Babel 21

A che ora è la fine del mondo?, si chiedeva un perplesso Ligabue qualche anno fa, in fremente attesa del Terzo Festival del Dolore su Canale 9. Chisseneincula, rispondeva un offeso Michael Stipe, a cui tutto sommato l’apocalisse non stava nemmeno antipatica. E per un motivo ben preciso: come andrà lo sappiamo già, l’ha scritta un tizio barbuto (non Dritzzt Do’Urden, un altro) molti anni fa su delle pergamene di capra. Nonostante questo, è un argomento che non ci annoia mai. Succede lo stesso con i giochi? Roba che abbiamo già visto, trita e ritrita, con le stesse meccaniche, texture e perfino gli stessi marroncini e space marine e futuri distopici e mondi fantasy con nanielfigoblindraghi. Ok, roba a cui siamo abituati, ma per forza insopportabile? Svelate questo e altri misteri nel numero 021 di Babel, l’unica rivista con la faccia tosta di mettere cavalli che scoreggiano fuoco in copertina.

Link: QUI

In questo numero:

* Cover Story – It’s the End of the World (As We Know It)
* Ars Ludica – E vidi spenta ogni veduta, fuor che de la fiera
* Esco di Rado – Non è un RPG
* QPTO – L’era dei redattori mitici
* Lamer Rotanti – Identità e mercato, come Sony ha perso la leadership dell’industria
* Review – Atellier Annie: Alchemist of Sera Island
* Review – Dante’s Inferno
* Review – Half Minute Hero
* Review – Darksiders
* Review – Mass Effect 2
* Review – STALKER Call of Pripyat
* Second Opinion – Demon’s Souls
* Review – Dragonball Z: Attack of the Saiyans
* Giochi di Merda – Tristologia di Navarrosh PC
* Sparate al Caopoverso
* Time Waits for Nobody – 11
* Nero Ludico – 4
* 1493
* Arena – 6

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.