane. Inoltre la 360 o la play 3 quanti anni hanno ancora davanti? 2? 3? Quindi, ai quattro anni di playstation 2 devi paraonare gli 8 di 360. E 8 anni, in un mondo che ne ha 30, sono parecchi. Sarebbe curioso anche fare un confronto tra il numero ed il volume di affari del nuovo e dell’usato, dei giochi pubblicati nel periodo 2000 – 2004 rispetto a quelli del periodo 2005 – 2010.

  5. Andando a intuito sì, il volume dei soldi smossi dal mercato dell’usato va aumentando, più che diminuendo. Ma non vedo bene perché il discorso debba essere legato solo ai giochi usati. D’altronde in tante catene/grandi magazzini di elettronica si trovano facilmente giochi della prima era Wii/Xbox 360/PlayStation 3. Nuovi intendo, anche a prezzi da “Best of” e via andando.
    Per quanto riguarda, invece, la “durata” dell’attuale generazione: sono d’accordo con te sul fatto che sia destinata a durare un bel pezzo ancora, ma oggi è il 2010, gennaio. Vai a sapere… quindi facendo questo discorso oggi, credo si debba parlare della realtà e dell’attualità, più che del “potenziale”. Che poi ci vuole un attimo a finire fregati.

    P.S. comunque PlayStation 2 è durata, mal che vada, cinque anni e mezzo. Dal marzo 2000 al novembre 2005, se si tiene valido il lancio di Xbox 360 come “termine” della generazione precedente. Se invece si vuole dar retta a Sony e ai puri dati, PS2 è vissuta almeno sei anni e tre quarti (fino al dicembre 2006 – arrivo di PS3 in Giappone). 

  6. Zave wrote:

    Mi sono riperso: allora, visto che oggi come oggi la “rincorsa” tecnologica ha rallentato, è più facile considerare “vecchi” i giochi dell’inizio di questa generazione e quindi non è un problema giocarseli?

    no, in un altro senso. Volendo riassumere i poche parole, si potrebbe dire che “è molto più facile e probabile che nel 2010 uno si giochi Project Gotham racing 3, piuttosto che lo stesso tipo si giocasse, nel 2005, uno dei titoli di lancio della ps2. Facciamo un’equazione.

    titolo ps2 del 2000 : titolo ps2 del 2005 =/= titolo 360 del 2005 : titolo 360 del 2010

    dove =/= significa “non è uguale”.

    Queto dal punto di vista tecnologico.

    Anche per i film è così… però noi ci gustiamo una pllicola dell’86 ugualmente, mentre è difficile che uno ci consigli un gioco per ps2 o cubo..

    Quì stava il busillis.

    Zave wrote:

    D’altronde in tante catene/grandi magazzini di elettronica si trovano facilmente giochi della prima era Wii/Xbox 360/PlayStation 3.

    Sì, ho scritto usato ma intendevo “non appena uscito”.

  7. E perché il rapporto non è lo stesso?
    Non credo, infine, che il discorso per i film sia avvicinabile, il videogioco è molto più intimamente (per scelte e per natura) legato alla tecnologia, di quanto non lo sia un film.

  8. Zave wrote:

    E perché il rapporto non è lo stesso?

    Ma scusa… nel 2006 esce gears of war. Nel 2010 esce mass effect 2. Secondo te, da un punto di vista prettamente tecnologico, sono diversi tanto quanto lo è God of War 2 da Metal gerar 2?

    Zave wrote:

    Non credo, infine, che il discorso per i film sia avvicinabile, il videogioco è molto più intimamente (per scelte e per natura) legato alla tecnologia, di quanto non lo sia un film.

    Sì, ma se tra 10 anni uno ti chiedesse un cosiglio su di un bel platform capace di regalarti emozioni, tu non gli consiglieresti Braid?

    La cosa uspicabile è proprio che venga data alle masse la possibilità di godersi prodotti del genere senza creargli problemi di emulatori et similia… ma sopratutto che gli “addetti” ai lavori riescano a comunicare che la qualità di quel tipo di esperienza non è inferiore a quella di “Braid 7, la vendetta”

  9. Ti ho ri-riperso. Mi stai chiedendo se secondo me il rapporto che poteva avere un giocatore nel 2007 con God of War 2 rispetto a MGS 2 è lo stesso che oggi ha chi prova Mass Effect 2 dopo aver giocato a Gears of War?
    Sì, forse non ti ricordi MGS2 ma tecnicamente la differenza che c’è tra quello e GoW 2 credo che sia assolutamente comparabile a quella dei due giochi 360. Poi ovviamente si entra nel campo delle opinioni personalissime, e allora tanti saluti… ma insomma, non mi pare che eventuali differenze siano così lampanti da convincere la maggioranza di eventuali interessati che esista una differenza tra questa generazione e quella prima. 
    Oltretutto: tra God of War 2 e MGS 2 ci sono sei anni di differenza (2001 – 2007), mentre nell’altro caso sono a malapena tre e un pezzetto (novembre 2006 – gennaio 2010).
    Infine: ho capito e sono assolutamente d’accordo con la tua rottura di balle verso il fatto “oh, non posso facilmente giocarmi roba vecchia”. E allo stesso modo spero, tra dieci anni, di poter consigliare un ottimo gioco di piattaforme (anche se Braid non lo è :P) che non sia di dieci anni prima. Né venti ovviamente.

