Cosa c’è che non va in Operazione: Pretofilia?

Appena ho visto e giocato a “Operazione: Pretofilia” ho pensato: a questo manca solo il detonatore, perché il detonante c’è tutto. E il detonatore ha ben pensato di metterlo, apprendiamo con ritardo da Punto Informatico, il deputato Luca Volontè. Una miccetta di scarsa credibilità, ma c’è.

In un paese in cui non esiste più la libertà di satira nemmeno nelle sue incarnazioni tradizionali, della penna, della voce, della matita, come può permettersi qualcuno di pretendere che essa venga accettata in un mezzo già incompreso ai più, ivi inclusi i suoi abituali fruitori? Non stiamo parlando della televisione, questa volta: come può esistere un videogioco, sissignori, un videogioco, che parli di, e denunci, una piaga montata a livello sociale a cui chi potrebbe (o avrebbe potuto) porre un freno non rivolge nemmeno (e questa sarebbe la migliore delle ipotesi) uno sguardo?

In che senso non c’è libertà di satira? L’espressione si spiega con il mio aver visto istintivamente nel gioco della Molleindustria non un gioco, non un suggerimento in Flash alla riflessione personale o alla mobilitazione sociale, ma dinamite; ormai so, e penso sappiate anche voi, distinguere quale sia il livello non scritto di quanto è ritenuto lecito; e per lecito s’intende: non psicologicamente perseguibile. Psicologicamente? Sì. Gran parte delle denunce e delle querele si traduce nel lungo termine in un nulla di fatto, se poi si concretizzano davvero e non rimangono che minacce, ma per chi le avvia e porta avanti ciò non ha alcuna importanza: è il fattore di dissuasione che interessa, e la maggior parte dei cittadini ha ormai imparato che mettere il naso al di fuori dei propri piccoli affari porta grane, grattacapi, stress, e non vale la pena.

Quello che colpisce, della “denuncia” di Luca Volontè, è la scarsa chiarezza; egli pare far ricorso ad ogni cavillo possibile per mettere fuori gioco il prodotto della Molleindustria, fingendo di dimenticare che non è la mole dei capi di imputazione a portare o meno a una condanna, ma la loro concretezza. Purtroppo non ho sentito direttamente le dichiarazioni originali del deputato, e sappiamo che tra un virgolettato e l’altro ciò che era pesce diventa verdura, ma l’impressione è che voglia semplicemente sbarazzare sé e altri di qualcosa di scomodo, di sgradevole, oltretutto di caratteristiche ignote (dato il medium) e perciò pericoloso; oltre a questo, è chiaro come senta il dovere di formare un’opinione (negativa) in chi avrebbe altrimenti condotto la sua vita tranquilla e senza preoccupazioni fino alla morte, se il caso non gli fosse stato sventolato sotto il naso e messo sotto una lente di ingrandimento. Sempre che il criticante in oggetto abbia la capacità di smuovere qualcuno, e non gli si stia dando eccessivo risalto.

Nei giorni scorsi si è parlato della censura che Manhunt 2 dovrà fronteggiare in diversi paesi del mondo (mi risultano Gran Bretagna, Irlanda, Stati Uniti, Italia, Germania, Australia), nella forma di un bando totale dalla distribuzione e vendita (abbiamo in proposito una discussione avviata nel forum). Sebbene un tale bando susciti forti interrogativi sulla natura di ciò che crediamo essere libertà d’espressione, il caso va distinto da quello di “Operazione: Pretofilia”: se, nel caso di Manhunt 2, si ravvisa il tipico pattern del gioco potenzialmente di scarsa qualità, che tramuta le polemiche in marketing per diventare oggetto di desiderio (a gioco non distribuito non può essere altro che un’ipotesi, ovviamente), il parto della Molleindustria non vuole farsi desiderare in sé, non deve vendere, e nemmeno fornire un’opinione preconfezionata: tutto ciò che fa, anzi, è mostrarci un’idea tutt’altro che confezionata, un’idea che desidera fortemente essere falsificata, che non aspetta altro che essere smentita – dall’evidenza dei fatti, però, e non da denunce cieche e omertose. La satira fotografa realtà, e potenziali realtà, fornendo ai cittadini una via di fuga intellettuale da automatismi collaudati, e spesso, come dimostrano i casi (comprovati) oggi in discussione di molestie sessuali su bambini ad opera di alcuni sacerdoti, pericolosi per noi e per le persone che ci stanno vicino.

“Operazione: Pretofilia” è un gioco crudo nel suo modo di caricaturare episodi di violenza realmente avvenuti: tutto è reso numerico (la barra dell’attenzione mediatica, il numero di preti arrestati), o ancor peggio binario (virtuoso/peccatore, sereno/stuprato); e tuttavia tale crudezza sortisce un effetto, probabilmente inaspettato per gli sprovveduti: infastidisce, disturba, e per reazione ci suggerisce quanta differenza ci sia, invece, tra una variabile che cambia di valore in una animazione Flash che chiuderemo di lì a minuti, e una vita segnata per sempre da una macchia indelebile.

