[Diario] Dialogo o silenzi?

OK, la pianto di spammare news e vi aggiorno con un altro diario ludico. Ufficialmente dichiaro aperta la mia stagione RPG 2010. L’anno scorso ne ho lasciati molti in sospeso ed è ora di recuperare. Così mentre Mass Effect 2 (X360) inizia, ho deciso di finire Lost Odyssey (X360), che era appeso al disco 2 da una vita, di iniziare Ar Tonelico (PS2) e di alternare a tutto questo qualche sparatoria ad Halo ODST (X360) (che rimane la solita cagata, giusto un po’ meno cagata del pretenzioso Halo 3, fortuna per il multiplayer) e l’immancabile Borderlands (X360).

Per quanto mi riguarda, Lost Odyssey sancisce la superiorità della parola scritta sui dialoghi doppiati e le cutscene. La profondità di un racconto breve, contestualizzato nel gioco, batte qualsiasi dialogo ben doppiato in particolar modo quando si devono veicolare stati d’animo ed emozioni. Il dialogo televisivo, ancor peggio se interattivo (non si può creare dramma se il giocatore deve sacrificare l’escapismo per prendere una fredda decisione basata sul calcolo e la pianificazione), non ha quella potenza espressiva che solo la descrizione di silenzi e gesti sanno dare. Se poi, molto subdolamente, il racconto breve fa anche da codex, la goduria e l’immersione è garantita. L’unico problema nello storytelling di Lost Odyssey è che i Mille Anni di Sogni coinvolgono fin troppo: l’inizio è veramente faticoso, per quanto sono tetre le storie narrate.

Bioware ed i suoi epigoni devono assolutamente iniziare a valorizzare i silenzi e l’introspezione, perché non è affatto detto che tutto possa essere ridotto ad uno scambio di battute e qualche occasionale sganassone. Non mi fraintendete, giocare Mass Effect 2 è piacevolissimo ma questa fede cieca nel dialogo come panacea di tutti i mali inizia a sapere di vecchio. D’altronde era una novità con Maniac Mansion… Volenti o nolenti ormai siamo nell’era di Heavy Rain, un gioco dove i silenzi contano più delle parole. Di Mass Effect 2 probabilmente parlerò in un prossimo diario o in un approfondimento dedicato.

Una segnalazione anche per Ar Tonelico: giocatelo! Probabilmente lo troverete per quattro noccioline. Se sopportate la grafica 2D ed una storiella spumeggiante è probabile che questo titolo vi piaccia. E’ leggerissimo, il combat system non è intrusivo (anche se è parzialmente a turni e con parsimoniosi incontri casuali), l’azione è veloce e la storia si dipana in millemila maniere: 7 finali possibili a cui si arriva tramite filoni narrativi diversi, per ognuno dei quali si impiegano al massimo 20 ore. E’ stata una piacevole sorpresa.

Nonostante i toni un po’ maliziosi (che non sono i miei preferiti, quando si parla di storytelling alla giapponese) c’è un gradevole sistema di approfondimento delle relazioni con i comprimari. Anche in questo caso c’è un uso simbolico dell’introspezione (che diventa una specie di mini-game): dovrete aiutare alcuni personaggi ad accettare difetti della propria personalità o a superare complessi personali, con risulati non sempre ovvi.

Dialogo o silenzi? L’utilizzo non è interscambiabile. Un gesto ben collocato, ad esempio una Lara Croft che si osserva le mani, sconcertata dal fatto che è arrivata ad uccidere un uomo per correre dietro ad un tesoro, ha molto più peso di qualsiasi linea di dialogo.

Dopo anni di superficiali orge multimediali, ci credo molto nel tornare ad utilizzare i silenzi ed il simbolismo come mezzo di narrazione.

7 commenti su “[Diario] Dialogo o silenzi?

  1. Mi sono già procurato AT2: Melody of Metafalica (parlando di doppi sensi…), così sarò pronto per il terzo episodio a breve.

    Ho scoperto che AT1 è una specie di rarità in Europa e che noi Italiani siamo una delle poche nazioni elette in cui sia stato distributo (insieme a Francia e Spagna).

  2. Sisi’, lo sapevo anch’io. I giochi NIS in qualche modo finiscono sempre per diventare rari.
    Cmq AT2 e’ migliore di AT1, dal punto di vista del game design.
    Secondo me, AT1 e’ una tragedia perche’ ti premia se trascini le battaglie (piu’ durano, piu’ drop ottieni, piu’ o meno), per cui se vuoi drop rari ti tocca mezz’ora a battaglia, e a lungo andare e’ noioso (e molto), anche perche’ gli incontri erranti non sono rari.

  3. …visto che l’opinione di tutti è sacra mi limiterò a dire la mia :Halo Osdt è tutto fuorchè una cagata e per essere uno sparatutto è pure ben raccontato.
    Mass effect 2: visto che i silenzi di heavy Rain hanno ancora tutto da dimostrare non essendo ancora uscito direi che per il momento il titolo Bioware spacca i culi ai passeri
    (tanto per tenere il dialogo sui toni del redattore)
    pace e bene:)

  4. Fantastico! Anche io ho cominciato Ar Tonelico due sere fa e mi sono fatto due ore filate di gioco come ormai sempre più raramente mi succede! (ps. la grafica 2D la sopporto piuttosto bene… specie quando si tratta dello stile japanime super-deformed, soprattutto delle produzioni GUST).

    Non so se è ancora disponibile, ma tempo fa presi AT su Ibs.it a poco meno di 13 euro…

  5. HellCiccio, la versione con cui sto giocando l’ho presa su IBS a 9,99, becca! La parte migliore la vedrai quando sblocchi il Dive system: alcune Reivatell hanno una mente parecchio contorta e decisamente più di uno scheletro nell’armadio…

    Diego: di Mass Effect 2 parlerò in un approfondimento prossimo venturo. Non ci leggere troppi significati reconditi, il gioco almeno per quello che ho visto sin’ora è ottimo.

  6. Si siamo lì come prezzo, io l’ho preso assieme a Digital Devil Saga 1 e We Love Katamari, facendo una media l’avrò pagato poco meno di 10 euro 😀

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