  10. Zave wrote:

    Sì, forse non ti ricordi MGS2 ma tecnicamente la differenza che c’è tra quello e GoW 2 credo che sia assolutamente comparabile a quella dei due giochi 360. Poi ovviamente si entra nel campo delle opinioni personalissime, e allora tanti saluti… ma insomma, non mi pare che eventuali differenze siano così lampanti da convincere la maggioranza di eventuali interessati che esista una differenza tra questa generazione e quella prima. 

    Ho citato Metal Gear 2 e God of War 2 proprio perchè li ho giocati l’anno scorso e per quanto mediocre possa essere la mia comprensione della tecnologia sottostante, le differenze mi sembravano lampanti. Però forse è solo un imao. Sulle masse da convincere… bhè, ripeto che una differenza oggettiva tra le 2 generazioni c’è. Ed è ritrovabile nei volumi e nell’ottica con cui noi giocatori la vedevamo. Specie per quelli che nel 2005 si sono comprati un pc che quasi quasi ancora iesce a far girare Modern Warfare 2. Una cosa del genere non si era mai vista, prima di adesso.

    Zave wrote:

    Oltretutto: tra God of War 2 e MGS 2 ci sono sei anni di differenza (2001 – 2007), mentre nell’altro caso sono a malapena tre e un pezzetto (novembre 2006 – gennaio 2010).
    Infine: ho capito e sono assolutamente d’accordo con la tua rottura di balle verso il fatto “oh, non posso facilmente giocarmi roba vecchia”. E allo stesso modo spero, tra dieci anni, di poter consigliare un ottimo gioco di piattaforme (anche se Braid non lo è ) che non sia di dieci anni prima. Né venti ovviamente.

  11. Cine: ma se hai giocato entrambi i giochi solo recentemente (quelli “vecchi” intendo), non vedo come possiamo discutere dell’impatto originale dei due, che naturalmente si può avere solo avendoli giocati attorno ai relativi periodi di pubblicazione. 🙂
    La roba del PC è complicata dal semplice fatto che il PC non è più la piattaforma di sviluppo di pressoché nulla (intendo non in senso tecnico, ma di destinazione: Doom 3 era per PC, Call of Duty era per PC, Modern Warfare 2 proprio no) e quindi si è “pausato”.

  12. Zave wrote:

    Cine: ma se hai giocato entrambi i giochi solo recentemente (quelli “vecchi” intendo), non vedo come possiamo discutere dell’impatto originale dei due, che naturalmente si può avere solo avendoli giocati attorno ai relativi periodi di pubblicazione.

    Lungi da me. Se ne parlava con gli occhi di oggi. 🙂

  13. Si ma, ehm, come fai a parlare di impressioni e sensazioni che si hanno col passare del tempo all’interno di una generazione se poi, mettendo a confronto due generazioni, dici che prendi in considerazione solo il momento attuale?  Cioé filtri tutto con gli occhi di oggi? Non ti ci ho, è ufficiale.

  14. Zave wrote:

    Si ma, ehm, come fai a parlare di impressioni e sensazioni che si hanno col passare del tempo all’interno di una generazione se poi, mettendo a confronto due generazioni, dici che prendi in considerazione solo il momento attuale?  Cioé filtri tutto con gli occhi di oggi? Non ti ci ho, è ufficiale.

    Sì, ma nel senso, ti ho perso pure io. Non è che alla ps2 ho giocato solo metal gear 2 e gow2, nè? anzi. Si sta parlando di come, a mio avviso, stia cambiando l’invecchiamento di un videogioco oggi e del fatto che titoli come quelli citati sia difficile rigiocarli oggi. E non solo per via dell’hardware, ma anche perchè sono pochi quelli che giocherebbero sons of liberty, nel 2010. Non centra una bega la sensazione di allora all’uscita, nè penso di averne mai parlato. O sì? 🙂

  15. Ma messo giù così sembra un discorso che viene fatto a ogni generazione, ma proprio tutte. Per dirlo a ragion veduta bisognerebbe aspettare il termine della prossima e ripensare a oggi. Con il senno di poi l’effetto è sempre sempre sempre quello che sottolinei tu. Se anche col senno di poi invece giocare a Gears of War 2 sarà “meglio” di quanto sia oggi giocare a God of War 2, allora okei. Ma possiamo discuterne fra ennemila anni.

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