Riferimenti

UPDATE – ore 17.30

Il gioco è stato rimosso. Motivazioni su Molleindustria.

26 comments on “Cosa c’è che non va in Operazione: Pretofilia?

  1. Che schifo, sono scioccato. L’hanno veramente levato?
    Ma però più che schifato sono anche un po’ incazzato. Ma è possibile veramente che con tutto lo schifo che c’è in questo mondo si venga ad attaccare la satira? L’unica colpa di Molleindustria è di, appunto, non essere supportata da alcun’altro che la massa silenziosa. Bleargh.

  2. Io sono sicuro che le accuse si sarebbero dissolte (si dissolveranno?) una volta al vaglio della magistratura, ma dobbiamo convivere col fatto che qualcuno che non conosce i fatti possa su questi fatti prendere provvedimenti sbagliati, nel mentre che si aspetta. E ancor prima di prendere provvedimenti può sventolare spauracchi a costo zero.

  3. perchè non esistono anche
    ingegnerofilia, architettofilia, comunistofilia, fascistofilia, sindacatofilia, ecc.? A parte l’ignoranza che fa diventare negativo il suffisso “filia”, mi sembra solo una pura idiosincrasia per i preti ed un pretesto per una guerra ad un Papa scomodo che vorremmo dicesse quello che piace a noi in modo da non assumerci delle responsabilità di scelte personali di vita che nessuna legge ci impone a parte quelle morali.Certo, chi amministra il cosiddetto dialogo con lo spirito e con la morale dovrebbe essere esente da certi reati ma le mele marce sono dovunque. Che dire dell’esempio dato dalla “casta” dei politici che ci ha sicuramente amministrato male per i primi 50 anni della Repubblica sia economicamente che moralmente? O di quei capi partito che hanno nascosto le loro nefandezze con la “ragion di partito” (e lo fanno ancora oggi)? Preferisco combattere chi commette i reati piuttosto che le categorie.
    Gilberto

  4. Ciò che mi fa ridere che tali crociate vengono dalla parte politica che regge un governo che si sta coprendo di giorno in giorno sempre più di ridicolo.
    Oggi chi pratica la Prodifilia dovrebbe essere punito come un reato di offesa al comune senso del pudore
    Bruno

  5. Oh, abbiamo due nuovi non-lettori (cioè chi ci commenta ma non legge).

    GILBERTO, si sta parlando dei casi di abusi sui minori da parte di sacerdoti, non vedo cosa c’entri l’amministrazione della cosa pubblica italiana negli ultimi 50 anni.

    Bruno, idem: l’ignoranza del medium del videogioco, e l’avversione alla satira, sono atteggiamenti bipartisan, inutile farne una questione di appartenenza politica.

  6. “La satira fotografa realtà, e potenziali realtà, fornendo ai cittadini una via di fuga intellettuale da automatismi collaudati,…”

    La satira (non tutta per fortuna) spesso fornisce demonizzazioni direttamente o indirettamente prezzolate (ad esempio tessere di partito o altri favori)con il preciso scopo della demolizione di un personaggio. La a-criticità dell’assunzione superficiale (senza indagine approfondita) di tali input forniti da grandi mezzi di comunicazione (mass media o giochi) non fornisce “fuga intellettuale da automatismi” ma al contrario crea solo “branchismo” e il nascondersi dietro ciò per cui alla battuta del guitto devono ridere tutti.
    Gilberto

  7. caro StM, per me l’articolo parla di un gioco relativo agli abusi commessi dai preti e del diritto di satira non degli abusi “per se”. Sei sicuro tu di aver letto l’articolo? e di aver individuato il tema? Io del gioco e della satira parlo, il resto lo lascio a giudici e censori ognuno per propria competenza. Se invece l’articolo parlava degli abusi lo ritengo poco esplicito al riguardo.
    Per quello ho chiesto perchè non indirizzare qualche gioco anche su altre categorie ad esempio gli ingegneri che fanno crollare palazzi uccidendo persone, medici che fanno altrettanto con il bisturi, politici per clientelarismo e peggio distruggono le finanze di un paese? Si potrebbe farne dei bei giochi con una montagna di satira.
    Quello che io chiedo è “perchè devo giocare solo con i preti”? Dimenticavo: io sono ateo.
    Gilberto

  8. Quello che io chiedo è “perchè devo giocare solo con i preti”?

    Visita il sito della Molleindustria, troverai altri giochi che prendono di mira altri temi (e leggiti la nostra intervista al fondatore, linkata sempre nel post); certo non ci sono risorse, per bersagliare tutto ciò che merita attenzione, ma a mio giudizio la Molleindustria riesce sempre a far riflettere e discutere (in questo caso anche troppo).

