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shit game è un gioco abbozzato, rozzo, elaborato nel gameplay ma per nulla rifinito. Un capolavoro, insomma.
E’ la negazione della ricerca dello stile, uno scarabocchio disgnato su un foglio di carta mentre un professore spiega qualcosa di particolarmente noioso.
E’ un platform popolato da mostri che sembrano uscire più da un test di psicologia infantile che da un’elaborata visione artistica.
Paradossalmente, nella sua precaria radicalità visiva, shit game risulta compiuto e si lascia giocare, suscitando disincanto e rimanendo impresso per quello che è: la rappresentazione dell’indolenza della scena indie, un’opera in un certo senso cruda e piena di ironia.
Ma è anche un gioco che non vuole prendersi troppo sul serio e che è stato sviluppato in una settimana… e quindi non vale la pena di prendere troppo sul serio neanche me.
Dal primo momento in cui ti ho mossa… ti ho amata
Il tuo accento marcatamente britannico ti rende così desiderabile
Sensuale e sbarazzina, sin dai primi frame…

Annoiata dalla solita routine, in cerca di nuovi stimoli
Ti sei ritrovata in un mondo a te estraneo, e anche lì hai saputo tirar fuori il meglio di te
Sai usar le mani per bene quando serve
Ma anche agire di astuzia nelle situazioni più improbabili

Abbiamo passato appena 13 ore insieme, in cui ti sei alternata alla cara vecchia April Ryan…
Ore intense, speciali, ti assicuro che con un’altra sarebbe stato diverso
ma adesso ti vedo lì, in un letto, tra le mani del destino
… infausto destino

Zoë, apri gli occhi… io sono accanto a te

…
P.S. Cari ragazzi di Funcom,
date un seguito a Dreamfall o mi vedrò costretto a salire a Oslo con quattro picciotti per ricamarvi un sorriso sul collo.
Faith Fighter è l’ultimo lavoro della Molleindustria, di cui parlammo in riferimento al caso Operazione Pretofilia (il post lo trovate QUI) e di cui il nostro Emack intervistò il fondatore Paolo Pedercini (l’intervista la trovate QUI).
Seguendo la scia di un altro picchiaduro ad incontri con protagonisti dei personaggi biblici (Bible Fight), la Molleindustria ha deciso di mettere in ridicolo lo scontro tra religioni, realizzando un picchiaduro in cui i personaggi selezionabili sono le divinità delle religioni più diffuse sul globo terrestre.
“Scegli il tuo credo e spacca il culo a chi non la pensa come te. Dai sfogo alla tua intolleranza!” Recita parte della presentazione del gioco sul sito ufficiale. Il riferimento allo scontro tra le grandi fedi religiose è evidente e, in giornate come queste in cui il dialogo tra gli opposti sembra sempre più difficile, questo piccolo gioiello in flash risulta ancora più pungente e attuale degli altri lavori della Molleindustria, andando a rappresentare la trivialità di certi atteggiamenti infantili a cui i fedeli si attaccano per difendere il proprio credo. In un mondo in cui le grandi questioni etiche e morali vengono spesso ridotte a risse da stadio tra sacerdoti delle diverse religioni o tra praticanti poco coscienti di quello che vanno praticando e predicando, quale genere migliore di un picchiaduro per rappresentare le beghe della fede?
Buddha subisce un calcio volante da Dio e cade fragorosamente al tappeto, distruggendo parte della città sul background.
Muhammad invoca una palla di fuoco contro Budai che sta disteso a terra per riprendere energia.
Ganesh tenta di colpire Jesus con la sua ascia che risponde a sua volta con una specie di crocefissione rotante.
I poteri speciali delle divinità sono presi dalla loro iconografia ufficiale che si è imposta nel corso dei secoli. Così la colomba della pace diventa una specie di palla di fuoco di streetfighteriana memoria mentre la ruota buddista rotola contro il nemico distribuendo morte e distruzione. Tutto è trasfigurato e anche ciò che dovrebbe elevare lo spirito è stato trasformato in uno strumento di lotta contro le altre fedi.
Lo scopo del gioco è quello di battere le altre sei divinità più il nemico finale: Xenu che, stando a Wikipedia: “Nella dottrina di Scientology, del’Xenu’ (o Xemu) era il dittatore della Confederazione Galattica che, circa 75 milioni di anni fa, portò sulla Terra diversi miliardi di alieni, secondo quanto scrisse L. Ron Hubbard, il fondatore stesso della setta Scientology. Nel racconto mitologico di Hubbard, Xenu raccolse questi alieni intorno a dei vulcani e scatenò su di essi esplosioni nucleari: al giorno d’oggi, le anime di costoro sono ancora presenti con la loro nefasta influenza.”
Sono venuto a sapere chi è Xenu dopo aver messo online l’articolo e ho opportunamente cambiato il paragrafo precedente. L’averlo inserito come nemico finale può significare molte cose. Quella che mi viene in mente è la volontà di sottolineare come alle religioni tradizionali si siano affiancate sette religiose basate su teologie o filosofie spesso derivate dalla fiction, ovvero dalla cultura popolare che nelle società occidentali va soppiantando l’immaginario religioso, sintomo che spesso le religioni vengono vissute in modo superficiale e che credere è più una questione di comodo che di vera fede.
Insomma, lo scontro con Xenu è un combattere contro l’assurdità stessa delle religioni in quanto tali, contro il nuovo che rende evidente le anomalie presenti nel concetto stesso di religione. Una divinità/fiction nata dal culto di un intero decennio per la figura dell’alieno viene messa sullo stesso piano di divinità antiche che vengono considerate più legittime in base ad affermazioni fallaci perché basate tutte sullo stesso presupposto: la fede. In fondo se è possibile credere ad un dio che ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, perché non dovrebbe essere possibile credere che gli alieni salveranno il mondo o che la forza scorre potente in noi?
Dopo sei scontri consecutivi vinti arriva la consacrazione finale, con la divinità vittoriosa rimasta sola a dominare un cumulo di macerie fiammeggianti. L’essere sovrannaturale è al centro dello schermo. Una breve zoomata all’indietro allarga l’inquadratura sottolineando i resti di una città distrutta. Il game over appare inesorabile sfumando l’immagine finale.
Il link per provare il gioco si trova dopo le immagini.
Genetos è un ambizioso meta-sparatutto/videogioco a scorrimento verticale che si prefigge di “far giocare” con la storia del genere.
Si parte da Space Invaders: nemici tutti uguali estremamente naif, background nero e pochi proiettili.
Nella seconda generazione appaiono le stelle sullo sfondo, i nemici iniziano a prendere forme più definite e i proiettili aumentano; sia quelli sparati dai mostri, sia quelli sparati dalla nostra navicella. Si può usare una smart bomb.
Nella terza generazione il background è colorato e appaiono delle sfumature a disegnare lo spazio stellare. I nemici sono molto più definiti e lo schermo è pieno di proiettili. La smart bomb diventa più versatile e dinamica.
Ogni generazione ha il suo boss caratterizzato in base alla sua epoca.
Genetos non è ancora completo, però è possibile scaricare una demo che permette di provare tre generazioni.