    “Si sta parlando” è impersonale, si riferisce al gioco e di riflesso all’articolo. Poiché tu stavi bypassando la discussione del gioco azzannando direttamente l’argomento per poi deviare verso temi a mio giudizio un po’ troppo generali per un blog che parla di videogames, ho bypassato anch’io per tornare perlomeno all’argomento del gioco, se non proprio al gioco in sé.

  9. Preferisco combattere chi commette i reati piuttosto che le categorie.

    ottimo, quindi non quello che sta facendo Volontè.

    Chi è che sta demonizzando chi, mi chiedo.

  10. a TeknoDragooN
    Fai bene a chiedertelo ma devi anche cercare la risposta senza fartela dare da mass media e giochini. Se pensi che la risposta sia “nessuno, nessuno” può anche essere vera ma devi avere un sostegno reale toccato con mano e non fideistico quindi non un sentito dire. Coincidenze e befana per me stanno nello stesso angolo della parte più bassa della gaussiana delle probabilità.
    Auguri
    PS Felice di risentirti con si o con no ma con una base concreta.

  11. Il giochino non pretende di offrire risposte, punta solo il dito su una situazione senza scadere nella blasfemia. Volontè è il classico personaggio che cerca facile consenso sparando sulle zanzare, ritiene le proprie risposte assolute e giustifica con il suo comportamento l’esistenza stessa della satira. Per chiarezza, il colore politico non mi interessa, a tempo debito tocca a tutti.

    Hai chiesto “perchè devo giocare solo con i preti”: chi ti vieta di impararti flash e fare un giochino simile sulla malasanità? Cosa cambierebbe rispetto a questo nel concetto? Nulla, ancora meno per te che sei ateo. Sempre di un pungolo si tratta, non della cura. E la categoria si deve sentire offesa non dal pungolo, ma da chi del pungolo è causa prima, senza il quale questo non esisterebbe. Chi vuole liberarsi del solo pungolo, pretende di nascondere la polvere sotto il tappeto e non di pulirla.

  12. Il gioco è stato rimosso dal sito di Molleindustria, ma è disponibile in migliaia di altri siti e blog. Uno dei punti di forza della Rete è, infatti, che non si può facilmente censurare. Se si chiude da una parte, le cose rispuntano da un’altra parte. Se ciò è un bene per la libertà di informazione, a volte può essere nocivo. Come nel caso del sito dell’Orgoglio pedofilo, oscurato in Italia, ma raggiungibile con un apposito link inserito in alcuni siti pedofili. Ovviamente vale la pena correre il rischio affinchè ci sia piena libertà di informazione, ma in questo caso è difficile pronunciarsi perchè in ballo c’è la questione spinosa della pedofilia e nel caso del giochino degli abusi contro i minori all’interno della Chiesa.

    Io sarei più propenso a lasciare in circolazione il gioco e a non praticare nessuna forma di censura, ma quando ci si trova di fronte a certi temi diventa dfficile scegliere…

  13. Io non ne faccio una questione di colore politico.Molto semplicemente ho il buonsenso di ritenere che una persona come Volonte’ – ricordiamo tra le sue imprese quella di indire un ordine del giorno sull’Ikea;secondo Volonte’ obiettivo dell’Ikea e’ la scristianizzazione dell’Italia,perche’ non vende i presepi;giuro che non me la sono inventata – non deve stare seduta dove sta ora.

    E la censura i nostri politicanti non l’hanno mica applicata la prima volta.Io continuo a ritenere che tale pratica non risolva nulla,perche’ un fenomeno in un modo o nell’altro si espandera’ comunque,anzi utilizzera’ la clandestinita’ come scusa per autogiustificarsi.
    I vampiri prosperano nel buio;metteteli alla luce del sole e moriranno.

  14. Quello che è stato fatto nei confronti di “Operazione: Pretofilia” ha dello scandaloso.

    Volonté ha preferito addurre motivazioni ridicole pur di attaccare il videogioco in oggetto, sollevando le sue armi politiche per zittire una voce fuori dagli schemi, che preferisce parlare del problema “pedofilia sacerdotale” in modo originale e, lasciatemelo dire, maggiormente ricalcante la realtà di quanto faccia oggi il patinato perbenismo della cronaca.

  15. C’è da domandarsi se la provocazione di Operazione: Pretofilia non comprenda (e si completi) anche con la sua fugace apparizione e oscuramento da parte delle autorità italiane. Una sorta di satira che si realizza con l’allucinazione della realtà proprio per dire: “Avete visto che all’incredibile non c’è mai fine?”

  16. L’oscuramento è stato per ora volontario, non sono sicuro che “le autorità” lo avrebbero oscurato (la comunicazione del portavoce di Cossiga, o quel che è, mi pare più intimidatoria che altro), anche se probabilmente sì (semmai chiedevano le scuse dopo).

  17. Mutandine Assorbenti
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    Gaspy

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